E sai…

E sai,da quando ho conosciuto il metallaro,penso di nuovo molto spesso a te.
A te che non ci sei più,e che non posso sostituire con quell’uomo che di noi non sa e non deve sapere niente.
Se mi sono ripromessa una cosa è di non raccontare mai di te a quelli del centro,perchè per quanto possano essermi amici sono per la maggior parte pettegoli o suscettibili.
Uno di loro mi ha parlato di un suo amico che è morto quando erano ragazzini.
La cosa mi sconvolse,in quel momento pensai sarebbe stato giusto condividerti,ma passato quell’attimo ho preferito rimanessi mio.
Come ho visto al metallaro la prima volta mi sono ricordata di te.
Di come avresti voluto essere come lui,sicuramente tu l’avresti adorato come sto facendo io ora.
Mi sono ricordata che non hai mai avuto il coraggio di tingerti i capelli come facevo e faccio io,o di tagliarli come un vero punk.
Mi sono ricordata che l’unica maledizione che non ti ha colto fin quando sei stato parte di me è stata la droga.
Mi sono ricordata che non ci sono più i nostri pomeriggi ad ascoltare la musica stesi sul letto,io che ti tiro un calcio e ti chiedo di cambiare canzone e tu che mi costringi ad ascoltarla spiegandomi perchè è bella.
Ho pensato che se riusciamo a diventare buoni amici io e il metallaro potrei un giorno finire anche con lui ad ascoltare musica e basta per quanto bene ci capiamo.
Ma poi ho ricacciato l’idea,perchè mi farebbe stare troppo male farlo senza di te.
Sono più di quattro anni che lo faccio da sola,e ormai ho il mio rodaggio cosi.
Non posso sostituirti ne cambiare le cose.

Da quando ho conosciuto il metallaro ho capito che non siamo gli unici punk in città noi due.
Anzi,questo poteva esserci genitore,quindi avremmo dovuto portargli rispetto.
Ma tu e la tua venerazione per i rockettari consumati non c’è più,ci sono io che lo tratto come l’unico mio pari degno di parlarmi di musica dentro quel centro di pazzi.
E si,apprezzo ogni suo anello,sia chiaro.
Ma lui sarebbe stato la perfetta figura da seguire per te,tu che cercavi sempre un appiglio alla vita,l’avresti trovato in un altra vita.
E forse lui mi avrebbe anche declassata alla fine,avresti preferito lui perchè non avevi mai preferito me in quanto femmina.
E alla fine avrei preso ad odiarvi entrambi.
Invece ho questa situazione; tu non ci sei più e lui è particolare.
Il tipo solitario che piaceva a te.
Quando anche io ero solitaria,ricordi?
Adesso parlo come una radio,sono impazzita.
Chissà che figura di merda ho fatto con il metallaro l’altro giorno.
Senti qua e dimmi se non sono rinco?
Lui se ne stava tranquillo a farsi i fatti suoi sulle scale nere,ed io che davanti alle scale facevo avanti indietro come un ossessa e gli parlavo delle cose più disparate.
Ero tesa perchè ovunque mi girassi vedevo te,e le ore che avevamo passato insieme su quello stesso asfalto.
Avevo paura di tradirmi e finire per nominarti.
Alla fine ho parlato vagamente del tedesco,che è sempre un ottimo argomento quando sono in tensione.
Uno dei pochi argomenti,assieme a te,che conosco come le mie tasche.

Beh,secondo te gli ho fatto paura o schifo?
Come minimo gli ho fatto venire mal di testa.
Una parte di me lo vorrebbe fortemente come amico.
Camminargli accanto per strada mi fa sentire meno disadattata e più rockettara ribele.
Come camminare accanto a te mi faceva sentire forte e capace di uccidere solo con lo sguardo chiunque ti guardasse male.
Che tempi quelli. Assurdo. Sembra una vita fà.
Non mi abituerò mai a tutto ciò.
Forse è meglio non bazzicare più alla Bestat,almeno per evitarmi il susseguirsi di certe scene del passato nella mia mente per ore ed ore successive.
E se poi ci divento amica e gli succede qualcosa?
Ho fottutamente paura,perchè sento che lui è l’unica vera buona occasione che ho di farmi un vero amico da quattro anni a questa parte.
Ovvero da quando non ho più il mio migliore amico.

France,vabbè,è un discorso apparte.

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Queste sono le cose belle che ho fatto,visto,letto,ascoltato,nel 2018.

Un altro anno va via,ma i suoi ricordi restano,questi più di altri.

 

 


 

Capitolo: Cose troppo belle ma fortunatamente vere

 

Alex Turner che parla al telefono in una posa ultra oscena

 

Alex col giubbotto ”Turner”

 

Alex

 

 

Turner anni 70′ in bianco
Turner anni 70′ in bianco

 


 

Leggere questo libro ambientato nella mia terra, conoscerne l’autore e conservarne anche la dedica

 

Primo Maggio,Lacuna Coil

 

 

 

 


 

 

Capitolo: Libri

 

Divorare il cielo,Paolo Giordano

 

 

Diari,Sylvia Plath

 

 

La campana di vetro,Sylvia Plath

 

 

 


 

 

Capitolo: Musica

 

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Capitolo: Vita di quasi tutti i giorni

 

Il chiostro del centro

 

Il tempo estivo passato al centro diurno

 

Il primo compleanno di mia nipote al quale ho preso parte

 

Le Tavole Palatine a Metaponto

 

 

Le tartarughe dell’Oasi del WWF di Policoro

 

L’esame. Un trionfo inaspettato.

 

Quella calda giornata a Bari

 

 

 

 

 

 

Loro,le turte. Sempre

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

*Tutte le immagini di Alex Turner sono screen dal videoclip di ”Tranquility Base Hotel & Casino”

Summary of 2018.

Stasera penso che mi danno fastidio alcune cose.
Penso che alcune cose mi stanno scomode.
Come gli occhiali.
Non li vorrei,vorrei semplicemente vederci bene.
E vorrei gli occhi color ghiaccio,come dicevo prima al metallaro.
Penso che mi sta scomodo il fatto di aver conosciuto i Verdena solo quest’anno.
Penso che avrei dovuto divorare la loro musica nella mia adolescenza e sognare i loro concerti.
Invece ci sono stati i Mars al loro posto.
Penso che andavano bene anche i Mars per quel momento,si,lo penso.
Penso che ancora ci tengo un casino ai Mars.
Penso e ripenso che è inutile farsi scadere una band per i comportamenti delle persone,la musica è quella che conta.

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Buon Nαŧαłɇ

Nonostante quest’anno sia più antinatalista che mai non posso esimermi da fare gli auguri ai miei cari colleghi blogger,scrittori,lettori e amici.

Grazie a tutti,perchè mi leggete e quasi sempre avete la pazienza di non mandarmi a fanculo.

Buon Natale!.jpg
Vi dedico uno sfondo che ho fatto qualche anno fa per un concorso natalizio dei Muse,che non ho vinto,ma per il quale ho adorato lavorare. Se il Natale è bello,lo è a tema Muse.

Buon Natale a tutti voi e alle vostre famiglie,io nonostante tutto passerò un buon Natale.