Gremlins

Domandai,così dal nulla,«Conosce i Gremlins?».
Come risposta ricevetti una scossa del capo negativa.
E allora attaccai con il mio logorroico soliloquio da sedicente sottutto io «Sono quei mostriciattoli piccoli,grassi,pelosi,brutti e cattivi» le mie parole contornate da gesti e espressioni assurde,«Non li conosce? Sul serio?».
Ancora una scossa del capo.
Bene,molto bene.
«Vabbè,comunque…» «…Io sono un Gremlin» «Tale e quale! Identica!» continuai io straconvinta.
La mia espressione lo dimostrava anche troppo bene.
«Valentina,ti sei auto-convinta di essere un…Gremlins?» la domanda arrivò preoccupata ma incerta sul finale.
Non aveva capito cosa erano i Gremlins.
Mi usava il plurale per un solo Gremlin.
Che poi sarei io.
«Ma no…» la mia risposta è arrivata anche troppo derisoria,«Era solo una similitudine che mi è venuta in mente ora» mi sono chiarita.
Io sono cosi; adoro usare metafore e similitudini per spiegare chi sono.
Perchè infondo non sono nessuno.
Meglio usare nomi di altri.
Tipo i Gremlins.
Troppo figo paragonarsi ad un Gremlin.
E allora per tutta risposta mi arriva un cenno del capo,ci tiene a rendermi partecipe del fatto che ha capito; era solo una delle mie solite stupidaggini.
Quelle cose che ho imparato a buttare fuori dalla testa da una certa persona,invece di tenermele per me come facevo prima.
Meglio sfogarsi,me lo hanno sempre detto tutti.
Meglio chiarire subito con tutti chi sono. Un Gremlins. O Gremlin?
«Nel periodo di Natale hanno rifatto il film in tivù,ed io l’ho intravisto» «Mi sono ricordata di quanto da bambina mi facevano paura quei cosi,e niente…» «…Mi sono resa conto di essermi trasformata io stessa in un Gremlin ora» «Assurdo,non crede?» ho detto io ed ho chiesto al mio interlocutore se era sorpreso quanto me.
Non era sorpreso,me ne accorsi subito. 
Scuoteva la testa,mi guardava preoccupato e non sapeva che dire.
Io avrei saputo che dire ma non lo dissi.
Avevo parlato anche abbastanza per quel giorno.

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Ero un Gremlins.
Un piccolo mostriciattolo.
Brutto e cattivo.
Anzi,sono.

Mon Cher,
Come stai? Cosa fai?
Sento un pò la tua mancanza,senza di te mi sento completamente annoiata.
Non c’è più quel Criceto che mi faceva ridere solo per il fatto d’esistere.
Ma so che tornerai,perciò mi armo di pazienza e paziento.

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Ode agli psicofarmaci

L’altro giorno sono andata dal nanetto (il mio psichiatra).
Chissà che direbbe il dottore se sapesse che lo chiamo nanetto.
Io lo faccio affettuosamente -sia chiaro!- non lo insulto mica.
Anzi,sono molto contenta che sia alto quanto me,questo mi fa sentire più a mio agio e mi fa provare più empatia nei suoi confronti.
Che poi non sono io che dovrei provare empatia nei suoi confronti ma al massimo lui nei miei.
Credo che il nanetto sia abbastanza empatico nei miei confronti,nonostante la mia antisocialità.

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