Pubblicato in: Pensieri

Resistenza

Sono sparita per una settimana perchè sono stata malata,ma per fortuna questo non interessa a nessuno.

Interessa invece al mondo intero sapere le ultime news dal mondo del rock…proprio per questo mi sto dando da fare per fare qualche piccolo resoconto di ciò che è successo mentre io stavo a letto con la febbre.

In attesa del mio ritorno vi lascio una bellissima canzone dei Muse,Resistance,che parla di resistenza,non quella che ho combattuto io contro il virus ma sempre resistenza.

Viva i Muse che mi curano anche da malata ❤

Pubblicato in: Pensieri

Decidi.

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“Si può essere una persona violenta e andare là fuori e uccidere la gente o si può essere in una rock band.”

Matthew Bellamy (frontman dei Muse)

Devo prendere una decisione tra le due alternative?

Decido di far parte di una rock band,il ruolo di persona violenta non mi si addice Matt.

E voi quale alternativa scegliete?

Far parte di una rock band,essere una persona violenta o la terza opzione che Bellamy ha dimenticato.cioè reprimere tutta la frustrazione?

Pubblicato in: Tags & Awards

Mood Music Tag

Ringrazio https://tulliotherocker.wordpress.com/ per avermi taggata in quello che sembra un giochetto perfetto per farmi divertire e scervellare un pò 😀

 

Queste sono le regole:
– Per partecipare devi essere stato taggato almeno una volta.
– Scegli almeno 5 tracce musicali (o più) che rispecchino alcune emozioni o stati d’animo al positivo.
– Tagga almeno 5 blogger (o anche di più ) e avvisali di averli taggati.
– Cita il mio blog all’interno del tuo articolo con link diretto o esteso: GHB Memories –https://ghbmemories.wordpress.com, scrivendo che l’idea è partita da qui.
– Se vuoi spiega anche brevemente perché hai scelto alcune tracce piuttosto che altre.

 

E queste sono le mie canzoni 🙂

 
Glorious dei Muse

Non potevo non iniziare con i miei Muse ovviamente.
Questa è una delle canzoni più armoniose dei Muse,molte volte ascoltandola ho sentito crepe della mia anima ricucirsi sotto l’effetto della medicina che più mi sa curare al mondo;i Muse.

 
Rebellion dei Linkin Park

Rebellion ha segnato un giorno importantissimo della mia vita.Mentre l’ascoltavo per la prima volta,ricevetti la notizia che mia sorella era incinta. Da quel giorno Rebellion è diventata la canzone simbolo di mia nipote,e come se fosse destinata ad essere la colonna sonora della sua vita.

 

 

Sing dei My Chemical Romance

Sing è una di quelle canzoni che mi aiuta a vedere le cose da una prospettiva più positiva. La canzone che mi ha incoraggiato a continuare a cantare quando volevo smettere,la canzone che mi ha insegnato che nessuno deve cantare per se stesso ma per il mondo intero. Solo Gerard Way può farmi capire certe cose della vita,solo lui canta per il mondo in una lingua comprensibile in tutte le galassie.

 

 
Second Heartbeat degli Avenged Sevenfold

Una delle prime canzoni che ho ascoltato in vita mia degli Avenged Sevenfold. Dal primo ascolto capii che era qualcosa di speciale,e con questa canzone anche la band che l’aveva creata era speciale.
Mi ricorda molto quei giorni nei quali il mio amico F. mi parlava continuamente dei My Chemical Romance e degli Avenged Sevenfold facendomi ascoltare alcune loro canzoni. Nonostante all’epoca prestassi poca attenzione a queste band,ciò a cui hanno fatto da sottofondo le loro canzoni è indimenticabile. Perciò Second Heartbeat fà parte della mia memoria,dei miei ricordi degli anni scorsi.

 

 

Closer To The Edge dei Thirty Seconds To Mars

Ascoltare CTTE mi porta sempre un certo stato di euforia e felicità immediata. La canto ogni santa volta che l’ascolto,e mi metto a ballare (molto in stile Leto,cioè non so muovermi xD ), mi fa scaricare le emozioni negative in una maniera assurda e contorta che solo Jared Leto in persona potrebbe spiegarmi.
“Jared,perchè quando ascolto Closer To The Edge mi sento talmente euforica?”

 

 

In The Shadow dei The Rasmus

Anche questa è una delle canzoni che mi ricordano la mia infanzia. In particolare ho una scena impressa nella memoria con questa canzone di sottofondo. Stavamo traslocando quel giorno,e mentre portavamo delle cose nella casa nuova io e mia sorella la sentimmo per strada. Siamo rimaste cosi stregate da quella canzone rock/dance che arrivate a casa nuova iniziammo a fare ricerche per ritrovarla.
Insomma,In The Shadow è una bellissima canzone,l’ho usata per molte mie feste di compleanno e la so anche cantare ma principalmente mi ricorda il primo trasloco della mia vita.

 

 

Just The Way You Are dei Pierce The Veil

La versione punk/rock di Just The Way You Are dei Pierce The Veil è un mondo fantastico.
La adoro alla follia,poi la voce di Vic Fuentes rende la canzone molto più bella di com’era in origine (senza nulla togliere a Bruno Mars,sia chiaro).
Questa è una di quelle canzoni che mi fa diventare gli occhi a forma di cuore quando l’ascolto.

 

 

Come Mi Guardi Tu dei Tre Allegri Ragazzi Morti

Unica canzone italiana che ho scelto.Non potevo non sceglierla perchè me la dedicava sempre il mio fidanzato,e nonostante stia parlando al passato di lui,la canzone rimane sempre bella nella sua semplicità di melodia e testo. Un testo semplice ma che non riesco a togliermi più dalla testa… Quelle parole…

 

Ho scelto otto canzoni che mi hanno accompagnato in alcuni dei momenti più belli della mia vita. Che il loro testo fosse attinente o no,in quel preciso istante lo diventava per me.

Adesso mi tolgo dai piedi perchè ho della musica da ascoltare!
Ah,ecco i cinque blogger che taggo per questa cosa:

 

https://echelonmya.wordpress.com/

https://lazonafrank.wordpress.com/

https://raccontidalpassato.wordpress.com/

https://azzurradb.wordpress.com/

https://fioridiciliegiolove.wordpress.com/

 

P.S. Ho deciso di taggare persone che non parlano prettamente di musica cosi che abbiano la possibilità di dedicarvi un piccolo spazio. Taggare persone che come me parlano principalmente di musica sarebbe stato scontato,sono curiosa invece di sentire proposte da persone che ci nascondono i loro gusti musicali 😀

Pubblicato in: Famiglia

La responsabilità di un padre testardo

L’altro giorno ho accompagnato mio padre a fare una visita medica dalla diabetologa.
Lo accompagno ovunque perchè adoro passare del tempo con lui,qualsiasi tipo di tempo,purchè sia tempo passato accanto a lui.
Sento sempre che ho a disposizione meno tempo di quanto ne vorrei con lui,perciò lo accompagno anche a fare le visite.
Non che abbia bisogno dell’accompagnatrice,anzi,mio padre odia essere aiutato,ma la mia compagnia non la disdegna mai.

Lo studio della diabetologa poi era a parecchi chilometri dalla nostra città (la sanità pubblica fa schifo,per una visita diabetologica siamo dovuti uscire dalla nostra città…anzi,è la nostra citttà che fa schifo) quindi ne abbiamo approfittato per fare una passeggiata.
Le solite passeggiate padre-figlia che piace fare a noi.

Sono sempre stata molto legata a mio padre,non ho mai nascosto di essere più legata a lui che a mia madre.Difficile dire perchè,forse perchè ci passiamo molti anni ed ho sempre avuto paura di perderlo o forse perchè è l’uomo che più mi ha insegnato nella mia vita.
Quasi il novanta percento degli adolescenti al mio posto dice di odiare almeno uno dei due genitori se non proprio tutti e due,per me non è mai stato così.
L’unica cosa nella mia vita che è sempre stata chiara e limpida è stato il rapporto con i miei genitori. Io sono la più piccola della famiglia,quando hanno avuto me avevano tutti e due quarant’anni,quindi sapevano già come crescere una figlia.
Io questa grande differenza d’età l’ho sempre vissuta male,a scuola elementare vedevo i genitori dei compagni giovani mentre i miei avevano un figlio di quasi trent’anni. Nonostante abbia spesso rinfacciato loro il fatto di avermi avuta in età cosi avanzata (secondo me erano troppo vecchi per avere un altro figlio), ho sempre sentito in loro delle figure di riferimento su cui contare,delle colonne portanti.
Poi,sono più legata a mio padre forse perchè le figlie femmine preferiscono i padri,non so,potrebbe essere.

Nello studio della diabetologa c’erano persone di tutti i tipi. I tipici giovani che hanno appena scoperto di avere un problema di salute,le madri apprensive con i figlioletti che fanno mangiare troppo e la categoria che meglio conosco perchè ne fa parte mio padre,le persone a cui gli si legge in faccia che hanno il diabete anche se non sono obese.

Quando ho sentito la madre di un bambino di 6 anni dire che suo figlio aveva il diabete e che il medico gli aveva detto che avrebbe dovuto fargli perdere almeno venti chili,ho guardato mio padre sbalordita e lui ha guardato me annuendo.
Abbiamo aspettato quasi un ora prima di fare questa benedetta visita,intanto abbiamo sentito quella madre che raccontava tutti i fatti suoi alla sorella che si era portata appresso,ed ovviamente c’erano anche i bambini a dare fastidio.

Il tempo non passava mai,e quando il tempo non passa l’unica cosa che mi viene voglia di fare e guardare mio padre. Lo osservo mentre pensa,mentre si guarda in giro e parla,cerco di memorizzare ogni minimo dettaglio del suo viso e delle sue espressioni ogni santa volta che ne ho il tempo. Questo tempo che ci vogliono rubare…oh no…non lo permetterò.
Di solito smetto di fissarlo quando lui se ne accorge e mi sorride,ma l’altro giorno non se ne è accorto ed io ho iniziato a viaggiare con i miei pensieri su di lui.
Un giorno non ci sarà più,probabilmente quel giorno non è nemmeno cosi lontano,ed io ho ancora talmente bisogno di lui che il solo pensarci mi fa sentire di nuovo persa. Ecco perchè siamo qui,la dottoressa gli darà altre medicine,e queste mi permetteranno di averlo con me per altro tempo,il tempo necessario a capire come fare a vivere.

Siamo finalmente entrati dalla diabetologa dopo quasi due ore,e la visita è durata neanche dieci minuti.
La dottoressa come avevamo predetto tutti e due,gli ha prescritto altre medicine per normalizzare altri valori sballati,e ovviamente l’ha rimproverato.
“Deve scendere di peso” la frase gettonata da tutti i diabetologi e che ha usato anche la dottoressa come primo ammonimento.
Non si era nemmeno accorta che dall’ultima volta che lo aveva visitato mio padre era dimagrito dieci chili.
Mi stava già infastidendo quella dottoressa saputella che non può sapere quanto tempo e dedizione ci abbiamo messo a casa per far dimagrire quell’ostinato di mio padre.
Poi mi ha guardata e mi ha chiesto chi ero, “Sono sua figlia” ho risposto io.
Da quel momento in poi,i rimproveri sono stati per me e non per mio padre.
Mi ha fatta sentire in colpa per la salute di mio padre,ed in verità ora mi sento davvero colpevole.
“E la figlia non dice niente?” ha chiesto quando mio padre ha detto che aveva cambiato dosaggio delle medicine.
Non può quella sconosciuta sapere quanto ho detto io a mio padre riguardo la sua salute! Oh,quante preoccupazioni mi sono addossata senza risolvere niente. Perchè se c’è una cosa che io e mio padre abbiamo in comune è che siamo testardi,e di certo mio padre non cambia di fronte a me.

Alla fine,prima che uscissimo la dottoressa ci ha guardati e ha detto “Solo la figlia lo può salvare”.
Questa frase che mi è sembrata all’inizio l’ennesima frecciatina per farmi sentire in colpa,poi si è trasformata nella mia mente in qualcosa di diverso.
Le ultime parole famose…solo la figlia lo può salvare…non è la prima volta che me lo dicono.
Perchè tutti pensano che una diciassettenne possa salvare il testardo padre quasi sessantenne?
Forse perchè lo penso io?
Ho sempre pensato di poterlo,anzi doverlo,salvare e forse anche gli estranei se ne rendono conto.
Perchè di una cosa sono certa,quando sono con mio padre sono sempre in perenne agitazione e paura che gli succeda qualcosa,lo rimprovero io stessa molte volte supendo poi la sua rabbia. Certo,una ragazzina che rimprovera il padre non si è mai vista,ma io lo faccio per il suo bene,dovrebbe capirlo. Ed il suo bene,e anche il mio bene.
Se lui sta bene,vive e sorride,la mia vita è perfetta. Se lui soffre ed è irresponsabile,io vivo in apprensione.

La cosa assurda che normalmente mio padre è la persona più responsabile che conosca,proprio da lui ho imparato ad essere responsabile delle mie decisioni e azioni…però,quando si tratta di se stesso non è affatto responsabile.
Molte volte gli dico “Se poi muori sono io che devo piangere sulla tua tomba,ti dovresti sentire in colpa perchè mi farai soffrire”-“Se mi vuoi davvero bene risparmiami questa sofferenza ora che puoi farlo”,ma mai mi ascolta.
Perchè non mi ascolta mai quell’uomo??

Su mio padre e sul rapporto che ho con mio padre ci potrei scrivere un libro. Lui è un personaggio di quelli che affascinano e allo stesso tempo insegnano lezioni importanti sulla vita,io sono l’eterna sognatrice che lo fa disperare ma cerca continuamente di salvarlo.
Ne verrebbe fuori una bella storia,ma non conosco ancora la fine quindi e inutile pensare di scriverla.

Alla fine con l’aiuto di una delle mie sorelle,siamo riuscite a convincerlo ad andare da un dietologo,visto che con i problemi che ha dovrebbe seguire una dieta specifica che mia madre di certo non conosce.
Abbiamo fatto un passo avanti,spero. Lo accompagnerò io dal dietologo ovviamente.

“Solo la figlia lo può salvare”….e allora lo salverò,a costo di sacrificare la mia intera esistenza.

Papà,non puoi capire quanto ti voglio bene.

Pubblicato in: Pensieri, Vita da Psycho

I save you from yourself…

Come fai a salvare una persona che non vuole realmente essere salvata?
Semplice,non la salvi.
Ti tocca guardarla morire da quel momento in poi.
Un legame insidiosamente malato ti lega a quella persona dal primo istante in cui ti proponi di salvarla.
E vederla morire è la fine. La fine di tutto. Di quell’amore che avevi progettato,di quella vita condivisa e di quei sacrifici fatti tentando di salvarla.
Ma non si può salvare un anima che brucia e si corrode ogni giorno che passa,si può solo stare a guardare e iniziare a bruciare con lei.
Quando quell’anima sarà completamente bruciata,resteranno le ceneri con le quali potersi nutrire mentre la fiamma che incendia il nostro petto divampa sempre di più.
Ti sentirai sopraffatto dal calore,sul punto di scoppiare. Sentirai che non c’è fine a questa tortura,la tua mente ti dirà di seguirla.
“L’unica via d’uscita è raggiungere lui” mi ripeteva la mia testa.
“Ti stai sbagliando” ripetevo alla mia testa cercando di dissuaderla.
La battaglia è ardua,senza sosta e tregue.
Finchè non ne uscirai completamente vincitore,ti sentirai ogni momento in bilico tra la vita e la morte.
Se ti sentirai morto dentro,la battaglia è finita prima di iniziare,ma se sentirai anche solo le ceneri di ciò che rimane di te,combatti.
Vale la pena rinascere da quelle ceneri,vale la pena cercare la felicità.

Dopo tutto quello che è successo pensavo che non avrei mai più visto la felicità tra le mie mani,ma quando vedo il sorrisetto di quel chitarrista so che un giorno tutto tornerà come era prima.
Perchè se c’è l’ha fatta lui,posso farcela anche io.
E se ce la faccio io,ce la possono fare tutti!