I save you from yourself…

Come fai a salvare una persona che non vuole realmente essere salvata?
Semplice,non la salvi.
Ti tocca guardarla morire da quel momento in poi.
Un legame insidiosamente malato ti lega a quella persona dal primo istante in cui ti proponi di salvarla.
E vederla morire è la fine. La fine di tutto. Di quell’amore che avevi progettato,di quella vita condivisa e di quei sacrifici fatti tentando di salvarla.
Ma non si può salvare un anima che brucia e si corrode ogni giorno che passa,si può solo stare a guardare e iniziare a bruciare con lei.
Quando quell’anima sarà completamente bruciata,resteranno le ceneri con le quali potersi nutrire mentre la fiamma che incendia il nostro petto divampa sempre di più.
Ti sentirai sopraffatto dal calore,sul punto di scoppiare. Sentirai che non c’è fine a questa tortura,la tua mente ti dirà di seguirla.
“L’unica via d’uscita è raggiungere lui” mi ripeteva la mia testa.
“Ti stai sbagliando” ripetevo alla mia testa cercando di dissuaderla.
La battaglia è ardua,senza sosta e tregue.
Finchè non ne uscirai completamente vincitore,ti sentirai ogni momento in bilico tra la vita e la morte.
Se ti sentirai morto dentro,la battaglia è finita prima di iniziare,ma se sentirai anche solo le ceneri di ciò che rimane di te,combatti.
Vale la pena rinascere da quelle ceneri,vale la pena cercare la felicità.

Dopo tutto quello che è successo pensavo che non avrei mai più visto la felicità tra le mie mani,ma quando vedo il sorrisetto di quel chitarrista so che un giorno tutto tornerà come era prima.
Perchè se c’è l’ha fatta lui,posso farcela anche io.
E se ce la faccio io,ce la possono fare tutti!

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Discoteca

Sabato ho avuto la geniale idea di andare in discoteca con G. ed i suoi amici.

Non ci ero mai andata in discoteca,ma non perchè mi vergognassi o nessuno mi avesse mai invitata,non ci ero mai andata per il mio sano principio di seguire il mio istinto. Il mio istinto mi diceva che avrei visto solo ragazze mezze nude e ragazzi maniaci.
Il mio istinto non si era sbagliato,in grandi linee è proprio quello che ho visto sabato sera in discoteca.

Sembrava di stare nella savana;da una parte le prede innocenti che ballavano con le amiche e dall’altra i predatori famelici che confrontavano con gli amici la loro preferita.
Adoro osservare i comportamenti degli adolescenti e paragonargli a quelli degli animali,ammetto che le similitudini di questo genere mi soddisfano molto per come rappresentano bene le scene reali.

Noi adolescenti siamo cosi,animaleschi. Tutti,anche io.
Ognuno sfoga i suoi istinti in modo diverso.
Il ragazzo medio della mia età cerca una ragazza su cui sfogarsi.
La ragazza media della mia età non so bene cosa cerchi,forse perchè io in quanto ragazza cerco cose diverse con le quali sfogarmi.
Già,io mi sfogo con la mia musica. Cantando,suonando e scrivendo canzoni.
La mia musica è impregnata dagli istinti irrazionali da adolescente che ho.

Dopo essermi persa nei miei contorti studi sugli adolescenti ho sentito una canzone che conoscevo e ho trascinato G. a ballare.
Nessuno se lo aspettava,ma ho ballato.
Avevano messo A Light That Never Comes dei Linkin Park,il mio istinto di sfogarmi con la musica si è fatto sentire.
Poi sono tornata a sedermi grazie al cielo.

Mi ha molto colpita l’architettura della discoteca.
Questa discoteca dove siamo andati noi è una delle numerose discoteche che nascono sulla litoranea della nostra città,ma sicuramente è la più bella.
Nasce dentro un albergo/stabilimento balneare quindi è proprio di fronte al mare.

Quando sono salita sulla terrazza con G. ho potuto ammirare il mare a notte fonda,e l’odore di sale che tanto odio pur essendoci nata vicino al mare.
L’atmosfera era romantica,si.
Io però sulla terrazza ci sono arrivata in lacrime e il romanticismo per me era finito da un pezzo.

Una sola frase,quello che doveva essere un complimento da parte di G. è diventato una pugnalata al cuore,l’ennesima,questa volta senza alcuna intenzione da parte sua devo ammetterlo.
Mi ha portata sulla terrazza per farmi tranquillizzare e mi ha consolata.
Non mi sarei mai immaginata che un giorno proprio G. mi avrebbe consolata,G. che mi diceva sempre che stavo troppo attaccata ad F. e che dovevo prendere un pò le distanze. Anche se le avessi prese queste distanze,sarebbe cambiato qualcosa? Non credo,forse sarebbe peggiorato tutto e basta. Ma peggio di cosi come poteva andare a finire?

Siamo tornati a casa che io reggevo lui per via della vodka che a sua insaputa gli avevo versato nel bicchiere.
Lui voleva far ubriacare me,ed io ho fatto ubriacare lui! 😉

Ora che abbiamo ottenuto ognuno dall’altro quello che volevamo,spero di poterlo cancellare dalla mia vita definitivamente.
Ci ho provato cosi tante volte…spero che questa sia l’ultima.
Quella buona.

Love

love

L’amore infantile segue il principio: amo perché sono amato.

L’amore maturo segue il principio: sono amato perché amo.

L’amore immaturo dice: ti amo perché ho bisogno di te.

L’amore maturo dice: ho bisogno di te perché ti amo.

Erich Fromm-L’arte di amare

Io sono all’amore immaturo per ora…e voi?

Vecchie amicizie vogliono tornare a galla…

Non posso tornare indietro ormai.
Ho preso le mie decisioni e tornare indietro,rivangare il passato,sarebbe incoerente da parte mia.
Anche se la curiosità di fare un salto indietro è sempre dietro l’angolo,mi farò forza.
E se crescere vuol dire prendersi le proprie responsabilità allora io inizierò prendendomi le responsabilità delle scelte che ho fatto in passato.
Tornare indietro mi farebbe soltanto fare l’ennesimo passo indietro della mia crescita e maturazione.

Ho già troppi problemi per tornare ad essere amica di colei che è stata la mia migliore amica per tanti anni ma con la quale alla fine ho chiuso per incomprensione da entrambe le parti.
Non dico che fosse solo colpa sua,parte della colpa era anche mia.
Lei non capiva più me,ed io non capivo più lei.
Tutt’un tratto,iniziato il liceo,mi sembrava di parlare con una sconosciuta.
Non potevo confidarmi con una persona che era diventata cosi diversa e distante da me.

Mi dispiace aver chiuso per sempre con lei,ma so che facendolo sono cresciuta un pò,sono maturata.
Un amicizia come quella era inutile per tutte e due,e a me non va di perdere tempo.

Non dimenticherò mai i momenti nei quali mi è stata di grande aiuto,ma oltre a quei momenti non c’era futuro per la nostra amicizia.
Forse è stato meglio che sia finita come è finita,senza portarsi dietro risentimento,odio o sensi di colpa.
Un semplice Addio,reciprocamente pronunciato da tutte e due più di un anno fa,e cosi un capitolo della mia infanzia si è chiuso per sempre.

In questi giorni che sono sola iniziavo a pensare di ricontattarla,ma preferisco mantenere il mio orgoglio intatto e rimanere sul mio punto.
Non si torna indietro.

Mi sono chiesta cosa farei se fosse lei a chiedermi aiuto un giorno. Probabilmente all’inizio accetterei di tornare sua amica,ma so che alla fine tutto tornerebbe muto e sordo come era.
Le persone cambiano,non possiamo farci niente.

Se lei era cambiata a tal punto da non poter più sopportare la mia passione per la musica rock,io non potevo di certo comprendere la sua opposta passione per la musica pop.
Lei era cambiata,non era più la mia amica.
E non potrà mai più esserlo.

Siamo cresciute,siamo cambiate,non abbiamo più niente in comune,ne niente da dirci.

Fine.

Incontri scomodi

Ieri pomeriggio stavo tranquillamente passeggiando per il mio quartiere,in realtà stavo andando a fare una specifica commissione,fare la carta d’identità.
Visto che mi serviva,ero contenta finalmente di poterla fare e togliere questa dalla lista delle cose da fare.
Poi il mio umore è cambiato e sono tornata a casa arrabbiata con tutti.

Chi potevo incontrare per strada nelle vie che percorro di solito?
Ovviamente il mio caro amico ed ex batterista G.
Già il fatto che sia il mio ex batterista la dice lunga sul suo conto,ma non è finita qui,tra me e quel ragazzo c’è un trascorso di odio puro e amicizia costretta.

Appena l’ho visto ho fatto finta di niente e ho tirato a dritto sperando di evitarlo.
Povera me,mi ero illusa.
Mi è arrivato alle spalle esordendo “Hei Vale,ma che fine avevi fatto?”-“Non ti vedevo da una marea di tempo!”
Io ho annuito con una smorfia di dolore perchè le sue domande mi causano un inspiegabile fastidio al viso come se invece di parlarmi mi stesse punzecchiando.
Dopo la prima domanda ne sono seguite molte altre; “Dove stai andando?” “Cosa ci devi fare con la carta d’identità?” “Ma è vero che stai andando dallo psicologo?” (qualcuno ha fatto la spia) “Perchè non mi scrivi più?” “Tu ti deprimi a stare a casa,uno di questi giorni usciamo?” “Ma hai dormito stanotte,hai certe occhiaie?” “Vale,dobbiamo rimettere insieme la band,lo sai vero?”.
Tra tutta questa trafila di domande una dietro l’altra io ho dato una sola risposta “Sto andando a fare la carta d’identità”,per il resto ho annuito e fatto cenno di no con la testa.
Stanca da quelle domande,gli ho detto che avevo fretta e lui mi ha risposto che potevo andare (perchè avevo bisogno del suo permesso per andarmene ovviamente xD) ma dovevo promettere di chiamarlo.
Ho promesso. Non l’ho chiamato. Non lo voglio fare…o forse si.

Il problema di G. è che non è un vero amico.
Nell’ultimo anno siamo tornati amici perchè mi hanno costretto a farlo entrare nella band come batterista. Dove lo trovavo poi un altro batterista in questa città sperduta? Mi sono accontentata di lui,anzi all’inizio ringraziavo di averlo ritrovato.
Poi ho capito il suo vero intento. Mai aveva pensato di fare musica per il semplice piacere di farlo o per un esigenza come lo era per me,ma solo per squallidi fini.
Negli ultimi mesi l’ho sentito troppe volte pronunciare la frase “Guardate che i batteristi fanno colpo sulle ragazze”,e non si può capire quante volte l’abbia visto mettere in pratica quelle parole.
Ho sopportato per il bene della band,visto che della sua vita personale non mi interessava più da anni ormai.
Poi la band si è sgretolata ma non per colpa sua. Avrei preferito che fosse stato lui la causa dello scioglimento della band….mille volte l’avrei preferito.
Comunque da quando la band si è sciolta mi tortura con la storia che adesso non può più fare colpo sulle ragazze.
A me che non possa invitare la sua amichetta di turno ad un nostro concerto non interessa affatto,ma lui me ne fa sentire in colpa.
“è colpa tua se sto in astinenza” mi incolpava.
Dopo tutto ciò,ho iniziato a evitarlo. Non potevo sentirmi addosso anche sensi di colpa perchè lui non ha più nessuna con cui giocare.

G. è sempre stato talmente egoista da quando i suoi genitori hanno divorziato che pensavo non avrei mai più potuto essere sua amica,eppure che io voglia o no finisco sempre per ritrovarmelo addosso.

C’è sempre qualche cosa che ci riunisce contro le nostre volontà.
Un crudele destino,secondo me.
Il fatto che abitiamo nello stesso quartiere,secondo altri.

G. lo conosco dalla prima elementare,da sempre. L’ho visto crescere e peggiorare anno dopo anno.
All’inizio della scuola elementare eravamo amici,poi quando i suoi genitori si sono separati è cambiato radicalmente.
Da bambino dolce e simpatico che era,è diventato il più cattivo e spregevole essere umano che conoscessi.
Iniziò a spargere odio su tutto e su tutti.
Me compresa ovviamente. Diventò il mio bullo per un pò di tempo,devo ammetterlo.
Il problema era che sua madre e mia sorella maggiore erano amiche ed ogni tanto mi ritrovavo costretta a passare i pomeriggi con lui.
Più passavo tempo con lui più capivo che la situazione della sua famiglia l’aveva totalmente mutato e destabilizzato,era solo un bambino di otto anni infondo come poteva reagire alla completa assenza del padre?

Iniziata la scuola media (per fortuna non andavamo nella stessa scuola) pensavo che me lo sarei tolta dai piedi e finalmente avrei dimenticato con lui tutte le prese in giro e gli insulti,ma mi sbagliavo.
G. ricompariva sempre. Ricompariva sempre nei momenti peggiori.
Quando mi sentivo in crisi perchè dovevo nascondere a tutti che ascoltano musica rock,lui ricomparse. All’epoca iniziò a frequentare ragazzi poco raccomandabili del nostro quartiere e quando uscivo lo vedevo,purtroppo ci parlavo anche.
Purtroppo devo ammettere anche che a lui ho dato il mio primo bacio.
Perchè purtroppo da bambina ero stata innamorata dei suoi occhioni azzurri e capelli biondi…

La fortuna volle che ci ridividessimo presto quando ritrovai il mio amato Fra.
G. non mi parlava ne guardava se con me c’era Fra perchè pensava fosse un ragazzino strano.
Per me Fra non era strano,era G. quello strano ed ero contenta che non mi parlasse più.
Fra purtroppo non l’ha mai odiato,lo considerava un suo amico.

Non ci siamo mai completamente persi di vista vivendo nello stesso quartiere. Ogni tanto ci salutavamo,parlavamo al telefono e cose che io potevo benissimo evitare di fare.

Quando poi insieme ad Fra ed un altro nostro amico formammo la band ci mancava il batterista. Fra mi informò che G. suonava la batteria e nonostante io non ci credessi,mi costrinse ad accettarlo nella band.
Era la nostra unica possibilità.
Cosi ancora una volta ero costretta a vederlo ogni giorno come a scuola elementare.
Ho scoperto che non è mai cambiato dopo di allora,è rimasto il solito egoista egocentrico,che a mettendolo a confronto con Synyster Gates vince assolutamente!

Il nostro odio non si è mai spento. Il lo odiavo perchè era cambiato,era diventato cattivo,lo odiavo perchè mi aveva illusa e usata,lo odiavo perchè provava gusto a vedermi in difficoltà. E amava più di tutto vedermi soccombere per mano sua.
Quante volte fin dalla scuola elementare ho dovuto subire le sue malefiche avance?
Sapeva che avevo un debole per lui e lo usava per farmi soffrire fin dai tempi della scuola elementare.
E ci prova ancora oggi. Peccato che oggi il mio debole per lui sia morto e sepolto.

Non sono più una bambina,sono cresciuta e i suoi subdoli ricatti morali non mi toccano neanche un pò.
Sono capace di controllarmi e davanti a lui non cedo più. Nonostante ciò continuo a soffrire se lo vedo,perchè mi trasmettete cattiveria da tutti i pori.
Alcuni mi chiamano anche ingrata perchè lui mi è stato vicino a Novembre,è riuscito a farmi uscire di casa quando nessuno ci riusciva e forse per questo dovrei ringraziarlo. Quella terribile influenza di Dicembre è stata colpa sua che mi ha portata in giro nel freddo della notte.
Si,è vero,ha fatto finta di starmi vicino,è vero,nei suoi modi contorti ha cercato di tirarmi su di morale.

Rivedendolo oggi ho pensato che se lo volessi potrei sempre cedere di fronte a lui.
Infondo non è solo lui quello in astinenza…
Infondo mi odierei profondamente se lo facessi?
Infondo potrei essere io ad usare lui per una volta?

Lui sta sempre a prendere in giro e a scherzare,ma io in tutti questi anni non ho mai capito se ci ha mai fatto sul serio con me o voleva solo farmi soffrire come credo io.

Non fossi mai uscita per fare questa benedetta carta d’identità.

Credo proprio che finirò per chiamarlo,e cosi il mio orgoglio e il mio autocontrollo andranno a farsi benedire :/

Comunicazione di servizio

Salve colleghi blogger,
Oggi sono qui per annunciarvi alcuni cambiamenti nel mio blog.

Molti di voi ho visto che parlano di “un blog che crescerà con me” e nonostante non ne avessi mai accennato prima,questo era anche il mio intento iniziale.
Ho creato questo blog proprio con l’intento di mettere un pò di ordine nella mia testa e nei miei pensieri.
In questi ultimi anni ne ho vissute un po di tutti i colori ed il risultato è stato un bel caos mentale esploso a fine Gennaio di quest’anno.
Perciò,qualche settimana fa ho creato questo blog chiamandolo appunto “La figlia del rock”,nome che mi sta a pennello, per riorganizzare la mia testolina e con lei ovviamente anche il mio mondo del rock.
All’inizio ho cambiato più volte idea,ma ora sono convinta della mia scelta.
Detto ciò,posso annunciare il primo grande cambiamento;Non si parlerà solo di musica qui!
Nonostante la musica sia metà della mia intera esistenza,questo non mi basta,l’altra metà di me vuole irrompere fuori e smettere di marcire in silenzio nel fondo della mia anima.
Certamente oltre la musica la mia vita diventa un pò più triste e contorta,ma sento che se devo condividere allora devo farlo a 360°.
Qualcuno potrebbe ritrovarsi nelle mie parole come io mi sono ritrovata nelle parole di alcuni di voi. Proprio cosi ho capito che sapere che qualcuno ha vissuto le stesse cose che hai vissuto tu,ti fa sentire meno solo e più forte.
Attenzione, non voglio portare con le mie parole un messaggio di pace e speranza visto che ancora io ne sono alla ricerca,voglio solo mettere per iscritto le mie vittorie,il modo nel quale sono riuscita a raggiungerle ed ovviamente anche le mie sconfitte.
Primo cambiamento; L’aggiunta di nuovi argomenti che non riguardano strettamente il rock.
Allarghiamo i nostri orizzonti!

Sono la figlia del rock,e come tale mi sento in dovere di fare almeno qualcosa di utile.
Perciò,continuerò a dispensare informazioni e notizie sulla musica rock come dovere mi impone.

Metterò un pò d’ordine trasformando alcune categorie di articoli (che sono le più statiche) in nuove pagine.

Cambierò il tema del blog scegliendone uno meno centrato nel tema della musica.

Ed infine,più che modifica,ho deciso di concedere uno spazio nel blog a mia sorella che parlerà di libri. Di questa rubrica ne riparleremo presto.

Con queste ed ulteriori piccole modifiche,presto vedrete il blog nella sua versione 2.0

Saluti dalla vostra Vee 😀