Perchè gli scrittori ricordano tutto,Palie.
Specialmente quello che fa male.
Denuda uno scrittore,indicagli tutte le sue cicatrici e saprà raccontarti la storia di ciascuna di esse,anche della più piccola.
E dalle più grandi avrai romanzi,non amnesie.
Un briciolo di talento è un buon sostegno,se si vuol diventare scrittori,ma l’unico autentico requisito è la capacità di ricordare la storia di ciascuna cicatrice.
L’arte consiste nella perseveranza del ricordo.

Paul Sheldon in Misery

 

 

 

Anche se l’altra sera leggere Misery ha influito negativamente sul mio sonno,più leggo questo romanzo più mi rendo conto della grandezza di questo grande scrittore che è Stephen King.

Non c’è bisogno che lo dica io che Stephen King è un grande genio,ma scoprire questa cosa mi sta facendo crescere.

Per fortuna continuo a fare progressi e non a regredire! xD

Avevo già letto “Le notti di Salem” di Stephen King,e visto che mi era piaciuto molto ho deciso di leggere un altro suo libro.

Ora sono arrivata alla conclusione che Misery è dieci volte più coinvolgente e terrificante di Le notti di Salem,e non vedo l’ora di finirlo per passare al prossimo. Sono contenta visto che Stephen King ha scritto molti romanzi e ancora ne scrive,ciò vuol dire che avrò da leggere per molto tempo 😀

Sinceramente ho scoperto anche di essere attratta dai romanzi horror grazie a questo scrittore. I precedenti romanzi horror che ho letto non mi erano piaciuti cosi tanto,anzi mi avevano fatto pensare che quel genere non fosse per me. Invece con i romanzi di King ho scoperto cosa vuol dire essere terrorizzati,quell’uomo ha una forza descrittiva paurosamente terrificante!

Grandi insegnamenti nascondono le sue parole e anche se le trame dei suoi libri sono prettamente di paura o sopranaturali,riescono a trasmettere utili insegnamenti.
Questo è ciò che mi piace,leggere un romanzo che mi coinvolga nella storia fino a farmi dimenticare della realtà e dei problemi della mia vita ma che allo stesso tempo sappia lasciarmi qualcosa di positivo,un insegnamento.
Perchè se leggo lo faccio per crescere e migliorarmi,e se non trovo un insegnamento in un libro vuol dire che non mi è piaciuto.

 

 

“L’arte consiste nella perseveranza del ricordo” dice Paul Sheldon nel romanzo,e nella realtà io sto sperimentando proprio questo.

Sto costruendo la mia arte,cioè la musica,dalla perseveranza del ricordo.
Non so se lo sto facendo bene,ma ci sto provando,ci lavoro su ogni santo giorno.

Perchè non solo gli scrittori ricordano tutto,anche i musicisti raccontano attraverso la loro musica e i loro versi delle cicatrici che portano con se.

Io di cicatrici ne ho tante,ma c’è n’è una che ancora pulsa forte nel mio cuore.

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3 pensieri su “La perseveranza del ricordo

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