Questo articolo va dritto nella categoria “Io e il mio disagio”,si,ne sono sicura!

 

 


 

 

 

Mi sono accorta leggendo vari libri di psicologia o nel quale il protagonista è psicotico che ho alcune cose in comune con chi soffre di questa malattia.
Non sono psicotica,di questo sono certa,ma sono riuscita in qualche strano e contorto modo ad apprendere delle abilità che trovo utili nella mia vita quotidiana da questa malattia.
Come dire…
Ho tratto dei vantaggi da una cosa che può sembrare molto svantaggiosa,già.
E credo fermamente che essere immersi in malattie del genere non porti niente di buono,ma apprenderne qualche trucchetto per sopravvivere nei momenti di difficoltà non mi sembra così scandaloso.
Vi illustro brevemente le abilità che ho appreso e vi faccio l’esempio di una situazione in cui mi sono utili.

 

 
Estraniarsi dal resto del mondo

Molte volte gli psicopatici cadono in momenti di cosidetta “catalessi” nella quale spengono la lampadina che hanno in testa e dimenticano di esistere. Non so esattamente cosa provi uno psicopatico in un momento del genere ma sono sicura che non sente ne vede ciò che sta succedendo intorno a lui,più semplicemente si estrania.

Ho cercato di imparare ad avere il controllo sulla lampadina che ho in testa,non è stato facile ma con il tempo ho trovato un sistema il quale risultato è simile a quello che vive uno psicotico.
Mi concentro intensamente su un oggetto non in movimento e inizio a far scorrere i pensieri guidandoli solamente nella direzione che mi indirizza l’oggetto.

 

Esempio:

Martedì ero con mio padre nella sua officina,non c’era niente da fare perciò me ne stavo seduta a guardare fuori.
Di fronte a me si apriva un giardino spoglio nel quale camminava un gattino con una lucertolina che faceva capolino tra i dentini.
Mio padre ha iniziato a commentare la giornata come “una giornata morta” ed io incosciamente confermavo le sue opinioni ma non volevo comunque sentire commenti come “niente paghetta oggi per te” .
Niente paghetta? Dopo che sono venuta fino qua? Dopo che sono stata cinque ore seduta sotto al sole a non fare niente? non ne volevo proprio sentir parlare allora mi sono “estraniata“.
Prima mi sono concentrata a guardare il gattino che faceva avanti e indietro nei giardini di fronte al nostro e si contorceva per entrare tra una recinzione e l’altra,era proprio carino quel gattino ma mi distraeva ben poco.
Allora ho posato lo sguardo sulla prima cosa immobile che mi è capitata a tiro,il marciapiede della casa di fronte.
E da lì ho iniziato a concentrare i miei pensieri su quel piccolo pezzo di strada dimenticando che mio padre non voleva darmi i soldi che mi spettavano.
Da quel piccolo pezzo di asfalto sono arrivata a pensare le cose più fantasiose,ed è proprio cosi che la mia mente si estrania dal resto del mondo,scatenando tutta la potenza della sua fantasia.
“Sicuramente qualcuno dev’essere inciampato lì almeno una volta,spero non sia caduto di testa sul gradino almeno.
Il gattino avrà calpestato quel pezzo d’asfalto cosi tante volte con cosi tante cose diverse in bocca che sono certa sia rimasta qualche goccia di sangue di lucertoline proprio li sopra.
Chissà se la signora pulisce mai fuori casa,non credo puliscano gli spazzini per lei,non qui almeno.
Sono certa che qualche barbone si è seduto li disperato perchè non sapeva dove andare a dormire,si,sicuramente sono rimaste delle lacrime impresse nell’asfalto.
Quante persone hanno calpestato quel marciapiede da quando è stato costruito? Quando,è stato costruito? Almeno sessanta anni fà viste le condizioni,e son sicura che non è mai stato aggiustato da quel giorno fino ad ora.
La signora dovrebbe stare attenta perchè con quel centimetro di asfalto e quel gradino di li fronte potrebbero entrarle i ladri in casa in un batter d’occhio” 
“Papà,hai mai proposto alla signora di fronte di farsi un cancelletto di protezione?” ho chiesto a mio padre interrompendo il suo monologo.
“L’ha già fatto qualche anno fà” ha risposto lui infrangendo ogni mia speranza di un possibile guadagno.
Poi,tornata a casa ho scoperto che mentre io mi ero “estraniata”,lui stava parlando seriamente e aveva detto che mi avrebbe dato comunque la paghetta perchè apprezzava il mio sacrificio.
Mi sono persa un discorso che tanto avevo già sentito e infondo mio padre nemmeno se ne è accorto che non avevo sentito niente.
In quel momento avevo solo visto la storia che avevo immaginato di quel marciapiede e avevo sentito solo i miei pensieri,il resto non esisteva.

Sia chiaro che non uso sempre cosi impropriamente questa mia abilità. Più che altro la uso nei momenti nei quali non voglio sentire quello che mi si sta dicendo perchè l’ho già sentito (critiche trite e ritrite o lezioncine da quattro soldi) o nei momenti in cui mi sto annoiando.
Certamente non mi estranierei mai mentre un insegnante sta parlando della lezione di storia,no,mai,ma se l’insegnante in questione sta facendo una predica sul come nessuno studia in classe allora me ne defilo tranquillamente visto che non sono presa in causa 😀

 

 

 

Dimenticare le cose inutili

In molti libri che ho letto i personaggi con tratti psicopatici aveva l’abitudine di dimenticare,anzi cancellare totalmente eventi traumatici o cose che volevano di proposito dimenticare.

Molte volte mi capita di vivere dei momenti che vorrei dimenticare,e non parlo di momenti dei momenti di sofferenza che so essere impossibili da cancellare,parlo di cose davvero inutili.

In realtà non so benissimo come faccio a dimenticarle queste cose,credo che con il passare del tempo ho imparato a lasciar correre e tralasciare le cose inutili,tutto qua,quindi è un abilità che ho acquisito con il tempo.

Prima ogni minimo commento sarcastico mi infastidiva e mi ci tormentavo per delle ore con pensieri al limite del paranoico,adesso per fortuna non sono più cosi,ho imparato a dimenticare.

 

Esempio:

– L’altro giorno,sempre quando ero con mio padre alla sua officina,lo stavo aiutando pitturando un cancello e mi stavo stancando. In passato mi sarei lamentata “Sono stanca,voglio tornare a casa”-“Tanto non mi serve a niente,è inutile” e bla bla bla,invece ora non lo faccio più.

Nel momento nel quale sentivo le ginocchia dolermi e le caviglie pulsare ho pensato “Pensa alla chitarra,pensa alla chitarra,pensa alla chitarra! è il tuo obbiettivo! Che te ne frega che ti stai stancando? Quando torni a casa ti riposi e poi puoi comprare la chitarra! Non ti lamentare,non serve a niente. Quando avrai la chitarra in mano dimenticherai tutta questa fatica e sarai solo orgogliosa di essertela guadagnata con le tue mani!

E cosi ho fatto,ho avuto la forza di stare zitta e andare avanti,e quando sono tornata a casa ho dimenticato.

Più che altro,quando ho visto i soldi ho dimenticato 😉

 

Dimenticare la fatica e ricordare la vittoria!

La chitarra non l’ho ancora comprata,ma non manca molto,ancora un mese e sarà mia 😀

Probabilmente ho imparato altri trucchetti da psicopatici che ora non ho in mente,nel caso ne ricordassi qualche altro in futuro,aggiornerò l’articolo.

 

 

P.S. Vi consiglio di non fare quello che faccio io perchè non è salutare,alla lunga diventerò psicotica ne sono sicura xD

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