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Fiction: La mia vita da fanfiction writer

Nella mia vita,in un modo o nell’altro,c’è sempre stata di mezzo la mia passione per la scrittura che influenzava le mie sorti.

Una volta per esempio,durante delle vacanze di Natale,mi misi in testa di scrivere un libro con la storia che avevo in mente e la misi tutta giù su un quadernone dalla copertina rigida scrivendo prettamente di notte. Avevo circa undici anni, dopo qualche mese non ce la facevo più a contemplare inutilmente quell’ammasso di scemenze quindi buttai l’intero quaderno togliendomi prima la soddisfazione di strappare un pò di pagine.
La sensazione che si prova a dare vita a qualcosa e poi con le stesse mani a toglierla è stupenda,ci si sente potenti e invincibili,peccato che io non lo sono e non lo sono mai stata neanche quando distruggevo le cose che scrivevo.

Altre volte nel corso degli anni ho fatto cose simili;ho cancellato vari diari che tenevo al computer,ho cestinato storie che scrivevo nei momenti di noia a scuola,ho perfino buttato i vecchi quaderni di temi scolastici.
Il motivo di questo mio accanimento? Dopo un pò di tempo quello che avevo scritto mi appariva stupido e insensato (e probabilmente lo era sul serio), mi sentivo distante dalla persona che aveva scritto quelle stupidaggini quindi buttavo tutto.
Forse se avessi conservato qualche quaderno e qualche file word,adesso potrei andare a rileggere le cose che scrivevo allora per notare i miglioramenti o peggioramenti che ci sono stati nel corso degli anni,ma purtroppo la storia più che vecchia che posseggo l’ho scritta a Settembre scorso.

Sono sicura che dai dieci ai tredici anni il mio modo di scrivere deve essere stato in crescendo,almeno cosi dicevano i voti dei compiti in classe,poi però,credo che le cose siano andate un pò in discesa.
Le difficoltà esistenziali e i problemi relazionali a scuola hanno influito negativamente sulla mia crescita sia personale che culturale.
In questo momento penso di essermi ripresa sia psicologicamente che culturalmente,e sto viaggiando verso vette sempre più ambite della conoscenza.
Spero di poter migliorare sempre di più,ed ora che scrivo qui sul blog posso andare ogni tanto a vedere i vecchi articoli per giudicarli ridicoli e magari notare qualche progresso nel mio modo di scrivere. Prometto che non cancellerò niente anche se sò già che mi imbarazzeranno nonostante gli abbia scritti io.

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Ma adesso arriviamo al dunque,la mia vita da fanfiction writer.
Per chi non sapesse di cosa parlo faccio una piccola spiegazione.
I fanfiction writer sono coloro che scrivono fanfiction.
Le fanfiction sono racconti prodotti dai fan su personaggi fittizi o reali di fama più o meno mondiale.

Come ho già detto,ho sempre scritto storie per puro divertimento ma ho scoperto le fanfiction all’età di quattordici anni (e aggiungerei per fortuna perchè se le avessi scoperte prima la mia vita sarebbe stata ancora più disagiata xD).
Ho iniziato leggendone alcune sui siti più famosi e più ne leggevo più mi rendevo conto che molte volte avevo immaginato cose del genere.

Ho invece iniziato a scriverle per puro caso,l’anno scorso di questi tempi.
Le prime cose che scrivevo le strutturavo tramite sogni demenziali che facevo di notte.
Per esempio,l’anno scorso sognai di essere la figlia di Matt Bellamy e iniziai a scrivere una storiella tratta da quel sogno 😀
Roba da matti insomma,l’avrete già capito.
Non pubblicai mai niente perchè ovviamente me ne vergognavo terribilmente e ancora oggi lo faccio, ma scrivevo solo per passare il tempo e svuotare la testa da quei pensieri.
Infatti dopo che scrissi quella storia quel sogno non si ripetè più. Avevo trovato un qualche modo di far uscire dalla mia mente quelle fantasie stupide da ragazzina e allo stesso tempo avevo trovato un modo per passare ore scrivendo.

A metà estate avevo già smesso di scrivere però.
Avevo molte cose a cui pensare quindi misi da parte questa piccola passione che c’era in me di raccontare storie strampalate a me stessa e mi dedicai a ciò che ritenevo più importante,anzi fondamentale per me.
F.
Quello era un periodaccio per lui ed io da brava fidanzata non potei fare altro che stargli accanto fin quando lui mi ci volesse.
Per fortuna non mi ha mai cacciata o ritenuta soffocante,anzi,mi ha sempre voluta accanto a sè.
A me bastava vederlo felice,mi importava solo quello.

E proprio per lui ho ricominciato a scrivere.

Era un noioso pomeriggio di settembre,ci stavamo raccontando i nostri rispettivi primi giorni di scuola e cosi senza che ce accorgessimo ci venne un ideuzza. Tornata a casa riesaminai la conversazione e da quelle che dovevano essere battute iniziai a scrivere una storia al computer.
“Ti immagini se il preside della scuola fosse Roger Taylor?” sparò a caso F ridacchiando.
“Si,certo e come insegnanti chi ci sarebbero?”-“Billie Joe Armstrong a insegnare storia del punk e Fred Durst a insegnare storia del nu metal?” risposi io ridendo con lui.
“Beh,Anthony Kiedis potrebbe fare l’insegnante di canto…e Shannon Leto l’insegnante di batteria..” continuò lui diventando magicamente serio.
“E Matt Bellamy l’insegnante di chitarra…certo,si…” ribattei io annunendo alle sue parole.
E da questo semplice gioco eravamo finiti per inventare una School of Rock tutta nostra con rockstar come insegnanti,come alunni i figli e nipoti delle rockstar e come ogni scuola del rock che si rispetti la gita a fine anno l’avevamo programmata a Glastonbury.
Avevo, da quei pochi dettagli decisi per caso insieme,scritto tutta una storia dietro con personaggi nuovi e luoghi sconosciuti,e dopo qualche settimana che la conclusi decisi di fargliela leggere perchè infondo mi aveva dato lui l’idea.
Fu la prima volta che facevo leggere a qualcuno una mia storia,ma lui ne aveva tutto il diritto.
Lo vidi mentre leggeva. A tratti trovava le parole divertenti,a tratti le trovava tenere ma mai aveva osato fare una critica anche se sono sicura ce ne fossero a centinaia da farmene. Quando finì di leggere disse che la storia era bella,mi chiese perchè non gli avevo mai fatto leggere le cose che scrivevo e mi propose di scrivere un altra storia.

Per lui.

Così da Settembre fino a Novembre ho scritto fanfiction su sua committenza.
Non l’ho fatto solo perchè me lo chiedeva lui ma anche perchè lo vedevo sghignazzare mentre leggeva e questo mi rendeva felice dopo quei mesi passati a crogiolarmi nelle sue lacrime.
Sono diventata per quel breve periodo di tempo la sua scrittrice personale.
Lui mi diceva “Vale,scrivimi una bella storia,ti prego” ed io mi presentavo il giorno dopo a casa sua con tutto quello che ero riuscita a scrivere durante la notte.
Proprio in quei mesi ho imparato a vivere di notte. Di notte mi mettevo al computer a scrivere e mi sentivo soddisfatta perchè il giorno dopo avrei visto sul suo volto un bel sorriso. Di notte…avrei dovuto dormire però.

Scrivevo storielle strampalate con protagonisti le sue band preferite.
Scrivevo di amicizie tra Gerard Way e Matt Bellamy.
Scrivevo di amori tra Synyster Gates e insospettabili ragazze dai capelli rossi.
Scrivevo perfino di come avrei sposato Alex Turner.

Proprio quest’ultimo tipo di storie lo infastidiva quindi alla fine non gliene scrissi più a lui di questo genere.
Era molto geloso xD
Però quando leggeva di Bellamy amico dei My Chemical Romance e degli Avenged Sevenfold mi faceva tanti complimenti e mi diceva che quella sarebbe dovuta essere la realtà e non una fanfiction.
Quanto aveva ragione…

Dopo Novembre smisi di scrivere per un altro pò di tempo.
Avevo perso la ragione per la quale ero tornata a scrivere,quindi non avevo motivo alcuno di continuare a scrivere quelle cavolate.
Meno di un mese dopo mi ritrovai senza idee geniali per il regalo di Natale a mia sorella,e nonostante non fossi al meglio della mia forma,scrissi una storia per lei.
Una storia tratta dalla nostra realtà e romanzata con la presenza di Gerard Way 😀
Ho sempre visto Gerard perfetto per mia sorella,tutto qua,volevo solo immaginare…niente di male u.u

Il caso vuole che mia sorella non abbia mai letto quella storia,visto che il giorno dopo Natale è successo un finimondo a casa mia.
E tra il finimondo post natalizio e la corsa in ospedale perchè partorisse non sono passati molti giorni,quindi la storia mi sono dimenticata anche di dargliela.
Ora che ci penso potrei dargliela ora,sono ancora in tempo. Tanto so che lei non mi giudicherebbe anche se reputasse la storia una vera schifezza, mia sorella non mi spaventa…

Ho passato i mesi successivi a scrivere a singhiozzo.
Dipendeva da come stavo.
Se stavo più o meno bene mi mettevo a scrivere di notte anche fino alle quattro del mattino,se invece non ce la facevo rimandavo al giorno dopo.
Così facendo ho scritto parecchie storielle che reputo sempre terribili e demenziali ma di cui sotto sotto mi sento un pò orgogliosa.
Ho iniziato a non usare solo i componenti delle band come protagonisti,ma ho mischiato realtà tratte da libri che leggevo alla mia realtà e a quelle delle band e…un gran casino!

Mi capitava anche allora di fare sogni che potevano diventare storie,ma con il tempo mi sono resa conto che era sbagliato trasformare un sogno in una storia. Proprio li avevo commesso l’errore nella prima storia che avevo scritto,perchè se trasformavo un sogno in storia arrivavo al punto in cui moriva.
Il punto in cui io mi svegliavo e non sapevo come andava a finire,e non riuscivo neanche a inventarla una fine perchè i sogni hanno sempre fini difficilmente decifrabili. Mi mettevano in difficoltà quelle storie tratte dai miei sogni e finiva sempre che le trasformavo in immondi intrecci che alla fine non avevano niente a che vedere con i miei sogni.
Non ho mai più scritto una storia tratta da un mio sogno. Non lo voglio fare mai più,non ne sono capace.

Nonostante i periodi brutti trascorsi negli ultimi sei mesi non ho più smesso di scrivere.
Ora scrivo sul blog ma le mie storielle strampalate esistono ancora sul mio computer.
Quando mi viene in mente un idea,la scrivo.
Inutile lasciarla marcire in questa testa già abbastanza marcia di per se!
Un giorno pubblicherò una mia storia,ma solo quando sarò certa che sarò arrivata alla decenza,per ora ci sono solo porcherie demenziali che è meglio tenga per me xD

Pubblicato in: Vita da Psycho

Abilità Psicotiche

Questo articolo va dritto nella categoria “Io e il mio disagio”,si,ne sono sicura!

 

 


 

 

 

Mi sono accorta leggendo vari libri di psicologia o nel quale il protagonista è psicotico che ho alcune cose in comune con chi soffre di questa malattia.
Non sono psicotica,di questo sono certa,ma sono riuscita in qualche strano e contorto modo ad apprendere delle abilità che trovo utili nella mia vita quotidiana da questa malattia.
Come dire…
Ho tratto dei vantaggi da una cosa che può sembrare molto svantaggiosa,già.
E credo fermamente che essere immersi in malattie del genere non porti niente di buono,ma apprenderne qualche trucchetto per sopravvivere nei momenti di difficoltà non mi sembra così scandaloso.
Vi illustro brevemente le abilità che ho appreso e vi faccio l’esempio di una situazione in cui mi sono utili.

 

 
Estraniarsi dal resto del mondo

Molte volte gli psicopatici cadono in momenti di cosidetta “catalessi” nella quale spengono la lampadina che hanno in testa e dimenticano di esistere. Non so esattamente cosa provi uno psicopatico in un momento del genere ma sono sicura che non sente ne vede ciò che sta succedendo intorno a lui,più semplicemente si estrania.

Ho cercato di imparare ad avere il controllo sulla lampadina che ho in testa,non è stato facile ma con il tempo ho trovato un sistema il quale risultato è simile a quello che vive uno psicotico.
Mi concentro intensamente su un oggetto non in movimento e inizio a far scorrere i pensieri guidandoli solamente nella direzione che mi indirizza l’oggetto.

 

Esempio:

Martedì ero con mio padre nella sua officina,non c’era niente da fare perciò me ne stavo seduta a guardare fuori.
Di fronte a me si apriva un giardino spoglio nel quale camminava un gattino con una lucertolina che faceva capolino tra i dentini.
Mio padre ha iniziato a commentare la giornata come “una giornata morta” ed io incosciamente confermavo le sue opinioni ma non volevo comunque sentire commenti come “niente paghetta oggi per te” .
Niente paghetta? Dopo che sono venuta fino qua? Dopo che sono stata cinque ore seduta sotto al sole a non fare niente? non ne volevo proprio sentir parlare allora mi sono “estraniata“.
Prima mi sono concentrata a guardare il gattino che faceva avanti e indietro nei giardini di fronte al nostro e si contorceva per entrare tra una recinzione e l’altra,era proprio carino quel gattino ma mi distraeva ben poco.
Allora ho posato lo sguardo sulla prima cosa immobile che mi è capitata a tiro,il marciapiede della casa di fronte.
E da lì ho iniziato a concentrare i miei pensieri su quel piccolo pezzo di strada dimenticando che mio padre non voleva darmi i soldi che mi spettavano.
Da quel piccolo pezzo di asfalto sono arrivata a pensare le cose più fantasiose,ed è proprio cosi che la mia mente si estrania dal resto del mondo,scatenando tutta la potenza della sua fantasia.
“Sicuramente qualcuno dev’essere inciampato lì almeno una volta,spero non sia caduto di testa sul gradino almeno.
Il gattino avrà calpestato quel pezzo d’asfalto cosi tante volte con cosi tante cose diverse in bocca che sono certa sia rimasta qualche goccia di sangue di lucertoline proprio li sopra.
Chissà se la signora pulisce mai fuori casa,non credo puliscano gli spazzini per lei,non qui almeno.
Sono certa che qualche barbone si è seduto li disperato perchè non sapeva dove andare a dormire,si,sicuramente sono rimaste delle lacrime impresse nell’asfalto.
Quante persone hanno calpestato quel marciapiede da quando è stato costruito? Quando,è stato costruito? Almeno sessanta anni fà viste le condizioni,e son sicura che non è mai stato aggiustato da quel giorno fino ad ora.
La signora dovrebbe stare attenta perchè con quel centimetro di asfalto e quel gradino di li fronte potrebbero entrarle i ladri in casa in un batter d’occhio” 
“Papà,hai mai proposto alla signora di fronte di farsi un cancelletto di protezione?” ho chiesto a mio padre interrompendo il suo monologo.
“L’ha già fatto qualche anno fà” ha risposto lui infrangendo ogni mia speranza di un possibile guadagno.
Poi,tornata a casa ho scoperto che mentre io mi ero “estraniata”,lui stava parlando seriamente e aveva detto che mi avrebbe dato comunque la paghetta perchè apprezzava il mio sacrificio.
Mi sono persa un discorso che tanto avevo già sentito e infondo mio padre nemmeno se ne è accorto che non avevo sentito niente.
In quel momento avevo solo visto la storia che avevo immaginato di quel marciapiede e avevo sentito solo i miei pensieri,il resto non esisteva.

Sia chiaro che non uso sempre cosi impropriamente questa mia abilità. Più che altro la uso nei momenti nei quali non voglio sentire quello che mi si sta dicendo perchè l’ho già sentito (critiche trite e ritrite o lezioncine da quattro soldi) o nei momenti in cui mi sto annoiando.
Certamente non mi estranierei mai mentre un insegnante sta parlando della lezione di storia,no,mai,ma se l’insegnante in questione sta facendo una predica sul come nessuno studia in classe allora me ne defilo tranquillamente visto che non sono presa in causa 😀

 

 

 

Dimenticare le cose inutili

In molti libri che ho letto i personaggi con tratti psicopatici aveva l’abitudine di dimenticare,anzi cancellare totalmente eventi traumatici o cose che volevano di proposito dimenticare.

Molte volte mi capita di vivere dei momenti che vorrei dimenticare,e non parlo di momenti dei momenti di sofferenza che so essere impossibili da cancellare,parlo di cose davvero inutili.

In realtà non so benissimo come faccio a dimenticarle queste cose,credo che con il passare del tempo ho imparato a lasciar correre e tralasciare le cose inutili,tutto qua,quindi è un abilità che ho acquisito con il tempo.

Prima ogni minimo commento sarcastico mi infastidiva e mi ci tormentavo per delle ore con pensieri al limite del paranoico,adesso per fortuna non sono più cosi,ho imparato a dimenticare.

 

Esempio:

– L’altro giorno,sempre quando ero con mio padre alla sua officina,lo stavo aiutando pitturando un cancello e mi stavo stancando. In passato mi sarei lamentata “Sono stanca,voglio tornare a casa”-“Tanto non mi serve a niente,è inutile” e bla bla bla,invece ora non lo faccio più.

Nel momento nel quale sentivo le ginocchia dolermi e le caviglie pulsare ho pensato “Pensa alla chitarra,pensa alla chitarra,pensa alla chitarra! è il tuo obbiettivo! Che te ne frega che ti stai stancando? Quando torni a casa ti riposi e poi puoi comprare la chitarra! Non ti lamentare,non serve a niente. Quando avrai la chitarra in mano dimenticherai tutta questa fatica e sarai solo orgogliosa di essertela guadagnata con le tue mani!

E cosi ho fatto,ho avuto la forza di stare zitta e andare avanti,e quando sono tornata a casa ho dimenticato.

Più che altro,quando ho visto i soldi ho dimenticato 😉

 

Dimenticare la fatica e ricordare la vittoria!

La chitarra non l’ho ancora comprata,ma non manca molto,ancora un mese e sarà mia 😀

Probabilmente ho imparato altri trucchetti da psicopatici che ora non ho in mente,nel caso ne ricordassi qualche altro in futuro,aggiornerò l’articolo.

 

 

P.S. Vi consiglio di non fare quello che faccio io perchè non è salutare,alla lunga diventerò psicotica ne sono sicura xD

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La perseveranza del ricordo

Perchè gli scrittori ricordano tutto,Palie.
Specialmente quello che fa male.
Denuda uno scrittore,indicagli tutte le sue cicatrici e saprà raccontarti la storia di ciascuna di esse,anche della più piccola.
E dalle più grandi avrai romanzi,non amnesie.
Un briciolo di talento è un buon sostegno,se si vuol diventare scrittori,ma l’unico autentico requisito è la capacità di ricordare la storia di ciascuna cicatrice.
L’arte consiste nella perseveranza del ricordo.

Paul Sheldon in Misery

 

 

 

Anche se l’altra sera leggere Misery ha influito negativamente sul mio sonno,più leggo questo romanzo più mi rendo conto della grandezza di questo grande scrittore che è Stephen King.

Non c’è bisogno che lo dica io che Stephen King è un grande genio,ma scoprire questa cosa mi sta facendo crescere.

Per fortuna continuo a fare progressi e non a regredire! xD

Avevo già letto “Le notti di Salem” di Stephen King,e visto che mi era piaciuto molto ho deciso di leggere un altro suo libro.

Ora sono arrivata alla conclusione che Misery è dieci volte più coinvolgente e terrificante di Le notti di Salem,e non vedo l’ora di finirlo per passare al prossimo. Sono contenta visto che Stephen King ha scritto molti romanzi e ancora ne scrive,ciò vuol dire che avrò da leggere per molto tempo 😀

Sinceramente ho scoperto anche di essere attratta dai romanzi horror grazie a questo scrittore. I precedenti romanzi horror che ho letto non mi erano piaciuti cosi tanto,anzi mi avevano fatto pensare che quel genere non fosse per me. Invece con i romanzi di King ho scoperto cosa vuol dire essere terrorizzati,quell’uomo ha una forza descrittiva paurosamente terrificante!

Grandi insegnamenti nascondono le sue parole e anche se le trame dei suoi libri sono prettamente di paura o sopranaturali,riescono a trasmettere utili insegnamenti.
Questo è ciò che mi piace,leggere un romanzo che mi coinvolga nella storia fino a farmi dimenticare della realtà e dei problemi della mia vita ma che allo stesso tempo sappia lasciarmi qualcosa di positivo,un insegnamento.
Perchè se leggo lo faccio per crescere e migliorarmi,e se non trovo un insegnamento in un libro vuol dire che non mi è piaciuto.

 

 

“L’arte consiste nella perseveranza del ricordo” dice Paul Sheldon nel romanzo,e nella realtà io sto sperimentando proprio questo.

Sto costruendo la mia arte,cioè la musica,dalla perseveranza del ricordo.
Non so se lo sto facendo bene,ma ci sto provando,ci lavoro su ogni santo giorno.

Perchè non solo gli scrittori ricordano tutto,anche i musicisti raccontano attraverso la loro musica e i loro versi delle cicatrici che portano con se.

Io di cicatrici ne ho tante,ma c’è n’è una che ancora pulsa forte nel mio cuore.

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Divertirsi

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“La cosa importante è continuare a divertirsi,e noi ci   stiamo divertendo.”

Matt Bellamy

 

 

 

Più si avvicina l’uscita di “Drones” e più vengono pubblicate nuove interviste ai Muse e recensioni all’album.
Ieri ovviamente me ne sono lette alcune,ed ho trovato questa bella frase di zio Bellamy che mi ha colpita.
L’intervistatore aveva chiesto a tutti e tre se in questi ultimi vent’anni di carriera il loro rapporto fosse cambiato e come è giusto che sia loro hanno riposto che in sostanza sono cambiati e cresciuti negli anni ma sono come fratelli e anche quando non lavorano passano del tempo insieme.

La frase ultima di Bellamy mi ha colpita perchè secondo me è il sano principio di chi fa musica.
La cosa importante è continuare a divertirsi…” ha detto,e la penso esattamente cosi anche io.

Cosa sarebbe la musica se gli artisti la componessero solo per sete di fama o di soldi?
Farebbe schifo,ecco.

Invece quando un artista fa musica perchè ne sente l’esigenza e non la sente come un imposizione credo che il risultato sia sempre ottimo.
La passione è fondamentale,senza di quella non si va avanti! O si va avanti male…

Inutile fare musica per soldi!
Quella musica è musica che non trasmette ne emozioni ne insegnamenti a coloro che la ascoltano,è musica inutile e a volte anche danneggiatrice.
Non voglio fare esempi perchè non voglio insultare nessuno,ma ognuno di noi sa nel proprio cuore qual’è quella musica che non merita di essere ascoltata perchè i suoi compositori non si stanno divertendo ma la compongono per un qualche motivo del tutto irragionevole.

…e noi ci stiamo divertendo.”

Se la cosa importante è divertirsi e i Muse si stanno ancora divertendo,allora posso stare tranquilla che ascolterò musica fatta con il cuore ancora per tanto tempo!

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Acid Rain

Ieri sera stavo tranquillamente leggendo Misery di Stephen King mentre ascoltavo la musica cercando di non farmi terrorizzare troppo dal libro.

Alle 23.36 decido che sono abbastanza stanca per andare a dormire visto che il giorno dopo devo svegliarmi presto,metto il libro sul comodino e spengo la lucettina che uso per leggere la sera.

Appena mi corico la pace apparente che mi circondava sparisce in un istante.

Inizio a sentire dei rumori simili al rombo di una vecchia macchina provenire dal cortile,piano piano si avvicinano e si fanno più distinguibili.

Tuoni.

La lucetta che mia madre lascia accesa di notte nel corridoio per evitare di farci inciampare,si spegne.

Bene,se ne è andata la luce penso in quel momento collegando l’accaduto ai tuoni che continuano a farsi sentire.

Già impressionata dal libro che stavo leggendo (neanche farlo apposta avevo letto alcuni tra i capitoli più raccapriccianti di tutta la storia) quando mi ritrovo al buio e in compagnia di questi tremendi tuoni mi faccio assalire dal panico.

Allora chiamo mia sorella che dorme in camera con me sperando che mi senta, “Ma se ne è andata la luce?” le chiedo accorgendomi che avevo già la gola secca dalla paura.

Lei per tutta risposta accende il lume che ha sul suo comodino e dice “No”.

Rassicurata da un momento di luce nella camera espongo l’unica tesi che possa reggere l’accaduto “Si è fulminata la lampadina del corridoio” dico “strano però….qualche ora fà si sono fulminate le lampadine del bagno” .

Mia sorella non mi risponde più e mi sento di nuovo sola con i tuoni e il buio.

Molto di conforto mia sorella devo dire,si,tantissimo.

Che strana coincidenza penso mentre i tuoni si fanno paurosamente più vicini e forti.

Da quel momento iniziano a vagare nella mia mente diverse congetture e ipotesi,il panico mi aveva assalita.

è impossibile che si fulminino tre lampadine nel giro di cinque ore, e se la luce si riaccende?, scommetto che c’è di mezzo un fantasma, non avrei dovuto leggere Misery! 

Iniziano a passarmi davanti agli occhi i fatti accaduti nel libro e accompagnati dai tuoni di sottofondo non erano affatto facili da sopportare.

Mentre vedo nella mia testolina Annie Wilkes che si lecca le dita sporche di sangue del povero topo che ha ucciso,un tuono più forte degli altri fa vibrare la porta della mia stanza.

Maledetta porta di cartapesta!! urlo nella mia testa sentendo il cuore che inizia a battermi sempre più forte.

f9cb7_tumblr_lkfd09xr2y1qfuje9o1_500Date le proporzioni epiche dei tuoni inizio a pensare che fuori sta diluviando e che ci allagheremo (vivendo a pianto terra questa paura l’avrò sempre credo,soprattutto perchè una volta ci siamo allagati davvero!). Nella mia mente c’erano scene come quella di questa GIF; vedevo tuoni,lampi e pioggia battente.

 

Poi per fortuna ho sentito che si era svegliata mia madre e quando è entrata nella mia camera per chiedermi se era saltata la corrente non ho neanche risposto alla sua domanda e l’ho colta in contropiede chiedendole “Ma,mi faresti la tisana di passiflora? Non riesco a dormire“.

Mezz’ora dopo stavo dormendo come un sasso,e nonostante mi sia poi risvegliata durante la notte colta alla sprovvista da altri tuoni,non ero più spaventata.

Quelle tisane fanno miracoli sulla mia psiche quando è tesa come una corda di violino,per fortuna aggiungerei!

 

 

Questa mattina mi sono svegliata presto anche se ero ancora un pò assonata,e quando sono uscita di casa ero curiosa di vedere i danni che aveva provocato il temporale di questa notte.

Ma non ha neanche piovuto stanotte?!” è stata la mia esclamazione davanti al cortile.

Solo poche gocce si erano posate sulle piante della nostra vicina di casa e l’asfalto era semi asciutto.

Sono rimasta alquanto delusa e sconcertata da questa cosa.

Una cosa l’ho capita da questa esperienza…. Mai leggere libri di Stephen King di notte :O

Suggestionano meglio dell’Esorcista,ve lo assicuro.

Il bello è che io mi impressiono difficilmente,qualsiasi film horror non mi spaventa neanche un pò,invece i libri di quell’uomo hanno il potere di suggestionare la mia mente all’inverosimile.

Inizio a pensare che i tuoni di questa notte me li sono sognati.

Però,la lampadina si è fulminata davvero….questa si che è una strana coincidenza.

Pubblicato in: Comunicazioni di Servizio

Gym Days

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Cari amici blogger,sono lieta di annunciarvi di aver finalmente preso una decisione riguardo gli articoli di ginnastica artistica che volevo scrivere.
Ho deciso di fare una rubrica mensile con la quale vi inoltrerò un pò in questo mondo.

Vi proporrò le storie delle mie ginnaste preferite o vi farò una telecronaca estemporanea di alcune delle gare più emozionanti di questo sport.

Spero che questi articoli verranno apprezzati perchè la ginnastica è una parte importante della mia vita e se non ne ho parlato fino ad ora è perchè credo mi reputiate tutti già abbastanza strana,figuriamoci aggiungendo al groppone delle mie stranezze anche questo particolarissimo sport cosa avreste pensato. Alla fine ho deciso che se devo fare descrivermi per come sono,la ginnastica non può essere tralasciata,proprio no.

Ho praticato questo sport dagli otto ai tredici anni,ed ho dovuto smettere a causa di continui infortuni al ginocchio destro che ho praticamente martoriato e ancora sento un pò di dolore se cammino molto.

Il mio sogno di andare alle Olimpiadi si è frantumato come anche le belle parole che sprecavano i miei allenatori su di me.

Da “Vostra figlia ha un grande talento” i miei genitori si sono sentiti dire “Vostra figlia ha un corpo troppo fragile”,e così ogni mia speranza è andata in fumo. La gara più importante alla quale ho partecipato è stata una competizione amichevole tra le palestre della mia città che decretava le migliori ginnaste della città.Avevo dodici anni,e arrivai prima alla trave e seconda al corpo libero. I miei due attrezzi preferiti di sempre.

La trave,la mia migliore amica per tanto,tantissimo tempo.

Il corpo libero,il mio momento di libertà assoluta.

Nonostante non possa più praticare questo sport continuo a seguirlo sempre. Seguo le competizioni con il mio occhio critico verso tutto e tutti. E seguo le ginnaste che mi fanno mozzare il fiato.

Ultima arrivata in questa lista è la strabiliante Simone Biles,che è arrivata da aliena nel mondo della ginnastica e credo rimarrà per molti anni la regina indiscussa. Mi prostro davanti a cotanto talento e lo ammiro dal basso del mio ruolo di fan.

Ma non vi parlerò solo di Simone Biles nel corso di queste rubriche mensili. Sentirete parlare anche dell’elegantissima Nastia Liukin,la ginnasta che prendevo come esempio quando mi allenavo e sentire parlare anche della nostrana Vanessa Ferrari,una campionessa coraggiosissima che pochi giorni fa ha pubblicato il suo primo libro.

Vi parlerò molto delle atlete perchè sono loro che hanno costruito e ancora oggi costruiscono questo sport.

Perchè senza quelle piccole bambine che iniziarono a volteggiare sulle parallele asimmetriche e senza quelle adolescenti che hanno sacrificato le loro vite in palestra,questo sport non esisterebbe.

E senza la ginnastica artistica il mondo si sarebbe perso qualcosa di straordinario che nasce solo dal connubio di sinuosi elementi di danza e impressionanti elementi ginnici ai limiti delle capacità umane.

La ginnastica artistica richiede due abilità fondamentali alle sue atlete; eleganza e potenza.

Due abilità che sono una all’opposto dell’altra,ma che quando si incontrano sprigionano qualcosa di impressionante.