17th Birthday

Domani è il mio compleanno.

Ecco,brava Valentina,fai l’egocentrica come al solito e parla solo di te stessa.

 

Sono molto contenta di passare finalmente oltre questi maledetti sedici anni che ho vissuto diciamo…emh…di sploff 😀

I diciassette anni segneranno la mia ascesa alla vita (non agli Inferni,non vi preoccupate xD).

Adesso parla di quanto il mondo è fortunato ad averti sul suo suolo da diciassette anni,si si,fallo brutta egocentrica.

 

In realtà non mi importa più di tanto di questo compleanno,si sono felice di concludere questi sedici anni di sploff ma più che altro sarò felice perchè si sarà mio padre.

Sei la solita bambina,quanto sei infantile…hai quasi diciassette anni e hai ancora bisogno del paparino…

 

Lui sta lavorando fuori città,come accade ogni estate da due o tre anni a questa parte,e di certo non mi aspettavo che sarebbe stato con me per il mio compleanno. Anzi,stavo cercando un modo per raggiungerlo ma mia madre avrebbe comunque bocciato la mia idea di prendere la corriera a quell’ora del mattino e poi tornare chissà a che ora della notte.

“Sei impazzita?”-“E poi quando vai là cosa fai? Papà deve lavorare e tu che fai?” mi ha detto.

Ma che me ne frega,io sarei stata li a fissarlo e basta,e poi avrei fatto un giro per quella cittadina di mare che mi piace tanto.

Mio padre anche se solo lo fisso mi insegna moltissimo,il mio adorato padre.

Ho già parlato di lui qui,quando faceva il bambinone e non voleva curare la sua salute -.- ma per fortuna adesso le cose vanno meglio,è tutto okay!

Io mi preoccupo sempre,nemmeno fossi sua moglie,e quando vado da lui nel weekend indago con attenzione alle abitudini che ha li.

Già l’ho visto mangiare delle cozze l’altro sabato e gli ho fatto una scenata.

“Ti fanno male,lo vuoi capire o no!”-“Poi se muori sono io quella che deve soffrire,accidenti!” gli ho gridato.

Mio padre è fatto cosi.

Un attimo prima è l’uomo pià saggio che io conosca e l’attimo dopo si comporta come un bambino capriccioso.

Non è facile stargli dietro ma io lo amo per tutto l’amore che mi ha sempre dimostrato anche quando non meritavo di essere amata. Lui c’era sempre per me ed io per lui.

A volte mi sembra che abbiamo una storia d’amore io e mio padre per quanto siamo legati,insomma con la mamma non si comporta come con me….sarà perchè sono la più piccola…o perchè sono semplicemente la cocca del papà u.u

Comunque,arrivo al punto…

Sono contenta che mio padre starà con me per il mio compleanno! 😀

Non c’è regalo più bello che un suo abbraccio e un suo sorrisone dedicato solo a me.

Della chitarra,di mia sorella,della mia nipotina e di qualsiasi altro regalo non mi importa,mio padre è al primo posto ora come ora.

 

Oggi quando mi ha chiamata per dirmelo,beh…è stata una scena alquanto comica!

 

“Domani è il tuo compleanno” ha detto con la voce pacata.

“è già papy,sto invecchiando” ho risposto io.

“Ci saranno tutti,tua sorella,tuo cognato,la bambina…” ha detto lui sempre tranquillo.

“Si si ci saranno tutti…si..” ho risposto io amareggiata.

Tutti chi? Lui no.

“…E ci sarà anche papà” ha concluso tranquillamente,come se niente fosse.

Infarto.

“Che cosa?” ho chiesto sbalordita,mi sono alzata dalla sedia e mi sono fatta prendere dall’euforia.

“Mi sono preso un giorno di ferie,cosi stiamo tutti insieme” mi ha spiegato lui.

Il mio papà che non salterebbe mai un giorno di lavoro pur di farci vivere discretamente,l’ha fatto per ME.

“Ohhh!”-“Amore mio!!!” ho esclamato sdolcinatamente.

[…]

Alla fine mia madre si è messa a piangere dalla commozione ed io a saltare dalla felicità,ah che famiglia strana che siamo.

Solo io posso chiamare mio padre “amore mio”,insomma i miei coetanei al massimo li mandano a quel paese i genitori,ed io non li capisco proprio.m

A chi fanno affidamento? Chi prendono come modello di vita?

Bah…non li capirò mai i miei coetanei,io senza la mia famiglia sarei persa.

Soprattutto senza mio padre,il mio adorato papy.

 

Mmh…non sei stata tanto egocentrica questa volta…

 

Visto coscienza? Domani compio diciassette anni e sono felice perchè li passerò con mio padre e non perchè andrò in discoteca ad ubriacarmi con i miei amici.

Dici che cosi va bene?

Direi che può andare…per ora…

 

La mia coscienza ha approvato,e quindi siamo apposto.

 

 

Ora….

Programma dei prossimi giorni:

-Domani: Compleanno,finalmente.

– 1 Luglio: Concerto dei Dream Theater a Roma (al quale non andrò)

– 2 Luglio:Steve.Boom,è arrivato il giorno del giudizio universale ormai. O la va o la spacca.

 

 

Spero di essere viva dopo quel giorno visto che dovrò comprare la chitarra e scrivere delle lettere a…delle personcine…

 

 

Le anatre di Holden sanno dove andare di Emilia Garuti

Ok,voglio leggere questo libro.
Entra subito a far parte della lista :O
La trama mi ricorda troppo cose successe nella mia vita….
Tipo quel giorno che ho dovuto costringere Frank ad andare dallo psicologo con la forza,o tipo i giorni in cui si rinchiudeva in casa….
….Che bei ricordi,quando avevo smesso di sognare (come la protagonista) e avevano avuto inizio gli incubi.

giunti

Titolo: Le anatre di Holden sanno dove andare

Autore: Emilia Garuti

Casa Editrice: Giunti

Anno di edizione: 2015

Pagine: 144

Prezzo: 12,00

Autore della recensione: Silvia Menini (tratta da MRS)

Un diario. Ma non solo. Uno sfogo di una ragazza che deve crescere ma sente l’oppressione delle scelte e delle responsabilità. Una ragazza, Will, che ha paura di scegliere perché sa che, scegliendo, qualcosa si perde comunque.

Will è in cura dalla psicologa da quando ha tentato di suicidarsi per quel senso di oppressione e di disperazione che sentiva affliggerla. Ma lei, alla psicologa, non vuole raccontare gli affari suoi e si rinchiude in un silenzio ostinato che spera possa proteggerla. Anche perché i suoi genitori sono troppo occupati a salvare le apparenze e si sollevano la coscienza mandandola dalla psicologa, nella speranza che tutto passi in sordina. Ancor meglio se Will decidesse finalmente la facoltà a cui iscriversi. Ma…

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La vacanza è finita.

Mi siedo ad una panchina nel parco,sotto una quercia secolare che mi ripara dal sole diretto e cocente che mi farebbe mal sopportare la sosta.

Mi sento tranquilla,fin troppo,sto ascoltando Natural Born Killer e nel contesto in cui mi trovo stona che è una bellezza.

Ad un certo punto mi sento cosi tranquilla che mi sembra di vedere tutto intorno a me,ogni particolare di ciò che mi circonda.

La macchine che passano per la strada vanno a dieci all’ora,le labbra del vecchio che parla da solo seduto alla panchina di fronte a me sembrano al rallentatore,le risate dei bambini sullo scivolo sembrano scolpite in questo momento del tempo.

Un momento ben preciso che ci accomuna tutti.

Un momento nel quale il mondo potrebbe cadere e risucchiarci tutti insieme negli inferi,e allora saremmo accomunati tutti dalla voglia di sopravvivenza che contraddistingue l’essere umano.

 

Un momento,il momento in cui ho capito;

sono scoppiata in lacrime dentro di me ma da fuori avevo ancora la stessa espressione antipatica di ragazzina con le cuffie alle orecchie che vuole essere lasciata in pace nel suo mondo.

Lasciatemi marcire qui,tra i demoni che mi rincorrono.

Lasciatemi capire come fare a…

 

Ma nessuno mi lascia sola,mai….maledetti,anzi…maledetto…

«Wee Vale!!» è la voce di Gianluca che mi desta dai miei pensieri e risalta anche attraverso la musica.

E come al solito la vacanza è finita.

«Sei una rottura figlio mio» gli rispondo facendogli una smorfia.

 

Infondo me la sono andata a cercare.

La vacanza doveva essere finita ieri sera invece ho cercato di ingannare me stessa andando al parco questa mattina per stare in tranquillità,e visto che il parco è vicino a casa sua era ovvio che sarebbe passato e mi avrebbe vista.

Perchè non mi ignora mai? Solo questo mi chiedo,non potrebbe ignorarmi ogni tanto? -.-

 

La vacanza è finita,svegliati Valentina!

 

Ma mi hanno svegliata prima che riuscissi ad essere consapevole di ciò che avevo capito…

….Capperi…ma cosa avevo capito in quell’istante? :O

Sento che centra con Steve,perchè in questi giorni sono fin troppo tranquilla nonostante debba incontrarlo proprio in questa settimana….

…Sento che avevo capito qualcosa che lo riguarda…o che ci riguarda…

In The Company of Blog.

In giro ho sentito parlare di «pausa», «pausa estiva» / «ferie estive» per i blog.

Non volendomi inserire in discorsi altrui,ho pensato di esprimere il mio parere a riguardo…sul mio blog 😀 Visto che l’ho creato per questo;contenere la mia testa e tutti i pensieri che ci viaggiano dentro.

Credo che A Place For My Head sia già stanco di contenere tutto questo disastro di pensieri scombussolati dagli ormoni ma senti caro blog fatti una ragione di questa cosa,dovrai sopportare ancora per molto.

Mentre il blog è in agonia per colpa dei miei pensieri assassini di anime innocenti,io ritorno al discorso delle ferie estive.

Alcuni sono d’accordo nel non pubblicare articoli per un certo periodo di tempo cosi da metterlo in una specie di ferie/ pausa estiva.

Alcuni non sono d’accordo.

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Adesso si spiega tutto

Ovviamente anche io non mi trovo d’accordo visto che se non scrivo sul blog rischio di farmi prendere da una bella crisi isterica.

Penso che questa pausa estiva vada bene per i blog informativi o per chi ha l’opportunità di farsi una bella vacanza in crociera o al mare,o dove cappero vuole.

Visto che io resto nella mia camera con il ventilatore e la mia chitarra,non credo di avere alcun motivo per andare in ferie xD

La mia mente non si stanca mai di partorire scemenze perciò dovrete sorbirmi per tutta l’estate e per il resto delle vostre vite *risatina malefica*.

Dai sono sicura che non ne sarete cosi dispiaciuti.

Infondo preferireste sorbirvi i miei inconcludenti post per tutto il resto dell’estate o leggere un post nel quale spiego come sono finita in ospedale?

Nessuno vorrebbe mai che tornassi in quel posto,sicuramente non lo voglio io,quindi che a voi importi o no della mia salute psichica,il blog non chiude ne va in ferie.

 

 

Potrebbe risultare sbagliato avere cosi tanto bisogno di scrivere in un blog?

Non so,ma di certo è meglio che raccontare i fatti propri ad uno psicologo.

Ed è anche meglio di raccontare a Steve queste cose che poi mi risponde sempre con un «Vale,non sono il tuo psicologo personale,ricordalo» e a comprensione stiamo sempre a 0.

Non penso sia tanto sbagliato scrivere qui,potreste accusarmi di rompervi le palle ma io vi direi che siete sempre liberi di non leggere ciò che scrivo quindi la cosa non mi crea tanti problemi.

Cavolo ragazzi,meglio sfogarsi su un blog che su se stessi.

Ho parlato vagamente di come ho sofferto in questi mesi,e non so se avrò mai la forza di parlarne apertamente,ma vi assicuro che se sono qui a rompervi le scatole è per un buon motivo.

 

 

Il bello è che all’inizio non ero neanche tanto convinta di quest’idea del blog xD

Ma sapete quante volte mi ero detta «Adesso apro un blog e parlo di musica» oppure «Voglio fare un blog sulla ginnastica artistica» ?

Molte,moltissime.

Non so quanti blog ho aperto e abbandonato dopo il primo post,o addirittura senza aver mai postato niente xD

Credo di aver girato tutte le piattaforme possibili e immaginabili,e alla fine proprio qui su WordPress mi sono sentita nel posto giusto.

O forse è perchè questo era il momento giusto per scrivere,bho.

Optimism_aa

 

 

Sono contenta di essere qui,sono contenta di liberare la mia mente dal carico insopportabile che la opprime,e sono contenta di leggere ciò che scrivete voi.

 

 

 

 

Perchè,siamo sinceri…voi siete i più bravi.

Già,proprio tu che stai leggendo,sei migliore di me e adoro leggere ciò che scrivi perchè mi regala una prospettiva nuova della vita che avevo bisogno di acquisire per stare meglio con la mia mente.

 

 


 

 

Ora che ci penso però,vorrei prendermi questo weekend di pausa.

 

Sono stanca dopo gli eventi di questa settimana,stanca fisicamente e psicologicamente.

Ho bisogno di riposarmi un attimo in uno dei miei «ritiri spirituali».

Non ho mai parlato di questi miei giorni strambi qui.

Beh,quando mi sento allo stremo ho delle abituali usanze per rilassarmi e riprendere energie.

Di solito il weekend è il momento migliore,per iniziare la settimana nuova con vigore!

Certo,non ho un bel concerto nel quale inumidirmi le ossa fino a sentirmi come un budino (quello è il migliore dei ritiri spirituali,ti rimette in sesto con un adrenalina assurda nelle vene),ma so bene cosa fare per distendere i nervi.

Una bella passeggiata in riva al porto per sentire l’odore di sale fino in fondo alla gola,la solitudine,che bello…sembra un miraggio visto da qui.

Tra mia sorella,mio cognato,mio padre,mia nipote,le amiche di mia sorella eccetera in questa settimana non mi hanno lasciata un attimo da sola in tranquillità ed io ne assolutamente bisogno per riposare il cervello.

 

 

Un giorno raccontai a Steve di una tipica giornata a casa mia e ne rimase sconvolto rispondendo che lui non ne sarebbe sopravvissuto.

«Amo la tranquillità e la solitudine» – «Mi metto nella mia camera ad ascoltare la musica e leggere e sto bene» scrisse.

Perchè io non amo la tranquillità?

 

Squilli di cellulari.

La bambina che piange.

Mia madre che grida di far riscaldare il latte.

Mio cognato che fa entra ed esci di casa.

Mio padre che torna all’improvviso facendomi prendere un infarto.

Tranquillità=0 a casa mia :/

 

Perciò ogni tanto me ne vado a città vecchia a passeggiare vicino al mare,mi sedio su una panchina sul lungomare e addio mondo.

Ascolto la musica,leggo,scrivo,mi rilasso nel massimo silenzio che riesco a trovare.

Poi torno a casa prima che mia madre si arrabbi 😀

 

 

Un’altra attività di questi miei «ritiri spirituali» consiste nel mettermi bella comoda sul letto con le cuffie a palla ad ascoltare la discografia di un gruppo a scelta.

Tutta una discografia equivale a molto,molto tempo.

Chiudo gli occhi,inizio a vagare nel caous dei miei pensieri,a cercare soluzioni ai problemi,a prendere decisioni protratte per troppo tempo e poi mi lascio andare alle note della musica e alle emozioni che mi trasmette.

Ogni tanto inizio a cantare,senza farlo apposta però,mi viene naturale quando provo le stesse cose della canzone che sto ascoltando.

Oltre a rilassarmi con il silenzio e la musica a palla,adoro isolarmi dai social network.

 

 

Addio Facebook e echelon esaurite,addio musers psicopatici,addio cara sorella che mi rompe sempre con un messaggio ogni cinque minuti,addio tutti.

Valentina se ne va,torna tra qualche giorno!

Faccio l’egoista per un pò,penso solo a me e al mio benessere psichico,e chi si è visto si è visto.

Esco da sola perchè di Gianluca non voglio sapere più un corno,e se lo incontro per strada faccio finta di non vederlo o faccio dietro front e vado da qualche altra parte.

Questi sono quei giorni nei quali sono capace di leggere due o tre libri tutti insieme,e di fare due o tre chilometri per la città.

 

 

Certo,potrei optare per il prossimo weekend per riposarmi visto che stamattina mi sono dovuta occupare di una spesa cosi pensante che mi sento ancora le braccia intorpidite ma non fa niente,facciamo mezzo weekend,va bene lo stesso.

 

 

Addio mondo,io vado ad ibernarmi.

Ma poi torno.

Torno,torno,mi devo preparare per l’incontro con Steve.

Ora che ci penso…mancano sei giorni…assurdo,mi sembra una cosa cosi astratta e irreale….

Vabbè,ci penso quando torno.

 

 

Se torno.

Quello che noi chiamavamo «concerto»

 

Oggi mi sento in vena di raccontare qualcosa della band,ho deciso di scrivere come si svolgevano i nostri «concerti» sotto il mio punto di vista.

 

Ovviamente secondo il punto di vista di Gianluca il concerto equivaleva ad un occasione per lanciare occhiate disgustosamente seducenti alle sue amichette.

Per Frank credo che il concerto avesse un significato simile al mio,visto che lo vivevamo praticamente in simbiosi.

Per Anto credo fosse un semplice passa tempo,lui sicuramente era il meno appassionato e motivato di tutti,ma per lo meno non lo faceva per rimorchiare.

E nonostante ai miei occhi sembrasse il meno motivato di tutti,è stato l’unico che non ha mai abbandonato il progetto,anche quando io ormai non ne volevo più sapere,forse l’ho sempre sottovalutato,si…

 

 

Dal mio punto di vista il concerto era quel sabato sera nel quale mi divertivo e sfogavo la rabbia accumulata,era quella serata nella quale vedevo Franky sorridere e mi sentivo in pace con il mondo.

 

Di solito io e Franky andavamo a casa di Gianluca e dopo che arrivava anche Anto,il nonno di Gianluca con il suo furgoncino si scortava a casa del mal capitato che ci aveva chiesto «Hei raga,sabato faccio una festa per il mio compleanno,venite a mettere un pò di musica?».

Accettavamo sempre,anche se avevamo altri impegni o qualcosa che potesse intralciarci.

Gianluca accettava anche se aveva un appuntamento con la sua «fidanzata» e la invitava alla festa.

Anto accettava sempre senza esitare,qualche volta ha trascurato lo studio pur di venire con noi,e recuperava durante la notte.

Franky accettava sempre quando gli tiravo un pugnetto sul braccio invitandolo a sorridere.

Io accettavo prima di tutto perchè amavo divertirmi a cantare,poi anche perchè avevo bisogno di sfogare la rabbia accumulata,anche perchè pensavo avessimo bisogno di esercitarci il più possibile e infine lo facevo anche per Franky.

 

 

Ho cantato a feste di persone che odiavo,di persone che non conoscevo perchè amici di Gianluca e ho cantato perfino davanti ad un gruppo di rockettari incerti se tirarmi addosso i pomodori o applaudire. (Alla fine restarono tutti muti,almeno non mi sono beccata i pomodori xD)

Nel furgoncino ormai eravamo abituati a sentire Gianluca che progettava la serata con particolari torbidi,e Francesco che ripeteva sempre la stessa frase «Quando guiderò io,noi verremo da soli Vale»,ogni tanto si proponeva anche di portare Anto con noi,cosi da lasciare Gianluca solo con i suoi pensieri pre concerto.

Arrivati a destinazione era compito mio,di Franky e di Anto trasportare la batteria in casa,visto che Gianluca non muoveva mai un dito.

Litigi a parte,in questo intermezzo io ne approfittavo per guardarmi intorno e vedere di chi fosse la casa,mentre Gianluca come al solito attaccava bottone con la biondina di turno che incontrava nel corridoio.

Quando noi eravamo pronti per suonare erano ormai arrivati tutti gli invitati (ormai avevo imparato gli orari a cui arrivare per non dover aspettare troppo che arrivassero gli invitati ne essere in ritardo).

 

 

Iniziavamo a suonare,era mia abitudine lasciare l’onore a Frankie di suonare la prima nota e poi i due imbecilli lo seguivano a ruota.

A scegliere la scaletta delle canzoni da suonare dovevo essere io in quanto capo assoluto,ma Gianluca si intrometteva sempre con commenti del tipo «Ma quella canzone è difficile,non mi viene bene» – «Facciamo questa che piace di più al mio amico» – «Questa fa più effetto,senti a me» e mi costringeva a cambiare le cose secondo i gusti suoi e dei suoi amici.

 

 

Però rimanevano sempre quelle due o tre canzoni che erano tra le preferite di me e Frankie,nelle quali ci divertivamo un mondo a suonare e cantare.

La prima tra tutte era Hysteria dei Muse,che ormai Francesco sapeva suonare alla perfezione ed io la conoscevo a memoria da cosi tanto tempo che cantarla era sempre il momento più facile della serata.

Più facile e più bello,perchè mi ricordava il giorno in cui avevo capito di essermi innamorata del chitarrista.

Ci scambiavamo sguardi complici durante tutto il concerto,ma soprattutto durante Hysteria.

Era una canzone che cantavo a lui.

Il testo,tutte quelle parole io le provavo in quel momento nei suoi confronti.

E mi lasciavo trasportare dalla frenesia e iniziavo a saltellare come una cretina,lui mi seguiva sempre ,non mi lasciava mai fare la figura della cretina da sola.

Sentivo il pavimento cedere sotto il peso della mia rabbia,della mia emozione e del mio incontenibile entusiasmo e mettevo più forza nei miei salti cercando di far sprofondare nel pavimento tutti i dubbi e le perplessità che mi corrodevano dentro.

 

«I want it now

Give me your heart and your soul…

I’m breaking out

Last chance to lose control…» cantavo rivolgendomi personalmente al chitarrista.

 

«I want you now

MUSE
L’uomo che mi ispira ogni giorno,signori e signore… Mr. Matthew Bellamy.

I’ll feel my heart implode!» su questa frase scoppiavo sempre in qualche salto pericoloso,ma non cadevo mai.

 

Questa frase me la vorrei tatuare un giorno,da quando sono bambina sa sento nel cuore,mi esprime molto di più di quanto si possa pensare.

«...E sentirò il mio cuore implodere..

 

Ed io sentivo il mio cuore implodere di mille emozioni tutte insieme in quei momenti;lo sguardo di Frank addosso,la felicità di fare ciò che mi piaceva,la leggerezza che sentivo dopo aver sfogato la rabbia in quelle parole,i sorrisetti di Gianluca e l’approvazione di Anto mi portavano in un turbinio di emozioni contrastanti.

 

Mi sentivo felice,euforica,credevo in me stessa come mai avevo fatto in vita mia,sentivo la tacicardia e l’immenso desiderio di abbracciare e baciare Frank li seduta stante,la rabbia nei confronti dei sorrisetti di Gianluca che non faceva altro che godere nel vedermi cosi fuori di me e la frustazione che mi metteva addosso l’approvazione di Anto.

«Cavolo,fai qualcosa una buona volta» avrei voluto dire ad Anto per spronarlo a lasciarsi andare.

«Stai zitto e fermo,non guardarmi bastardo,non sarò mai tua» – «Tutta questa eccitazione me la può mettere addosso solo il chitarrista qui accanto a me» avrei voluto sputare in faccia a Gianluca.

«Non vedo l’ora che il concerto sia finito amore mio,non vedo l’ora che tu sia tutto mio» – «Ma quanto sei bravo? Troppo,sei troppo per me e questi due cretini» avrei voluto dire con gli occhi sognanti a Franky.

Ma alla fine non parlavo con nessuno di loro,continuavo a cantare fino alla fine del concerto e dopo aver rimesso nel furgone tutte le attrezzature mi stendevo su quello che rimaneva del palco e facevo un resoconto delle emozioni provate quella sera.

 

La calma e la pace che mi rimanevano alla fine della serata mi rendevano serena per i giorni seguenti e il ricordo della rabbia che vomitavo fuori mentre cantavo rendeva giustizia al mio intestino in subbuglio.

 

 

Il concerto più importante che abbiamo fatto è stato in un locale fuori città,in cui proprietario era uno zio di Gianluca e ci aveva dato questa opportunità.

Diceva che ai suoi clienti non sarebbe dispiaciuta un pò di musica il sabato sera e il palco che aveva fatto montare anni prima lasciandolo inutilizzato perchè non aveva mai trovato un gruppo da farci esibire sopra,non aspettava altro che noi.

Quando il concerto finì era ancora un orario accettabile ma noi rimanemmo fino a tarda ora visto che era stato lo zio di Gianluca -il proprietario del locale- ad accompagnarci.

 

Le ultime luci fioche che provenivano dalla cucina illuminavano a mala pena la sala vuota ed io come al solito mi godevo il mio momento di solitudine sul palco vuoto.

Quel palco era parecchio alto da terra,sicuramente il più alto sul quale sia mai salita a cantare e avevo lasciato un braccio penzolare fuori dal bordo per sentirmi in vento fresco che entrava dalle finestre sulla pelle.

Dopo qualche minuto di silenzio sentii dei passi e poco dopo sentii che qualcuno mi stringeva la mano.

Capii di chi si trattava senza neanche aprire gli occhi,poi gli aprii e sorrisi al soffitto.

«Sempre a fare cose strane eh? Poi dici che sono io il pazzo,Vee» disse lui.

(quando eravamo in veste di band,mi chiamava sempre con il mio soprannome)

«Lo so,sono pazza anche io,altrimenti non staremmo cosi bene insieme,non ti pare?» risposi io voltandomi a guardarlo.

Francesco mi guardava sorridendo e dopo qualche secondo era salito sul palco anche lui.

Si sdraiò alla mia sinistra e scrutando il soffitto mi chiese «Cosa vedi?» .

«In questo momento mi è passato davanti il viso di Alex Turner» risposi io prendendolo in giro.

«Come al solito,lui è al primo posto nei tuoi pensieri,lo sapevo..» rispose lui affranto.

«Mmh…adesso mi pare di vedere un ragazzo…un ragazzo alto,con i capelli castani,gli occhi neri,cosi profondi che mi ci potrei perdere dentro,ma aspetta…non è Alex Turner questo» dissi,mi voltai e guardandolo negli occhi dissi «Mi sa che sei tu,oppure vi somigliate molto».

Lui sorrise e mi accerezzò la guancia in un gesto d’affetto.

Tornò a guardare il soffitto e disse con occhi vuoti «Io vedo il futuro,vedo un grosso buco nero Vee».

«Io vedo tanti concerti in futuro,vedo un tour con gli Avenged Sevenfold,ti vedo ridere e scherzare con Synyster Gates mentre io me ne sto in un angolino imbronciata» – «Magari…vedo anche un tour con gli Arctic Monkeys nel quale tu fai sempre la parte del geloso ed io seguo Turner ovunque vada» dissi sghignazzando,cercavo di sdrammatizzare i suoi pensieri malinconici.

«Non credo proprio che lo seguirai ovunque vada,dovrai passare sopra il mio cadavere» ribatte lui costringendomi a voltarmi verso di lui.

«Credi davvero di portermi tenere lontana da Turner? Non farti troppe illusioni» continuai con un sorrisetto stampato in faccia.

«Dio,ti adoro quando fai quel sorrisetto alla Synyster Gates,ma come fai?!» disse lui tutto emozionato accarezzandomi il viso.

«Ma non lo faccio apposta,lo sai…che rottura» – «Per farmi un complimento devi sempre prendere in causa quello?» risposi io un pò stanca delle intromissioni di Brian nelle nostre vite.

«Ma…» balbettò lui ma non rispose.

Riempii il silenzio e lo baciai.

«Facciamo un tour con i Muse e non se ne parla più,ok?» proposi un compromesso.

«Mi sembra un buon compromesso» rispose lui sorridendo.

 

 

Quel compromesso è andato a farsi fottere ma i miei progetti sulla band ancora no.

 

Ho ancora una speranza,e con il tempo troverò il modo di realizzarla anche senza il mio chitarrista.

 

 

 

 

 

 

Questa è la descrizione di quelli che noi chiamavamo «concerti» ma che nel mio cuore hanno un solo nome scritto con il pennarello indelebile;

V I T A

Precisazioni. Non merito di essere picchiata. For Sevenfoldist.

Qualche giorno fa mi sono accorta che qui su WordPress risiede il sito ufficiale italiano degli Avenged Sevenfold.

Ovviamente ho iniziato subito a seguirlo,e a leggere qua e là gli ultimi articoli come faccio di solito con tutti i blog che mi interessano.

Ho messo un pò troppi mi piace credo,visto che non c’è n’era neanche uno agli articoli ed io mi sentivo in dovere di approvare quello che scrivevano…ora però me ne sto pentendo.

Ho paura che chi gestisce il blog si accorga che una certa «veehaner» ha letto quasi tutti i loro articoli e venga a cercare il mio blog chiedendosi «Ma chi questa sciroccata che porta il cognome di Syn?».

 

E…chi è?

Sarebbe la  F I N E.

Se i deathbats italiani scoprono il mio blog e quello che scrivo sugli Avenged come minimo mi bandiscono e non mi permetteranno di andare mai ad un loro concerto,anzi,quando mi ritroverò li,mi picchieranno a sangue.

«Come ti permetti a dire che Brian sembra un delinquente?!» mi urlerà contro un tipo ubriaco e incazzoso mentre mi lancerà in testa una bottiglia di birra mezza vuota.
«Vale tornatene a casa che fai meglio,qui ti odiamo tutti» acconsentirà anche la mia amica deathbat scuotendo la testa.

«E lo so,lo so…» – «Me ne vado…» risponderò io strisciando via sconfitta.

E addio concerto.

E addio lettere che ha scritto Frank che devo consegnare a quegli imbecilli.

Ops,l’ho fatto di nuovo! xD

Tralasciando come immagino che sarà la mia permanenza a quel concerto – breve e dolorosa- voglio spiegare una cosa nel caso veramente un giorno quei geni che gestiscono il sito degli A7X italiano si ritrovino qui.

 

Io non li insulto,no.

Io sono sarcastica,lo scrivo sempre con una risatina il fatto che odio Brian.

Insomma raga,secondo voi,se lo odiassi porterei il suo cognome?

E non ditemi che non ne sono degna perchè chi me l’ha dato questo cognome conosceva molto meglio gli Avenged di tutti voi fans italiani messi insieme u.u

E se li odiassi davvero secondo voi perchè starei qui ad aspettare con ansia il loro prossimo concerto in Italia?

Forse nel mio cuore nei loro confronti non brucia un amore incondizionato e sbavante come quello che provo nei confronti dei Muse,ma qualcosa brucia anche per loro,ve lo assicuro.

 

Non ho ancora capito se è odio o amore però xD

Voglio tanto bene a tutti voi,anche se spero vivamente che non passerete mai e poi mai da questo blog.

Lo sappiamo tutti che nonostante la nomina che portano i fan di gruppi metal,noi siamo tutte brave persone,dai,lo so che non mi odierete ne picchierete.

Tra di voi ho conosciuto una delle persone che ritenevo più importante nella mia vita,e di certo non mi possono venire a dire che il Franky era un bulletto insensibile.

E tra di voi ho trovato anche una delle mie più grandi amiche,anche se sono convinta che lei odia il mio continuo sarcasmo nei confronti della band,forse infondo sono solo io che la considero un’amica ma vabbè,chissene!

E di sicuro lei non è una persona cattiva,anzi,è dolce tanto quanto Frank,vabbè…forse un pò di meno.

Io non sarò dolce,ma sono sempre una brava persona (più o meno) e sono una loro grande fan,perciò…vogliatemi bene almeno per questo 😀

Infondo aspettiamo tutti la stessa cosa,il prossimo concerto degli Avenged in Italia,abbiamo un obiettivo in comune,perciò non potete proprio odiarmi.

 

Pace,amore e Avenged Sevenfold a palla ❤