«O ti accompagno io o vai con G.» mi ha minacciato ieri mia madre.
Dice che la Città Vecchia è pericolosa e piena di scippatori xD perciò non mi ha lasciata andare da sola alla Notte della Cultura.
Infondo la capisco,si preoccupa per me ed ha ragione,è meglio che non esca troppo spesso da sola in questi giorni visto come sto.
Ho chiamato G contro voglia e gli ho chiesto di accompagnarmici,lui ha accettato un pò scocciato perchè queste cose lo annoiano.
«Vabbè,giusto per accompagnarti,se no poi mi dici che sono egoista» ha risposto lui molto molto scocciato.
Gli ho spiegato che lui è davvero egoista e che si mi portava allora stava facendo un passo avanti verso l’altruismo,che dovevo fare,ormai è l’ultimo amico che mi è rimasto qui,e se non giro da sola giro con lui e i suoi amici delinquenti.
Forse mi stanno più simpatici i suoi amici delinquenti che lui stesso o chiunque altro qui,almeno quando stavo male non si sono rivelati insensibili come lui,anzi mi hanno consolata sulle prime,poi come quasi tutti si sono trovati in imbarazzo per la mia depressione.
Adesso che sto meglio li aprrezzo per la loro sincerità e la loro umanità,non saranno di certo super acculturati ma hanno dei valori che apprezzo tipo quello di non abbandonare mai un amico in difficoltà.
Comunque loro non sono voluti venire,Ciccio aveva da fare con la sua fidanzata,e Caio e Sempronio hanno optato per andare in discoteca come fanno ogni sabato sera.
Di T. erano sparite le traccie e G era un pò preoccupato,ha passato mezza serata a stare dietro a telefono aspettando una sua risposta,ma quello chissà che stava facendo…
A volte mi sembra che G sia un pò troppo attaccato a T.,non so,ma sono attaccati in modo sbagliato.
Non come fratelli o migliori amici,ma come capo e schiavo.
Già,nonostante il suo carattere orgoglioso e prepotente,G si fa sottomettere da questo suo amico mafioncello e fa tutto quello che lui dice,in realtà credo sia stato proprio T. a portarlo su una cattiva strada quando si sono conosciuti cinque o sei anni fa.

Io però non ero li per caso,altrochè,ma dal di fuori sembravo un pesce fuor d’acqua,beh affianco a G con i capelli pieni di gel e il completo bianco da fighetto mafioso sicuramente non sembravo una persona seria.

Io mi ero vestita molto seriamente,niente borchie,niente pelle,niente t-shirt di band o trucco marcato.

Ho dato una semplice spazzolata al mio nuovo taglio corto che si sistema da solo in cinque secondi e ho messo i vestiti più normali che potessi trovare nel mio armadio,una t-shirt rosa (vedermi con addosso il rosa è una cosa non rara,ma quasi impossibile) e dei pantaloncini di jeans con i leggings neri.

Quando mi ha vista G. si è messo a ridere,come al solito ride sempre per come mi vesto,che sia un abbigliamento rock o normale.

«Davvero? Quella roba rosa Vale? Non ci credo!» ha detto ridacchiando della mia t-shirt.

Io l’ho tirato fuori dal portone e non gli ho neanche risposto,abbiamo iniziato a incamminarci verso la fermata del pullman in silenzio.

Sarei voluta rimanere in silenzio per tutta la sera,ma arrivati li mi sono fatta prendere dall’entusiasmo e l’ho strattonato da una parte all’altra di Via Duomo.

Lui non si è lamentato per tutta la serata,ogni tanto sentivo qualche borbottio al telefono del tipo «Ma che cavolo di fine ha fatto questa faccia di caspio?!» riferito a T. ma non mi sono intromessa.

Siamo andati al museo della citttà che non vedevamo da quando avevamo dieci anni,di eravamo stati con la scuola entrambi per la prima ed ultima volta,e il caso ha voluto che ci ritornammo insieme.

Era un pò diverso da come lo ricordavo il museo,hanno detto di averlo ristrutturato in questi anni,eppure dietro alle teche piene di gioielli barocchi arrugginiti mi sembrava di vedere ancora F.

A quella gita c’era anche lui e mi ricordo bene l’entusiasmo con il quale mi indicava gli orecchini e mi chiedeva quali mi piacessero.

In qualche modo anche il museo me lo ha ricordato,ma almeno mi ha ricordato quando ancora era un bambino felice e spensierato.

 

 

Più tardi,dopo aver cenato con un pezzo di focaccia,siamo andati al Castello Aragonese a sentire il concerto delle violoncelliste.

Mentre andavamo mi ha chiesto «Ma come,a te non piace il rock Vale,cos’è sta storia?»,perchè ovviamente secondo lui a me piace solo il rock.

Avrei potuto annuire a dargli ragione ma ero in vena di parlare quindi gli ho spiegato «Non mi piace solo il rock e il metal,sono i miei generi preferiti si,ma amo tutta la musica,tutta la musica che mi trasmette emozioni» – «Sono curiosa di vedere che effetto mi fa sentire dal vivo un concerto di violini».

Lui allora ha annuito e ha commentato «Io di sicuro mi annoio».

Infatti si è annoiato,non che avessi qualche speranza che rimanesse improvvisamente incantato da quella musica,ma almeno non mi ha infastidita.

Ci siamo seduti nella prima fila di panchine di pietra di quella che doveva essere una chiesa centinaia di anni fa e che ora usano per cose del genere.

Nonostante l’aria umidiccia che condensava in quella stanza,non ho sentito troppo caldo e mi sono concentrata sul concerto.

All’inizio è stato strano perchè per me la parola «concerto» è sinonimo di urla,gente che canta a squarciagola,spintoni,pogo e chitarre pesanti che rimbombano in testa,invece questo concerto è stato completamente l’opposto.

Eravamo tutti seduti ad ascoltare in religioso silenzio le violoncelliste che dalle espressioni dei loro visi trasudavano almeno la stessa concentrazione che trasuda dal viso di un chitarrista intento a suonare correttamente il suo riff.

Erano molto brave,almeno per quanto posso capirne io di quel genere di musica,ad un certo punto,al culmine d’altezza raggiunto in tutta la serata,ho sentito persino la pelle d’oca,e li non faceva affatto freddo.

Di certo non andrò a scaricarmi questa musica,non la sopporterei troppo a lungo,ma ogni tanto ascoltarla è bello,ti rilassa e ti apre la mente verso altre frontiere.

 

 

A mezzanotte eravamo nel pianerottolo del mio palazzo a salutarci.

«Infondo non è stato cosi brutto come pensavo» mi ha detto lui con un mezzo sorriso.

«Ah,non mi dire che ti sto convertendo alla mia filosofia di vita!» ho risposto io sghignazzando.

«Questo mai,non sperare troppo Vale» – «Non sono F. che faceva tutto quello che volevi tu» ha ribattuto lui come al solito indelicato.

«Ed io non sono come te che ti fai comandare a bacchetta da una mafioncello qualunque» ho risposto io un pò inacidita dal suo commento.

«Non mettere in mezzo T.,non centra niente mò» l’ha difeso ovviamente.

«Certo,certo» – «Tornatene dal tuo amore adesso e lasciami in pace» gli ho detto avivcinandomi alla porta di casa mia.

«Devi sempre fare l’acida vero?» – «Non ti lamentare se ti odiano tutti poi,ed io che ti accompagno a tutte queste cazzate che trovi» – «La prossima volta facci da sola» si è arrabbiato e mi ha fatto un gestaccio mentre se ne andava.

«Ti odio,bastardo» gli ho detto scuotendo la testa e guardandolo male.

«Anche io ti odio brutta troia» ha detto lui nascondendo un sorrisino compiaciuto.

«Questo non lo dovevi dire!» ho gridato io correndogli addosso.

Ho cercato di schiaffeggiarlo ma è riuscito a difendersi stringendomi i polsi,sghignazzava e mi guardava divertito,alla fine sono riuscita a liberarmi dalla sua presa tirandogli un pizzico e finalmente gli ho tirato lo schiaffo che meritava.

Pensava che sarebbe riuscito a difendersi? Pensava di potermi tenere a bada? Ma io non sono una marionetta,i miei fili non sono controllabili e se deciso che deve pagarla la pagherà.

«Basta Vale,basta davvero» ha detto tenendosi la guancia che sicuremente gli faceva male.

Mi ha guardata con i suoi enormi occhi azzurri,il suo sguardo arrabbiato nascondeva qualcosa come dispiacere,sembrava essere in conflitto con se stesso,perciò mi sono allontanata.

Mi ha stretto il polso e mi ha detto «Sei una grande rottura ma lo sai che ti sopporterò sempre,lo sai vero Vale?».

«Lo so» ho risposto voltandomi a guardarlo,sembrava dispiaciuto per quello che mi aveva detto,forse me l’ero presa troppo facilmente.

«Scusa» ha detto aprendo il portone.

«Mmh…» ho mormorato prendendo la chiave di casa.

L’ho guardato uscire dal portone e farmi un cenno da dietro al vetro,poi si è voltato per adarsene e sono rientrata in casa.

Comunque se lo meritava,nessuno può chiamarmi troia,come pensa che posso controllarmi se mi chiama cosi.

E poi dicono che sono permalosa…ah certo,io sono permalosa….

 

 

Alla fine ero cosi stanca che non ho neanche visto se S. mi aveva risposto,ho spento il telefono e solo allora mi sono ricordata che dovevo controllare la posta.

«Domani» mi sono detta, «Domani sarà la giornata giusta,forse»

Oggi è quel domani,e sinceramente ho voglia solo di buttarmi a capofitto nelle pagine di Maze Runner-La via di fuga e basta,il resto è noia.

 

 

 

P.S. Mi sto scocciando davvero di scrivere tutte queste lettere puntate :O

Ma scrivessi solo i nomi sarebbe cosi sbagliato? Bah,non credo mi abituerò mai a scrivere F, S, G…. suona terribilmente.

Secondo voi sarebbe molto sbagliato se scrivessi i loro nomi? Ovviamente senza mettere cognomi od altro,anche solo i soprannomi per me sarebbero più naturali da usare.

 

 

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6 pensieri su “Sopportarsi a vicenda

  1. Vale se metti solo i nomi propri (no cognomi) non c’è nessun problema…e te lo dico da avvocato..;) poi devo dirti che mi piace leggere le tue storie, sono così “vere”, pezzi di vita quotidiana che tu metti a disposizione con i tuoi pensieri. Se posso permettermi, tu hai una grande maturità che ha difficoltà a rapportarsi con la tua età e le tue amicizie…ti piace ma non vuoi rinunciare a chi conosci e che fa fatica a capirti. Aver visto quel concerto di violoncello e raccontato quelle sensazioni mi ha fatto capire quello che ti ho detto… Sei una ragazza molto matura….asseconda la tua anima ed il tuo cuore, sempre… 😉

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    1. Se me lo dice un avvocato allora penso di poterli scrivere giusto due nomi 🙂 Grazie del consiglio. Non lo so se sono poi cosi matura,credo solo di avere una sensibilità diversa da quella dei ragazzini della mia età. Sicuramente dopo tutte le cose che ho vissuto nell’ultimo anno un pò devo essere maturata ma non troppo,infondo sono ancora una bambina immatura xD

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      1. Non lo sei Vale. Sei più avanti e più matura, fidati. Solo che la maturità precoce è croce e delizia, spesso si paga perché gli altri non ti capiscono. Io personalmente non credo nella maturità del corpo quanto a quella dell’anima e la tua anima ti spinge in una certa direzione…assecondala, senza però rinunciare ai divertimenti propri della tua età. Tu puoi sforzarti per capire gli altri, ma non sperare che gli altri capiscano te… Come diceva l’uomo ragno: “da grandi poteri, derivano grandi responsabilità” 😉

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