Momenti che non dimenticherò mai -Parte 2

La mia vita cambiò radicalmente quando iniziai la scuola media.
Mi trovai in un nuovo mondo,una nuova classe e con un nuovo destino.
Studiavo francese,lo adoravo.
Nascondevo la mia verà indentità.

Ora ero sola,e da sola dovevo seguire le lezioni,studiare anche ciò che non capivo e seguire le notizie dei Muse.
A Settembre di quell’anno era uscito il loro nuovo disco ed io mi torturavo ad ascoltarlo cercando di non pensare troppo a Franky che mancava nella mia vita.
Aveva volutamente scelto di frequentare un altra scuola media lui,perchè più vicina a casa,mentre io mi facevo quella scarpinata a piedi ogni mattina solo per andare in una scuola migliore,dove poi…non c’era nemmeno lui e di migliore non aveva proprio niente.

Ogni volta che ascoltavo Resistance mi ripetevo che dovevo resistere e che alla fine tutto sarebbe andato per il verso giusto.

Con il tempo feci amicizia con Anna ed Elena,anche se mi sono mai fidata molto di loro,le consideravo come delle amiche di scuola punto e basta,erano ciò che mi salvava dall’emarginazione,cercavo di apparire simpatica ai loro occhi senza troppi sforzi però.

Le cose iniziavano ad andare meglio anche se poco per volta,mi concentravo molto sullo studio e la musica in quel periodo e c’era mia sorella a non farmi sentire sola.

Fui perfino invitata alla festa di compleanno per i dodici anni di Anna e mia sorella mi accompagnò a comprarle un regalo.

Era il 15 Marzo 2010 quando stavamo passeggiando per il nostro quartiere osservando le vetrine.

Mi fermai davanti alla vetrina di un negozio di bigiotteria. Avevo notato che Anna era fissata con orecchini,collane e roba di quel genere quindi mi sembrava una buona idea regalarle una cosa tra quelle.
«Che ne dici di quegli orecchini?» chiesi a mia sorella indicando degli orecchini a forma di croce.
«Forse sono un pò troppo “rock” per la tua amica» rispose lei.
«Questi?» chiesi indicandone un paio di semplici perle blu.
«Troppo banali» ribattè lei.
Mi scervellai osservando i vari orecchini,poi chiesi a mia sorella di entrare nel negozio cosi potevo vedere gli altri che avevano esposti dentro.

 

 

Mentre facevo il primo passo per entrare nel negozio sentii una mano posarsi sulla mia spalla.
Mi voltai istintivamente spaventata e rimasi ancora più di stucco quando mi ritrovai davanti Franky.
Lo guardai con gli occhi sbarrati,dopo tutti quei mesi era ricomparso come una specie di regalo di Natale in ritardo,era ricomparso come un miracolo.
E ne aveva tutto l’aspetto del miracolo,con quegli occhi emozionati e quel sorriso dolce che mi faceva venire voglia di stringerlo forte e dirgli che non ci saremmo lasciati mai più da quel momento in avanti.

Ma nonostante volessi parlare mi mancavano le parole e a salvarmi dalla figura da emerita idiota che stavo facendo ci pensò mia sorella che accortasi che non la stavo seguendo nel negozio si voltò e lo vide.
«Ciao Francesco!» lo salutò sorridendogli.
Guardai lei un pò sorpresa che l’avesse salutato cosi felice,a mia sorella non era mia stato molto simpatico lui,diveva sempre che era un bambino strano e ancora peggio parlava di sua madre.
E come è ovvio che sia,sua madre comparve pochi secondi dopo con l’aria spaventata perchè lui si doveva essere allontanato da lei di corsa per raggiungermi.
La guardai con aria di rimprovero.
Dovresti pensare di più a tuo figlio invece che a quel manichino che ti porti affianco pensai mentre compariva dietro di lei il fidanzato.
Sua madre e mia sorella si salutarono ed iniziarono a parlare.
Come al solito mia sorella,tipo che attacca bottone con tutti,aveva iniziato un discorso dal nulla.

Intanto lui continuava a guardarmi e poco dopo mi fece una domanda mentre io ero ancora imbambolata a fissare lui,mia sorella,sua madre e il citrullo del fidanzato.
«Come stai?» mi chiese.
Lo guardai quasi sorpresa della domanda,dopo nove mesi che non ci vedevamo mi chiedeva semplicemente come stavo? Cosi? Con quel tono distaccato che stonava con l’espressione emozionata che aveva?
Vedendo la mia esitazione si spazzientì e mi tirò per un braccio a qualche metro dietro mia sorella e sua madre che stavano parlando.

«Sei cambiata sai?» mi fece notare guardandomi negli occhi e alzando il sopracciglio.

«Davvero?» risposi io soffocando una risatina isterica, “Anche tu sei cambiato” gli dissi guardandolo negli occhi arrabbiata.

Non avevo bisogno di sapere altro,guardandoci negli occhi avevamo visto entrambi che non eravamo cambiati,eravamo sempre Valentina e Francesco,fratelli di sangue e di anima.
Ma Valentina era più sempre egoistae vendicativa,ed in qualche modo doveva farlo soffrire.

«Sei diventato più alto» insistii io sghignazzando.

«Non ti permettere mai più di farmi una cosa del genere o giuro che ti uccido» mi disse stringendomi il polso.

«Non è colpa mia,sei tu che hai preferito andare in quella scuola di delinquenti» ribattei io arrabbiata.

«No,sei tu che hai preferito andare in quella scuola di figli di papà,pensi di essere migliore di me Vale?» ribattè lui infuriato.

«E tu cosa pensi di me?» – «Pensi che ti ho abbandonato vero?» ribattei io reggendo il suo sguardo incandescente di rabbia.

«Perchè,non mi dire che tu non pensi che io ti abbia abbandonato?» ribattè lui alzando il sopracciglio.

«Cosa pensi di aver fatto Frank?» – «Non hai fatto niente perchè rimanessimo amici, era ovvio che non volevi più saperne di me» ribattei io indignata.

Dopo tre anni passati in simbiosi a scuola elementare eravamo scomparsi l’uno dalla vita dell’altro senza una ragione valida. Nove mesi vuoti erano stati quelli,sprecati a fare finta di essere una normale ragazzina di undici anni che pensa alle sciocchezze più schifose che esistano. E noi due? Il noi due era scomparso all’improvviso come era comparso tre anni prima.

«Non è cosi,lo sai benissimo» disse lui stringendo ancora più forte la presa.

«Smettila stupido,smettila» gli intimai cercando di divincolare il polso dalla sua presa.

Mi lasciò andare e tramutò la sua espressione in una fitta di sofferenza.

Lo superai per tornare accanto a mia sorella.

«Ti prego,non te ne andare di nuovo» mi pregò lui.

Non mi voltai,ma l’avevo sentito bene.
Avevo sentito la supplica nella sua voce,avevo sentito che aveva bisogno di me.
E non l’avrei mai abbandonato anche se facevo la parte dell’offesa.

Tornata accanto a mia sorella vidi che stava parlando ancora con la madre di Franky,mi intromisi nel loro discorso «Ogni tanto sarebbe bello se ci vedessimo ancora» dissi rivolta alla madre di Franky.

Lei probabilmente sapeva meglio di me che suo figlio aveva bisogno di un amica,ed infatti quella mia frecciatina bastò affinchè chiedesse a mia sorella il suo numero di telefono cosi che potessero organizzarsi per farci vedere.

 

 

Francesco era rimasto qualche metro più in la a guardarci,quando le cose furono apposto mi riavvicinai a lui e gli dissi «Ringraziami adesso».

Lui mi guardò confuso e mi chiese «Cosa..?».

«Pare che mia sorella si stia organizzando con tua madre per farmi venire a casa vostra un giorno,non so…dici che ti basta?» gli risposi con il mio sorrisetto.
Ancora non me l’aveva detto ma quella fu una delle prime occasioni in cui vide in me il sorrisetto alla Synyster Gates,e forse proprio da qui capì quanto ero contenta di passare del tempo con lui.

«Penso che vada benissimo» rispose lui annuendo come un ebete.

«Lasciamo perdere il passato Franky,abbiamo fatto le nostre scelte ma questo non vuol dire che non dobbiamo più essere amici» – «Ti piacciono ancora i Muse vero?» gli dissi guardandolo negli occhi mentre sospiravo.

«Sempre» annuii lui convinto.

«Allora possiamo ancora essere amici,visto?» – «è tutto ok Frank!» sorrisi alzando le braccia al cielo.

Sembrava la giornata più bella della mia vita.

«Quanto ti voglio bene Vale,grazie» rispose lui stringendomi le braccia al collo.

«Io ti odio invece,pensa un pò te» risposi stringendolo anche io,poggiai la testa sulla sua spalla e per la prima volta da quando ci eravamo conosciuti mi accorsi che quasi non ci arrivavo più.
Gli accarezzai il collo e sentii un suo sospiro proprio sul mio di collo.

«Non ti preoccupare,non me ne vado più» – «Te lo giuro su Matt Bellamy,Franky» gli dissi chiudendo gli occhi.

 

 

Avrei desiderato che quell’abbraccio durasse una vita,stavamo tanto bene attaccati l’uno all’altra,il tempo sembrava cosi relativo in quel momento,come se niente potesse scalfirci,neanche mesi di assenza nella vita dell’altro.

Avrei desiderato rimanere li,in quel frangente nel quale tutti e due stavamo relativamente bene.
Io avevo trovato delle finte amiche che non mi facevano fare la parte dell’emarginata e lui sembrava aver apparentemente superato l’assenza del padre.

Ma solo anni dopo avrei scoperto che non l’aveva mai superata,e forse nella sua testa non aveva mai provato a superarla sul serio.

So cosi tanto di lui,ho vissuto cosi tanto con lui,ma sento che mi manca ancora qualcosa,qualcosa che ancora non ho capito….

 

…E forse ripercorrendo il passato riuscirò a capire.
Forse ha semplicemente smesso di combattere,forse non ha mai combattuto sul serio?
Eppure ci sono stati dei periodi in cui sembrava davvero felice,ma forse io non ho mai capito niente e lui faceva la parte del bravo attore come quando si mettevaa piangere a comando.
Se poteva far finta di soffrire,allora poteva anche far finta di non soffrire?

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