Ultimamente sto pensando molto alla scuola e al mio percorso di studi.

Io mi sento molto confusa sulla decisione da prendere e dall’esterno non ricevo grandi aiuti.

Da una parte vedo la mia famiglia confusa quanto me,annuiscono a qualsiasi alternativa proponga e non mi danno consigli perchè sanno che alla fine farei comunque di testa mia.

Dall’altra parte c’è l’insistenza di Steve a dire che devo assolutamente pensare a studiare,come se la mia vita dipendesse solo dalla scuola.

Mi ritrovo a chiedermi; Ma come sono arrivata a questo punto?
Mi sono persa per strada ed ora devo rimediare all’errore,ora che sono capace di ragionare devo rimediare,prima che sia troppo tardi,ma questa decisione so che sarà molto più fondamentale di qualsiasi altra perchè si ripercuoterà sul resto della mia vita.
Ho un passato parecchio incasinato con la scuola,e sarebbe meglio cercare di farne un resoconto per capire bene dove e perchè o sbagliato,ammesso che abbia davvero sbagliato.
A volte penso che infondo se ho fatto quello che ho fatto,l’ho fatto per sopravvivere e non è stata una mossa cosi terribile come può sembrare vista dall’esterno.
Non voglio certo dire di aver fatto la cosa giusta,assolutamente mi prendo la responsabilità del mio errore ma credo che gli adulti tendano ad ingigantirlo visto che non capisco il mio punto di vista.

Per tutta la scuola elementare sono stata un’alunna modello,con tutti dieci e volenterosa di studiare grazie a mia sorella che da subito mi aveva fatto apprezzare la conoscenza.
Mi dovevo impegnare un pò di più in matematica perchè mi era antipatica come materia ma per il resto mi veniva facile imparare.
I rapporti con i compagni non erano tutte rose e fiori,non sono stata integrata bene nel gruppo ma dopo aver conosciuto Frankie ammetto di aver smesso di cercare gli altri compagni,mi bastava lui.
Bene o male ho avuto qualche amica a scuola elementare,una perfino ho continuato a sentirla anche dopo la fine di quei cinque anni.
Già da bambina mi emarginavano,ma io lottavo per integrarmi e accettavo le battutine sarcastiche e le umiliazioni ridendoci su.
All’epoca ricordo bene che ci stavo male per queste cose,ma ripensandosi adesso credo di dover ringraziare Gianluca per come mi umiliava dolcemente,senza la vera intenzione di farmi del male.
In quel periodo mi dicevo che volevo fare la biologa marina da grande,vista la passione che avevo scoperto per le profondità e i suoi animali quando avevo comprato le mie tartarughine d’acqua.

La scuola media è stata l’inizio della fine,in tutti i sensi.
Le materie mi piacevano,l’aggiunta del francese,della musica e dell’arte mi incuriosivano molto.
Diventai molto brava in inglese grazie alla professoressa che adoravo,la persona più calma e pacata che esistesse in quella scuola,che con le sue spiegazioni semplici e lineari mi faceva capire tutto al volo.
Anche per il francese mi scoprii portata fin dall’inizio,me la sentivo nel sangue quella lingua e se avevo delle difficoltà chiedevo aiuto a mia sorella che l’aveva studiato al liceo il francese.
La matematica rimase il mio punto ostico,anzi,con la scuola media la situazione peggiorò.
All’inizio mi mettevo sotto a studiare e più o meno arrivavo al sei,ma quando iniziarono a cambiare le insegnanti di questa materia mi ritrovai confusa e con alcune lacune.
Prima dei compiti in classe mi aiutava Frankie a ripetere un pò,lui che in matematica prendeva puntualmente nove riusciva a farmi entrare in testa il minimo per raggiungere la sufficienza.
L’italiano anche mi piaceva molto a scuola media anche se ancora vivevo il dover legger come un imposizione e non come qualcosa che mi piacesse davvero,nei temi prendevo sempre sette od otto perchè sono sempre stata una che ha molto da dire,troppo a volte.
Mi ero fatta anche delle sottospecie di amiche fingendomi come una ragazzina normale e superficiale come loro.
In quegli anni iniziai a pensare di fare la giornalista o la traduttrice.

L’ultimo anno fui vittima di bullismo,ma di questo non voglio parlare direttamente in questa sede. Purtroppo dovevo accennarlo perchè da quell’anno iniziarono i miei problemi scolastici,ovviamente legati a quella sofferenza infernale che mi recava ogni giorno la scuola.
Una delle amiche che avevo,non venne più a scuola quell’anno,ancora non so il perchè di ciò,forse aveva semplicemente gettato la spugna o aveva iniziato a lavorare,davvero non lo so perchè non l’ho mai più vista,ma sono sicura che la sua mancanza fu il motivo per cui iniziarono a prendermi di mira.
Ero sola,le altre mi avevano abbandonata,non ero più protetta da quella cafona ma dolce ragazza che mi vedeva come una sorella,e iniziarono a torturarmi per la mia diversità.

A Gennaio del terzo anno di medie erano stati più i giorni che ero stata a casa a piangere che a scuola,eppure quelle poche volte che andavo a scuola venivo cosi umiliata che mi sembrava di sopportare il peso di un intera settimana di scuola.
In quel periodo ero molto confusa e presa dalla disperazione,non ricordo nemmeno come ho fatto a mantenere la media del sei quell’anno,ovviamente tranne che in matematica,li mi beccai un bel cinque.
Dopo aver confessato tutto a mia madre che andò a parlare a scuola del problema,non tornai più in quella classe.
Ormai avevo sopportato fino a Maggio,e gli ultimi trenta giorni di quel terzo maledetto anno li passai a casa in uno stato di apatia totale.
Si era sgretolato tutto il mio mondo,non soffrivo più perchè nessuno mi insultava ma mi sentivo sotto torchio anche da un semplice sguardo di mia madre.
Non ricordo nemmeno perchè non voletti più tornare a scuola,forse ero semplicemente esaurita e volevo prendermi la meritata vacanza che mi serviva.

Ero sicura che avrei perso quell’anno per via delle assenze,non mi importava molto infondo,sapevo che avrei recuperato tutto l’anno dopo libera dalle mie tiranne.
Invece la professoressa di italiano chiamò mio padre a fine mese e gli disse che se portavamo dei certificati medici che accertavano le pessime condizioni di salute per le quali non ero potuta andare a scuola allora mi avrebbero accettato agli esami.
Il nostro dottore di famiglia appena mi vide scrisse i certificati senza dire una parola,e prima di uscire dallo studio mi guardò con compassione.
Con mia sorpresa quindi fui ammessa agli esami di terza media e in una settimana e mezza recuperai tutto ciò che non avevo fatto scrivendo tesine e studiando a dovere.

Agli esami mi presentai preparata e decisa.
Per fortuna un mio amico bravo in matematica aiutò un pò tutti,e non dovetti preoccuparmi molto.
Al tema di italiano presi otto sghignazzando davanti alle mie aguzzine che avevano preso a stento la sufficienza.
Anche nel resto delle prove andai bene e l’esame orale passò liscio come l’olio grazie alla presenza in classe di mia sorella.
Visto che si poteva portare un parente mi ero fatta accompagnare da lei,e la resi orgogliosa di me mostrando quanto potevo valere.
Nonostante tutto fui promossa agli esami con sette,tra le lamentele dei compagni e le congratulazioni dei professori.
Avevo lavorato duro per quel voto e di certo se non avessi perso tutti quei giorni di scuola sarei passata anche con l’otto se non addirittura con il nove se mi fossi impegnata davvero.
Però la mia visione della scuola era stata irrimediabilmente distrutta in quell’anno.
Avevo visto nei compagni degli aguzzini,nei professori dei vermi senza spina dorsale che non facevano niente per difendermi e persino nel preside avevo visto un nemico visto che aveva dato ragione ad una delle ragazze che mi aveva torturata.
«Ha perso sua madre» la sua motivazione,già lei aveva perso sua madre l’anno precedente,ma perchè io avrei dovuto pagarne le conseguenze facendomi sputare in faccia?

Dissi chiaramente a mio padre che non volevo iscrivermi al liceo,non volevo assolutamente,e tutti i miei progetti di fare la biologa,la giornalista o quant’altro erano spariti,volevo stare il più lontano possibile da quelle strutture che mi avevano rovinato per sempre la vita e stop.

Mio padre mi assecondò fino a Settembre quando mi consiste ad iscrivermi ad un liceo,con un compromesso scegliemmo la scuola più vicina a casa che frequentava la mia migliore amica,ma io avevo chiaramente detto che ci sarei andata fino all’obbligo e poi avrei detto bye bye a tutto quello schifo.
Non fu facile fare la finta tonta,perciò mi fotocopiai i libri di testo ed iniziai a studiare,quasi automaticamente come se fosse un gesto che mi veniva naturale fare.
Le relazioni con gli altri compagni erano difficili come sempre ma più o meno con la mia amica non mi ero mai sentita del tutto sola,era la mia spalla.
Non andavo regolarmente a scuola però,la paura e la sfiducia era rimasta.

Superai il primo anno del liceo delle scienze umane opzione economico-sociale con tutte sufficienze tranne che in inglese in cui presi un debito.
Strano a dirsi perchè non avevo mai aperto il libro di matematica quell’anno,anzi,neanche l’avevo fotocopiato quel libro xD eppure la professoressa mi mise la sufficienza.
Mentre la professoressa di inglese ritenne opportuno mettermi questo debito nonostante secondo me non avessi perso gran chè del programma.

All’esame di inizio Settembre per superare il fantomatico debito,mi presentai senza aver aperto nessun libro di inglese per tutta l’estate,era una sfida tra me e quella vecchia megera che non credeva nelle mie capacità.
Ricordo ancora i commenti dei miei compagni quella mattina alla mia rivelazione di non aver ripetuto niente «Non hai ripetuto niente? Ma che sei scema? Ti bocceranno Vale…».
E poi risposi ad ogni domanda della professoressa con disinvoltura e lei fu costretta a promuovermi,mentre alcune compagne che avevano detto di aver passato l’estate sui libri furono bocciate.
Oh certo,ero io quella ignorante li,certo…
Alla fine la professoressa mi disse «Brava,hai recuperato quest’estate» ed io uscii dalla classe sghignazzando.
Povera babbana,non può capire quanto mi ha sottovalutata….

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3 pensieri su “Scuola -Parte 1

  1. Vuoi un consiglio da una vecchia zia? Studia! Io abbandonai il liceo in quarta ginnasio, praticamente subito. Non vittima di bullismo ma perché mi avevano isolata: fumavo, indossavo calze a rete, ero una ragazza borderline. Lasciai per lavorare in teatro, in una compagnia barese tra le più importanti, guadagnavo più che adesso, ma a diciassette anni dovetti dare tutte le materie per 2 anni consecutivi e spendere un pacco di soldi per lezioni private: alla Silvio d’Amico richiedono il diploma di scuola superiore. Prenditi il diploma, poi decidi se specializzarti in qualcosa che non sia materia universitaria. Ma intanto il diploma ce l’hai. 😉 buona fortuna.

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  2. Il fatto è che ho sempre pensato “Cavolo almeno il diploma te lo devi prendere Vale” ma non ce la facevo proprio ad andare a scuola.
    Ero più che consapevole che mi sarei pentita di lasciarla,ma l’ho fatto lo stesso 😐
    Qui mi dicono tutti che non posso rimediare a quest’errore che ho fatto ma io credo che troverò il modo,non possono impedirmi di diplomarmi cavolo,no!!
    Grazie per il buona fortuna,me ne servirà molta!

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