Il secondo anno di superiori fu turbolento.
Cambiai classe perchè la mia amica mi aveva abbandonata ed emarginata.
Pensai che era arrivato il momento di fare ciò per cui ero andata in quella scuola,cioè…niente.
Andavo a scuola e non facevo niente,mi sedevo al mio banco,disegnavo,coloravo,scrivevo delle lettere a Fra,non seguivo neanche mezza lezione.
Uscivo spesso prima,o entravo un ora più tardi.
Insomma,pur di farmi andare a scuola i miei genitori si stavano facendo in quattro e forse ancora speravano che sarei tornata a studiare.
Non parlavo con nessuno e facevo la solitaria,nessuno mi infastidiva in quella classe,mi buttavano qualche occhiataccia pensando chissà cosa e basta.
Quando mi si presentava davanti un compito in classe,improvvisavo.

«La comunicazione» tema di psicologia a fine Ottobre.
Non avevo il libro di testo,non avevo quindi studiato,non avevo seguito una sola lezione,ma improvvisai scrivendo tutto ciò che avevo nel mio bagaglio culturale riguardo la comunicazione.
Presi sei e mi misi a ridere davanti a tutta la classe.
Le ragazze rimasero stupite quanto me ma non commentarono l’accaduto.

Mancavo spesso;da Novembre a Gennaio non andai neanche un giorno a scuola,poi mio padre mi ci portò quasi a calci visto che ero ancora della fascia dell’obbligo e lui non voleva finire in prigione.

Quando andavo a scuola sfruttavo quelle ore per leggere ciò che mi pareva e intervenivo solo se interpellata.
Le solite prediche «Devi studiare» – «Dove sono i libri» eccetera e eccetera da parte dei professori ma mi ci abituai subito.
Devo dire che la storia con Frank influenzò molto quegli ultimi mesi di scuola.
Lui in quel periodo era andato a Padova ma mi chiamava spesso e mi pregava di andare a scuola.
Ormai mi pregavano tutti ma nessuno poteva immaginare il senso d’inadeguatezza che mi sentivo addosso entrando in quelle mura.
Abbandonata al mio destino senza che nessuno se ne facesse cruccio,per loro potevo anche scomparire,non se ne sarebbero mai accorti.
Ed infatti ad Aprile sparii,smisi di soffrire e non tornai più in quel posto.

Quel periodo fu intriso di liti con i miei genitori,le mie sorelle e perfino Fra.
Tutti erano delusi e arrabbiati da questa mia scelta ma io l’avevo fatto per sopravvivere,non potevo più svegliarmi la mattina con la sola intenzione di sopportare il vuoto che mi si creava dentro quando entravo a scuola e poi vivere il resto della giornata in balia degli eventi.

Decidere di abbandonare la scuola fu la prima decisione che presi di testa mia,sbagliando,ma prendendo in mano la mia vita e ciò che di me rimaneva.

La Preside ovviamente chiamò mio padre che ormai era disperato,e gli disse di farmi andare a scuola per fare una visita con la psicologa.
Con la psicologa della scuola non riuscii a parlare molto e lei cosi non comprese i motivi che mi avevano spinta ad abbandonare la scuola.
Alla fine la Preside decise di lasciar correre visto che mancavano pochi mesi che compissi sedici anni e non vedeva altra via d’uscita.
Mio padre era esausto da questa storia e lo ringrazio per aver mantenuto abbastanza la calma da non picchiarmi mai.
Sapeva che neanche picchiandomi mi avrebbe convinta a ritornare a scuola,mi faceva quasi ogni giorno un bel discorso ma io ne uscivo più decisa di prima a non tornare indietro nonostante mi avvilisse sentire tutte quelle parole.

Arrivati gli attesissimi sedici anni le cose si sono calmate con la mia famiglia,la tensione è sparita e piano piano ho spiegato le motivazioni che mi avevano portata ad abbandonare la scuola.
Iniziai a lavorare ogni tanto con mio padre per mettermi un pò di soldi da parte per comprarmi ciò che volevo quando volevo e cercai di dimenticare la scuola.

Eppure non sono mai stata tanto assetata di conoscenza come da quando non frequento più la scuola.
Ho iniziato a leggere sempre di più,cosi tanto che ogni tanto mia sorella si preoccupa che legga troppo,ma a me non sembra mai abbastanza.
Cerco di colmare le lacune che ho o che avrò leggendo e leggendo,per fortuna la mia curiosità mi porta ad avere voglia di informarmi su tutto e molte volte mi sono ritrovata a sapere cose che i miei amici che vanno a scuola non sanno.

Quest’anno però non frequentando più la scuola in via definitiva mi sono sentita un pò persa,da una parte sentivo di essermi tolta un grandissimo peso dallo stomaco ma non ero ancora soddisfatta.

Quando iniziavo a pensare di iscrivermi ad un corso di formazione,è arrivata la fine.
Lui è morto e con lui la mia vita.
D’un tratto l’idea di tornare a scuola non mi interessava più come del resto l’idea di tornare a vivere.

Ma adesso sto meglio,è tutto passato.
Da qualche mese ho iniziato a pensare seriamente alla mia istruzione.
Mi sento molto più forte di prima ma non so se avrei la forza di sopportare tutto quello un’altra volta.
Ho paura che tornando a scuola le poche certezze che mi sono costruita con fatica in questi mesi si rompano in mille pezzi,e non so se riuscirei a ricominciare tutto da capo dopo.

Mesi fa quando ancora stavo male dissi a mia sorella «Il giorno dopo aver abbandonato la scuola me ne ero già pentita,ma sapevo che non avevo altra scelta».
E la penso ancora cosi oggi.
Avrei potuto diplomarmi facilmente,andare all’università,trovare la mia strada nel mondo e seguirla,invece mi sono buttata via.
Perchè la società questo pensa di me e di chi abbandona la scuola,che ci buttiamo via in cerca di alternative più facili.
Ragazze che fanno il corso di parrucchiera o che si occupano delle faccende domestiche insieme alla madre,ragazzi che vanno a lavorare insieme al fruttivendolo o come cameriere al ristorante…di miei amici o compagni di scuola ne ho visti tanti fare una fine del genere.
Si buttano via,non hanno speranze,non vogliono studiare e si arrendono alla monotonia della vita spaccandosi la schiena.

Ma io non sono come loro,e la società questo non lo capirà mai.
Io le so mettere due parole in croce,faccio dei sacrifici aiutando mio padre a lavorare ma questo non vuol dire che sono un ignorante senza sogni realistici.

Sto progettando di iniziare a studiare a casa.
Dovrei occuparmi da sola di studiare i programmi scolastici e poi alla fine dell’anno andare a fare un esame alla scuola prescelta per certificare l’avanzamento negli studi.
Non so se potrei farcela da sola a studiare tutto,ma so anche che ci impiegherei le mie intere forze in questa impresa.
Dovrei andare a parlare con la scuola il mese prossimo sperando che mi concedano di fare questa cosa,ho sentito in giro che è possibile ma con la sfortuna che ho potrebbe nascere qualche problema e…sono sicura che non me lo lasceranno fare….
Intanto ho già iniziato a studiare da qualche mese in previsione dell’ipotetico esame che dovrei fare per rientrare nel sistema scolastico.
Ho iniziato a studiare soprattutto latino,visto che ho scelto di iscrivermi al liceo linguistico.
L’ho sempre detto a Frank «Se avessi voluto continuare a studiare,sarei andata al linguistico»,è questo che voglio ed è questo che mi piace studiare,il liceo delle scienze umane era solo una scelta costretta.

Ma in questi giorni sto pensando seriamente a come andranno le cose,a cosa farò se non mi lasceranno studiare a casa.
Inizio a prendere in considerazione l’idea di tornare in uno di quegli edifici e ciò mi spaventa moltissimo.
Ho paura di soffrire ancora ed ho paura perfino del fatto che mi sento sicura di me in questo momento.
Non dovrei essere negativa,ma immagino già la poca sicurezza che ho acquisito smontata dalle critiche di ragazzine superficiali con le quali non voglio avere a che fare.
Sarebbe una tortura.
Faccio davvero schifo dei rapporti sociali con i miei coetanei.
Finisce sempre che mi isolo,vengo insultata o picchio qualcuno.
Ed io non voglio dovermi preoccupare degli altri e dei loro giudizi su come mi vesto e sulla musica che ascolto,io voglio soltanto studiare e trovare la mia strada cazzo,ma…la scuola non dovrebbe servire a questo?
A me a portato solo a sbagliare strada o a inciampare,non mi ha mai aiutato in nessun modo questa scuola.

Steve mi ripete sempre che devo studiare per il mio bene altrimenti finirò a fare la spazzina,molto incoraggiante e gentile lui,ma ha ragione e lo so benissimo.
Lui non capisce il mio desiderio di imparare solo perchè non voglio frequentare una scuola.
Per lui è facile parlare che quando ha iniziato ad avere problemi a scuola si è trasferito in una scuola privata.
è certo che li trovi insegnanti che ti motivano e ti fanno da insegnanti di vita,io invece ho trovato solo persone che mi hanno scoraggiata e delusa,sempre.
Mi sembra un pò ipocrita da parte sua parlare quando non mi capisce nemmeno.
Gli ho raccontato tutto,ma mi è sembrato di aver parlato da sola.

La mia famiglia mi appoggia,dicono che la cosa è «ok» ma più di tanto non sono entusiasti conoscendo la mia scarsa costanza negli impegni.
Vorrei una maggiore approvazione da parte loro e un qualche consiglio ma non posso pretendere più di quello che già fanno poverini…ne hanno dovute sopportare tante per colpa mia.

Studiare a casa mi darebbe anche la possibilità di poter fare due anni in uno.
Visto che dovrei ricominciare dal secondo anno ho pensato di dividere cosi gli studi; il secondo anno,poi il terzo e quarto insieme per recuperare un anno perduto ed infine in quinto anno con la maturità.
Se tornassi a frequentare oltre che a trovare ostacoli nei miei compagni e nei professori,non potrei nemmeno recuperare un anno perduto,e questo…mi fa rabbia.

Ok,posso farcela,sopporterò quei babbuini per quattro anni,ma…non posso nemmeno recuperare il tempo perso? Beh,questo non mi sembra affatto il modo migliore di rimediare al mio errore.

Studierò a casa,mi farò in quattro pur di recuperare e in cambio potrò apprendere tranquilla con me stessa e nessun altro.

Infondo sto sbagliando tutto…
Tornare a scuola…
Studiare a casa…
Ormai ho fatto un errore e dovrei pagarne le conseguenze,stop.

Vai a fare la spazzina Vale,è questo che ti meriti,vai va…e stai zitta per una buona volta.

Annunci

14 pensieri su “Scuola -Parte 2

  1. non so se deciderai di continuare gli studi, sei confusa e penso che sia normale data la difficoltà del tuo ultimo anno scolastico . Ma mi sento di darti un grosso in bocca al lupo se deciderai di farlo! I momenti sfortunati purtroppo esistono, ma bisogna stringere i denti e tener duro! Buona fortuna! 🙂

    Liked by 2 people

    1. La decisione è presa,devo solo trovare il modo giusto.
      Ultimamente mi stavo informando sulla scuola serale,andrò a chiedere anche di questo,spero di trovare un soluzione che mi permetta di prendere questo benedetto diploma.
      Non voglio fare la fine dei miei amici che lavorano dal fruttivendolo,no.
      Grazie per il buona fortuna :’)

      Liked by 2 people

  2. Hai fatto un errore, rimedia…perchè pagarne le conseguenze.
    Io oserei consigliarti di riprovarci, nessuno dice che sarà facile [anche senza una storia come la tua alle spalle la scuola resta complicata], ma sei maturata, conosci le tue fragilità e i tuoi punti di forza. Hai una prospettiva diversa di ciò che vuoi, una prospettiva piena di paura ma con tanta consapevolezza. In bocca al lupo per la tua decisione.

    Liked by 2 people

    1. Anche io penso che posso rimediare ma dalle mie parti ragionano diversamente.
      Se hai lasciato la scuola è perchè sei un fannullone e ti conviene andare a lavorare,nessuno ha mai capito i problemi che c’erano alle spalle della mia decisione.
      Non è stato facile perchè sapevo me ne sarei pentita,ma l’ho fatto comunque perchè in quel momento ero annebbiata e non vedevo altre vie d’uscita.
      Dovrò combattere contro questa società per dimostrare ai miei concittadini che anche se ho lasciato la scuola non sono una fannullona,anzi,ho più voglia di studiare di tante persone che conosco che vanno a scuola solo per riscaldare la sedia.
      Grazie per il supporto!

      Liked by 2 people

      1. Non ascoltare cosa dice la gente, avranno sempre da blaterare che tu sia perfetta o che tu abbia qualche difetto. Screditare le persone anziché dargli un supporto è quello che riesce meglio alla gente gretta e stupida. Fottili tutti 💖

        Liked by 2 people

  3. La gente che ti ha fatto prendere la decisione di lasciare quella scuola, devi ignorarla. Solo cosi riesci ad andare avanti a testa alta. A scuola facevo così pure io. E quando qualcuno rompeva le scatole, lo fissi negli occhi e gli dici con voce forte, ferma e decisa, cosa vuoi da me? Togliti dalle palle! Ma può bastare anche un semplice e distaccato, Ciao.. Hihihi a parte gli scherzi in bocca al lupo.. 🙂

    Liked by 1 persona

  4. ..passeranno gli anni, e ti accorgerai che quella che oggi ti sembra una colpa, un errore grave che ritieni di dover pagare a vita, in realtà non lo è affatto… e capirai che la cosiddetta “società civile”, oltre a non avere un accidenti di niente né di sociale né di civile, riesce a denigrare pure Dio, Madre Natura e il Dalai Lama, solo perché non li capisce… è la pochezza umana, piccola, e non ti finisce mai di stupire, purtroppo, anche dopo millenni…
    ..sono stata un pessimo studente, in terza liceo persi anche un anno, protestavo con la mia famiglia che non capiva…ma questa è un’altra storia…
    però ho sempre amato imparare, qualsiasi cosa, quindi i libri sono stati sempre la mia unica compagnia, visto che di amici non ne avevo neanche uno, e i conoscenti si contavano sulle dita di una mano…
    se posso permettermi un consiglio, ora hai bisogno di chiudere gli occhi sul passato, tutto, e di mettere del tempo, un galantuomo davvero, fra te e ciò che è stato finora…
    riparti da zero, da adesso, da te… fai il punto della situazione: sana, giovane, con una bella testa, buone capacità, solitaria, testarda quanto basta, con la voglia di arrivare… hai tutte le carte in regola per farcela tesoro, davvero tutte… e ignora concittadini e chiunque altro, sia perché non meritano la tua considerazione, sia perché adesso devi concentrarti solo su te stessa, ci sarà tempo per gli altri dopo…
    segui l’istinto senza tare e condizionamenti, sei un’anima libera, non negare il dolore che ancora senti, ma impara a conviverci, è dura, ma tu sei più forte, puoi farcela e ce la farai… un bacio di stelle sulla fronte…

    Liked by 2 people

  5. Ho letto con molta attenzione, e altrettanto sbigottimento, i tuoi due post sulla scuola. Scrivi bene, e scommetto che la maggior parte dei tuoi compagni/nemici di scuola non saprebbe mai mettere insieme quattro righe sensate. Sei intelligente, probabilmente più della media. Essere intelligenti porta quasi inevitabilmente ad un certo grado di emarginazione con i compagni. È successo anche a me, ma io ho risposto cercando di adeguarmi per quanto possibile agli altri, non isolandomi.

    Quello che francamente non riesco a capire è il motivo reale di tanto isolamento. O compagni cattivi capitiano a tutti, i bulli pure, ma come mai tutti (o quasi) coalizzati proprio contro di te?

    Altrettanto francamente non riesco a condividere il tuo desiderio di isolamento, fino al punto da voler studiare a casa da sola. Non so se potresti farlo, ma credo comunque che sia profondamente sbagliato. Prima o poi, anche se facessi la spazzina, dovresti affrontare il mondo e gli altri. Meglio farlo prima, con coraggio e senza nascondersi.

    Liked by 1 persona

    1. Da piccola ero la prima che cercava sempre di integrarsi nel gruppo,fino a che non hanno iniziato a prendermi di mira. I miei sforzi sono stati vani e da allora non ho trovato più un motivo valido per cercare di socializzare. Poi avevo il mio migliore amico con me e sentivo che non avevo bisogno di nessun altro. Ad un certo punto è stata colpa mia se mi sono isolata,si,ma per colpa delle delusioni subite in passato. Non ero riuscita a superare quella paura di essere presa in giro e ho deciso di escludermi da sola per proteggermi. Non è servito ovviamente a niente xD e se ci penso ora mi viene da ridere per quanto sono stata stupida. Non riuscivo ad affrontare il mondo,è proprio cosi.
      Ora le cose sono completamente cambiate,la spalla su cui mi poggiavo per non essere sola non c’è più e sto cercando e con il tempo ho acquisito maggior sicurezza nelle relazioni sociali….
      La scuola però mi spaventa ancora,ho paura che ritrovandomi in quel contesto ritornassi ad essere la ragazzina diversa e fragile che viene presa di mira.
      L’ambiente scolastico dalle mie parti è sempre pieno di ragazzini superficiali che non cercano neanche di comprendere le persone diverse da loro,non è l’ambiente adatto a me. Se vado ad un concerto inizio a parlare con tutti,anche gli sconosciuti,ma in un aula scolastica mi sento un pesce fuor d’acqua :/

      Mi piace

      1. “L’ambiente scolastico dalle mie parti è sempre pieno di ragazzini superficiali che non cercano neanche di comprendere le persone diverse da loro”
        Purtroppo gli idioti ci sono dappertutto, c’erano anche quando andavo io a scuola (tanto tempo fa ormai). Ma credo anche che si riesca a trovare oltre a questi anche qualcuno migliore con cui parlare e condividere la propria vita. Scusami ma “le tue parti” dove sono?

        Liked by 1 persona

  6. Capisco… 😦
    Io abito a Bari, città che non mi piace per niente, soprattutto per i suoi abitanti. Di Taranto so poco, ci sono venuto alcune volte per lavoro e basta. Però posso immaginare il clima e l’ambiente.
    So però che purtroppo siete messi male, dopo i danni dell’ILVA gli interventi di riqualificazione sono in mano ad incompetenti.

    Liked by 1 persona

    1. Esatto. Oltre che a vivere tra ignoranti che pensano che la nostra unica possibilità di vita sia l’ILVA devo subirmi anche l’inquinamento che purtroppo ha ucciso due fratelli di mio padre con dei tumori ai polmoni. Non vedo l’ora di andarmene di qui,inutile combattere per salvare questa città,scappo !

      Liked by 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...