«E di sua natura non è né immortale né mortale,ma a volte,nello stesso giorno,germoglia e vive,quando tutto gli va a vele gonfie;a volte muore e poi,data la natura del padre,rivive daccapo,e spreca sempre tutto quel che guadagna,sicchè non è mai né povero né ricco,e d’altro lato tiene il mezzo tra la sapienza e l’ignoranza.»

[…]

«Che tu poi ti fossi immaginato Eros come te lo eri immaginato,nessuna meraviglia:tu avevi creduto,se non m’inganno,a giudicarne da quel che dici,che Eros fosse l’amato,non l’amante,e però penso che Eros ti paresse bellissimo,perchè difatti ciò che è degno di amore è realmente bello,delicato,perfetto e tale da stimarsi beato.»

 

Da Platone,Simposio

 

 

 

Più studio filosofia,più mi pongo domande.
Inizio a chiedermi;Ma non bastano le domande che mi pongo già da sola ogni giorno?
Beh,probabilmente non bastano,probabilmente sono domande sbagliate,inutili o evitabili.
è invece più probabile che dovrei pormi più spesso quesiti del genere che svegliano i neuroni dormienti per permettergli di darmi una risposta.

 

Quando ho letto queste frasi ho iniziato a farmi delle domande ovviamente.
La prima è stata;
Ma posso interpretare come voglio ciò che dice Platone?
Insomma,non si tratta di una canzone qui,non posso dare il significato che più trovo mio a queste parole,devo ragionare e trovare il senso comune a tutti.

Poi mi sono detta, Ma io un senso l’ho trovato a queste parole,un senso personale,che me ne frega se non è quello convenzionale? Basta che mi sono servite a qualcosa o no?

 

Il problema è che non lo so più.
Rimango ferma nel mio ragionamento o cerco di capire quello comune a tutti?
E se poi scopro che il mio ragionamento coincide con quello comune?
E se invece scopro che ognuno lo può interpretare come vuole? Proprio come con le canzoni?

Non credo che ciò che ho trovato io in queste parole sia molto diverso da ciò che ci trova il resto del mondo,a meno che non sia cosi stupida da averci trovato un significato totalmente diverso dall’originale xD

Credo che andrò a studiarmi il significato comune,ma resterò sempre convinta infondo di ciò che queste parole mi hanno trasmesso leggendole.
A quel punto allora,la vera domanda sarebbe,chi è Amore?
E a quella domanda,io trovo perfetta questa risposta:

«E di sua natura non è né immortale né mortale,ma a volte,nello stesso giorno,germoglia e vive,quando tutto gli va a vele gonfie;a volte muore e poi,data la natura del padre,rivive daccapo,e spreca sempre tutto quel che guadagna,sicchè non è mai né povero né ricco,e d’altro lato tiene il mezzo tra la sapienza e l’ignoranza.»

 

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Perchè l’amore non è un mortale,ne è immortale.
Perchè l’amore può vivere come morire nello stesso giorno,ma poi rivive daccapo data la sua natura sopra gli umani.
Perchè l’amore spreca l’amore che ha guadagnato,ma non rimane mai povero assolutamente.
Perchè l’amore ci siete a metà strada tra la sapienza e l’ignoranza.
E quindi chi è questo Amore?

 

….Ciò che è degno di amore è realmente bello,delicato,perfetto e tale da stimarsi beato…..
Ecco chi è Amore.

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