Tanto non viene,fattene una ragione prima che sia troppo tardi.
Ormai mi ero rassegnata,ho abassato lo sguardo sul tavolino di metallo e ho ascoltato i rumori di sottofondo.
Il bambino che gridava alla madre «Mammaaaa mi comprii un gelatoo!?!?»,la madre che sbuffava.
I rumori del bar;la macchinetta del caffè,l’acqua che scorre dal rubinetto,le ordinazioni dei clienti,i sussurri tra i camerieri.

Mentre prendevo il cellulare ho alzato lo sguardo per controllare l’ora all’orologio sulla parete.
L’ho visto entrare e guardarsi intorno,sono rimasta pietrificata.
Era arrivato,sul serio…con mezz’ora di ritardo ma era lì.
Ma che me ne frega che ha fatto tardi!! Forza,reagiamo ora!

Cercavo di pensare a cosa fare,e poi ho visto che aveva soffermato lo sguardo su di me,mi sono alzata in piedi.
Avevo pensato di andargli incontro ma niente,sono rimasta ferma,e lui si stava avvicinando quindi non aveva senso spostarsi dal tavolino.
Ha sorpassato il bambino che stava ancora tirando la maglietta della madre per i suoi capricci,e me lo sono ritrovata di fronte.
Ho sorriso,evidentemente mi aveva subito riconosciuta e allora a parlato, «Ciao Vale» ha detto.
«Ciao Steve» ho risposto continuando a sorridere.
Ha poggiato sulla sedia lo zainetto che si era portato e si è avvicinato per abbracciarmi.
E vabbene…ci siamo abbracciati 😛

Pensavo che sarebbe stato strano,come se non ci conoscessimo,ma in realtà mi sembrava di conoscerlo da una vita.
Cavolo,è il mio migliore amico! Mi capisce al volo,è Steve!
Me ne sono resa conto subito,all’istante.
Non era amore.
Non era odio.
Era affetto,affetto e gratitudine per avermi aiutata.

Abbiamo parlato molto come facciamo tramite mail,lui si è rivelato spocchioso come ha sempre detto di essere ma infondo mi faceva ridere questo suo accanimento a questo termine.
«Spocchioso» mi fa morire dalle risate xD Tutta la musica che ascolta,secondo lui è spocchiosa,ma io non ci vedo niente di spocchioso nei Sepultura,negli Slayer o negli Iron Maiden. Non so,ha una concezione tutta strana della musica,e sentirla descritta dal vivo mi ha confuso ancora di più le idee. Credo che non lo capirò mai questo suo concetto,come lui non capirà mai il mio amore per i Muse.
«Borghesi»,così gli ha chiamati ed ho evitato di commentare per non alimentare una discussione che tra noi due è facile che nasca come un fuoco nel deserto.

Ha preso un caffè,ha tentato di offrirmi un gelato ma ho rifiutato decisamente,poi ha iniziato a lamentarsi della mia città.
«Il treno è arrivato in ritardo» – «Nessuno voleva darmi indicazioni» – «Mi guardavano tutti strano e se ne andavano» – «Poi,le strade sono tutte identiche qui,mi sono perso per trovare questo bar» si è lamentato mentre io me la ridevo.
Ovviamente sono più che d’accordo con lui riguardo i disagi della mia città e mi faceva ridere il fatto che se ne fosse finalmente accorto anche lui dopo mesi nei quali mi aveva detto che mi lamentavo troppo.
Tu non sei mai venuto qui,non dovresti lamentarti,non lo sai com’è questo posto e come sono le persone qui.

Dopo aver parlato delle nostre passioni,cosa che facevamo da sempre,e dopo esserci scambiati qualche commento sul meteo,ho ritenuto opportuno mettere le cose in chiaro.
Le cose per me erano chiare e dovevo parlarne anche con lui per essere corretta.
Non ho pensato neanche per un minuto che la sua ex fidanzata avesse ragione e che ci avrebbe provato con me.
Forse per qualche minuto aveva avuto questa intenzione mentre camminava per le vie della città ma una volta vistami doveva aver cambiato idea.
Purtroppo e per fortuna,ho questa aria innocente che fa dubitare a chiunque che abbia diciassette anni,ma la differenza è che Steve mi conosce e sa che dentor di me c’è qualcosa di molto diverso dall’innocenza,ho avuto timore che si approfittasse della mia voglia di ribellione.

Così non è stato!
Quando ho parlato lui mi ha ascoltata e non ha cercato mai di essere inopportuno.
Mi guardava serio,quando facevo qualche battuta e mi mettevo a ridere era incuriosito,come un alieno che non sa di cosa di sta parlando.
Niente,non lo capisce proprio l’umorismo xD Povero figlio!
Ha riposto pacatamente a qualsiasi mia domanda o affermazione,ha tenuto un buon autocontrollo,cosa che io ad un certo punto stavo per perdere.

«Sai Steve,G. mi aveva detto che sei innamorato di me» non so perchè ne con quale coraggio ho pronunciato queste parole,ma l’ho fatto.
L’ho visto posare la tazzina di caffè con molta calma e rispondermi seriamente «Ti ha detto proprio cosi?».
«Ha detto che dovevo stare attenta perchè ci avresti provato con me,assurdo no?» ho riso per sdrammatizzare,nel mio cuore speravo no fosse vero e che si sarebbe fatto una risata anche lui.
«Non mi sembra tanto assurdo,è ovvio che lei l’abbia capito» ha risposto lui riprendendo la tazzina in mano.
Ho smesso di ridere.
«Forse ha paura di perderti,per questo ha inventato queste cose» ho sparato una frase senza pensare troppo a cosa dire,il silenzio mi avrebbe uccisa.
«No Vale,non penso abbia inventato niente» – «G. non è stupida,ha capito cosa stava succedendo e sinceramente…» – «…l’ho capito anche io» ha detto abbassando lo sguardo verso il caffè.
Adesso non fare una domanda stupida…
«Cosa avreste capito?» – «è qualcosa che mi riguarda?» ho chiesto,stupida come al solito.
«Ci riguarda,almeno credo,sono sicuro che riguarda me perlomeno» ha detto lui.
Il caffè era finito,adesso avevo il suo sguardo addosso e ciò mi metteva ansia.
No Steve,no…
«Dimmi…voglio sapere se riguarda anche me…» ho detto spostando lo sguardo sul bambino accanto alla madre che ormia aveva ottenuto due gelati.
La madre parlava al telefono da tempo e il bambino era incuriosito da Steve,ci stava fissando imbambolato,ricambiai il suo sguardo e gli sorrisi. Continuò a fissarci e ad ascoltare la nostra conversazione mentre mangiava tutto contento il doppio gelato alla vaniglia.
«Per qualche mese credo di essere stato innamorato di te» – «Ovviamente se ne è accorta prima lei perchè involontariamente la stavo trascurando mentre pensavo a te» ha risposto.
Dopo di chè c’è stato un lungo silenzio.
Non sapevo che dire.
Non volevo scappare ma trovare delle parole,ma che parole?
«Non lo sei più,vero?» ho chiesto alla fine.
Ha scosso la testa e ha detto «Sei la mia piccola sorellina,lo sto capendo adesso,proprio ora che mi guardi spaventata», ha sorriso stranamente tenero.
«Non sono spaventata,figurati», ho alzato le sopracciglia cercando di fare la spavalda.
Lui ha sorriso,la sua massima espressione di gioia,e ho chiesto «Sarebbe giusto se sostituissi mio fratello?» – «Vorresti?» .
A lui avevo raccontato anche di mio fratello ovviamente,e speravo concordasse nel mio desiderio che lui ne fosse il sostituto.
In pratica io un fratello non l’avevo mai avuto,quello di sangue che avevo ricevuto nel pacchetto insieme alle mie due sorelle maggiori era come disperso nell’aria,invisibile,ma dopo la risposta di Steve…ho acquisito un fratello.

Ci siamo salutati alle dodici perchè dovevo tornare a casa,ma sulla strada gli ho indicato un parco e gli ho dato appuntamento per il pomeriggio.

«Hai visto che è andata bene?» ho detto a Gianluca una volta che Steve se ne era andato.
Ci aveva seguiti,mentre io pensavo fosse rimasto nel bar ad aspettarmi.
«Si ma quel tipo non mi convince,non mi piace proprio» ha riposto lui.
Non mi importa di cosa pensa Gianluca,non ho nemmeno replicato e mentre tornavamo a casa ho risposto a qualche sua domanda su cosa ci fossimo detti.

 

 
Mi ha raccontato tutto del concerto di ieri,il suo sguardo era attento e acceso e persino i suoi modi di gesticolare mi suggerivano che doveva essere stato proprio un bel concerto.
L’ho immaginato là,nelle ultime file come piace a lui,a vedere la sua band preferita.
Avrei dovuto essere invidiosa ma lui mi stava trasmettendo tutta l’euforia che aveva provato la sera precedente,rendendo anche me di buon umore.
Il parco era vuoto,nemmeno i vecchietti si vedevano a quell’ora del pomeriggio nella quale il sole picchiava forte.
Intanto non potevo uscire più tardi delle cinque,mia madre altrimenti mi avrebbe chiesto dove stavo andando e non volevo mentirle.
Non mi sono portata Gianluca,anche se lui voleva venire,ho capito che avrebbe potuto mettersi in mezzo perciò gli ho negato di seguirmi,e poi ora sapevo che potevo fidarmi di Steve.
Non mi avrebbe uccisa,ne violentata.

Il tempo è passato velocemente e quando stavo per andarmene ha preso un pacchetto dallo zaino e me l’ha porso dicendo «Regalo di compleanno in ritardo».
«Ah,non dovevi!» ho fatto finta di fare la modesta e mi sono presa il pacchetto curiosa di vedere cosa mi avesse regalato.
Una collana a forma di chitarra elettrica con la fantasia della bandiera dell’Inghilterra. Tutto ciò che amo in un solo ciondolo.
«Ohhww! Grazie!» ho esclamato intenerita da quel bel regalo.

Lui si che mi conosce,sa anche cosa mi può rendere felice,mio fratello invece non mi ha fatto nemmeno un regalo,ma no…quello non è più mio fratello.
Mio fratello è Steve adesso,il mio fratello adottivo.
Chissà se mia madre l’adotterebbe mai?! xD

Insieme alla collana c’era una lettera che mi ha detto di leggere a casa,e cosi ho fatto.
L’addio non è stato un addio,ha promesso che un giorno ci rivedremo,ha detto che potrebbe portarmi appresso a lui e i suoi amici ad un bel concerto. Io annuivo pensando Evvai! Un bel concerto gratis!!, mentre lui proponeva di mandarmi un biglietto del treno per la città dove vive lui cosi che potessi andare a trovarlo.
Mi è parsa una bella idea anche se sarebbe difficile convincere i miei genitori a lasciarmi andare,soprattutto perchè dovrei alloggiare a casa sua.
Però vive con suo padre e la sua matrigna…dai…
E poi….se mi manda davvero il biglietto posso strapparlo e non pensare nemmeno a farmi una bella gita in una città pulita e ordinata? :/
Oggi ho trovato un fratello,
Uno di quei fratelli il cui legame va oltre la condivisione dello stesso sangue,
Uno di quei fratelli con i quali si condivide l’anima.

E quella lettera,quella lettera era tutto,tutto.
Un semplice «Mi dispiace che tu abbia perso l’amore della tua vita» mi è bastato a farmi rivalutare completamente Steve,lui che mai aveva mostrato di comprendere la mia sofferenza,lui che mi aiutava facendomi smettere di piangermi addosso.

Ho ancora Alex Turner per far battere questo cuore e spero che cosi sarà per molto tempo,almeno finchè non mi riprendo e inizio a ripensare seriamente a cercare l’amore.
Per ora mi basta lui,lui e il ricordo di Frankie che mi inonda sempre di emozioni contrastanti.

 

 

Sei contento Frank? Questo cuore rimane ancora tuo. Lo so che sei contento,ah se lo so…

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2 pensieri su “Face Everything And Rise

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