Mi sono detta Devo parlarne con Francesco e ovviamente è subito seguito il pensiero Sei una stupida,come ne parli con lui?,ma poi ho ricordato quello che ho fatto qualche mese fà;

Sono andata al cimitero e nonostante non abbia trovato la forza di parlare davanti a quella tomba ad alta voce nella mia testa gli stavo raccontando tutto quello che avevo fatto e combattuto per arrivare li davanti in quel momento.

Ora sono più forte mi son detta e ho preso una boccata di coraggio,ho preso l’autobus di prima mattina e sono andata al cimitero ieri.

Nel weekend ero stata un pò maluccio,e avevo fatto cosi tanti pensieri da aver bisogno di confidarmi con l’unica persona al mondo capace di comprendermi e ascoltarmi sempre.

Anche se non è più nel regno dei vivi come noi,io spesso parlo ancora con lui ma non accusandolo di avermi abbandonata come ho fatto per un certo periodo,gli parlo di quello che succede tutti giorni,scherzo come una rimbambita sulle battute che avremmo fatto insieme in certi momenti e cerco di farmi una ragione del fatto che ormai mi rimane solo questo;potergli parlare senza ricevere risposta.

Vabbè,meglio di niente vero?

Se non potessi parlare senza iniziare ad insultarlo e a incolparlo di tutto allora sarei di nuovo punto e a capo.

D’estate il cimitero sembra una specie di pentola a pressione lasciata del deserto del Sahara.

Faceva molto caldo e mi sono coperta la testa con il cappello che mi ero portata appresso mentre camminavo per le vie a me semi sconosciute.

Non ci vado spesso al cimitero.

Da bambina pochissime volte i miei genitori mi hanno portataa vedere tutti i nonni e zii morti,conosco davvero poco quel posto ma ricordavo la strada che portava alla tomba di Frank,si quella la ricordavo bene.

L’avevo tracciata nella mia testa indelebilmente quel giorno che mi accompagnò mio padre,in silenzio avevo preso dei punti di riferimento e avevo creato una mappa mentale di quel luogo,forse immaginavo già che un giorno sarei voluta tornarci da sola.

Si,ieri avevo bisogno di andarci proprio da sola,di parlargli senza che nessuno ascoltasse,di fare la cretina come al solito con i miei strani comportamenti e stare sola con lui per un pò.

 

 

A mia madre e a mia sorella non avevo detto niente,non mi avrebbero lasciata andare visto che domenica avevo vomitato l’anima,ma io mi sono svegliata alle sette e quando mia madre si stava svegliando stavo già uscendo di casa.

Ho preso il biglietto del pullman che ho sempre di riserva,ho messo una bottiglietta d’acqua nello zainetto,il cappello,qualche spicciolo e sono uscita.

Quando mi ha vista sulla soglia della porta stava per venirle un infarto,mi ha chiesto «Dove stai andando?» e le ho risposto «Al cimitero».

Ha abbassato la testa e ha detto «Dopo ti viene a prendere tuo padre,non tornare da sola».

Mio padre era tornato di notte per il suo giorno di ferie da passare a casa,si sarebbe svegliato tardi però sarebbe venuto a prendermi,ne ero certa.

Ero felice che non facesse storie mia madre,mi ha chiesto se mi stavo portando acqua,cibo e tutto quello che poteva servirmi e poi mi ha lasciata andare.

Era mattina presto,il sole non era concente alla fermata del pullman,ma arrivata a Tamburi,il quartiere dove c’è il cimitero nella mia città,il sole spaccava le pietre.

 

 

Mentre mi ricordavo mentalmente le vie da percorrere ho notato qualche altra persona in giro per il cimitero.

Mia madre dice che sono quelle persone che vanno a trovare ogni giorno i parenti morti,a volte persone un pò andate di testa,e dai loro sguardi si capiva.

Sono stata felice di essere ancora alla mia seconda visita nel giro di otto mesi e ho proseguito per la mia strada.

Ho sbagliato a girare qualche volta ma alla fine sono arrivata davanti alla sua tomba.

Di nuovo.

Otto mesi,martedì scorso,otto mesi.

Assurdo,davvero assurdo come sia passato in fretta questo tempo.

All’inizio sembrava passare al rallentatore poi qualcuno ha sciacciato il pulsante dell’acceleratore e mi sono ritrovata davanti alla sua tomba,otto mesi dopo la sua morte.

Mi sono guardata in giro e ho notato che alle tombe vicine non c’era nessuno,anzi,erano un pò abbandonate e con fiori morti o rinsecchiti.

La sua invece risplendeva tra tutte quella di quella fila,di quella prima e quella dopo.

La sua è nuova ho pensato mentre un brivido di freddo mi percorreva la schiena.

Sua madre mi disse che si trattava di un posto libero accanto ai suoi genitori che era stato comprato da questi per lei e per sua sorella,e lei non sapendo cos’altro fare l’aveva fatto seppellire li,anche se dava la colpa alla sorella che aveva preso la decisione mentre lei era ancora traumatizzata dall’accaduto.

A me di tutte le loro turbe familiari non importava niente,mi bastava vedere la lapide lucidata,con pochissimi graffi e con i fiori puliti e nuovi.

Forse era passata quella mattina presto sua madre,o il giorno prima,perchè i fiori sembravano davvero nuovi e mi aveva detto che anche lei (come molti altri) andava ogni giorno al cimitero.

Ogni tanto mi dico che se abitassi più vicino al cimitero finirei per andarci anche io ogni giorno,come se potessi trovare riparo e consolazione vicino a quell’unica tomba che mi è familiare.

Forse è meglio che abito lontanuccio,non so,sarebbe salutare passare ogni giorno li infondo?
Con tutta la polvere dell’Ilva che gira nell’aria?

 

Maledetta Ilva…

Ho passato un dito sul bordo della sua lapide ed è diventato nero.

Ma qualcuno le pulisce queste tombe? Schifosi non sapete fare neanche il vostro lavoro.

Neanche a dirlo,prima che me ne andassi,tutta la polvere d’acciaio proveniente dalla fabbrica,era sparita dalla sua lapide.

Ho pensato che sarei potuta sembrare imbarazzantemente fuori luogo a fare tutte quelle cose che pensavo di voler fare,ma alla fine le ho fatte senza curarmi di nessuno,del giudizio di nessuno,contava solo il mio ed il suo.

E lui ha sempre odiato la polvere,la sporcizia e il disordine,proprio come me.

Ho osservato a lungo i fiori gialli che riflettevano l’acqua sui petali contro il sole e mi sono seduta per terra.

Ho scacciato le formiche e mi sono avvicinata il più possibile di fronte a lui.

è qui sotto,lo riesci a sentire? Prima lo sentivi cosi bene? ho represso i pensieri morbosi e ho iniziato a parlare.

Tanto comunque vada sei sempre morbosa,almeno parla,liberati…fai qualcosa.

«Belli quesi fiori vero Frank?» ho preso in mano uno di quei cosini che per quanto ne so di fiori doveva essere una specie di margheritina e mentre lo studiavo ho continuato a parlare.

«Ma a te piacevano i fiori Frank? Ma lo sai che non ne ho la minima idea?» – «è assurdo che non lo sappia,se sapevo quali erano i tuoi preferiti te li avrei portati,o avrei detto a tua madre di portarteli» – «Saranno questi qui forse? Per questo te li ha portati?» – «Anche l’altra volta c’erano questi cosi gialli» – «Ma secondo me a te non piacciono,non ti è mai piaciuto il giallo,ricordi?» – «Forse ci vorrebbe qualche fiore viola o lilla,chissà se esistono» – «…Oppure una bella rosa,che dici?» – «Una rosa nera,sono sicura che ti sarebbe piaciuta,ma esistono le rose nere?» – «Franky,non ne so niente di fiori…maledizione sono un ignorante…»

Mi sono alzata di scatto e sono andata via prendendo a mala pena lo zainetto che mi ero poggiata affianco.

 

Che stronza,non hai portato nemmeno un fiore…

 

Ho cercato di corsa l’uscita perdendomi un altro paio di volte ma alla fine ho attraversato il cancello e ho cercato i venditori di fiori che si mettono sempre fuori al cimitero.

Ricordavo che c’erano,c’erano sempre stati,e speravo ci fossero ancora.

Travolta dalla puzza di fiori mi sono voltata e ho visto quella che sembrava la via di una giardino incantato,decine di venditori ambulanti di fiori uno accanto all’altro e i fiori di tutte le tonalità mettevano allegria.

Mi sono incamminata e ho cercato,dopo mezz’ora e vari giri della rosa nera non c’era nemmeno una traccia.

Pensando che forse non esisteva e che mi ero illusa ho cercato qualche altra cosa nel mucchio,qualcosa che a lui sarebbe piaciuto.

E poi ho visto una rosa bianca.

Non so che significato ha,ma a me trasmetteva tranquillità,purezza,pace,tutto quello che volevo lui provasse,quindi ne ho prese cinque o sei scegliendo personalmente le più bianche tra tutte.

Quando ho ritrovato la sua tomba si erano fatte già le dieci,e il sole picchiava forte ormai.

Ho messo le rose insieme a quei cosini gialli che avrei voluto buttare via e mi sono rimessa per terra.

 

 

 

 

Più passavano i minuti più mi sembrava di stare all’Inferno con quel calore che dal terreno all’aria mi stava avvolgendo e si stava impossessando di me.

Continuavo a parlare e pensavo che il mio Frankie non avrebbe mai dovuto stare in un posto cosi,lui odiava il caldo e il sole.

«Ho fatto un sacco di cavolate,si,come al solito lo so» – «Dalla regia mi dicono che le puntate sono nuove,non sono repliche nonostante lo sembrino» – «Chissà cosa ne pensi tu che mi guardi da lassù,spero non pensi sia diventata una poco di buono» – «Perchè non lo so Frank,lo sai che non lo diventerei mai,nemmeno tra cent’anni»,ma la foto chi l’aveva scelta,quella sulla lapide? L’avevano fatta scegliere a me? No..no vero?

Il suo sorriso,da quanto tempo non vedevo quel sorriso,da molto tempo prima che morisse,e rivederlo li era bello,mi faceva pensare che fosse morto in pace e che tutto quel dolore me lo fossi solo immaginata io.

«Steve è tornato in Inghilterra» pausa,quello stronzo di Steve è tornato in Inghilterra.

«E quello là,quell’echelon di qui? Beh,mi ha piantata» quando nemmeno avevo capito che stavamo insieme.

«E la chitarra? Oh Frank,quel milanese non me la vuole vendere! Ma cos’hanno contro di noi questi milanesi?! Ti sembra giusto?» Quello sporco di un milanese…la mia chitarra…

Momento di trance,mille pensieri tutti insieme,le lacrime…

«E poi non ho capito perchè lui va a vivere dove vive Alex Turner?» – «Scusa Franky,ma non me lo meritavo io questo?» ho detto arrabbiata con Steve «Lui neanche sa chi è Alexander Turner!» ho mormorato allibita, «Non lo sa,non lo sa» – «Mi ha detto Chi ti devo salutare scusa?» – «Non sa chi è e va a vivergli accanto,è assurdo,spero non lo incontri mai» – «è una coincidenza più che strana non credi?» gli ho chiesto.

Dal nulla mi è caduta in faccia una foglia caduta da un albero vicino facendomi spaventare cosi tanto che stavo per finire sdraiata per terra.

«Cavolo Frank,ma allora è un segno!?» la mia fantasia ha preso a galoppare per conto suo.

«Forse se Steve mi invita ad andare da lui in Inghilterra dovrei accettare…Frankie dici che sarebbe la mia occasione per conoscere Turner?» – «Perchè questa coincidenza mi sembra un pò troppo strana…» ho fissato l’orizzonte cercando un senso.

«Mi ha detto che non mi scriverà più perchè non ha tempo,come gli chiedo di invitarmi in Inghilterra?» – «Frank,ma lo voglio davvero conoscere Turner?» – «Accidenti se lo voglio,infondo è l’unico con cui mi hai dato il permesso di stare….infondo…» mi sono fermata,qualcuno mi passava accanto.

Ho fissato la vecchietta tutta ripiegata su se stessa mettere un fiore ad una tomba li vicino e poi andare via come se niente fosse.

Quando era lontana ho ricominciato a parlare.

 

«E quel tipo Frank,ma che voleva da me? Anzi,cosa voleva da noi!?».

«Mi ha scocciata,voleva sostituirti» – «Come si è permesso a dire che ti somiglia,solo che ci penso mi torna la nausea» – «Ogni sua parola mi nauseava,inizio a pensare che sia colpa sua se domenica sono stata male…la nausea Frank,e poi ho vomitato l’anima,e sai…dopo mi sono sentita meglio e per fortuna anche lui ha capito» ho odorato le rose,non sapevano di niente secondo me,le ho rimesse apposto.

«Non ho capito…non ho capito nemmeno come abbia inteso che stavamo insieme…non l’ho capito proprio…sono rimasta…sono rimasta traumatizzata Franky» – «Ma che vuol dire che mi chiami Amore se ci conosciamo da una settimana appena?» – «Che cavolo vuol dire?» – «Tu non mi chiamavi Amore neanche dopo dieci anni che ci conoscevamo» – «Non so se sei tu che eri un turso o lui che è uno scemo ma mi pare più probabile la seconda alternativa» – «Dio Frank…la nausea…ogni sua parola dolce mi nauseava,mi faceva venir voglia di strangolarlo con queste mani» mi sono guardata le mani,l’avrei fatto davvero se c’è l’avessi avuto a tiro quel tipo.

«Io,io poi lo avvertivo» – «Gli dicevo che sono brutta e cattiva,lui mi dava torto ma…alla fine credo mi abbia dato ragione» – «Ha detto,si ha detto che siamo troppo diversi che mi pare giustissimo,mi pare proprio giustissimo,io l’avevo capito molto tempo prima di lui ma gli ho lasciato il tempo di capirlo da solo per non, non farlo soffrire,Frankie non potevo sentirmi in colpa per aver fatto soffrire una,una persona» mi stavo facendo prendere dall’ansia allora ho preso l’acqua dallo zainetto.

«Sono contenta che l’abbia capito,e sono contenta di non essere stata io quella a mollare sta volta» – «Sai? Come faccio sempre io che cancello le persone dagli amici e non esistono più da quel momento in avanti? Si,sta volta non l’ho fatto» mi sono asciugata le labbra con il dorso della mano,educata e femminile come sempre e ho continuato.

«Sarà che sto crescendo Frank,non le faccio più quelle cose da bambina immatura,adesso sono le persone che abbandonano me,perchè giustamente si stancano a sentirmi parlare di cose tristi o a sentire che ti infilo in ogni discorso» – «Che poi Frank,non è colpa mia se abbiamo vissuto un intera vita insieme e qualsiasi cosa mi ricorda te,dai..questo qui era palesemente geloso…era arrivato a chiedermi se per favore non parlavamo più di te, per rispetto ha detto,ma rispetto di che cosa,io parlo quanto e come voglio del mio fidanzato,cavoli tuoi se ti da fastidio,nessuno mi può togliere dalla testa il mio Franky!» e ho iniziato ad alzare la voce.

Adesso mi prendono per pazza,immaginavo già qualche becchino che mi portava via strisciando dalla tomba perciò ho cercato di contenermi dopo quel momento di defaillance.

«La donna che amo,cosi ha detto,te lo giuro,quel tizio stava più grave di me e te messi insieme Frank!» ho iniziato a ridere come una pazza, «La donna che amo! Ti rendi conto?».

«E poi mi ha chiesto cosa avrei detto io di lui,volevo essere onesta e rispondergli il bastardo che cerca di sostituire il mio fidanzato morto ma ho spudoratamente mentito dicendo il ragazzo che frequento» – «Quello è stato felice di questa mia affermazione e a me bastava non farlo soffrire,io non voglio far soffrire nessuno Frankie,nessuno,ma…ma io nel frattempo stavo soffrendo tra nausea e visione di questa mancanza di rispetto nei tuoi confronti».

«E nessuno può mancare di rispetto al mio Francesco,nessuno» – «Allora l’ho spaventato,ho parlato di argomenti che solo io e te potevamo trattare con nonchalance e alla fine ha detto che è meglio se non ci sentiamo più».

«Tesoro,non puoi immaginare la faccia che ho fatto,sono caduta in ginocchio e ti ho ringraziato per avergli dato un pò di buon senso e avermi lasciata in pace!».

«La nausea mi è passata,ma di queste persone che me la provocano non ne voglio incontrare neanche più mezza,mi fa male allo stomaco mamma mia…» – «Spero che non si faccia sentire mai più…».

 

«E quel milanese bastardo che non vuole vedermi la chitarra?» – «Oh Frank,aiutami tu ti prego,lo sai quanto è importante per me e mi stanno ostacolando mannaggia…» – «Sento che dovrò iniziare a pregare St.James di aiutarmi,lui forse ci riuscirebbe,che dici?» ho cambiato discorso all’improvviso mentre la chitarra mi passava per la testa.

«Sai,l’altro giorno mi stavo scrivendo con la mia amica A. e non ricordo come ne perchè ma ha detto Franky avrà compagnia perchè sta con zio The Rev» – «Ha ragione sai? Mi ha colpito questa sua affermazione perchè la penso da tanto tempo,quando mi immagino te che mi guardi da lassù vedo che accanto a te c’è James e probabilmente state parlottando e divertendovi alle nostre spalle,si sono certa che è cosi» – «Chissà che cosa fate insieme…un giorno vi raggiungeremo tutti non ti preoccupare,ci ritroveremo e saremo felici per sempre…»

«…Per ora però…cerco di tampinare quel milanese finchè non mi vende la chitarra…» mi sono alzata in piedi,

«Ti amo Fra,ti amerò sempre,e non scapperò mai» ho detto sorridendo alla lapide e

«Ci vediamo presto,divertitevi lassù e per favore aiutatemi,lo sai che con questi milanesi non so avere a che fare» me ne sono andata.

Ogni tanto mi sono guardata indietro e lui era sempre li,la lapide non si spostava e lui rimaneva sempre lì,nel mio cuore.

E per sempre ci rimarrà.

 

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