In questi giorni ho scritto ma il caldo e altri problemucci mi hanno impedito di pubblicare,quindi ho creato questo mega articolo-sfogo-incubo di calore per buttarmi alla spalle questi altri casini che ho combinato.

Ho scritto piuttosto di sploff,si,ci tenevo a dirlo questo.

Comunque,Gianluca sta bene e non è arrabbiato con me,più che altro credo abbia capito che avevo bisogno di quella reazione per stare un pò meglio.

Mia madre è un pò preoccupata ed anche mia sorella.

Io…non mi preoccupo più a vado avanti.

Ho trovato il modo per dormire anche se fa cosi caldo,ma è meglio che non ne parlo per ora.

 

 

 

 

 


 

 

 

 

 

 

Sabato 18 Luglio Ore 20.02

 

Mi sono seduta per terra a leggere oggi sperando di trovare un pò di refrigerio sul pavimento fresco ma mi sbagliavo.
Oggi sembra che il calore sia sprigionato direttamente dal pavimento e mi sono ritrovata con la pelle sudata e appiccicata .
Sprigionato direttamente dalle fiamme dell’Inferno :O
Le sento sotto di me ardere e trascinarmi giu!
Ma tengo duro,mi alzo in piedi e strascicando esco da questa stanza che è diventata un forno crematorio.
Di scrivere non se ne parla,il computer è una stufa portatile e non ho voglia di ritrovarmi in un rapporto così stretto con quell’affare un altra volta.
Fuck all.
Oggi mi sento molto ribelle,non so perchè ma mi sono svegliata con la voglia di fumare e spaccare qualcosa.
«La rabbia,è la rabbia repressa» dice la mia amica,si certo lo so che è la rabbia,sopratutto perchè ho fatto un bel sogno nel quale io e Frank andavamo a vivere insieme.
Certo che è rabbia,ne sono consapevole,ma nemmeno leggere libri sensibili e che profumano di amabilità come Amrita mi sta aiutando.
Non so che fare,mi sa che uscirò di casa per farmi cuocere dal sole nel cielo.

 

Io vengo cotta nel forno crematorio della mia camera il cui pavimento sprigiona un calore immondo ma se penso a quei poveri cristi che oggi a Roma sono andati a vedere i Muse mi sento quasi un pò in colpa che sto qui a casa al «fresco».
Loro si stanno cuocendo sotto al sole cocente che sicuramente li farà arrivare a stasera quando inizierà il concerto dei Muse ad una cottura ottimale per godere della musica di quei tre mascalzoni.
Alla fine però ho capito una cosa di questa giornata…
…che alla fine tutti i musers ne usciranno cotti a puntino.
Io qui nella mia adorata Taranto con quaranta gradi all’ombra e cinquanta percepiti per via dell’umidità al 700%,e loro sotto i secchi quaranta gradi romani in attesa delle star della serata.

foto-concerto-muse-roma-18-luglio-2015_panucci_-23
Bello lui ha maniche lunghe con cinquanta gradi…c’è,ma come ha fatto a respirare? Neanche con dieci condizionatori sarei riuscita a respirare io xD

Intanto sapete che vi dico?
Mi metto ad ascoltare The Globalist cosi mi vengono un pò di brividi e magari percepisco meno calore.
Grazie Muse,grazie di raffreddare il calore intorno a noi con la vostra musica che spacca letteralmente i cuori.
Ovvio che poi non sentiamo caldo se il cuore è spezzato! Ovvio che i musers sopravvivranno tutti benissimo al concerto!
Intanto anche scrivere al cellulare mi sta stancando,iniziano a scivolarmi le dita sulla tastierina,meglio che trovi un altro passatempo.

 

 


Sabato 18 Luglio Ore 23.40

 

 

Lo sapevo,non sarei mai dovuta uscire di casa,troppa rabbia scorreva nel mio sangue da quando mi sono svegliata.
Il sole,il calore…mi hanno dato alla testa.
«Era meglio se restavi a casa a deprimerti» la frase di mia madre quando mi ha riaccompagnata a casa.
Mai avrei pensato che avrei sentito quella donna pronunciare parole simili ma visto cosa è successo stasera era più che azzeccate.

 

 

Sono uscita con Gianluca,anzi,sono andata a casa sua perchè anche a lui non andava di stare fuori con questo calore.
Ho scoperto che anche lui soffre quando fa caldo,cosa che mai avrei pensato di scoprire visto che mi sembrava il tipico adolescente che sopporta tutto pur di uscire con gli amici ed andare in discoteca.
Ma stasera i suoi amici non si sono visti,erano tutti a mare,lui invece ha preferito restare a casa per il weekend insieme alla madre che aveva la febbre.
Anche lui ha un cuore ho pensato quando mi ha spiegato perchè era meglio se andavamo a casa sua.
Sinceramente che sua madre sia malata e che lui abbia un cuore non me ne frega granchè,mi interessava di più il fatto che lui ha i condizionatori a casa sua quindi ho accettato senza esitare un attimo.
Avessi esitato un attimo…ci avessi pensato un pò su.
Mia madre ha subito accettato sapendomi al sicuro in quella casa ed anche più al fresco di quanto fossi a casa mia quindi sono andata senza rimorsi ne paure.
«Un pò di fresco finalmente» era quello il mio piano che poi si è trasformato in «Sangue,calci e pugni».
La rabbia,è tutta colpa della rabbia,e del caldo.
Non è colpa mia,ma di quel sogno che mi ha scombussolato l’umore ancora una volta.

 

All’inizio è stato penoso,una scena post-apocalittica.
Abbiamo cenato da soli nella sala da pranzo di casa sua mentre la madre riposava e il nonno ci osservava senza mangiare.
Alla fine ho mangiato controvoglia la pizza che aveva fatto portare e non ho parlato se non quando mi interpellava.
«Ed io che pensavo di divertirmi un pò» ha detto evidentemente deluso dalla piega della situazione.
«Ma che vuoi da me? Hai fatto tutto tu,per me potevamo anche andare a fare una passeggiata e poi tornare ognuno a casa sua» ho risposto io sempre,sempre,sulla difensiva.
«Ma se stavi morendo dal caldo a casa tua,dai,lo so che volevi venire qui» ha ribattuto lui.
Sono rimasta in silenzio a quel punto perchè aveva capito il mio secondo fine ma sentivo nell’aria già puzza di litigi.

 

Dopo cena ci siamo messi a vedere un film nel salotto di casa sua.
Lui cambiava canale in cerca di un film decente mentre io chiudevo gli occhi e mi godevo il freddo del condizionatore.
Sono morta e sono in Paradiso o siamo al Polo Nord? era bello stare al fresco e finalmente sentivo di poter respirare senza che il peso che ormai da giorni risiede sul mio petto mi opprimesse.
Ha scelto un film stupido e banale come al suo solito del quale non mi sono nemmeno interessata di conoscere il titolo,sono rimasta il più lontano possibile da lui e mi sono goduta l’aria fresca in silenzio sul divano.
Ho iniziato a seguire distrattamente il film mentre ascoltavo con una cuffietta la serata speciale della radio dei musers.
Le mie risate però lo infastidivano perciò ha buttato li la prima frase che mi ha fatta arrabbiare, «Cos’hai tanto da ridere con quei dementi di musers? Guarda il film che è bello».
DEMENTI?
L’ha detto davvero.
«Fatti i fatti tuoi tu» ho risposto io tirandogli un calcio.
«Bastarda non mi toccare» ha ribattuto lui con la sua solita faccia da bastardo.
Sarei io la bastarda?
Ha chiamato me e i miei amici «dementi» !?!?!
Intanto era tornato suo nonno a osservarci dalla poltrona e mi sentivo controllata a vista.

Il film comunque lo seguivo e ad un certo punto la trama si è rivelata essere d’accordo con i nostri propositi di volerci picchiare che si erano già un pò palesati durante la serata.

«Nà,guarda là,non ti interessa?» mi ha chiesto indicando lo schermo con il suo solito tono da maleducato.
«Che??» ho chiesto ritornando a concentrarmi sul film.
Tra i protagonisti c’era una sedicenne dai boccoli d’oro e uno scemo imbambolato apparentemente della stessa età che progettavano di sposarsi.
«Ed io che centro con questi qui?» – «Scusa ma certe volte mi sembra che parli senza pensare» ho detto guardandolo male.
«Vale non prendermi in giro» ha iniziato a stizzirsi, «Con Frank che cosa volevate fare?» – «Guarda che non sono scemo,me li ricordo i vostri discorsi da bambini sul matrimonio!» ha alzato la voce e mi ha fatta scattare.
Nessuno,nessuno deve parlare di Francesco,soprattutto non lui e soprattutto non dei nostri progetti di matrimonio che non sapevo come aveva fatto a venirne a conoscenza >.<
«Non sono fatti tuoi cosa volevamo fare io e lui,e non c’entra completamente niente con questi due rimbambiti che non capiscono un cazzo della vita!» ho alzato la voce anche io.
«Maledizione Gianluca,ma perchè non capisci mai!» ho iniziato a ridere, «E poi non li vedi quei due,si vogliono sposare perchè lei è incinta» – «Marmocchi» ho detto indicando lo schermo.
Che trama scontata.
«Perchè tu non eri incinta quando facevate questi discorsi?» mi ha chiesto acquistando uno sguardo serio,quasi incredulo.
«Ma che stai dicendo,non sono mai stata incinta stupido,come avrei fatto ad essere incinta se..» ho lasciato la frase in sospeso.
Fatti miei e di Francesco,lui non doveva venirne a conoscenza per un mio raptus di rabbia.
«E allora perchè dei quindicenni dovrebbero volersi sposare scusa?» – «Non capisco,lui mi aveva detto che…» ha lasciato la frase in sospeso anche lui,forse per paura di rivelare un segreto che Francesco gli aveva confidato.
«Cosa?» – «Cosa ti ha detto?» mi stava venendo l’affanno a furia di gridare e di sentire la rabbia pulsare nelle vene e non mi ricordavo nemmeno quando avevo iniziato ad arrabbiarmi, «Non sono mai stata incinta,noi volevamo sposarci perchè ci amavamo e volevamo essere liberi insieme» gli ho spiegato ancora arrabbiata.
«Vale,avevate quindici anni! A quindici anni non si progetta un matrimonio!» ha continuato alzandosi in piedi.
Mi sono alzata in piedi e l’ho fermato,non ci ho visto più e gli ho messo le mani addosso.
La rabbia…il calore… mi hanno accecata.
«Infame!» – «Non ti devi permettere di dire queste cose!» – «NON TI PERMETTERE!» ho gridato e gli ho stretto le mani al collo.
Mi ha strattonata ma non ho demorso,gli ho tirato uno schiaffo.
«Tu non sai niente di me e lui!» – «Non sai niente infame!» ho gridato e gli ho tirato un altro schiaffo mentre schivavo un suo tentativo di tirarmi un pugno.
«Lo volevi sposare,SPOSARE!»- «Avevate quindici anni scema!» ha gridato lui scrollandomi come se volesse farmi vedere la realtà dei fatti.
Ma io la realtà la conoscevo davvero,lui se la immaginava.
«Lui,è stato lui a iniziare» – «Lui mi ha detto che mi avrebbe chiesto di sposarlo quando saremmo andati al concerto dei Muse insieme» ho gridato allontanandolo.
Muto,è restato zitto.
«E guarda,oggi i Muse sono a Roma e io sono qui con te brutto imbecille!» – «Mi doveva chiedere di sposarlo,me lo avrebbe chiesto!» – «Lui non scherzava mai su queste cose e lo voleva anche di più di quanto lo volessi io!» ho strillato fino a sentirmi senza voce.
Suo nonno ci guardava dal corridoio ma non interveniva,eppure sentivo che era li a fissarci.

Basito,sconvolto…mi ha guardata con uno sguardo indefinito come se non sapesse cosa pensare ne se credermi poi ha detto «Lo so che vi amavate…lo so cavolo…» e si è seduto.
Mi sono seduta dopo di lui e mi sono guardata le mani,mi sentivo una bastarda per come l’avevo trattato tutt’un tratto.
«Scusa» ho detto mentre lui si toccava le guance ancora sconvolto.
Gli ho fatto un bel graffio vicino l’occhio e quasi l’ho strangolato,non ricordo bene cos’altro ho fatto ma ne è uscito sconvolto forse più che altro per le mie rivelazioni.
Si era convinto che fossi stata incinta forse….
ma è proprio scemo o.o

Nel corridoio suo nonno era sparito.
Era andato a chiamare mia madre.
Ci siamo chiariti dopo al telefono quando ero già tornata a casa.
«Non eri incinta?» ha chiesto lui ancora incredulo.
«Ma no,no,no» ho risposto io.
«Ok ma non ti arrabbiare,ho capito» sembrava volersi arrendere,si era spaventato a vedermi dare di matto.
«Io volevo solo…lo sai quanto ci amavamo maledizione,volevo solo quello io,cioè voglio solo quello» ho ribattuto.
«Volevi Vale…volevi» – «Lo sai che non potrà mai più essere così» ha detto lui.
Tutt’un tratto mi sembrava che ne il caldo ne la radio fossero interessanti,sentivo che stava per capirmi,che avevamo trovato un contatto per la prima volta nella nostra vita.
«Avrei voluto,avrei voluto essere incinta,cosi ci avrebbero fatti sposare» dissi.
«Ma lui è morto Vale» ha risposto lui avvilito.
«Allora avrei avuto un suo ricordo dannazione…» ho continuato io.
«Non pensavo che lo amassi fin a tal punto» – «Davvero avresti voluto crescere un figlio a sedici anni,da sola,con il padre morto?» ha chiesto lui.
«Si,mi sarebbe rimasta una parte di lui almeno» – «Ma sarebbe comunque stato impossibile» – «Lascia stare Gianlù» mi ero spazientita.
«Dai Vale,lasciamo stare» ha concluso lui.
Sono tornata a casa stremata.
Il nonno di Gianluca aveva ovviamente chiamato mia madre raccontandole del «quasi pestaggio» e mia madre è venuta a prendermi arrabbiata.
Gianluca rideva,io non ridevo per niente.

 

 


 

 

 

 

Domenica 19 Luglio ore: 14.26

 

 

 

Mia madre si è stranamente molto arrabbiata per quello che è successo ieri e ha detto che non mi permetterà di usare il computer per qualche giorno.
Infondo a me non importa;fa caldo per accendere il computer e posso sempre scrivere a mano.
Lei pensa di punirmi,bene,buon per lei.
Ma lo sa che con me le punizioni non hanno mai avuto successo e mai lo avranno,sto seguendo questa regola che mi ha dato solo per farla contenta e non creare altre discussioni.
La rabbia si è dissipata come la nebbia autunnale,mi sono sfogata e non ho più motivi per sentirmi arrabbiata.
Certo potrei visto che i Muse hanno suonato Citizen Erased a Roma ieri sera senza che io fossi presente ma non fa niente,al prossimo concerto Bellamy dovrà suonarmi Citizen e anche The Globalist come consolazione u.u
Come minimo,davvero,me lo merito.

 

 

Stanotte l’ho sognato.
Era ovvio che sarebbe successo,me lo aspettavo,aspettavo questo sogno da mesi.
Neanche una settimana dopo la sua morte i Muse annunciarono questo concerto ed io iniziai a piangere disperatamente per trenta ragioni contemporaneamente.
I Muse in Italia…
Lui non ci andrà mai a vederli…
…E tu nemmeno…
..Se l’avesse saputo forse non avrebbe…
Ma ora,otto mesi più tardi,il mio atteggiamento è cambiato in relazione a questo concerto e ieri sera sono quasi stata contenta di poterlo ascoltare via radio nonostante tutto quello che è accaduto.
Meglio di niente.
Meglio degli incubi,almeno…
Ma non era un incubo,no,era un sogno normale questa volta.

 

 

Eravamo al concerto,più precisamente ci trovavamo nel paesaggio assolato del Rock in Roma che avevo visto in foto per tutto il pomeriggio nei vari gruppi di musers su facebook.
C’eravamo anche noi ed eravamo bellissimi.
Bellissimi e felici.
Lui sorrideva,quel sorriso da bambino contento che non vedo da cosi tanto tempo,quel sorriso che comunque non dimenticherò mai.
Sotto il sole ci sedevamo sul pavimento d’asfalto che avevano messo sul prato e ci abbracciavamo.
«Sarà stupendo,vedrai» mi sussurrava lui all’orecchio.
«Certo che lo sarà» rispondevo io voltandomi a guardarlo.
Tra le sue braccia ero felice anche se il sole si faceva ogni minuto più forte e cocente.
Incontravamo degli amici,gente che io ho conosciuto su facebook e che avrei davvero voluto conoscere nella realtà.
Per ora posso solo dire di averli conosciuti in sogno,in un sogno in cui ero felice con Frank accanto.
Io presentavo fiera il mio fidanzato come il miglior chitarrista del mondo e loro ci guardavano ammirati.
Quando il concerto stava per iniziare ci alzavamo tutti in piedi in trepida attesa di vedere uscire Mr.Bellamy sul palco insieme ai suoi fidati amici e colleghi.
«Sarà il miglior concerto di sempre» mi diceva lui poggiando la testa sulla mia spalla.
Sentivo il peso di quelle parole pronunciate con malinconia,sentivo il peso della sua testa e dei pensieri che conteneva,sentivo un peso sul petto.
«Non ti preoccupare,porterò solo te con me» – «Non ho bisogno di nessun altro,lo sai» dicevo io guardando verso il palco.
Bellamy non si vedeva ma mi sembrava di poter scrutare Dominic prendere posto alla batteria.
«Vai con Alex Turner,sono sicuro che andrà bene cosi» diceva lui.
Nessuna traccia di Bellamy.
«Non so se lui verrebbe con me,credo che Bellamy non gli vada cosi a genio come pensi tu» rispondevo io senza deconcentrarmi dal palco.
Appariva Chris sul palco che camminava tranquillo verso la sua postazione.
Sussultai e sentii le mano di Frank cingermi le spalle, «Ascoltami bene,lui verrà con te» mi costrinse a voltarmi e a guardarlo negli occhi, «Lui verrà con te,lui lo sa» diceva sorridendo amabilmente.
Sorrisi anche io,e mentre alle mie spalle si levavano urla di eccitazione per la comparsa di Bellamy sul palco io mi svegliai.
Il cuore della notte era vuoto e deserto rispetto al sogno e al concerto che mi aspettava in quella realtà ma il sorriso e le parole di Francesco mi stringevano il cuore abbastanza forte da farmi piangere silenziosamente.

 

 

Spero che abbia ragione,spero che lui sappia di me,spero che mi porti a vedere i Muse.
Non voglio essere sola di fronte a Matt Bellamy e alla sua musica,mi sentirei ancora più nana e inutile di quanto già non sono.

 

 

Dovevamo andarci insieme a quel concerto Frank,avresti dovuto chiedermi di sposarti a quel concerto,ed io avrei accettato Franky.
Le nostre vite sarebbero cambiate per sempre,ma…l’hanno fatto comunque…separandoci per sempre.

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