Oggi è il 26 Dicembre 2015.

Questa è stata la giornata peggiore del 2014,e oggi non è che sia andata molto meglio,una sola cosa è stata migliore.

 

Ieri era Natale,il giorno prima era la Vigilia.

Quest’anno,come tutti gli anni da quando mio fratello e mia sorella maggiore si sono sposati,il Natale lo vivo a pezzettini.

La Vigilia di solito c’è sempre mia sorella a casa mia o noi a casa sua,è una specie di tradizione,infatti da diciassette anni che festeggio il Natale mia sorella non è mai stata lontana da ma il giorno della Vigilia che io ricordi.

Quest’anno come sempre c’è stata lei,mio cognato e la piccola nuova arrivata nella loro famiglia che ha passato il primo Natale della sua vita.

Insieme a mia sorella e mio cognato sono arrivati i primi regali il 24 sera ma io ciò che ricordo di più di tutta quella giornata è che ho sentito la voce di un Criceto assonnato.

Il giorno dopo,come tradizione,sono venuti mio fratello,mia cognata e i due piccoli dolci esserini che hanno generato e che non meritano per nulla.

Del Natale ricordo mio fratello che mi fa gli auguri con freddezza come al solito,mia cognata che si lamenta dei giudizi della gente e mio nipote maggiore che mi chiede «Zia,mi vieni a prendere?».

Il mio cuore si è spezzato in quell’istante,nel sentire le dolci paroline di quell’esserino così innocente che ha capito -scommetto da tempo!- che i genitori non lo portano mai da noi e allora mi ha chiesto di andarlo a prendere.

Non potevo che rispondergli «Certo,poi la zia ti viene a prendere così giochiamo ancora insieme», ma in cuor mio sapevo che forse gli stavo dicendo una bugia e mi sentivo uno schifo.

Non so prendere impegni,non so mantenere le promesse,spero di non deluderlo ma non so se riesco ad impegnarmici a non deluderlo.

Ma l’ha chiesto lui,non è colpa mia,io non mi sono mai impegnata con lui perchè non volevo deluderlo con i miei cambi di pensiero,però…

…Quando un bambino di cinque anni ti chiede di andarlo a prendere gli puoi rispondere di no?

Io lo so che un pò gli sto simpatica,sarà arrogante da parte mia ma si capisce bene che gli sto simpatica perchè sono l’unica a cui non risponde a monosillabi nella mia famiglia.

Mi vede come una sua amica perchè io ho la testa di una bambina,e anche la mia bassezza penso lo aiuti a sentirsi più a suo agio con me,lo devo ammettere.

 

 

Colonna sonora delle mie feste di Natale,l’unica cosa bella!

 

 

Oggi ho passato tutta la giornata a leggere,come anche ho fatto ieri a partire dal pomeriggio quando ero bella,sola e in pace.

Mia sorella A. per Natale mi ha regalato un libro!

Le avevo dato due titoli di libri che desideravo ardentemente e lei doveva scegliere (una delle mie solite trovate! Almeno ero certa che avrei avuto un libro che mi piaceva,e avevo salvato l’effetto sorpresa!) e lei ne ha scelto uno e me l’ha comprato.

Ve lo ricordate?

«Le anatre di Holden sanno dove andare».

Ho scoperto dell’esistenza di questo libro proprio da queste parti tramite un altro blog e l’ho cercato per giorni e giorni su internet senza trovare altro se non un estratto che ancora di più mi aveva incuriosita su questo bel libro.

Alla fine me l’ha comprato mia sorella su internet,bello,appena l’ho visto ho sorriso e gridato qualcosa del tipo «Oddio!» perchè mi aspettavo che mi avrebbe regalato l’altro.

Non so perchè ma mi sembrava più scontato che mia sorella mi regalasse ‘’Anna’’ di Niccolò Ammaniti visto che è un libro che vuole leggere anche lei,invece no, ha preferito regalarmi il libro di cui forse avevo più bisogno ORA.

Si,perchè le avevo affidato gli estratti di entrambi i libri,quindi deve aver scelto consapevolmente questo libro per la sua trama.

Come sapete -spero- è un romanzo di formazione uscito recentemente (oh,molto recentemente) e scritto da una giovane scrittrice emiliana.

Assurdo questo libro,già lo amo,ma non voglio parlarne in questa sede.

Ci vuole un articolo apposito per questo libro,tutti i pensieri che mi ha fatto venire in mente e le riflessioni che mi ha fatto fare.

 

Torniamo a noi,oltre al libro ho avuto altri tre regali.

Dall’altra mia sorella,Laura,ho avuto in regalo un bel leggings quadrettato come quelli che piacciono a me,molto grounge,lei si che mi capisce.

Da mio cognato ho avuto i regali ‘’migliori’’.

Mi ha regalato le Headphones che mi servivano visto che quelle vecchie che avevo le avevo praticamente consumate in questi anni.

Sono belle,hanno un ottima qualità del suono e esteticamente sono meno goffe delle mie ultime e anche carine,sono militari.

Il che direi che si addice a me che quando ascolto la musica entro in guerra contro il mondo e contro me stessa,si è perfetto il mimetico per le mie cuffie nuove.

Nella confezione ho trovato anche dei soldi a mia sorpresa.

Mio cognato non è un ragazzo ricco,è generoso e mi vuole bene,tutto qua.

Forse mi vuole più bene di mio fratello anche,e non giudico questo solo dai regali…ah questa è l’ultima cosa che mi conferma questo vecchio pensiero.

Poi quando siamo rimasti soli e sono andata ad abbracciarlo per ringraziarlo mi ha detto delle parole che mi hanno fatta commuovere sul serio;

«Così ti puoi mettere internet per un paio di mesi,giusto per…» mi ha detto abbracciandomi e io mi stavo quasi per mettere a piangere ma ho evitato stringendolo e dicendogli una cosa molto molto dolce che però penso di aver detto un pò a sproposito presa dal momento.

«Grazie,grazie,tu rimarrai sempre il mio Francesco preferito» ho detto.

Sapevamo tutti e due a cosa mi riferivo.

Lui ha riso e ha detto «Ma,mi sembra esagerato» e forse aveva ragione.

Ma anche se non è prettamente il mio Francesco preferito,sempre al primo posto si trova,solo poco dietro a Ciccio,ma proprio poco.

Credo che lui sia l’unico che ha capito quanto stavo soffrendo senza internet e senza poter sentire tutti i giorni il mio Ciccio,perchè nonostante tutto quello che dicono di mio cognato,penso che lui capisca cos’è l’amore.

Anzi,forse è l’unico tra tutte le persone che sanno dell’esistenza di Ciccio che ha capito quanto ci tengo a lui.

Forse perchè io e mio cognato siamo simili,difficilmente amiamo,concediamo tempo e pazienza ad altri esseri umani e lui lo sa che io sono una ragazza seria.

Seria…vabbè…per dire…

 

 

 


 

 

 

 

Stamattina sono uscita con mio padre,abbiamo girato per il quartiere,stranamente non svuotato della gente che ci vive.

C’erano perfino dei negozi aperti,gente che camminava,bambini che facevano scoppiare delle minerve che mi hanno fatto prendere un infarto e i soliti vecchi davanti ai bar.

Mio padre mi ha offerto un cornetto ma io ho rifiutato.

Penso si senta in colpa che non mi ha fatto alcun regalo di Natale,ma non è colpa sua se la disoccupazione ancora non è arrivata,quando arriverà avrò il mio regalo,anche se non me ne fotte un corno del regalo.

Del cornetto neanche mi fregava,avevo bevuto un bicchiere di latte per colazione e mi aveva nauseata come quando lo bevevo prima di andare a scuola.

C’era un bel venticello in giro anche se il sole faceva sembrare questa giornata più come Pasqua che come Santo Stefano.

Oggi mi hanno dato l’onore di tagliare il panettone,in quel momento mi sentivo in potere nei loro confronti che aspettavano la loro fetta di panettone al cioccolato con occhi ansiosi.

Fatto sta che per tagliare il panettone ho tagliato anche la tovaglia,e niente sono stata un impiastro anche in questo.

Alla fine me ne sono tornata a letto a leggere il libro che mi ha regalato mia sorella e che ho quasi finito.

Oggi pomeriggio ho iniziato a leggere ‘’Romeo e Giulietta’’,mi ero ripromessa di leggerlo quest’estate ma poi mi è passata la voglia per tutto quello che è successo.

Ogni volta che lo vedevo tra i miei ebook mi dicevo «Poi lo leggerò,nel momento adatto» e oggi mi sembrava il momento adatto.

Oggi era il giorno adatto perchè sentivo un casino la mancanza di Ciccio.

Certo,leggere dell’amore ostacolato dai Montecchi e i Capuleti non è che mi aiuti ma almeno non mi fa pensare alle mie di pene d’amore ma a quelle altrui.

Ho deciso che lo voglio finire prima della prossima volta in cui risentirò Ciccio,così poi gli racconto la storia e gli faccio -magari- capire che non siamo sfigatissimi noi.

Vorrei dirgli in questo momento «Immagina se io avessi fatto voto di castità? Mi vorresti ancora parlare o anche solo un pò di bene?» – «O immagina di innamorarti della tua nemica mortale,che ne pensi di questo?» – «Almeno noi in tutto questo non andremo mai incontro,e mai le nostre famiglie si metteranno in mezzo ai fatti nostri,perchè i fatti nostri sono solo nostri Ciccio».

Ma il fatto è che non posso dirglielo,ne questo ne altro.

E io sbagliandomi gli avevo dato indicazioni per vedere Monsters & Co. l’altro giorno quando oggi ho scoperto che lo fanno stasera!

E allora ho dovuto chiamare mia sorella e chiederle di dire alla mia amica S. di riferire la cosa a Ciccio perchè mi sentivo in colpa per aver sbagliato e non potermi ravvedere.

Io odio sbagliare,e allora dovevo rimediare.

Spero che abbia ricevuto il messaggio Ciccio e spero che stasera vedrà il cartone animato che è il mio preferito e sarebbe carino che lo vedesse,perchè lo rivedrò anche io.

Lontani ma vicini?

Magari…

 

 

 


 

 

 

Da questo Natale ho capito alcune cose.

 

La prima è che il 26 Dicembre 2014 è stata la giornata più brutta della mia vita dopo il 7 Novembre 2014.

 

La seconda è che il 26 Dicembre 2015 è una giornata altrettanto di merda perchè continuo a sentirmi triste e arrabbiata allo stesso tempo perchè mi sento sola ma almeno mio padre non sta rischiando di morire oggi a differenza dell’anno scorso.

 

La terza è che odio i regali.

Profondamente.

Mi hanno messo una malinconia della malora,mi sono sentita come se mi togliessero qualcosa invece che me la dassero,lo so che è strano ma mi sono sentita così in cuor mio.

E poi a che mi servono a me i regali?

Futili oggetti rimpiazzabili e intercambiabili?

Mi fanno felice per caso?

Migliorano la mia vita?

No.

E allora vaffanculo ai regali.

La mia vita non è cambiata di una virgola ora che ho queste cuffie nuove,mi andava bene ascoltare la musica con quelle vecchie come mi va bene ora.

Non è cambiato assolutamente nulla,il nulla più assoluto.

Forse il regalo più utile è il libro che almeno mi fa riflettere e pensare a cose che non siano Ciccio-Frank-la mia vita di merda.

Volete sapere cosa desideravo davvero per questo Natale?

Ma davvero,lo desideravo ardentemente come una cretina anche se sapevo che tutto ciò era solo un altra illusione della mia testa.

 

 

Desideravo un telefono nuovo,lo ammetto.

Perchè quello che ho da cinque anni ormai è vicino all’ora del decesso e perchè mi voglio mettere su sto caspio di Whatsapp per potermi sentire con le persone importanti della mia vita.

Ma vi rendete conto che tutti i miei fratelli sono su Whatsapp? Tutti,tutti! E forse sarebbe bello ogni tanto scambiare due parole con quel turso del mio fratello maggiore,se solo avessi Whatsapp potrei scoprirlo.

Un pò mi ero -parecchio- illusa che il telefono almeno sarebbe arrivato da qualche parte ma non è arrivato,e niente,pazienza.

Mi viene voglia di lanciarlo giù dalle scale quello che ho,così morirei per tutti e non potrei più sentire anima viva oltre a quelle che stazionano in casa mia che tanto vive non sono neanche.

Ma non lo faccio perchè so che non arriverebbe un sostituto,solo tanta angoscia e solitudine,quindi meglio che mi tengo sta schifezza di telefono per ora e mi sto zitta.

 

 

E desideravo,sognavo più che altro,che apparisse Ciccio da qualche parte con un bel sorriso in faccia.

Si,mi aspettavo anche un sorriso da parte sua,ma non è arrivato niente.

L’assurdo sta nel fatto che ieri mattina quando mi sono svegliata,forse perchè ero in un mezzo sogno,mi era parso di sentire qualcuno che mi toccava la guancia e aprendo gli occhi mi era parso di vederlo.

Tutto ciò è frutto della mia fantasia che mi vuole tanto male e mi fa soffrire con queste visioni maledette.

Un sogno,ecco cos’è adesso Ciccio per me.

Tutto un sogno.

Lontano,un sogno troppo bello perchè si realizzi mai,ed io che mi illudo soffro e soffrirò come un cretina.

Ma il problema è che se non mi illudessi non respirerei più,non vivrei perchè l’illusione è tutto ciò che mi è rimasto.

 

 

Un’ultima cosa desideravo,e sono una grande cretina a desiderarla ancora oggi.

Desideravo che Frank tornasse qui con me,con tutti noi.

Volevo che mi suonasse a casa e mi chiedesse se potevamo parlare per poi entrare in casa e bersi la mia cioccolata calda,come era solito fare lui.

E volevo parlargli di Ciccio,perchè in cuor mio so che con nessuno se non con Franky avrei potuto parlare di Francesco.

Perchè Frank mi capiva bene e sarebbe stato l’unico a comprendere quanto amo questo essere umano,mi avrebbe consigliata e aiutata come solo lui poteva fare.

Forse avrebbe compreso anche più di quanto faccio io stessa la complessità di questo sentimento che provo perchè lui lo provava allo stesso modo per me quando io invece mi sono accorta che non l’ho mai amato abbastanza o almeno quanto meritava di essere amato.

 

 

Perdonami Frank,

ero una bambina,non sapevo cos’era l’amore,sei stato tu ad insegnarmelo con tutto quello che hai fatto e detto,anche con il tuo ultimo gesto mi hai insegnato tanto.

E forse è solo merito tuo se adesso amo Francesco,ma comunque mi mancano i tuoi consigli,i tuoi «Vee Haner ce la può fare sempre» e i tuoi «Sei un piccolo diavoletto,e i diavoli sono immortali».

Ne siamo certi,davvero Frank,io ho sempre pensato di essere diavoletto mortale perchè cosi mi sento.

Mortale,vulnerabile a tutto ciò che mi accade,a tutte le emozioni e i sentimenti che mi circondano…mi sento mortale io. 

Tu,solo tu,avresti potuto insegnarmi a capire questo tornado che ho dentro,solo tu avresti potuto insegnarmi a dominarlo e a capire cosa fare,perchè tu ci convivevi da sette anni mentre io ci convivo da troppo poco tempo per capire cosa fare e come muovermi.

Mi sento cosi persa senza di te. 

 

 

 

 

Un altra cosa l’ho capita questo Natale.

L’anno scorso ho perso la voce della mia coscienza,Frank,e adesso vivo allo sbando.

Come si fa a vivere quando si ha la voce della propria coscienza fuori di se?

Come la ritrovo sta coscienza persa?

Boh,so solo che il Natale mi deprime un casino e che voglio passare direttamente all’8 Febbraio ora.

 

 

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