Stanotte ho fatto un sogno.
Era un sogno strano ma nuovo.
Non l’avevo mai fatto prima ma mi ricordava sogni vecchi che facevo l’anno scorso di questi periodi.

Di questi periodi l’anno scorso sognavo la morte di Franky,come me la sono sempre immaginata da ciò che ho visto quel giorno nella sua camera,e sognavo il suo funerale.

Stanotte invece ho sognato la mia morte.
Non so che significa ne voglio saperlo,non mi interessa attualmente.
So solo che era un gran bel sogno.

Iniziava con delle sensazioni vividissime e poi continuava con me che mi svegliavo in un ospedale.
Le sensazioni erano la cosa più bella di tutto il sogno e di tutto il mondo che conosco fino ad ora.

Ero libera,non avevo più oppressioni sul mio petto e nella mia testa.
La mia mente era libera di vagare in pace.
Il mio corpo era inesistente,freddo e impassibile.
Vedevo e sentivo tutto,ero nell’atmosfera.
Ero tutto e niente allo stesso tempo,ero libera,aria allo stato puro.
Non soffrivo,non sentivo alcun dolore,NULLA,il nulla più assoluto.
Era stupendo.
Mi sentivo cosi bene,cosi libera da tutto il male di questo mondo e questa vita.

Accidenti,non era proprio un sogno sapete?
Era più che altro un allucinazione che ho avuto in un brutto momento.
Sì,ieri sera ho pianto a dirotto come un emerita cretina,ho pianto cosi forte che mi sentivo le tempie scoppiare e poi ero arrabbiata.
Ma arrabbiata cosi tanto che ad un certo punto per la rabbia ho sbattuto la testa volontariamente contro il muro,parecchio forte devo dire.
Ero sola,tutti a cenare,io sola nella mia stanza.
Incazzata con il mondo come sempre.
E poi la testa ha iniziato un pò a girarmi e mi sono sdraiata nel letto.

E ho avuto questa allucinazione/sogno.
Non ho ancora capito cos’era,non so se ho dormito perchè non ho controllato l’orario.
Di solito non mi veniva un allucinazione in questo modo,mi venivano sempre prima che andassi a dormire o quando mi tagliavo.
Mai per rabbia.
E niente,ho sentito queste sensazioni cosi vividamente che ad un certo punto ho pensato che ero morta davvero,poi mi sono toccata la testa e ho visto che non mi usciva sangue.
E poi ho visto tutto il resto del sogno/allucinazione.

Dopo quelle sensazioni bellissime mi sono svegliata in un ospedale,accanto al mio letto c’era Francesco insofferente che mi guardava.
Mi sono messa e l’ho scritto tutto d’un fiato stanotte,erano tipo le due di notte.
Ma deve essere stato un sogno questa parte qui perchè…boh non lo so cosa è stato.

Ve lo riporto.
Ricordavo nitidamente tutte le parole che ci scambiavamo nel sogno quando mi sono svegliata per questo ho pensato di scriverle.
E mi fanno impressione,parecchia impressione.
Che poi non so se direi mai cose del genere io…non lo so proprio.
Trattare cosi Francesco poi?
Io?
Mah…

***

«Come stai?» mi chiese senza guardarmi direttamente negli occhi.
«Come vuoi che stia?» sussurrai io in risposta.
«Ma perchè l’hai fatto?» – «Voglio una spiegazione» rispose lui tranquillo.
Si avvicinò a me.
«Sono stanca Francesco,sono terribilmente stanca da tutto» risposi io cercando di stringere il pugno.
Lui si inginocchiò accanto al letto e guardandomi negli occhi chiese «E a me non hai pensato neanche un attimo?».
«Francesco…è meglio anche per te se io…se io fossi…» le parole mi si strozzavano in gola.
«Non è meglio per me se tu muori,lascialo decidere a me cosa è meglio» – «Io ti voglio qui,capito?» rispose lui,il suo sguardo si faceva acceso e arrabbiato.
Lo capivo,era incazzato nero,avrebbe voluto uccidermi se solo non fossi già stata in un letto d’ospedale.
«Decido io cosa è meglio per tutti e due» dissi tutto d’un fiato,ripresi ossigeno e continuai «Io non dovrei essere qui e tu lo sai bene».
«Stai zitta Valentina,di un altra cavolata e ti uccido io» ribattè lui,i suoi occhi si inumidirono di lacrime.
«Non farlo,piangere non serve» dissi io chiudendo gli occhi.
Non potevo assistere a quello spettacolo. Non volevo.
«Sono stanca Francè,sono estremamente stanca»- «Ho fatto troppi errori,sono io stessa un errore…ed era ora di cancellare questo errore dall’umanità» gli dissi sincera.
«No…non voglio…tu non sei un errore» balbettò lui guardandomi sofferente.
Distinsi la sua mano tremante e i suoi occhi pieni,pieni di lacrime e di sentimenti.
Orribili sentimenti,odio e risentimento dei miei confronti fino alla morte.
«Era bello,Francesco» iniziai a dire spostando lentamente la mano verso la sua, «Mi sono sentita per la prima volta nella mia vita felice,ero felice e completa» dissi stringendogli la mano tremante, «Mi sentivo libera,volavo sopra ogni problema e ogni errore,era tutto perfetto» dissi mentre dai miei occhi scendevano delle lacrime.
Il suo sguardo si spostò verso una mia lacrima che aveva bagnato il cuscino,sfiorò il cotone e dopo la mia guancia,era assorto nell’osservarmi.
«Francesco,ero libera» dissi sul punto di singhiozzare, «Ero finalmente libera!» alzai la voce,sentivo il cuore che batteva più veloce,mi stavo agitando.
«E poi…e poi è arrivata lei,e ha rovinato tutto» mi calmai e chiusi di nuovo gli occhi,lui mi strinse forte la mano.
«Mi ha riportato nella merda»- «Ed è stato tutto due volte peggiore di prima» – «Mi ha riportato in questo incubo» gli raccontai io piangendo spontaneamente.
Il ricordo del ritorno alla realtà era malinconico,la mia pace era stata ancora una volta compromessa da mani altrui.
«Le cose andranno meglio Vale,fidati di me» disse lui,non piangeva ma era visibilmente ancora turbato.
«Di te?»- «Tu sei il mio peggior incubo…il più intenso e lungo di tutti gli incubi che vivo in vita mia» risposi io con un filo di voce.
Lui sentì comunque e abbassando la testa mi chiese «Sono il tuo peggior incubo?».
«Si» confermai io.
«Allora non mi hai mai amato,è cosi?» mi chiese alzando lo sguardo incerto,leggevo il terrore nel profondo dei suoi occhi.
«Il mio incubo è proprio l’amarti,Francesco»- «Io non dovrei amare te ne nessun altro,questo mi uccide» risposi io decisa ad essere sincera ormai.
«Ma Vale…forse adesso che mi vedi ti faccio schifo,è questo vero?» mi chiese guardandosi.
Mi strappò un sorriso isterico,era cosi imbranato.
«Non è cosi tesoro,tu sei perfetto» gli accarezzai la mano.
Lo pensavo davvero,era perfetto nella sua imperfezione.
La sua imperfezione era perfetta per me.
«è colpa mia se l’hai fatto?» chiese.
«No» risposi fermamente.
Mi guardò a lungo,finchè non parlai io.
«Amarti mi fa male Francesco,perchè io non amo me stessa» – «Amarti mi distrugge,mi esaurisce l’anima e mi fa perdere ogni ragione» – «Tu sei il mio peggior incubo ma non avrebbe mai potuto capitarmi cosa migliore di te in vita mia» gli dissi continuando ad accarezzargli il dorso della mano.
Tremava,il suo sguardo e la sua pelle erano sconvolti dalle mie parole.
«Tu…tu sei la cosa più bella della vita mia» – «Ti prego,non mi abbandonare Valentina» mi strinse la mano.
Implorava,il suo sguardo implorava il mio amore e la mia comprensione.
«Sarò migliore,per te migliorerò,non dovrai soffrire»- «Non ti farò più soffrire» piangeva disperatamente.
E la colpa era mia.
«Francesco tu non hai commesso alcun errore,sono io l’errore qui,mi capisci?» – «Cerca di comprendere…almeno tu che ci sei sempre riuscito..» gli risposi io scuotendogli la mano per invitarlo a calmarsi.
«Io ti capisco lo sai» annuì lui tornando in se, «Ma sei tu che non ti capisci,ti ho sempre detto che non sei un errore» continuò.
«Smettila Francesco,smettila» mi alterai nuovamente ricominciando a piangere e a sentire i battiti del cuore in gola, «Ti prego Francesco,ti prego fammi sentire di nuovo libera e leggera come mi sentivo» lo implorai sentendo le lacrime brucianti che mi scendevano sulle guancie.
Non potevo chiedere aiuto a nessuno se non a lui.
«Io..io conosco altri modi per farti sentire libera,senza che questo ti faccia stare in una bara» gli venne un lampo di genio,me ne accorsi dal suo sguardo.
Intuii anche io che idea aveva avuto.
«Francesco,uccidimi per favore» gli chiesi.
Si alzò in piedi.
«Ti porterò qualcosa,del vino…della vodka» – «Cosa preferisci?» mi chiese.
«Della vodka..» mi arresi io, «Molto pesante però» aggiunsi.
«Te la porterò presto,va bene?» rispose lui.
«Si» dissi io.
Lui restò li impalato.
«Vai via adesso,sono stanca» gli dissi poco educatamente.
«Torno presto,riposati Tappetta» rispose lui cercando di accarezzarmi.
Ma poi si fermò da solo,il mio sguardo diceva che non volevo essere toccata.
Anche se era lui.
Non volevo essere toccata.

***

E niente,penso che sto impazzendo.
Faccio sogni,ho di nuovo le allucinazioni.
L’altro giorno ho sentito la voce di Franky che mi chiamava per strada e mi sono girata.
Ma perchè esisto ancora?
Voglio morire,voglio sentirmi felice come in quella specie di sogno.
Ma perchè Francesco mi deve tenere ancorata a questo mondo?
Perchè lo amo cosi tanto da non riuscire ad abbandonarlo?
Non ce la faccio più….

Ormai tra incubi è realtà non c’è differenza,sono diventati la stessa identica cosa.

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