Sono circa le due di notte,ma non dormo,sono sveglia.
Sono sveglia perchè ho paura di dormire stasera.
Ho paura di dormire e mi sto facendo prendere anche dall’angoscia.

Pensavo che parlare un pò con Francesco di queste allucinazioni che sto vivendo ultimamente mi avrebbe aiutata in qualche modo.
Santo Tomo non sapevo che avrebbe perfino peggiorato le cose!
Accidenti a me che ho parlato.
Non potevo restare chiusa nel mio mutismo selettivo? Mi piaceva davvero tanto non parlare e rispondere a nessuno,anche se tante volte avrei voluto dire delle cose alla fine mi rendevo conto che erano inutili e che avevo fatto bene a tacere.
Perchè tanto nessuno mi avrebbe ascoltata.
Parlo o non parlo,non c’è differenza alcuna.
Avrei dovuto tacere anche oggi.
Ora capisco perchè mi era venuta quella crisi di mutismo,perchè ogni volta che parlo me ne pento e chiedo scusa.
Mi sa che torno a non parlare,o tipo parlerò il meno possibile,boh…

Chissà se adesso sentire la sua voce mi aiuterebbe a calmarmi e non farmi sentire oppressa da queste cose.
Chissà se ha ancora lo stesso effetto che aveva una volta,non so,una parte di me mi dice che non avrebbe più alcun effetto perchè ormai la mia mente si è troppo distaccata da tutto.
Un altra parte di me spera che lui sia ancora la cosa buona rimasta della mia vita nonostante tutto.

Gli ho raccontato anche di come sabato mi sono sentita chiamare per strada,mi sono girata e non c’era nessuno.
Ma non so se gli ho raccontato proprio quanto è stata strana la mia uscita di casa di sabato.
Di come mi sono messa a piangere dietro gli occhiali da sole solo perchè un passante mi aveva guardata.
Di come ho attraversato la strada senza guardare se stessero passando macchine (fatto per distrazione propositata) e ho ripreso la concentrazione solo quando ho sentito una macchina che mi suonava e ho visto che stavo per essere investita.
O di come mi sono fermata fuori al portone di casa e prima di entrare ho fatto dieci respiri perchè mi stava venendo l’angoscia.
L’angoscia è strare chiusa in casa perchè sto male.
L’angoscia è uscire di casa e sentirmi perseguitata e giudicata da tutti.
L’angoscia è respirare,ora.

Intanto ho comprato un libro sabato,sono rimasta un ora a frugare tra i libri del Mercatino dell’Usato e alla fine ho deciso di portarmi a casa Il Conte di Montecristo,e l’ho comprato con l’idea che avere ottocento pagine da leggere fosse una cosa bella e che mi avrebbe dato da fare e meno da pensare ai miei stupidi problemi.
Adoro quella storia,ho visto tipo dieci volte il film americano e anche la miniserie franco-italiana.
Leggere il libro sarà il coronamento di un sogno,visto che mia sorella tante volte mi ha detto quanto è bello il libro e dannazione è giunto il momento di leggerlo.
Tanto che ho da fare?
Studiare?
Uscire con gli amici?
Lavorare?
Tutto questo non mi tocca,sono un emerita fallita.
Perciò mi metto a leggere Il Conte di Montecristo e fanculo a tutti.
L’unica cosa che mi preoccupa è la pesantezza del libro,non lo potrò leggere sdraiata nel letto mannaggia,vabbè,mi inventerò nuove posizioni di lettura altrettanto comode in versione per libri maxi.

Ma quella voce? Ancora la sento nella testa,come un eco mi è rimasto nella testa quel momento di sabato mattina.
«Vale,Vale!» una semplice voce che mi chiamava con uno dei soprannomi che per di più odio tra i tanti che mi sono stati affibiati negli anni.
Una voce che conoscevo,cioè in quel momento ho pensato fosse la voce di Frank,mi ricordava la sua voce sottile e dolce.
Mi sono girata con lo sguardo di una pazza perchè mi era venuto letteralmente un infarto a sentire sta voce e non ho visto ovviamente nessuno.
Eppure mi sono sentita strana,forse sarà stata una mia suggestione,ma ho sentito che quella voce che mi aveva chiamata esisteva,era consistente,anche se non vedevo nessuno.

Ed è stato strano perchè a Fra non lo sogno ne penso da tanto tempo.
In realtà nelle ultime settimane sto cosi male che non penso ad altro che all’irrefrenabile voglia di morte che c’è nella mia testa,e a tutto lo schifo della mia vita.
Non riesco più ricordare un momento bello vissuto in passato,mi sembrano troppo lontani.
Non riesco più a ricordare una cosa buona che ho fatto in vita mia,mi sembra di aver sbagliato sempre,sempre e sempre.
E non capisco se il mio continuare a respirare sia un errore o meno,non riesco proprio a capirlo questo,ma comunque lo faccio…intendo respirare,lo faccio anche se non so il perchè.

Ed oggi ho fatto una domanda a Francesco che mi era venuta in mente stanotte.
Stanotte mi sono tagliata di nuovo,e sta volta ho toccato un punto un pò delicato della pelle perchè il taglietto continua a essere sporco di quella maledetta gocciolina di sangue che odio a morte.
E che poi io la odio e la gratto via,e ne esce una nuova,ed è un fottutissimo circolo vizioso.
Mentre lottavo con la crosticina di sangue stanotte ho pensato a Francesco,più che altro mi è venuta in mente una scena.
E mi ero ripromessa di chiederglielo poi,e l’ho fatto davvero,assurdo ma cosi.

Mi ero immaginata me e lui,uno di fronte all’altra.
Io che alzo la manica della mia maglietta e gli mostro l’avanbraccio pieno di tagli.
A quel punto la mia immaginazione si è bloccata perchè non sapevo assolutamente come lui avrebbe potuto reagire ad una cosa del genere.
Allora ho chiesto al diretto interessato.
Avevo già in mente la risposta che avrei voluto sentirmi dire da lui,che d’altronde è la reazione che avrei sempre voluto da tutte le persone a cui ho mostrato i miei tagli.

«Metti che un giorno siamo uno di fronte all’altra» – «Io prendo e mi alzo la manica della maglietta e ti faccio vedere i tagli che ho sul braccio» – «Tu come reagisci?» gli ho chiesto io cercando di essere diretta ma di non spaventarlo.
Ma per fortuna lui non si spaventa facilmente.
Lui mi capisce e basta,per quanto cretino sia,mi capisce.
«Te li accarezzo» ha subito risposto lui.
E mentre io già sorridevo nella mia privata soddisfazione,lui ha continuato aggiungendo «Ti abbraccio».
Forse ha aggiunto anche altro ma adesso non ne sono più cosi sicura,ho paura sia frutto della mia immaginazione,sono certa solo che ha detto queste due cose.
I miei «Mmhh…» e «Ok» non potevano rivelargli la mia gioia e soddisfazione nel sentire una risposta del genere.
Che poi,ok,non sappiamo se reagirebbe davvero cosi,ma non credo che lui potrebbe reagire diversamente come hanno fatto gli altri.
Oh Santissimo Matt Bellamy,ma doveva arrivare un essere umano trasferitosi in Germania per soddisfare la mia maledetta carenza di affetto????!!!???!!! Ma perchè???!!!!???!!!
Nessuno,e dico NESSUNO prima di lui aveva neanche solo accennato ad una reazione simile,che è quella che io vorrei.
Accidenti,nessuno capisce quanto mi fa male psicologicamente tutto questo???? Nessuno riesce a capire che vorrei solo un abbraccio ed essere confortata perchè la mia vita cade a pezzi?
No,non nessuno,solo lui.
Questo lo rende diverso e migliore da tutti gli altri.
Gli ho chiesto se si sarebbe arrabbiato e lui ha detto no,perchè infondo lui è l’unico che capisce che non è colpa mia,anche se è colpa mia in realtà pratica.

Le reazioni precedenti sono state queste in ordine dall’ultima alla prima:
Mia madre,qualche mese fa «Ancora Valentina? Ancora??!!!», arrabbiata.
Gianluca,quasi l’anno scorso «Vale…ma perchè?», spaventato e dispiaciuto (reazione del tutto abnorme!).
Mia madre,l’anno scorso «Oh Madonna,ma perchè,perchè??» – «Cos’è tutto questo??!!»,disgustata come se fossi la figlia del Diavolo.
Mia sorella,l’anno scorso «Ma sei impazzita? Ma lo sai che può succederti qualcosa?» – «Perchè lo hai fatto?» – «L’hai visto fare in un film e l’hai copiato?», a metà tra l’incazzata,il ‘’mi fai schifo’’ e il ‘’ho di fronte una celebrolesa’’.

Frankie, quasi quattro anni fa,quando per la prima volta in vita mia mi sono tagliata….
Qui…qui casca l’asilo,come si suol dire.
Lui è stato quello che ha avuto la reazione pià inaspettata di tutti,la più brutta forse anche più del disgusto di mia madre…difficile da trovare una cosa più brutta della faccia disgustata di mia madre ma vi assicuro che questo lo era,almeno per me.
Gli avevo appena confessato che Sara e Valeria mi avevano rovinato la vita per tutto l’anno,mi avevano torturata,e mi ero messa a piangere e a chiedergli aiuto.
Lui mi aveva abbracciata,mi aveva detto che tutto sarebbe andato bene…poi instintivamente mi alzato un pò la manica della maglia,ha visto dei tagli e l’ha alzata tutta,poi ha alzato anche l’altra.
Me lo ricordo ancora il suo sguardo assente ed estremamente incazzato nei miei confronti,ma non incazzato come gli altri che mi davano la colpa,incazzato in un altro strano senso.
Iniziò a piangere e a coprirsi il viso con le mani,era disperato e ripeteva «è tutta colpa mia,è tutta colpa mia!».
«Avrei dovuto aspettarmelo da te,avrei dovuto controllarti in questi mesi» – «Sono stato uno stupido a non controllarti» mi disse facendomi sedere sul suo letto perchè mi aveva spaventata con quella sua reazione.
Io neanche gli avrei voluto dire che mi ero tagliata,ne avrei voluto mai che vedesse,ma lui ha fatto tutto da solo,perchè mi conosceva,e si conosceva.
Lui ci conosceva,e sapeva che più o meno io facevo tutto quello che faceva lui.
E cosi avevo imitato il suo modo di reagire al dolore che mai avevo dimenticato da quel giorno in cui a dieci anni vidi per la prima volta,di sfuggita,che aveva un taglio sul braccio.
Fra si diede la colpa di ciò che avevo fatto,e un pò forse era colpa sua perchè da quel taglio che avevo visto sul suo braccio anni prima mi era venuta l’idea di provare anche io per alleviare il mio dolore mentale.
Ma si incolpò troppo,cosi tanto che dopo anni ancora gli era rimasto il vizio di alzarmi le maniche ogni tanto e controllarmi.
Io lo lasciavo sempre fare perchè oramai non mi vergognavo più di niente con lui,ma se trovava un graffietto fatto involontariamente per lo stress subito iniziava a darmi addosso.
Lui non è che si arrabbiava.
Lui non è che si spaventava.
Lui non si disgustava nemmeno.
Lui per fortuna non iniziava a ripetermi che dovevo reagire e stronzate varie.
Lui,sfortunatamente mi veniva a dire «Vale guarda che se lo fai tu lo faccio anche io,se tu soffri devo soffrire anche io allora» e io lo mandavo a quel paese perchè sputava fuori un mucchio di cazzate.
Peccato che tanto cazzate non erano perchè lo faceva davvero,lui che non sentiva più dolore si faceva un taglietto e poi me lo faceva vedere e mi ricattava «Vedi? O smetti o mi uccido» ed io smettevo ma iniziavo a piangere.
Lui era lui,Fra era strano ma almeno sapeva come farmi smettere.
Almeno non gli facevo schifo e almeno non mi dava la colpa di quello che facevo,anzi la dava a se stesso.
Che poi lui mi abbracciava,si questo si,ma avrei voluto mi abbracciasse in quel momento e mi dicesse che sarebbe andato tutto bene.
Avrei voluto che avesse reagito normalmente,come d’altronde vorrebbe reagire Francesco.

Ma di reazioni e persone normali nella mia vita non ce ne sono,inutile attaccarsi a ciò adesso.
Ho dovuto aspettare diciotto anni e un siciliano tedesco per ricevere un maledetto abbraccio quando si vede che soffro come una bestia.

Che poi non riesco più a capire se…
…la bestia sono io che faccio cosi schifo….
….la bestia è l’autolesionismo di cui sono drogata…
….o la bestia è tutto il mio dolore e sofferenza.

Chi è la bestia? Chi vince questo premio?

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