Frank a quest’ora di notte mi avrebbe detto «Ma che fai? Ti metti a scrivere?» «Devi andare a dormire,now».
Io avrei riso,non avrei seguito il suo consiglio e poi me ne sarei pentita…come sempre.

Adoravo il suo spontaneo modo di aggiungere parole straniere alla fine delle frasi,lo faceva apposta perchè sapeva che questo creava in me una risatina stupida,e sentendomi ridere lui credo che in qualche modo si sentisse meglio.
Quanto meno,lo spero ancora.

Adoravo anche la sua vocina dolce,che quando si arrabbiava mi faceva spaventare un casino,e quando faceva il tenero mi emozionava come una bambinetta delle elementari.

È dalle elementari che ho iniziato ad emozionarmi sentendo la sua vocina tenera.
Se aveste visto quella bambina di nove anni,oh,come le brillavano gli occhi davanti a quel bambino che giocava a fare l’attore e le diceva parole dolci d’altritempi.
Se aveste visto quella ragazzina di dodici anni,oh,come arrossiva emozionata da quegli abbracci strazianti di quel ragazzino che troppo spesso si sentiva solo.
E se aveste visto quella ragazza di sedici anni,oh,anche lei si emozionava quando quel ragazzo la fissava ininterrottamente per testare ogni sua reazione davanti all’ascolto di una nuova canzone della sua band preferita.

La differenza tra quella bambina,quella ragazzina,e quella ragazza era…nessuna.
La differenza tra quella ragazza di sedici anni e questa quasi diciottenne che scrive ora è…abissale.
Troppo grande da descrivere e raccontare.
Inimmaginabile.

Una cosa che accomuna quella bambina,quella ragazzina,quella ragazza e questa qui,però,c’è.
Oh,eccome s’è c’è.

Credo di essere cambiata tanto in questi anni,soprattutto nell’ultimo anno e mezzo,sono cambiata come non mai.
Ma una cosa non è mai cambiata in me,e forse e anche merito di Frank questo.
O quanto meno è merito del legame che abbiamo sempre avuto,quel legame troppo forte e troppo fragile allo stesso tempo.
Oggi penso che ad essere fragili fossimo noi due e basta,il nostro legame invece,quello no,non è mai stato debole,perchè era ciò su cui ci poggiavamo sempre entrambi.

Franky io l’ho sempre adorato.
È palese come la luce del sole che lo adoro.
Ma è sempre stato altrettanto palese anche prima,ve lo assicuro.
Era una cosa che ho sempre saputo,di adorarlo e amarlo,dal primo momento in cui l’ho visto.
E diciamo che lo sapevano un pò tutti perchè era facile da comprendere dal mio sguardo.
Se ne era accorto perfino lui,altrimenti non avrebbe mai trovato il coraggio di dichiararmi il suo amore,se non avesse mai visto la luce che mi faceva brillare negli occhi.

Mi dicono che quando una persona muore si tende a raccontare sempre il meglio di essa,soprattutto chi l’ha amata tende a ricordarla sempre con ardore e belle parole a volte troppo di circostanza.
Mi hanno detto anche che un morto non si insulta,o quanto meno non si offende la sua memoria.
Perciò forse quando qualcuno legge (o sente) come lo idolatro pensa soltanto che ho completamente rimosso le cose negative di lui perchè è morto.
Pensa che continuo a parlar bene di lui e della sua memoria,solo perchè lo amavo e mai avrei il coraggio di infangarlo,e pensa che sia patetica nella mia costante citazione dei suoi modi e delle sue trovate.

E qui mi sento di dissentire.
Oh,eccome,se dissento.
Perchè,capperi,anche quella bambina lo adorava a questo modo e raccontava a casa tornata da scuola non dei dieci presi in storia ma delle sceneggiate del suo amico che la faceva emozionare.
Si,adesso mi rendo conto che l’ho sempre idolatrato per chissà quale strana ragione.
Forse perchè l’ho sempre visto come una persona diversa da me,diversa da tutti,cosi speciale che poteva solo essere superiore a tutti noi.
O forse perchè il fascino che ha sempre esercitato su di me mi ha fatto crescere con la convinzione che lui fosse migliore di ciò che realmente era.
Sapete,quando Frank morì,un mio ex pseudo-amico mi disse «Adesso ti è caduto tutto un castello di sabbia,ecco perchè stai male» ma io sentii allora,come anche adesso, di non concordare con questa affermazione.
Perchè anche se per alcuni la sua morte potrebbe significare che tutto il fascino e la magnificenza che io vedevo in lui,era in realtà fasulla,per me non è affatto cosi.
Credo che neanche nel momento di peggior incazzatura nei suoi confronti ho mai pensato che avesse deluso ciò che io pensavo fosse.
Perchè anche morendo Francesco ha confermato ciò che era.
Perchè anche abbandonandomi (e lo so,uso sempre questo termine rancoroso) non ha cambiato i suoi principi morali e i suoi valori.
Lui è stato sempre quel bambino speciale che avevo conosciuto a scuola elementare,è cresciuto,è diventato più strambo,ma mai ha deluso la mia impressione su di lui.

Ciò che io penso di lui è rimasto impresso da quel primo incontro fino ad oggi nella mia testa e nel mio cuore.

Perfino nel momento più difficile,per me Frank è sempre stato l’elfo magico uscito da una favola apposta per me,per farmi sentire meno sola.
Anche il giorno che mi mandò a quel paese nella più brutale delle maniere,arrabbiato ed esasperato perchè avevo lasciato la scuola,per me lui era sempre lo stesso chitarrista geniale che adoravo e non potevo far altro che sentirmi uno schifo davanti a lui che nonostante tutti i problemi era migliore di me.
Tante volte la mia amica Fiammetta mi diceva che sbagliavo a pensarla cosi,che Fra era stato bocciato in prima media e che se ne doveva vergognare,che faceva più pena perfino di me.
Ma io non riuscivo ne riesco ora a vederla cosi la cosa,boh,forse parlo perchè lo amavo troppo,ma anche se era stato bocciato in prima media non era stupido,aveva solo fatto troppe assenze.
E potevo io,IO che facevo trilioni di assenze, giudicarlo per questo?
Non l’ho mai giudicato,ecco perchè non ho mai smesso di vederlo un gradino sopra di me.
Anche quando è morto,lo ammetto,l’ho visto superiore a me,ho visto che aveva trovato il coraggio e la forza innominabili che io mai avrei trovato.
Già.
Lui ha trovato la forza,si è elevato all’ennesima potenza dello spirito abbandonando quel corpo martoriato ed inutile che gli era rimasto.
Io invece resto ancora in questo corpo marcio,perchè cosi tanto non posso elevarmi,perchè io non sono ne sarò mai quanto era lui.

E lui era molto,lui era moltissimo.
Lui era stato bocciato in prima media ma sapeva classificare ogni tipo di roccia lunare,roba che ci divento matta solo a ripensarci quanto ne sapeva sulla Luna.
Lui ci andava poco e niente a scuola -è vero!- ma sapeva fare anche le equazioni,roba che io….non mi esprimo che è meglio.
Lui forse non era Stephen King,ma sapeva suonare la chitarra elettrica cosi bene che ti faceva comprendere cosi tutte le parole che non sapeva scrivere ne comunicare a voce,roba da matti,io non la so suonare la chitarra in confronto a lui.
Ovvio,palese.
Mi incoraggiava sempre,diceva che sarei diventata più brava di lui,ma lui credeva troppo in me,e infatti non so suonare neanche un quarto bene di quanto sapeva suonare lui.
E cretina io che ho creduto alle sue parole e mi sono buttata in questo sogno irrealizzabile.
Per lui sarebbe stato facile,accidenti,se ci penso ancora adesso mi viene da incazzarmi a bestia per quanto talento ha sprecato.
Avrebbe dominato il mondo in qualsiasi modo avrebbe voluto Frank,invece non l’ha fatto e ha lasciato a me il compito di portare il suo ricordo e provare a realizzare i suoi sogni,i suoi obiettivi.

Ma posso io,solo perchè lui credeva in me e non in se stesso,realizzare quegli obiettivi?

Io sento solo che posso ripensare a lui,cercare una risposta ai miei dubbi nelle parole che mi diceva,e sperare in qualche modo di interpretarla bene.
Quanto è difficile da quando non è più qui.
È difficile pensare a cosa avrebbe detto se fosse stato qui,anche se al novanta percento lo conoscevo tanto bene da poter indovinare davvero ciò che avrebbe detto,è difficile perchè mi manca la sua voce.
E quella non potrò sentirla più.
E mai più potrò emozionarmi a sentire quella sua risata isterica che faceva coprendosi la fronte imbarazzato.

Frank,per me rimani sempre l’affascinante creatura extraterrestre che eri per me quando avevamo dieci anni.
Ti ricordi? Vedesti quel film,Wall-E,e me ne parlasti per una settimana intera dicendomi come somigliavi al protagonista del film,quella specie di robot inviato sulla superficie lunare.
Sai dove sorge il problema? Che io ti dissi che l’avevo visto,invece non l’ho mai ancora visto quel maledetto cartone animato e me ne vergogno terribilmente.
Lo vedi? Te ne stai tranquillo tu,chissà dove,mentre io sto qua a rimanere costantemente indietro.
Indietro rispetto ai miei coetanei,rispetto al mondo che mi gira intorno.
E indietro perfino a te che sei morto e avanti non puoi andare più.
Sei morto,e ho continuato a trattarti come un principe,anche se per un pò di tempo ho odiato a morte il tuo potere di poter morire lasciandomi qui a marcire.
Sei morto Fra,ma anche quando eri vivo,per me eri un essere umano a me superiore,il mio mentore,la mia vita ultraterrena.
Sei stato come Tensing,che è un lama nepalese molto saggio, eri come un padre e un marito per me.

Ricordi quando progettasti la nostra vita futura per i tre anni successivi?
Quella è stata la cosa più strana e bella che abbiamo fatto insieme,si,anche se poi ci sono rimasta di merda che non abbiamo realizzato un cavolo.
Avevi,anzi avevamo,progettato che al compimento dei diciassette anni avremmo visto almeno un concerto dei Muse e uno dei Linkin Park,e tu personalmente volevi aggiungere anche un concerto degli Avenged alla tua lista prima dei diciassette anni.
Poi decidesti -si,solo te,senza darmi diritto di replica- che ci saremmo sposati perchè non potevamo continuare a vivere separati,e saremmo andati a vivere nella casa che ti avevano lasciato i tuoi nonni materni.
Una volta mi ci hai portato in quella casa,nello stesso periodo in cui progettavi i nostri futuri tutti sulle tue spalle,e mi avevi presentato tutte le stanze con i loro nomi,e nella camera dove una volta aveva vissuto tua madre avevi detto che ci avremmo fatto una sala musica tutta per noi,finchè ovviamente non mi sarei decisa a volere un figlio.
Avevamo sedici anni eppure tu già cercavi di convincermi che prima o poi avremmo dovuto farci una famiglia,che prima o poi io non ti sarei bastata più e tu non saresti bastato più a me.
Cazzate Fra,tu mi saresti bastato e avanzato,per sempre.
Ora,dimmi io senza di te che cazzo me ne faccio di un marmocchio? Niente.
Per questo ho deciso fermamente che mai avrò figli,perchè avevo promesso solo a te che avremmo avuto tre figli e ti avevo anche promesso i maledettissimi nomi (convinti noi che avremmo avuto due femmine e un maschio),e mai a nessun altro farò una promessa simile.
Tu eri tu,tu mi avresti convinta anche a buttarmi da un ponte se l’avessi voluto,non ti ci era voluto molto a convincermi che avremmo dovuto fare dei figli e alla fine non mi era nemmeno dispiaciuta l’idea di crearmi una bella famigliola con te.
Ma poi hai rovinato ogni cosa,quel progetto l’hai totalmente distrutto abbandonandomi e certamente io quei tre pargoli non li farò mai con nessun altro.
Cattivo da parte mia ammetterlo,ma almeno per quanto riguarda questa tua smania di famiglia,sono contenta che adesso potrò rimanere sola per sempre e non dover accontentare i tuoi desideri.
Già,perchè non abbiamo mai parlato del fatto che avrei dovuto fare quei figli anche senza di te,perciò non puoi pretendere più niente da me.
Non puoi pretendere più nemmeno che realizzo il tuo sogno di diventare una rockstar,e che palle Fra,mi sono rotta,io non sono capace ne caparbia quanto te,sta cosa non la riuscirò mai a realizzare e lo so,LO SO,che mi sentirò sempre in debito con te perchè non ho fatto ciò che volevi.
Grace,Matt e Alison non esisteranno mai.
E poi io te l’avevo detto che preferivo Frank per il maschio,che Matt è troppo da criceto,non mi va,forse non l’avrei mai chiamato cosi un mio povero figlio.
Detto ciò,io quella casa adesso me la meriterei anche,ma a viverci da sola mi farebbe troppa tristezza dopo che quel giorno mi proponesti la nostra giornata tipo tra quelle mura.
E sai una cosa,Fra? Io penso che se avessi avuto solo un poco di forza in più e magari un pò di pazienza,buona parte di quei progetti li avremmo realizzati.
Forse molte persone potrebbero chiedersi perchè sono cosi convinta di questo,beh tu e io lo sappiamo.
Perchè io ho sempre saputo che tu quello che dicevi poi lo facevi.
Avevi detto che non ti avrei dimenticato mai e cosi è stato.
Avevi detto che mi avresti fatto amare gli Avenged Sevenfold e così è stato.
Avevi detto che mi avresti amato sempre,è cosi è.
Ne sono certa.
Di te sono sempre stata certa,e lo sono ancora adesso che sei morto.
Perchè tu a differenza mia e di altre persone,le promesse sapevi farle e mantenerle,sempre.

Se immagino a come sarebbe stata adesso la nostra vita,insieme,divento pazza….ma chissà se saremmo stati davvero cosi felici insieme?
Infondo,avrebbe potuto il solo fatto che vivessimo insieme,sempre,renderci felici?
Tu con le tue crisi di pianto e disperazione,ed io con la mia rabbia incontrollata?
Forse ci saremmo uccisi a vicenda,immagina che figata di bagno di sangue sarebbe stato!
Se ora vedessi quanto sono diventata cattiva,avresti il doppio della paura che avevi di me…
Forse non mi avresti più voluta come brava mogliettina e neanche come cantante.
Lo vedi,Fra?
Non sono adatta a fare la moglie,la madre,nè altro.
Sono TROPPO inadatta alla vita per fare quelle robe là.
Dai,davvero credevi che ti avrei fatto il bucato?
Che sono la tua serva io?
Eppure tu lo credevi,ne eri convinto,ed io ti assecondavo perchè all’epoca pensavo mi sarebbe anche andato bene farti il bucato.
Adesso,oh,non mi riconosceresti…ti riderei in faccia ad un idea simile.
Oh,Fra,per favore fammi tornare buona.
Sto diventando cosi cattiva…troppo,davvero.
Eri così convinto della nostra vita insieme,eri cosi certo di ogni particolare.
Ma eri cosi certo di quello che stavi facendo quella notte?

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