Un libro Molto fortunato e una lettrice Molto bastarda

                                                                                                                                   
Sono la ragazza più fortunata del mondo!
No,ok,l’aggettivo fortunata non va bene,e anche se andasse bene in questo caso,e comunque meglio non scriverlo che altrimenti mi porto sfiga da sola.

Sono la ragazza più…non so che aggettivo usare,davvero non lo so.
Magari proverò a riformulare questa frase più tardi e vediamo se trovo l’aggettivo giusto.

Comunque,volevo iniziare usando questa frase perchè mi è successa una cosa tipo-più o meno-abbastanza bella.

Sono la ragazza più sbalordita del mondo!
No,neanche avessi aperto la porta ad Alex Turner,esagerato questo aggettivo!!
Se avessi aperto la porta e trovato quel ragazzo,beh,in quel caso sarei stata sbalordita.
Ora non lo so come sono,non capisco cosa ho provato quando è successa questa cosa tipo-più o meno-abbastanza bella.

La storia inizia domenica 13 Marzo,e termina quel giorno stesso.
Una storia breve,che per somma di emozioni io ingigantisco come se fosse durata una settimana intera.
Tutto parte dal fatto che domenica mi sono svegliata alle nove -dopo aver dormito si e no tre ore- con il chiodo fisso di andare al mercatino a cercare qualche libro.
Ci pensavo dalla sera prima e avevo perfino aspettato sveglia -tanto chi dorme la notte!- mio padre per chiederglielo una volta che fosse tornato da lavoro.
Poi l’avevo colto alle spalle in cucina e gli avevo dato la buonanotte ma non avevo spiccitato parola riguardo la mia idea.
Ero andata a dormire piena di rimorsi,ma avevo fatto come mi ero ripromessa alla fine (mi ero ripromessa che avrei deciso al momento se chiederglielo o no,per non farmi paranoie prima).
Allora non so perchè ma domenica mi sono svegliata con questo chiodo fisso e sono andata a chiedere a mio padre se andavamo al mercatino.
Lui ha detto si,e siamo andati.
Semplice!

Io da grande negativista quale sono non ho desiderato di trovare chissà quale bel libro,sono uscita di casa senza aspettative irrangiungibili.
Però,siccome ci sono già stata in quei posti e so come funzionano le cose lì,ero quasi certa che un libro anche brutto e schifoso,l’avrei trovato.
«Per passare un pò il tempo» ho detto a mio padre argomentando la mia ricerca di libri.
Visto che ho finito di leggere tutti i libri che avevo in casa.
Visto che ho finito di leggere tutti i libri che mi ero scaricata prima che ci togliessero internet.
Visto che ho riletto almeno tre libri che avevo già letto l’anno scorso e stavo per uscire completamente di senno.
Queste le motivazioni che ho evitato di dire a mio padre che tanto non gli serviva saperle nè a lui di saperle,nè a me umiliarmi dicendogliele.
Comunque ho trovato un paio di libri schifosissimi e bruttini alla fine,per grazia divina,cosi adesso posso passare un pò il tempo.

Adoro il mercatino,perchè è il tipico posto per poveri come me,dove non ti senti mai fuori posto anche se tutta la gente che ci vedi è rozza e ha un livello culturale ed educativo più basso di tutti i sette nani messi insieme.
Quando ci andavo da piccola -con mio fratello,mia cognata e quell’orda di cretini dei suoi familiari- mi sentivo affascinata da tutte le cianfrusaglie che ci si trovavano e mi sentivo superiore a quegli ignorantoni dei miei compagni di classe che incontravo nei paraggi.
Quando ci vado adesso -moolto meno spesso,purtroppo- mi sento piuttosto uguale a tutti gli altri poveracci che girano da quelle parti e almeno non mi sento osservata perchè diversa.
A me comunque il mercatino piace perchè le cose,tutte le cose, costano poco.
È come quel negozio dove mi portava sempre mio fratello quando ero piccola, ‘’ 0,99 ‘’ o una cosa del genere.
Non devi controllare i prezzi perchè al novanta percento ti puoi permettere tutto quello che vedi.
E quando si tratta di libri la faccenda si fa molto più seria ed emozionante,almeno per me!
Si combinano i fattori; costo esiguo e titoli particolari.
Si,perchè oltre a costare pochissimo -perchè ovviamente usatissimi- questi libri che si trovano al mercatino sono anche strani.
Ci trovi titoli che non troveresti da nessun altra parte.
Libri vecchi,fuori catalogo,che in libreria non vendono più,e che se trovi su internet costano un botto.
Ed è per questo che domenica mi è successa una cosa bella.

Stavo dando un occhiata alla bancarella di un tizio che aveva qualche libro in mezzo ad altre cianfrusaglie e ho avuto un apparizione divina.
Ho trovato il libro ‘’Gossip Girl. Mi ami vero?’’
In mezzo ad altri cinque o sei libri,di storie per bambini,ho trovato un libro di Gossip Girl.
Per chi non lo sapesse Gossip Girl è la mia serie televisiva preferita in assoluto,ed è finita da qualche anno,perciò non posso che vivere questa mia passione al passato.
Avevo scoperto che era tratta da una serie di libri,ma non li avevo mai trovati in libreria e su internet avevo visto che il loro costo era superiore ad ogni somma che io potrei mai spendere.
In quel momento a leggere GOSSIP GIRL sulla copertina di quel libro -che oltretutto è bellissima!- ho pensato di avere un allucinazione,poi mi sono chinata e l’ho preso in mano.
Ed era vero.
Anzi,è vero.
E adesso sta a casa con me,e beh,ci mancherebbe che non me lo prendevo.
In pratica me l’hanno regalato! Ah,ah!
E me lo meritavo! E ci credo che me lo meritavo,dopo tutte le lacrime e gli spasmi di gioia passati negli scorsi anni dietro a Blair Waldorf e Chuck Bass.
Quel tozzo uomo che vendeva cose trovate chissà dove non sapeva che stava facendo una delle migliori azioni che potrà mai compiere in vita sua porgendomi quel libro.
Proprio io,la maga delle sventure,ho trovato uno dei libri dal quale è stata tratta la mia serie televisiva preferita.
Che fortuna! E niente,mi viene proprio da usare questo termine!
Invece che essere comprato da un emerita cretina che l’avrebbe usato come portabicchieri,questo fortunato libro ha trovato come padrona una delle più grandi appassionate di Gossip Girl del mondo intero.
Insomma,chi è fortunato qui? Io o il libro?
Forse più il libro che me!

Perciò mi riformulo;
Sono la ragazza più fortunata del mondo!
Ho il libro più fortunato del mondo!

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Ovviamente ho già iniziato a leggerlo,anzi,mio malgrado ho già superato la metà.
Prima mi piaceva leggere velocemente perchè mi sentivo in sfida con me stessa a leggere più libri possibili.
Ora che i libri scarseggiano,preferisco assaporarmeli il più possibile e perderci dietro più tempo del dovuto.
Per passare il tempo,tutto qua.
Io sono una scheggia a leggere di solito.
Ho letto i libri d’avventura di Isabel Allende in una settimana e mezza,tutti e tre.
E mi sono maledetta da sola,perchè erano stupendi e finirli è stata una tragedia greca.
Penso che scriverò una lettera a quella donna e le chiederò umilmente di scrivermi altri libri d’avventura perchè è troppo brava a scriverne e tre non bastano mica.

Intanto io mi sono riimmersa nelle dinamiche dell’Upper East Side e delle mie tanto adorate storie contorte di ragazzini viziati e straricchi.
Forse più uno è povero più adora i ricchi,non lo so,ma io sono sempre stata attrata e affascinata da quel mondo.
Quel mondo fatto di feste con champagne a litri,vestiti sfarzosi, scuole private di lusso e università d’elitè.
L’elitè.
Così iniziava ogni puntata di Gossip Girl; Sono Gossip Girl,la vostra unica fonte sulle vite dell’elitè di Manhattan.
E tralasciando che io amavo New York già prima di conoscere questo telefilm,scoprendo il prestigioso quartiere dell’Upper East Side vidi un nuovo e bellissimo mondo.
Elitè.
Questa parola l’ho sempre adorata.
Una cricca di persone ricche,un insieme di bastardi totali,un gruppo di fuori di testa con la carta di credito.
L’elitè e le sue tostissime regole.
Per soli pochi,per i migliori,quelli che sanno distinguersi e sanno far valere la propria supremazia.
Io avrei sempre voluto far parte di un elitè,peccato che per quanto io mi sforzi di cercare delle cose simili nella mia città non le trovi.
Perchè qui è diverso,qui sono tutti dei poveri senza scrupoli,che è pure peggio di essere ricchi e senza scrupoli,ve lo assicuro.

Nonostante non sia mai riuscita a trovare l’elitè di cui fare parte,ricordo che me la creai da sola.
Avevo undici anni,ma Blair Waldorf mi aveva insegnato ad essere molto cattiva,o forse mi aveva solo insegnato a far uscire fuori la mia innata cattiveria di fondo.
Mi piaceva fare la serpe,era divertente.
Peccato che non sono stata una serpe con le persone che lo meritavano,quando lo meritavano.

Ora sono di nuovo nella veste della cattiva.
Perchè quando ti fanno soffrire,questo ti viene voglia di fare:
far soffrire chi ti ha causato del male.
Non so su chi si ripecuoterà la mia ira,ma tacitamente mi sto già vendicando contro qualcuno.
Peccato che non lo sapranno mai,questo mi farà gustare di meno la vendetta.
Oh,arriverà il giorno in cui confesserò tutto,e quel giorno le loro faccie incredule mi faranno godere più di quanto potrei farlo adesso.
I conti si fanno alla fine.

Sono come Blair Waldorf.
Lei veste la parte della perfetta e diligente figlia che sorride a tutto,ma dopo tante ingiustizie da parte della vita nei suoi confronti si vendica.
Si vendica con classe ed eleganza,mostrando a tutti di essere l’unica nata per essere la Regina dell’Upper East Side.
Si vendica sminuendo gli altri e colpendoli nei loro punti deboli.
Quello causa molto dolore,moltissimo.
Io l’ho sperimentato su me stessa,lo so bene.
Quando fai del male a delle persone che ami,più farle soffrire molto,ma molto di più di quanto potresti mai far soffrire un estraneo.
Come dice Serena Van der Woodsen «Le persone che conosci di più sono quelle a cui puoi fare più male».

Eppure so che qualcuno la dovrà pagare anche esplicitamente questa mia cattiveria alla fine.
Qualcuno dovrà subire l’onda di parole cattive che sto ripremendo in corpo da troppo tempo.
Perchè se qualcuno non le subirà,io imploderò.
Sarà colpa della mia ritrovata amica cattiveria ma negli ultimi tempi ho visto tante parole discutibili nei miei confronti,quel genere di parole che sai bene di poter controbattere facendo crollare in mille pezzettini la persona che te le sta dicendo.
Un esempio.Mia sorella maggiore.
L’altro giorno mi ha detto qualcosa tipo «Sembri una barbona,se non ti sistemi un pò non ti abbraccio» (bel modo di rifiutare un mio abbraccio,grazie,non si usa più tatto nei confronti di una persona che sta male).
E in quel momento avevo sulla punta della lingua delle parole da dirle,ma sono rimasta in silenzio perchè aveva accettato di regalarmi cinque euro per andare al cinema.
Ma sapete una cosa? Cinque euro non valgono quanto dei begli insulti.
Perchè se li merita quella vecchia megera.
Dovresti vedere te stessa che da quando ti sei sposata, sei diventata una strega bastarda. Stai sempre a giudicare tutti,ma da quanto tempo non giudichi un pò te stessa e i tuoi fottutissimi comportamenti da dodicenne? Hai trentaquattro anni,dovresti smetterla di dare la colpa alla prima persona di turno perchè tuo marito non ti ama. Sei tu che non lo ami in realtà,perchè se lo amassi mostreresti un pò di comprensione per quei due poveracci dei suoi genitori invece di stare sempre a scassare le palle a lui e a noi che non centriamo niente con sta storia che ti odiano.
Sei tu che li odi,sei tu che odi tutto e tutti. Ma sai una cosa? Hai una certa età ormai,e non puoi stare ad odiare il mondo in questo modo,e non prendertela con il mondo se hai fatto delle scelte sbagliate. Cretina.
E questo è solo l’inizio.
E mia sorella è solo l’inizio.
Troppe persone si sono messe in fila dicendomi parole anche più discutibili di quelle stupide di quella STUPIDA di mia sorella.

Mi dispiace,perchè so che poi tra qualche tempo potrei pentirmi di essermela presa con degli innocenti.
Ma anche io sono innocente,anche io non meritavo tutte queste bastardate nei miei confronti.
Se mi vendicherò con voi tacitamente siatente contenti,vuol dire che ho fatto di tutto per trattenere la mia cattiveria nei vostri confronti.
Vuol dire che ci tengo davvero tanto ma TANTO a voi.
Anche se…credo la vendetta peggiore che sto mettendo in pratica è anche la più…silenziosa.

Ho imparato tutto da Gossip Girl,e sto prendendo ripetizioni in questi giorni.
Questo distruggerà qualcuno.
O voi,o me.

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6 pensieri su “Un libro Molto fortunato e una lettrice Molto bastarda

  1. Davvero fortunata ad avere trovato questo libro! Solo che non dovresti abbatterti cosí tanto, no? Sottovalutarti o sentirti lontana dal raggiungere una élite ti preclude a priori la possibilitá di farlo. Tutto questo esiste e se davvero Blair ti ha insegnato qualcosa, allora dovresti sapere che non bisogna demordere mai! Almeno questo é come sono io xoxo

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