Benvenuti al primo appuntamento settimanale de L’Angolino del Cricetino,la nuova Rubrica del blog.

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Oggi per introdurvi il protagonista di queste interviste,ho deciso di porgli domande piuttosto generiche e su argomenti disparati.
Dalla prossima settimana affronteremo un argomento ben preciso,per ora cercate di capire con chi avete a che fare grazie a queste parole.

~L’Intervista

Voglio iniziare dall’ultima domanda che gli ho posto,perché la sua risposta mi ha fatta riflettere,su di lui,su me stessa e sulla vita in generale.
“La più grande esigenza dell’uomo” l’ho buttata lì pensando che avrebbe dato una risposta nichilistica, invece il Criceto mi ha stupita rispondendo “Amare. Essere amati. Fin da piccoli cerchiamo affetto, vogliamo essere amati. Vogliamo essere accettati dagli altri per ciò che siamo,ed essere amati”.

Dalle esigenze umane passiamo alla fiducia.
“Qual’è il tuo concetto di fiducia? O meglio,a chi daresti la tua fiducia?” ho chiesto io.
“Darei fiducia a chi dimostra di essere una persona affidabile. A chi si comporta in maniera rispettabile. Darei la mia fiducia ad una persona leale. Non mi fiderei di persone poco corrette,che rubano o che spettegolano degli altri con me” la sua risposta.

Gli ho posto una domanda alla quale cerco personalmente una risposta da diciotto anni; “Come si combatte l’apatia?”
Secondo il signor Criceto “L’apatia si combatte facendo il grande sforzo di fare anche le cose più stupide e noiose come svegliarsi alle 8 del mattino e fare un giro in città. Si può combattere stando in compagnia, provando nuove esperienze che stimolino. Si combatte l’apatia iniziando a vedere la vita in modo diverso,più bello e positivo. Anche semplicemente andando un weekend in montagna a fare campeggio o comprando un animaletto domestico”.

Avventurandomi in domande stile Marzullo pensando che sarei riuscita a metterlo in difficoltà e fargli fare una figuraccia,ho trovato risposte di senso compiuto e piuttosto rispettabili.
Alla domanda “Nella vita ti insegna di più una vittoria o una sconfitta?” ha risposto con un ragionamento interessante “Una sconfitta insegna sempre qualcosa perché ti fa riflettere. La vittoria è una conferma che quello che stai facendo e hai fatto è giusto, ti conferma che quella che stai percorrendo è la strada giusta. La sconfitta ti insegna che la strada che avevi intrapreso era sbagliata”.

“Nella vita è più importante essere o avere?” ho chiesto aspettandomi una scena muta o al massimo una risposta superficiale.
Stupendomi un poco,ha risposto profondamente anche se con un pizzico di rassegnazione “Essere. Perché ciò che hai oggi non hai domani,mentre ciò che sei…lo sei sempre. Anche se spesso in questa vita, di questi tempi,va più avanti chi ha di chi è”.

“Che cosa è troppo serio per scherzarci su?” ho chiesto a Mister Simpaticone, e lui ha fermamente risposto “La morte”.

Andando avanti,ho posto una domanda un po più sul personale, “La tua passione più grande?” ,anche se già sospettavo di conoscere la risposta.
“Per molto tempo,e ancora adesso,il calcio. Ma anche la storia,e la geografia” la sua perfetta risposta da maschietto mezzo nerduccio simpaticone.

“Qual’è il valore che reputi fondamentale nelle relazioni interpersonali?” ho domandato piuttosto sicura di conoscere anche questa risposta.
“Il rispetto. L’affetto” è stata la sua concisa e convinta risposta.

Riaddentrandoci in domande di fattura personale, gli ho chiesto “La tua casa brucia,hai il tempo di salvare soltanto un oggetto: Che cosa scegli?”.
Pensavo avrebbe risposto “Il computer” o “La PlayStation” invece mi ha stupita.
Ha detto “Le lettere che mi ha mandato Valentina” che attenzione,sarei io! e “Qualche libricino” di cui non ha voluto svelarmi i titoli ma ha aggiunto “Mi sono stati utili in passato e potrebbero esserlo ancora in futuro”.
Lasciandomi in dubbio, più che altro perché pensavo non avesse mai letto la pagina intera di un libro in vita sua,più che perché non mi ha detto i titoli, mi ritengo soddisfatta che tenga alle mie lettere più che alla PlayStation.

Una domandina sull’amore ci stava tutta, “L’amore si consuma o cresce con il passare del tempo?”.
Lui ha risposto “Dipende dai casi e dalle persone. In alcuni casi una relazione diventa abituale e senza stimoli. Se ci si impegna a farla crescere, a capire gli sbagli dell’altro,i suoi problemi,allora l’amore può crescere. Bisogna aiutarsi a vicenda sempre”.

L’ho successivamente spiazzato cambiando del tutto argomento,passando alla guerra.
“La guerra si documenta più in mezzo alla gente o tra i soldati?” ho chiesto seria.
La sua opinione è stata “Dipende dai tipi di guerra. Dalle guerre successive al ventesimo secolo il popolo viene coinvolto di più mentre nelle guerre antiche viveva ripercussioni indirettamente senza vivere nel pieno della guerra.
Adesso la guerra viene documentata meglio dal popolo perche paga sempre le conseguenze di colpe che non ha”.

Per confonderlo ho posto un altra domanda piu o meno sull’amore,a trabocchetto,mettendolo in difficoltà “In che modo il cuore influenza il cervello?”.
“Anche in modi negativi tramite le emozioni” ha iniziato a ragionare lui, “Sentiamo dire in giro che bisogna ascoltare il cuore ma non sono d’accordo perche spesso il cuore ci fa fare cose sbagliate, scelte illogiche e dannose. Bisogna ascoltare di più il cervello” ha concluso nella sua perfetta logica pratica.

Ho continuato tastando ,non troppo , il terreno dei suoi sogni, “Se potessi svegliarti domani con una nuova dote,quale sceglieresti?” ho domandato sperando di non metterlo in difficoltà per una volta.
La sua risposta ha corrisposto con ciò che mi potevo aspettare da una personalità come la sua, “Eccellere nel capire il mondo che mi sta attorno” ha detto, “Capire le situazioni prima degli altri”.

Infine gli ho domandato più per curiosità personale che per ragion di cronaca, “Se potessi scegliere tra qualsiasi persona al mondo,viva o morta,chi vorresti conoscere?”.
Ha risposto “Leonardo da Vinci”,poi mi ha detto di cancellare la risposta perché un tempo l’avrebbe voluto conoscere ma ora non ne era sicuro,mi ha detto che avrebbe risposto alla fine a questa domanda ma non l’ha più fatto perciò per me il Criceto è un dolce essere umano che vorrebbe conoscere da Vinci ma si vergogna di ammetterlo.
Ma il grande pubblico meritava di sapere,France!

Bene,finita l’intervista era passata quasi un ora che si parlava, il Criceto iniziava a gonfiare il suo ego da star nascente mentre io sistemavo i miei appunti come la più stressata stagista di una rivista di moda.

Avete presente Il diavolo veste Prada ?
Ecco,Francesco in pratica è più tirannico di Miranda Priestly e io devo sopportare i suoi ordini come la più sottopagata versione di Andy.
Il tutto senza la possibilità di avere vestiti e accessori firmati gratis in eterno.
Insomma,France, dobbiamo aggiustare le cose qui,capito?
O mi compri una scorta di Jimmy Choo per tutta la vita o la smetti di comportarti come il direttore di un editoriale di moda viziato.
Qui,il capo sono io.
Ricordatelo tutti.

In quanto capo,ritengo conclusa questa intervista e mi ritengo soddisfatta.

Alla prossima Criceti e Cricete!
Un saluto dalla vostra più cara Sidewinder e dal suo intervistato signor Criceto!! 😀

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5 pensieri su “L’Angolino del Cricetino #01

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