Benvenuti a tutti al secondo appuntamento settimanale con la Rubrica L’Angolino del Cricetino!

Questa settimana ci siamo dedicati ad un argomento molto serio,per me forse di più di quanto lo sia per lui.
Ho deciso di trattare l’argomento mafia soprattutto per la provenienza geografica del Criceto,e perchè non ne avevamo mai parlato prima stranamente.

Com’è parlare di mafia con un siciliano?
Questa la domanda che merito facciano a me. Vi do una risposta.Parlare di mafia con un siciliano può rivelarsi interessante,sotto molti punti di vista,sopratutto sotto il punto di vista del Criceto.

A voi l’ardua sentenza,il criceto è un siciliano omertoso o un ragazzo coraggioso?

L’Intervista

– Che cosa significa per te la parola ‘’mafia’’ ?

«Per me la parola mafia si usa per indicare quelle persone che fanno parte di quell’organizzazione che delinque,che estorce,che è proprio mafia».
«La parola mafia mi fa pensare alla frase incutere paura».
– Dove,e quando è nata la mafia?

«La mafia è nata ai tempi dell’Unità d’Italia,suppergiù»
«Nel sud Italia».

– La mafia non è solo in Sicilia,è diffusa in tutto il mondo.
Cosa possiamo fare per contrastarla?

«Fare la guerra con le armi non serve a eliminare la mafia».
«Bisogna cambiare la mentalità delle persone,educare i ragazzi,dargli un lavoro,non farli stare per strada,dargli una cultura,dare loro un futuro».

– Perché le persone si sottomettono alla mafia?

«Ci sono due categorie secondo me»
«Chi ha paura di denunciare perchè ha paura di non venire protetto dallo stato, perchè ha paura di morire o che la mafia possa fare del male anche alla sua famiglia».
«E chi accetta la mafia. Chi pensa che pagare il pizzo sia più giusto che pagare le tasse,perchè la mafia è più rispettabile dello Stato e preferisce pagare il pizzo alla mafia che le tasse».
– Secondo te,cosa spinge i mafiosi ad agire nel modo sbagliato in cui agiscono?

«Bisognerebbe entrare nella mente di un mafioso».
«Loro ragionano con una mentalità molto diversa dalla nostra,una certa morale tutta loro,e bisogna rispettare quella morale».
– Secondo te,la mafia ha superato i confini italiani,o sono i confini esteri ad averla superata?

«La mafia in alcuni casi si é estesa come un virus, in altri é semplicemente nata. Io credo che in molti altri stati ci sono organizzazioni simili alla mafia ma che non provengono dalla mafia italiana”

◆◇◆

– Chi nasce e cresce in Sicilia,la regione che come tutti sappiamo nel 1992 si è vista sconvolta dagli omicidi dei magistrati Falcone e Borsellino,vive la lotta contro la mafia in modo diverso?

«Sicuramente si».
«I magistrati,i poliziotti,i giornalisti che lottano in prima persona contro la mafia in Sicilia sicuramente vivono questa realtá in maniera molto diversa rispetto a chi la mafia siciliana non la conosce».
– C’è chi parla di legalità nelle scuole,chi dà ai ragazzi un’opportunità di riscatto,chi combatte il pizzo,ma alla fine dei conti,secondo te,chi fa concretamente qualcosa contro la mafia?

«Gli uomini come Pino Magnacci».
«I giornalisti,i magistrati,chi ha dedicato la propria vita alla lotta alla mafia».
«Chi usa quello che ha in potere per attaccare la mafia,chi rompre le scatole,pur rischiando la vita».
«Purtroppo non basta,queste persone non hanno il potere che vorrebbero e sono anche in pochi».
– Qual’è,o quale è stato il tuo personale impegno contro la mafia?

«Non sono un magistrato,un giornalista,nè un poliziotto ma la cosa che ho sempre fatto è non farmi influenzare».
«Ho rigettato la mentalità che vedeva la mafia come una cosa giusta».
◆◇◆

– Chi era Peppino Impastato?

«Peppino Impastato era un giornalista di mafia ed è molto noto per le sue denuncie sulle attività di Cosanostra».
«Molti suoi parenti erano mafiosi e lui li ha denunciati».
«Fu assassinato da Cosanostra,a Cinisi,in provincia di Palermo».
«È un esempio per tutti i giornalisti,per i giovani,ed un esempio di giustizia».
– Se potessi,cosa chiederesti ad un mafioso?

«Perchè hai ucciso tante persone?».
«Da uno a dieci quanto sei malato?».
«Come fa a venirti naturale uccidere tante persone che hanno madri,padri,figli,come se fossero pupazzi,davanti ai tuoi figli?»
«Anche persone che hai conosciuto per anni,e poi continuare la tua vita come se niente fosse?».
– Cosa ne pensi dei pentiti di mafia?

«Penso siano un arma importantissima contro la mafia».
«I mafiosi hanno paura dei pentiti perchè sanno che possono mandarli in galera».
-Corruzione è sinonimo di mafia?

«La corruzione è corruzione».
«I mafiosi sono corrotti e corrompono».
– Pensi che la mafia sia ristretta nel suo ambiente o che si sia infiltrata in altri ambienti delle nostre vite?

«Certo che si è infiltrata in altri ambienti delle nostre vite».
«Influenza tante cose,i luoghi,l’ambiente».
«Si è infiltrata nella politica».
«Nella letteratura,tanti mafiosi che non sono ignoranti hanno scritto libri e raccontato le loro storie».
«Vengono invitati in televisione,come personaggi famosi».
«Come il figlio di Totò Riina che ha recentemente presentato il suo libro a Porta a Porta».
– L’immagine che hai impressa nella mente quando pensi alla mafia.

«Vedo una montagna di immondizia».

I punti di vista del Criceto a volte discostano dai miei,ma infondo il pensiero è comune per entrambi;
La mafia è una montagna di schifo.
Di quello schifo che è difficile eliminare dalle nostre vite.
Sarebbe più facile eliminare 1.535 chilometri che la mafia dalle nostre vite.

Nella mia vita ho sempre riflettuto molto sulla mafia,anche non essendo siciliana l’ho vissuta in prima persona per quanto fosse possibile.
Non che a Taranto la mafia non esista.
Conoscete l’Ilva? Ecco,la mafia di Taranto.L’Ilva.
Ed è una di quelle mafie che ti fanno venire anche dei fottutissimi tumori ai polmoni.
La mafia fa tutta schifo,da quella siciliana,a quella americana,a quella russa,la mafia è una cosa sbagliata.
Se la mafia non esistesse saremmo tutti persone migliori,e le nostre vite sarebbero molto più semplici.

Avevo tredici anni quando ho scritto un tema sulla mafia,incentrato sulla storia di Peppino Impastato che avevo scoperto dopo aver visto il film I 100 passi.
Erano gli esami di terza media,e presi otto a quel tema.
Ricordo più di tutto la professoressa,santa donna che poco avevo conosciuto perchè quell’anno ero andata pochissimo a scuola,che mi faceva i complimenti per la storia che avevo scritto.
Nessuno dei miei compagni conosceva Peppino Impastato.
Io invece lo conoscevo e in lui ho sempre identificato il modello non perfetto ma quasi di uomo d’onore,rispettabile e come dico io con le palle! nonchè grande esempio di lotta contro la mafia.
Bene,grazie a tutti coloro che leggeranno quest’articolo.
Perdonate le mie domande sempliciotte e sbagliate ma non sono una giornalista,ricordiamo tutti che questa cosa la faccio solo per il qui presente signor Criceto von Cricetinis.

Alla prossima!

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