Stavo rivedendo delle vecchie foto,e mi sono resa conto di aver sbagliato di grosso a farlo.
Che adesso non so più quello che volevo scrivere,ho la testa confusa a strati.

Il primo mi fa venir voglia di parlare con Frankie.
Il secondo mi fa riflettere sul mio problema maggiore attuale.
Il terzo mi fa ricordare il passato,di nuovo,ma questa volta senza soffrire ne come un ricordo bello,lo ricordo e basta.

1° Strato

Se mi vedessi adesso Fra,non mi riconosceresti più.
Oggettivamente,fisicamente,caratterialmente ; sono cambiata.
Ho visto una foto di un paio di estati fa,di quell’estate nella quale decidemmo di formare la band.
Te la ricordi quell’estate?
Avevo tagliato i capelli corti,e avevo ideato un nuovo makeup rock che mi stesse bene.
Era l’estate del concerto dei Mars,vero? Si,vero.
Questa foto risaliva a qualche giorno prima del concerto e rispecchiava la quasi sedicenne che ero allora.
Sorridente,con i capelli ricci e le meches rosse.
Mangiavo una mela,guardavo l’obiettivo e facevo il segno di vittoria con le dita smaltate alla perfezione e la triade al collo,vittoriosa si.
Che essere umano che ero! Felice,curata,pulita,sorridente perfino.
Perchè tu non stavi ancora male,o almeno non me l’avevi detto e io non me ne ero accorta.
Perchè tu solamente c’eri,ed io ero un essere vivente con tutte le sue facoltà.
Mi viene strano dirlo,Fra,ma quanto ero bella.
Forse lo riesco a dire perchè adesso riconosco la bruttezza della morte che si è abbattuta su di me,sul mio aspetto e la mia vita,mentre allora ancora non conoscevo tutto ciò ed ero piuttosto pura.
Se la vedi la foto,mi dai ragione.
Quella era un altra Valentina,quella felice che cantava Teenagers insieme a te,quella che ti guardava suonare la chitarra e faceva commenti polemici solo perchè adorava vederti arrabbiato,quella che ti faceva la linguaccia per scherzare.
Questa invece non è cosi,questa Valentina in foto esce smorta,sembra un fantasma passato di li per caso.
Il suo sguardo non è più vispo e brillante come quello di un tempo,è morto,opaco e terribilmente vuoto.
Eppure dentro ho ancora cosi tante cose,anche troppe,che non riesco a capacitarmi di come il mio sguardo abbia fatto questa orribile fine.
Lo sai te che era l’unica cosa che mi è sempre piaciuta di me stessa,gli occhi grandi e arancioni come quelli di un gatto.
Ora ho perso anche quelli,e che rimane di me,Frankie?

Ho visto una mia foto recente,di qualche settimana fa.
Una ragazza come le altre ci ho visto,di poca bellezza,senza alcunchè di particolare.
Le gambe storte ma più magre di quelle di un paio di anni fa,forse un pò più lunghe se sono cresciuta di qualche centimetro.
La pancia che ormai si può definire pancietta,ma che non mi rende più felice essere dimagrita.
Il viso perfino,dimagrito. Anzi,di quello te ne accorgi subito.
Le guanciotte dolci e pacioccose? Sparite. Un velo di tristezza aleggia sempre su quelle guancie che per far diventare pacioccose devo gonfiare.
I tendini,le vene,la pelle del collo che tira,roba che io non avevo mai visto e che mi fa schifo. Preferivo essere obesa, ero più felice come stavo prima.
Per caso ho guadagnato qualcosa ad aver perso questo peso?
Non mi pare proprio,ho perso la bellezza della gioia che c’era nel mio sguardo,che rimaneva impressa nel mio corpo.
Ho perso tutto,ora sono un corpo morto dallo sguardo costantemente irritato o sofferente.
La differenza è palese,Fra.
E la colpa è tua.

Prova a farmelo fare adesso il segno della vittoria!?

2° Strato

Stavo pensando al mio autolesionismo.
Pensavo di ripercorrere da dove è nato,quando e perchè.
Solo che in questo momento mi si è riconfusa la testa,maledetta a me che ho rivisto quelle foto,e quindi penso che sta cosa la farò in un altro momento meglio e con più calma se mai la troverò.

Quando è iniziato lo so!
Tredici anni.
Quando è finito lo so!
Non ancora.

Lo so che sembro calma e tranquilla a tutti,ma mi taglio ancora e forse nel modo peggiore e più atroce di sempre per nascondere la sofferenza alla mia famiglia.
Sono stanca di essere un peso per tutti,mi assumo la responsabilità di essere un peso solo per me stessa e mi prendo tutta la responsabilità del mio autolesionismo.
Colpa mia,colpa mia,tutta colpa mia.
Solo che mi sento di merda a mentire a tutti perciò ho bisogno di sputarlo fuori da qualche parte,allora lo faccio qui che è il posto per la mia testa e il mondo di fuori non la deve conoscere la mia testa.
Francesco,le mie sorelle,mia madre,le mie amiche,nessuno deve sapere che mi taglio ancora.
Per fortuna non leggeranno mai questo articolo perchè ho bisogno di sfogarmi.

Stanotte mi sono tagliata.
Avevo bisogno di sfogare la tensione e la pressione intracranica.
Ieri notte mi sono tagliata,oggi doveva venire mia sorella.
E quando viene mia sorella la mia mente viene messa molto sotto pressione perciò ho pensato di prevenire cosi che non avrei avuto atteggiamenti inopportuni con lei.
L’altro giorno,quando è venuta,non volevo alzarmi dal letto perchè mi faceva male la testa,e loro hanno iniziato a pensare male di me.
Perciò meglio bruciarsi un pò la pelle ma riuscire a stare in piedi e fingere di sorridere,cosi tutti sono tranquilli e vedono che «Hei gente,Valentina sta bene!».
Credo che a mettermi sotto pressione non sia mia sorella stessa che alla fine sta sempre attaccata al telefono e si fa i cazzi suoi,ne la mia nipotina che dio santo sorride e mi chiama ‘’Tia’’ e le voglio tanto bene.
La fottutissima cosa che mi fa saltare i nervi,oltre al casino che combinano tutti gridando per casa, e che mi cacciano dalla mia stanza quando stanno qui.
Ci fanno dormire la bambina e ci fanno coabitare mia sorella.
E Valentina smamma,costretta al vagabondaggio da una stanza all’altra in cerca di solitudine.
Che io per stare bene solo di questo ho bisogno,stare sola.
E se mi togli la pace e la protezione del mio lettino,mi rendi fragile e mi metti una pressione intracranica che sono capace di esplodere da un momento all’altro dopo.
Non odio nessuno,solo me stessa.
Non mi piace stare sul divano al freddo,a scrivere a Francesco.
A me piace stare nel mio lettino al calduccio,a parlarci con Francesco.

E allora mi sono tagliata e ho affrontato meglio sta giornata sentendo il bruciore addosso.
E ho perfino ballato con mia nipote,pensate un pò di cosa sono capace,di quante merdose bugie e falsi sorrisi.
Ma poi tutta lo schifo ritorna a galla,e allora ho bisogno di tagliarmi ancora che domani devo uscire di nuovo nel mondo reale e non riesco ad affrontare gli esseri umani se non soffro.
Lo so che sono una merda,un essere inferiore,ma per non piangere davanti a te mi accontento di sentirmi bruciare la pelle dalla rabbia.

E poi ho tolto i pantaloni che mi bruciavano le gambe,e senza riesco a dormire meglio.
Ho le gambe combinate ad un porcile.
Ho comprato una specie di tempera-penne che ha una lama potente,non provo neanche il gusto di fare con forza che già vedo uscire sangue da ogni parte,o forse sono io che non mi accorgo più della forza che ci metto,boh.
Fatto sta che ho delle cicatrici di un paio di settimane fa,ancora non del tutto scomparse,a dire il vero stanno ancora la rosse scure e non si muovono,e allora ho tagliato sa sopra a quelle.
Ed ora ho una gamba in via di guarigione che presto assiederò per il bene della mia salute psichica e l’altra combinata ad un mattatoio tra cicatrici dell’anno scorso,di cinque mesi fa,di un paio di settimane fa e quelle di ieri notte rosse e brucianti,calde.
Non posso tagliarmi sulle braccia,non sono cosi stupida,quei cretini mi scoprirebbero perchè sento sempre caldo e sto a mezze maniche.
Perciò vado in giro in canottiera mostrando le mie bruttissime braccia pulite da tagli recenti e li faccio fessi tutti a quei celebrolesi.
L’astuzia del diavolo.
Ho ancora cicatrici dell’anno scorso,e di qualche mese fa che si vedono sulle braccia,sembro una merda.
Uno schifo assoluto.
Spero di riuscire a dormire adesso.
Solo che mi brucia la pancia…ho riempito lo spazio vuoto,non sapevo dove altro…
E cosi ho passato ogni limite possibile credo.
Cos’altro mi rimane? Boh!

image

Adesso vado a dormire che mi fa male la testa.
Testa di merda,perchè non scoppi o bruci?!
Ah no,è vero,prima devo pubblicare l’articolo…

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