Storia di un amicizia, Parte ➁

È iniziato tutto con quella storia delle caverne.
Allora ho preso il fottutissimo regalo che mi aveva fatto per Natale e l’ho buttato nella spazzatura gridando «Brutta puttana,pensi che sono una poveraccia che ha bisogno dei tuoi regali?» – «Te li sbatti in culo in tuoi regali,bastarda!» – «Vai a fare la carità ai poveri per strada,non a me!» e meno male che ero sola in casa quella mattina.
Che poi,Giuditta cara,ma chi cappero ti conosce che mi fai un regalo di Natale?! Non me l’hanno fatto i miei genitori e me lo fai tu che sei una completa estranea con cui mi scrivo su internet da qualche mese?
Meno confidenza,bella.
Estremo orgoglio,bastardaggine,non so cosa sia,ma mi sono sentita estremamente ferita da tutto ciò,e l’ho ricollegato altre parole che mi aveva detto.
Quando la ringraziai del regalo di Natale,io piccola innocente bambina,le avevo scritto:
«Oh,grazieee graziee!» – «Nessuno mi ha mai fatto un regalo cosi bello,grazie tante!» ed ero davvero felice in quel momento, «Mi dispiace solo che non posso farti nessun regalo io» mi ero scusata anche.
«Ma non ti preoccupare,a me piace fare regali» – «Mi piace dare un momento di felicità alle persone» e fin qui sembrava anche una cosa tenera,poi mi ha raccontanto una storia…
…«C’era questa mia amica che se l’è presa con me perchè le ho fatto un regalo di nessun conto per Natale e ho preferito regalare delle cuffie nuove a questa ragazza down che incontro sul treno,mi è dispiaciuto,ho visto che non le aveva e non poteva ascoltare la musica» mi raccontò.
E scusa Giuditta,allora per te fare regali vuol dire fare la carità ai poveracci? Per questo alla tua amica non l’hai fatto? Lei ce li ha i soldi,hai detto anche.
Non si ragiona così a casa mia. A casa mia faccio un regalo a chi voglio bene davvero,poche persone,pochissime.
Non faccio regali a tante persone,povere,perchè meritano un attimo di felicità.
Fanculo tu e quel regalo di merda.
Non ho bisogno della carità di nessuno,per questo l’ho buttato.

Gennaio.
Ho ricominciato a stare male,senza la presenza costante di Francesco sono tornata a cadere a picco.
A me non piace lamentarmi,infatti non mi sono mai lamentata con Giuditta. Che poteva fare lei per me anche se fosse?
Le ho solo chiesto un favore,una cosa che solo lei poteva fare; le ho chiesto di stare vicino a Francesco,di non abbandonarlo,di parlarci quando poteva.
Forse ho sbagliato a chiederle ciò ma Giuditta è l’unica con cui Francesco parli,non potevo chiederlo ad Alessia,nè figuriamoci a mia sorella.
Se Francesco avesse voluto conoscere Alessia sicuramente avrei chiesto a lei questo favore sentendomi anche più tranquilla perchè lei l’avrebbe trattato bene e gli avrebbe fatto compagnia al mio posto con validità.
Ma a lei non potevo chiedere,allora nella disperazione ho rivelato a Giuditta che mi tagliavo e le ho ancora più disperatamente chiesto di non lasciare solo Francesco.
Che lui,lui,è l’unica cosa di cui mi importava davvero.
Non l’avessi mai fatto,Oh,Santo Tomo da Sarajevo!
Lei ha preso queste mie parole come una richiesta di aiuto,credo,anche se non le ho dette che una volta,poi non ho mai più accennato al fatto che stessi male.
Ripeto,quella volta ho ceduto solo perchè dovevo chiederle di badare a Francesco,quella testa calda ha bisogno di controllo costante.
Nei discorsi successivi ha iniziato a porsi in modo diverso con me,a darmi consigli non richiesti.
Le ho raccontato della scuola di suore alla quale mio padre voleva andassi e lei ha iniziato a consigliarmi di andare,di impegnarmi perchè mi serviva per il mio futuro.
Quando le ho detto che «A me scoccia stare con le altre persone,non mi ci trovo con gli esseri umani» lei ha iniziato a consigliarmi come socializzare.
Neanche avessi cinque anni! Neanche gli avessi detto «Come si socializza? Mi aiuti per favore?» !
Niente,ha fatto tutto sola pensando di avere a che fare con una demente.
Io,per quanto solitaria e reticente che sia,so come socializzare quando lo voglio.
Chiedetelo a Francesco,vi dirà che sono una simpaticona.
Chiedetelo a mia sorella,vi dirà che sono una logorroica.
Certo,non ho mille amici,non vado a raccontare i cazzi miei a tutti,ma a quelle poche persone fidate racconto il giusto.
E poi a lei che cazzo fregava se io non so socializzare? Se non andavo alla scuola di suore perchè avevo paura? Lei per caso ha vissuto quello che ho vissuto io? Lei per caso ha la testa malata come la mia?
Non le avevo chiesto niente,le avevo solo raccontato in maniera superficiale e reticente le ultime novità della mia vita dopo sue continue richieste.
Se una cosa mi ha sempre dato fastidio di Giuditta è che rompe le palle,se vuole sapere i cazzi tuoi te lo chiederà dieci volte finchè non la accontenti.
Oggi per esempio ha già scritto tre volte da stamattina,e siamo ancora nel pomeriggio. Non risponderò,sono occupata a capire perchè la odio.

Il peggio del peggio è arrivato nel periodo nel quale io ero in coma psicotraumatico e Giuditta credeva di essersi laureata in psicologia,e filosofia per giunta.
Tempo: Gennaio interminabile aggregato a Febbraio
Protagonisti: Giuditta e la sua infinita presunzione
Da quelle poche parole che avevo speso riguardo le mie critiche condizioni psichiche e le parole che avevo aggiunto parlandone con Francesco,a lei è arrivata voce che Valentina stesse male e avesse bisogno del suo aiuto.
Io non le ho mai chiesto un cazzo,siamo chiari.
E non ho esplicitamente chiesto niente neanche a Francesco,anche se ammetto che nel profondo di me stessa speravo mi aiutasse in qualche modo almeno lui che poteva.
Si sono alleati contro di me,ecco come mi hanno aiutato.
Lei con la sua insuperabile vena filosofica ha iniziato a scrivermi tante ma tante di quelle porcate,e lui con la sua insuperabile apatia non ha fatto un cazzo.
Ho preferito di gran lunga la presenza vuota di Francesco che almeno c’era e c’è sempre,e non quella costante presenza fastidiosa di Giuditta.
Ma arriviamo ai discorsi colpevoli.
La prima stronzata epica che si può scrivere ad una persona malata,l’ha inventata lei con la sua mente ottusa;
«No,Vale!» – «Devi smetterla di tagliarti!» – «La vita è bella,devi galoppare verso la vita…» e il resto ve lo risparmio,me lo risparmio che non voglio farmi tornare la nausea.
Questa frase incriminata una mia amica l’ha considerata ‘’Frase preconfezionata da pubblicità’’, io la considero ‘’Frase da bimbominkia zuccherosa di merda’’ e sono stata anche buona.
Come mi hanno confermato tutte le -due- amiche alle quali ho parlato di questa odiosa storia, queste frasi non servono a niente per una persona che sta male,nel mio caso mi hanno innervosita di più e mi hanno fatta sentire un emerita imbecilla.
Ma galoppa tu verso la vita,io ho bisogno di conforto,non di queste frasi da pseudo-guru, che tu…non sei nessuno per dirle.
Comunque,dopo questa frase non le ho risposto più,non sapevo che dirle,mi aveva fatta piangere,e allora ho iniziato a temporeggiare.
Lei ha continuato,imperterrita,a rompermi le balls.
Francesco da una parte andava a scrivere cose a mia sorella per farla preoccupare che volessi ammazzarmi,mia sorella se la prendeva con me,e Giuditta che aveva convinto Francesco a scrivere a mia sorella…continuava a scrivermi porcate.
Che alla fine ho ringraziato di non aver avuto internet in quel periodo altrimenti l’avrei mandata a quel paese molto velocemente,quei giorni che dovevo aspettare invece mi costringevano a riflettere.
Il secondo,vero e proprio,discorso incriminato;
Ha iniziato a darmi ‘’ordini’’ su quello che dovevo fare per stare meglio.
Perchè Giuditta è molto bacchettatrice e pensa che la mia vita sia nelle sue mani,che solo lei poteva salvarmi con i suoi preziosi consigli.
Mi scrisse questo lungo discorso che iniziava con una serie di ordini delle cose che dovevo fare.
Uscire di casa e sentire l’aria fresca e il cinguettio degli uccellini (che poi a Gennaio neanche si sente nella mia città il cinguettio degli uccellini,si sente in primavera -,-).
Cercarmi un lavoro,andare a chiedere di porta in porta nel mio quartiere finchè non trovassi qualcuno di buon cuore che mi facesse lavorare.
«Cosi ti metti i soldi da parte per il viaggio» quale viaggio,scusa?
Iniziare a fregarmene delle persone che ridono di me per strada o mi indicano,andare avanti a testa alta perchè sono una donna forte e indipendente.
Cercarmi degli amici,sopportare perfino Gianluca cosi non rimango sola che ogni tanto ho bisogno di uscire e stare con la gente.
La vita è più complicata di cosi,si trovano ostacoli,non si ottiene tutto facilmente,e la mia testa non è un robot che esegue i tuoi ordini cosi,baby.
Finiti gli ordini che mi ha dato la mia buona mammina,sono iniziati ulteriori inquietanti progetti per la mia vita,tutti ideati dalla sua testa,è chiaro.
Non aveva neanche consultato Francesco,che in questo progetto centrava moltissimo.
«L’estate prossima,dopo che mi sono diplomata,vieni a stare un mese da me!» – «Vedrai come ti divertirai,ti faccio conoscere tutti i miei amici!» – «Poi un giorno sai che facciamo? Prendiamo un treno insieme e andiamo in Germania da Francesco» – «Cosi passiamo un pò di tempo tutti e tre insieme» la sua pippa mentale,ideata con cura nei particolari perfino.
Io rimasi allibita davanti a tutte queste parole che scorrevano frenetiche sotto i miei occhi e alle quali non volevo credere.
Rilessi varie volte per essere certa di aver capito,e purtroppo avevo capito benissimo.
Lei aveva preso in mano la mia vita e aveva cercato di farne ciò che voleva.
Giuditta deve farmi conoscere i suoi amici,perchè sono sola.
Giuditta deve farmi stare un mese a casa sua,in quel nord di merda,perchè questa città mi fa schifo.
Giuditta perfino deve accompagnarmi da Francesco,perchè senza di lei non avrei speranze di rivederlo mai.
Ma certo,cara,nei tuoi sogni la vita va cosi,ma nella realtà tu non sei niente per me,figuriamoci se puoi programmarmi la vita in questo modo schifoso.
Ultima ma non per importanza,la cosa che più mi ha fatto schifo e mi ha ferita,la cosa per la quale se un giorno mai dovessi vederla di persona le sputerò in faccia…
«Poi,Vale,dovresti smetterla di ascoltare musica triste!» – «Ti consiglio io della bella musica da ascoltare cosi ti tiri su di morale!»…….

Continua…purtroppo…

Annunci

5 pensieri su “Cosa volevi da me? Non potevi pensare a te?

      1. Boh,inizio a pensare di esser io quella cattiva. Avrei dovuto farmi passare addosso tutte ste cose, sono una celebrolesa…uffa ..

        Mi piace

      2. Sai a volte si va anche a periodi…magari certe cose o certe frasi che non ti avrebbero dato alcun fastidio in un altro momento della tua vita adesso invece sembrano offese alla tua persona. Non è che il suo comportamento sia dei migliori quindi no, non credo tu sia cerebrolesa…alcune persone sono invadenti e inopportune…

        Liked by 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...