Sono partita già da un pessimo inizio.
Non avrei dovuto poggiare questo computer bollente sulle gambe incrociate,maledetta Valentina,bruciano.

E che mi trovo scomoda a poggiarlo sulle coscie,uffa,vabbè,andiamo avanti.

Questo sarà un viaggio nell’Infero della vita di Valentina,per gradi,per Gironi,per Tappe.
Ah,no Tappe inteso con quelle del Giro d’Italia.
La Tappa sono io,e questo è il mio personale Inferno.
Lo sappiamo.

1° GIRONE DELL’INFERNO
Pensieri delle 4 del mattino

Questo blog oramai è diventato Il blog dell’autolesionista.
E dire che originariamente ero partita con l’idea di scrivere di musica,capperi che fine ha fatto il mio progetto.
Mi vergogno,devo dire la verità,di ciò che sta diventando questo blog;dalle strane interviste al Criceto,ai racconti delle mie notti infernali,fino alla rabbia che sputo fuori giorno dopo giorno.

Quando decisi di parlare della mia vita la mia aspettativa era che avrei usato questo blog per raccontare e descrivere la mia ascesa nel mondo della musica,la mia ascesa al potere supremo.
Invece,invece,lo sto usando per parlare della mia ascesa agli Inferi.
Azzo,e chi lo poteva sapere l’anno scorso che poi avrei visto più buio di quello che mi stavo lasciando alle spalle?
Sono piccoli imprevisti della vita questi,uno parte con il voler scrivere di una ragazza in rinascita e si ritrova a scrivere di una ragazza che cola a picco.
Che figata di espressione! Colo a picco!
Come una nave,ma tutti i passeggeri sono scesi? Mi pare ci sia ancora un animaletto a bordo,un certo criceto che non ne vuole sapere di abbandonare sta nave che affonda.
Morirai con me se non ti butti in mare e ti metti a nuotare in cerca di salvezza.

Perciò ho oggettivamente fallito anche il progetto del blog facendolo diventare una tana di sangue e schifezze varie.
Ho irrimediabilmente macchiato il suo onore e la sua purezza.
Nonostante abbia commesso questo terribile delitto se questo blog non fosse esistito mentre ricominciavo a stare male credo che non ci sarebbe stata prova scritta da nessuna parte dei miei pensieri marci e della mia sofferenza e avrei sofferto in silenzio e basta come sempre.
Ora non lo faccio,parlo con te blog,che almeno da un anno a questa parte mi permetti di vomitare le porcate più inimaginabili senza lamentarti di ciò.

Il blog dell’autolesionista,forse dovrei anche cambiare il titolo,non so.
Ma no,non credo sia necessario.
Questo è Un posto per la mia testa sia che la testa sia sana o malata.
L’ho scelto proprio bene il nome per il blog l’anno scorso,devo darmi questo merito almeno,è un nome universale che vabene sempre per ciò che scrivo o faccio.

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1° GIRONE DELL’INFERNO
Resoconto di una giornata all’Inferno di Valentina

Codesta maledetta mattina mi sono alzata,come tutte le maledette mattine.
Con un modesto mal di testa dovuto agli ormoni,aggiungerei,che mi ha accompagnata per tutta la maledetta giornata.
Avevo un paio di mail da leggere,ho preso una medicina e sono tornata a dormire sperando di svegliarmi in condizioni migliori.
Qualche ora dopo,prima di pranzo,mi sono svegliata con la testa ancora dolorante,ho avuto la forza di leggere le mail,mangiare e rispondere.
Poi ho preso un altra medicina e sono tornata a dormire.
Mi sono svegliata insieme a Francesco verso le cinque,e stavo più o meno meglio.
Ho parlato con lui,abbiamo fatto i seri,abbiamo scherzato,mi ha fatto ricordare quando ero piccola e giocavo con gli Skatenini,le solite magie da criceto.
Mi sono sentita una bambina felice,come sempre quando parlo con lui.
Mio amore,la mia salvezza.
Poi ho fatto una chiacchierata con una psicologa su un sito per malati come me.
Poi ho mangiato,preso un altra medicina e mi sono messa a letto a rilassare i nervi mentre parlavo con Francesco di ciò che mi ero detta con codesta psicologa.
Lui era rimasto li,in silenzio,ma respirando,per tutto il tempo che mi stavo scrivendo con questa donna,e aveva rimandato anche la cena per me.
Che essere dolce,che essere…umano.
Dopo abbiamo fatto il Fantatopa,nel quale sono certa che lo straccierò perchè ha scelto delle ginnaste che non sanno neanche stare in piedi sulla trave.
Povero cucciolo,prevede di dominarmi,ma non sa come gli metterò i piedi in testa con questa vittoria.
Ho scelto Catalina Ponor signori,è una campionessa olimpica.
Lui ha solo la Mustafina dalla sua,è spacciato.
Dopo il Fantatopa mi sono messa a dormire che ero stanchissima dopo quella chiacchierata con la psicologa.
Ho dormito a pezzettini,come al solito,poi mi sono alzata verso le cinque perchè non riuscivo più a stare nel letto con quella sensazione opprimente sul petto.
E in quel frangente di mezz’ora ho fatto le cose che non dirò a Francesco.
Ho preso la lametta arrugginita ormai,perchè inizio a pensare che il mio sangue contenga acqua altrimenti non si spiega perchè si sta arrugginendo.
Mi sono seduta sul tavolo in cucina e mi sono tagliata sulle gambe.
Ne avevo bisogno,per forza. Ora qui davanti a me ho mia sorella maggiore,quella seconda madre,e se stanotte non mi fossi tagliata non riuscirei a sorriderle e fingere che sto bene e sono una persona normale.
Non posso farla preoccupare,basta dannazione,devo prendermi le responsabilità della mia pazzia e non coinvolgere più nessuno in questo Inferno.
È il mio Inferno,adesso ho capito,devo viverci io qui e se voglio ci esco da sola. Basta coinvolgere altre persone,tirarle giù con me,no,non farò come ha fatto Frankie.
Andrò a fondo da sola se sarà necessario,ma non porterò nessuno con me.
Sono un pò preoccupata per le mie gambe.
Non riuscivo a tagliarmi,la lametta scivolava sulla pelle,e mi sono accorta di aver dovuto fare molti più tentativi e molto più crudeli perchè uscisse sangue.
I miei polpacci sono diventati due superfici ruvide,interamente cicatrizzate,e secche.
Pensavo che più mi tagliavo più non sarebbero guarite le ferite,invece queste gambe sono formidabili,hanno capito tutto,e rimarginano le ferite che è una meraviglia,ed anche se dopo è più difficile tagliare sopra quella pelle ruvida e cicatrizzata non fa niente.
Una cosa fa però adesso,che ho riaperto un taglio della settimana scorsa senza farlo apposta,incrociando quella linea maledetta della morte,ed è uscito un pò di sangue.
Il problema sorge qui,il sangue è colato sulle lenzuola,perchè dopo essermi tagliata mi sentivo la testa molto meglio e ne ho approfittato per dormire.
Adesso devo trovare un modo per pulire,anche se non credo mia madre quando cambierà le lenzuola si accorgerà che ci sono delle goccie di sangue,ed anche se fosse penserebbe che provengono dal mio naso.

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1° GIRONE DELL’INFERNO
Illuminazione e Indipendenza

Cosa ne ho tratto da quel colloquio con quella psicologa?
Boh. Penso vada bene come risposta per ora un bel boh.
Ci penserò prossimamente e magari mi verrà in mente un idea ben precisa,insulti o giudizi che siano.
Una cosa sola ho capito,me ne ha fatto rendere conto con quella frase che faceva tipo «Adesso sei una ragazza grande e vuoi mettere un pò in ordine la tua vita…».
E da qui la mia mente si è resa conto che non devo mettere in mezzo più nessuno nel mio Inferno,uscirne o viverci unicamente con la compagnia di me stessa.
Anche se avessi il minimo sospetto che qualcuno qui voglia aiutarmi o sostenermi,credo che a questo punto,preso atto di questa mia nuova posizione,non vorrei il loro aiuto.
Per il semplice fatto che se ne sono ricordati troppo tardi.
Oramai ho diciotto anni,(ok mancano ancora…37 giorni al mio compleanno ma poco importa) e me ne occupo io di me stessa visto che loro non hanno saputo farlo per questi diciotto anni.
Adesso mi rendo conto,sto scrivendo e sto vedendo la realtà davanti a me,mentre mia madre mi dice qualcosa che non sto sentendo perchè sto ascoltando la musica…
Sono loro il mio problema.
Dall’inizio non mi hanno cresciuta nel modo giusto,hanno sbagliato iper-proteggendomi da bambina cosi che poi nel momento di difficoltà mi trovassi sola e spaventata,da li ho iniziato la mia ascesa agli Inferi e loro non se ne sono accorti.
Ho provato a fargliene accorgere ma pare che una volta che ti hanno messa al mondo dimenticando di prendere una pillola,questi qui non se ne freghino più niente di te poi,dei tuoi sentimenti almeno.
L’ha detto anche quel ragazzo,anzi,proprio quando l’ha detto lui ho iniziato a rifletterci,e forse forse un pò mi ha fatto capire una cosa della mia vita.
Sapete cosa? Che sono cresciuta vedendo le mie sorelle e mio fratello che chiedevano sempre aiuto ai due vecchi e venivano aiutati,ciò mi ha fatta crescere ancora di più con la falsa illusione che i miei genitori e la mia famiglia potesse proteggermi e aiutarmi da tutto e tutti.
Sbagliato,non mi hanno aiutata,e non possono farlo perchè semplicemente non mi capiscono ed io sono diversa da loro.
Io sono cresciuta storta rispetto a loro,io i problemi ce li ho nella testa invece che nel corpo,perciò devo vedermela da sola a guarire.
Spero che prendere in mano la mia vita mi porti da qualche parte,ed anche se cosi non sarà,se morirò lo stesso,saprò che almeno l’ho fatto per colpa del mio fallimento,e non del fallimento della mia famiglia.
Non li incolpo,ogni famiglia può sbagliare a crescere i propri figli,il fallimento però resta il loro perchè finchè sono stata minorenne loro avrebbero dovuto provvedere la mio benessere psico-fisico,non solo fisico.
Evidentemente non ne erano capaci,e forse un giorno sarò in grado di fargli capire che il fallimento è stato loro e non mio,forse un giorno si sentiranno in colpa per non aver fatto niente per me,un giorno sempre forse si scuseranno con me.
Per ora non mi frega di niente,per ora inizio a vivere ufficialmente per conto mio.
Questa casa sarà solo un tetto sotto il quale dormire,e sotto il quale mangiare.
Per il resto…sono appena diventata una nomade.
Nomade ma coscienziosa di me stessa,e del fatto che devo provvedere da sola a me stessa,perchè infondo se non ci aiutiamo da soli non ci aiuta nessuno.

Voglio morire per colpa mia se devo farlo,adesso c’è ancora troppa colpa dell’incapacità altrui nel crescermi in mezzo.
Non dico che fino ad ora non mi prendo nessuna colpa e responsabilità della scelte sbagliate che ho preso,ma metà colpa è anche di come loro mi hanno portata a fare quelle scelte.

Sapete una cosa?
Non mi sento in colpa per aver abbandonato la scuola.
Se non l’avessi fatto non sarei qui adesso,mi sarei buttata sotto una macchina uno di quei giorni li durante il ritorno a casa.
Meglio essere viva che morta.
Altro che mi facevano tutti quei discorsi i miei,dovevano capire allora che avevo un grave problema e invece non l’hanno capito.
Hanno pensato che abbandonavo la scuola per un capriccio,per noia,perchè non volevo alzarmi la mattina alle sette.
Ma vi sembra normale che una persona sana di mente abbandona la scuola perchè non si vuole alzare la mattina alle sette?
Io non ero sana di mente,ecco perchè l’ho abbandonata.
La colpa è loro,mi hanno portata alla disperazione della scelta di abbandonare la scuola.
Se mi avessero ascoltata,mi avessero aiutata,non l’avrei lasciata la scuola.
Invece di assecondare il mio voler cambiare classe mille volte e minacciare che se qualcuno mi insultava sarebbero andati a picchiarlo,avrebbero dovuto chiedersi
«Ma cosa c’è di intaccato nella mente di nostra figlia a tal punto che non vuole più andare a scuola?»
«Forse sarebbe il caso che la facessi aiutare da chi può capirla,perchè è un peccato che abbandoni la scuola».
Se davvero volevi che non abbandonavo la scuola,papà,questo avresti dovuto pensare,e non dirmi «Guarda che poi non hai un futuro,poi sei costretta a lavorare e sei troppo piccola,guarda che ti rovini la vita».
Hai sbagliato.
Avete sbagliato tutti con me.

Adesso sbaglierò ufficialmente da sola.

Non sono più Valentina G.
Sono Valentina e basta.
Sono un individuo a parte.

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4 pensieri su “Gironi dell’Inferno per Tappe

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