Sto cercando di capire,sto cercando di mettere fine a questa storia.
Forse ho iniziato un processo alla mia famiglia,senza metterli in mezzo,li sto processando da sola.
Perchè la vittima di questa situazione sono io.
Sono io che dovevo essere aiutata dalla mia famiglia ma non lo sono stata,perciò adesso sono sempre io che devo giudicare se non hanno saputo aiutarmi per ignoranza o cattiveria.
Mi serve per fare pace con me stessa,perchè altrimenti sto ancora peggio con tutti questi dubbi.
Devo capire.
Se capirò che l’hanno fatto con cattiveria impazzirò.
Mi conviene in ogni caso convincermi che l’hanno fatto per ignoranza,cosi che potrò assolverli e perdonarli.
Mi conviene?

Secondo te,se una persona ragiona in modo oggettivamente sbagliato,come si fa a riconoscere se codesta persona lo fa per pura e semplice ignoranza o per cattiveria?

Dove sta la differenza tra ignoranza e cattiveria?

Io penso sia un confine molto sottile,e non riesco a individuare gli elementi che mi servono per capire da che parte far rientrare il mio caso specifico.

Diciamo che mi hanno fatto un torto…hanno reagito in modo oggettivamente sbagliato ad una cosa che io gli ho detto,ne sono sicuramente rimasti spaventati ma dopo la paura dovrebbe arrivare una reazione razionale da parte di queste persone non credi?

Perchè reagire passivamente? Per profonda ignoranza che ti fa accantonare la cosa che ti hanno detto come se non fosse mai esistita?
O perchè non ti frega niente di questa cosa e della persona che te l’ha detta,e non vuoi fare niente per lei perchè hai cose ben più importanti a cui pensare?

Lo so che è un discorso complicato e domande generali sono difficili da comprendere in questo caso,ma spero che riuscirai a fornirmi la tua opinione dagli elementi che ti ho fornito.

Da una mail che ho scritto ieri

Sto prendendo decine di persone come testimoni in questo processo,chiedendo come riconoscono la cattiveria dall’ignoranza,e prendendo appunti.
Spero che alla fine capirò cosa è accaduto un anno e mezzo fa prima che nascondessi tutto quello schifo sotto il cuscino per non finire al manicomio.

Se volete aiutarmi a fare chiarezza nella mia mente malata potete iniziare cercando di rispondere a queste domande.
Le vostre opinioni mi saranno utili.

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10 pensieri su “Ignoranza o cattiveria?

  1. Quesito difficile, ma proverò ugualmente a rispondere. Per me la cattiveria si vede con le azioni, azioni che vengono fatte con coscienza per fare del male agli altri. E in questo caso uno se ne accorge nel lungo periodo. Se la tua famiglia non ha reagito, a mio avviso, è più per ignoranza, magari per vergogna, o magari, chissà, perché anche a loro in passato è stato negato un aiuto, un aiuto di cui magari tu non sai nulla.
    Scusa per tutte queste ripetizioni.. 😊

    Un abbraccio

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      1. Potrebbe essere solo che sai, non conoscendoli, faccio fatica a darti una risposta affermativa definitiva. Anche l’orgoglio lo si valuta negli atteggiamenti, nei caratteri, nel temperamento. Questo sempre secondo il mio punto di vista perché poi, in linea generale, si sa che è difficile poter giudicare.. 😊😊

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  2. Penso che oggi giorno si navighi in un modo di ” me ne frego”, non ti dico ciò che penso per farti credere che non mi interessi, e tu ci marci sopra, adesso non se questo sia il caso della famiglia, ma sicuramente è molto comune nelle cosiddette ” amicizie “.

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    1. Sono sola,purtroppo devo improvvisarmi anche Giudice.
      Dovrei forse ascoltare i tanti giudizi che ho sentito nei confronti della mia famiglia?
      Preferisco giudicarli io stessa anche se sbaglierò,almeno lo farò di testa mia.

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      1. Te te la canti, e te la suoni. Un processo così, non vale.
        Almeno, di qualunque cosa si tratti, usa il buon senso.
        Ascoltando anche i tanti giudizi nei confronti della tua famiglia. 😉

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      2. Penso che anche se i giudizi altrui erano giusti non accetterei mai che quella fosse la realtà.
        Preferisco assolverli con la motivazione dell’ignoranza e…basta.

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  3. “O”… perché “o”?
    Potrebbe invece trattarsi di un “e”? La cattiranza?
    Bada, vanno assolti a prescindere, perché la famiglia, esclusa quella del Mulino Bianco, è già di per sé stessa una pena detentiva, dove tutti si arrogano il ruolo di legislatore, giuria, accusa, difesa, guardia e ladro.
    Tu forse ti aspettavi comprensione, solidarietà, empatia, ma è difficile immaginare che un’entità complessa come la famiglia, groviglio di relazioni e correlazioni non sempre autentiche, riesca dove generalmente fallisce anche una mente libera da spinte emotive.
    Vanno assolti, mentre chi è responsabile di questo crimine si aggira impunemente e si fa beffe di noi. Eppure sarebbe facile catturarlo, giudicarlo, condannarlo, esiliarlo, giacché ne conosciamo i connotati e persino il suo nome: Paura.
    Magari è difficile accettare il fatto che per gli altri possiamo apparire “spaventosi”, ma in realtà la paura ci avvolge, condiziona le nostre decisioni, scandisce ogni secondo del nostro tempo, vira al nero ogni visione, ci ottunde e ci trasforma nella sua marionetta.
    E cosa c’è di più spaventoso dell’ignoto?
    Le nostre parole, le nostre azioni, i nostri propositi sono il parto di ciò che agli altri è ignoto, ovvero la nostra mente, l’ignoranza pertanto è implicita, ma il fatto che ciò che ignoriamo fa parte della nostra vita quotidiana non ne attenua l’angoscia.
    Lo sforzo maggiore non sta nel comprendere, ciò è impossibile, ma nel tenersi dentro la paura, lasciarla che ci tormenti di notte o quando siamo distratti, senza permettere che essa faccia sentire il suo rabbioso latrato.
    Purtroppo non è semplice, non è indolore, non è mai uguale, per questo motivo ogni azione-reazione è inquinata dalla paura dettata dall’ignoranza.
    Giunti a questo punto avrai benissimo capito dove porta tutta questa ignoranza, tutta questa paura, tutto questo dolore, al punto esatto della bestia braccata e senza scampo, alla cattiveria quando va bene, alla ferocia nei casi peggiori, alla pazzia per i più fortunati.
    Si tratta di pura e semplice autodifesa, l’ignoto degli altri ci dimostra l’esistenza dell’universo parallelo costruito dal nostro ignoto, l’universo che ci terrorizza solamente a sfiorarne i confini. Figuriamoci esplorarlo.

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