Ci siamo.
Siamo di nuovo a quel punto della storia mia vita in cui deve accadere qualcosa di grande.

L’ultimo grande evento del genere che ricordo è stato ad Ottobre circa,quel pomeriggio,quella sera e quella notte nelle quali mi sono fermata a riflettere sul perchè lo amavo e ho capito cosi tante cose che mi sono sentita soppraffatta da quei sentimenti.
E da quel momento è stato mio,per sempre,anche se non mi voleva o non mi vorrà,è stato nel mio cuore e in quella targhetta accanto ci avevo già scritto «L’amore della mia vita» anche se non ero sicura di nulla…una cosa la sapevo.
E la so,ancora.
Lo amo.

Ma adesso mi tocca sapere altre cose.
Per esempio…
Chi sono io?
Perchè sono a questo mondo?Qual’è il mio compito qui? Fare la rockstar ribelle o piangere per tutta la vita del passato che ho rovinato?
Perchè soffro tanto? Per colpa mia? Colpa altrui? Colpa di nessuno?
Cosa devo fare della mia vita?

Non sarà facile rispondere a queste domande,ci vorrà tempo.
Dovrò,come si dice qui,sputare veleno e malesangue,ma spero che alla fine ne trarrò la consapevolezza di me stessa che mi serve.
Ora…sono grande,ventitre giorni e sono maggiorenne,devo capire chi sono e cosa voglio.
Devo smettere di soffrire,devo aggiustare le rotelle che si sono fermate e arrugginite nella mia testa.
Devo oliarle e farle ricominciare a funzionare,devo vivere.
Devo fare.
Fare e fare finchè non muoio.
Non devo fermarmi più,perchè se mi fermo sono perduta.
Per ora sono ancora ferma,ma sono pronta a prendere un respiro e cominciare a muovermi.
Spero solo di non inciampare subito,ma tra un pò,perchè tanto alla fine si inciampa sempre.

Vorrei che capire i miei problemi,i miei incubi,le mie allucinazioni,i miei tagli,la mia rabbia e la mia confusione fosse facile come capire che lo amo.
Quella consapevolezza che si rinnova nel mio cuore con un battito doloroso ogni volta che vedo il suo visetto,quella calma che si espande nella mia mente quando sento la sua voce invocare il mio nome.
Ma purtroppo non è facile.
Come questa certezza nella mia vita non ce ne sono altre e forse mai ce ne sono state di cosi profonde.

~●~●~~●~●~~●~●~

♫❤♫

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Oggi è di nuovo il compleanno di Matt Bellamy.
Mi sembra ieri che ascoltavo a palla Drones piangendo perchè non sarei andata a vedere i Muse al Rock in Roma,e intanto pensavo a quanto era fortunata l’intera umanità ad avere questo criceto su questa terra.
Sembra ieri a pensarci,invece era un anno fa.
Il compleanno di Matt Bellamy per me è uno dei giorni più belli dell’anno,quasi sempre lo è stato,anche l’anno scorso perchè almeno avevo Drones.
È come se oggi fosse Natale,questo è il giorno in cui ricordo la nascita del mio di Messia,il mio di Salvatore.
Il salvatore della mia piccola e dannata anima,quel criceto di Matt Bellamy.
Ed ogni anno mi ritrovo a scrivere alcune delle miliaia di parole belle che ho in testa per quest’uomo,ed anche quest’anno è cosi.
Quest’anno mi ritrovo a festeggiare il compleanno di Bellamy facendo ascoltare la sua prodigiosa musica al mio fidanzato e a raccontargli un pò della vita di questo chitarrista scapestrato.
L’anno scorso chi mai l’avrebbe predetto questo?
Io no di certo,perciò chissà che il prossimo anno al compleanno di Bellamy io esista ancora,chissà che esista e sia perfino felice e produttiva come essere umano.
Preghiamo sempre in Matt Bellamy,che dall’anno scorso ad ora ha un pò migliorato le cose consegnando nelle mie mani il discendente criceto.
Grazie Matts,buon 38° compleanno,ti voglio bene.
Al prossimo,oh,ci conto!

♫❤♫

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☠❤☠

Chiusa la parentesi musicale,passiamo a stanotte.
Passiamo a quel «Se solo fossi qui…».

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Un incubo,è iniziato tutto cosi.
Qualcuno,qualcosa,mi prendeva,mi toccava,voleva strapparmi dal mio letto e rapirmi,portarmi lontana.
Dormivo,mi svegliavo e lo vedevo,mi aveva bloccata nel letto e mi voleva portare via.
Gridavo allora; «Non puoi farlo,non puoi farlo,non puoi portarmi via» spaventata e restiia, «Vattene,vattene,vattene!» gridavo sempre più forte finchè non mi sono svegliata e se ne era andato.
Cos’era non so dirlo. La morte forse,che sto cercando di combattere con tutte le mie forze. Che sto cercando di allontanare perchè non posso morire,non posso farlo soffrire. E allora cerco di cacciarla,di cacciare lontano dalla mia vista quel fortissimo desiderio di abbandonare questo corpo stanco.
Non è facile.
E mi sono svegliata allora,ed ho pensato di chiedere aiuto a colui per il quale non posso morire.
Ho sentito mia sorella mugugnare,probabilmente aveva sentito il mio grido,ma come sempre non si era smossa dal letto ne mi aveva chiesto se era tutto apposto.
Allora ho scritto a lui,mi sono rassegnata che purtroppo dormiva e mi sono alzata da quel maledetto letto.
Mi sono vestita e mentre andavo in cucina mi ha chiamata.
Un miracolo in pratica. Stavo già per prendere la lametta del temperamatite,ma lui mi ha chiamata e non l’ho presa.
Mi sono seduta al tavolo in cucina ed ho subito i soliti effetti che hanno questi incubi sulla mia mente.
Quel senso di derealizzazione,come se ciò che vedessi e sentissi attorno a me non fosse che uno dei tanti scherzi della mia mente.
Il non riuscire a riconoscere cosa è vero e cosa è inventato dalla mia mente,quale rumore è vero quale no,quale strana ombra vedo solo io e quale tutti quanti.
E lui mi ha detto «Io sono vero,e sono qui».
Le solite frasi che dice e che mi fanno arrabbiare,perchè lui potrà anche essere vero ma non è qui.
Allora ho sussurrato a me stessa «Se solo fossi qui…» pensando a come l’avrei abbracciato e starei stata meglio nonostante l’incubo e la terribile confusione, e poi ho alzato lo sguardo e ho parlato al telefono,a lui.
«Una volta ho visto un film…» e già qui ho mentito perchè l’ho visto più di una volta quel film, «…si chiamava Se solo fosse vero,noi dovremmo fare un film che si chiama Se solo fossi qui,raccontando della notti che Valentina passa da sola immaginando che Francesco sia con lei per non impazzire e tagliarsi le vene per poi farlo finire a piangere» ok,forse non ho detto proprio cosi a lui,ma ho pensato tutto.
A lui devo aver detto delle parole diverse,che adesso non ricordo bene.
Se solo fosse qui…oh,quante cose potrebbero accadere se fosse qui.
Di belle e di brutte,inteso.
La mia costante paura di non essere abbastanza per lui.
La mia tranquillità nel suo abbraccio.
La mia paura di farlo soffrire con parole sbagliate pronunciate dalla mia boccaccia.
La mia speranza nel vedere i suoi occhietti dietro gli occhiali,la mia salvezza.
Sarebbe bello,e allo stesso tempo brutto,se lui fosse qui.
E non dovrebbe mai essere qui,almeno finchè io sono psicolabile.
Dovrebbe essere qui quando solo belle cose produrrebbe la sua presenza.
Idem al contrario.
Altrimenti rovineremmo tutto,e non avrebbe senso farlo adesso che è già difficile.

☠❤☠

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E poi mi ha detto che gli è arrivata la mia lettera,e quasi quasi me la facevo sotto e chiudevo il telefono e scappavo via per strada,per tutta la città,per tutta la Puglia,oltre l’Italia,fino alla sua camera,a prendere la lettera,strapparla e bruciarla.
Poi gli ho detto che era meglio se la leggeva…dopo…
E non so se l’ha letta o ancora temporeggia…ma può temporeggiare quanto gli pare per quanto mi riguarda.
Sia chiaro che non sono pentita di quella lettera,almeno non al cento per cento.
Inizio ad usare le mezze misure,ne sono pentita a metà.
Ma non è colpa mia se era arrivato il momento di scriverla.
E non potevo continuare a vivere senza avergliela scritta quella lettera.
E mi dispiace,avrei voluto non arrivare al punto di scrivergliela ma ci ero arrivata e basta.
Per ora ciò che ci ho scritto sembra troppo brutto e impossibile che accada,e un pò di speranza l’ho ritrovata anche io,ma non si può mai dire.
Infondo mi sento soddisfatta di averla scritta quella lettera e non aver lasciato niente al caso,nel caso…accadesse…

Ah,se solo fossi qui,piccolo bambino mio che ha paura della farfalle…
Se solo fossi qui adesso non starei scrivendo tutte queste cose perchè probabilmente mi staresti distraendo.
Perchè il tuo solo esistere mi distrae dal male dei miei pensieri e della mia testa malata.
Grazie di esistere e di essere cosi criceto.

E mi dispiace tanto ma davvero tanto per il criceto,perdonami se sono una pappamolle senza coraggio.
Lo sai che paura ho avuto quando ha minacciato di buttare nello scarico le tartarughe?!?
Non ce la facevo a rischiare,scusami,mi dispiace davvero tanto.
E solo che non ce la faccio a mettermi a urlare e piangere con quella,non voglio mi pensi più pazza di quanto già mi crede.

Un giorno avremo un criceto tutto nostro,non te lo prometto.
Te lo assicuro.

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