Ieri ho comprato una gonna.
Ieri sono entrata nel negozio di surgelati.
Ieri l’ho incontrato.

E oggi mi sento assolutamente fuori di me,completamente spaesata e confusa.
Tutta colpa di un solo essere umano.

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Pensavo che nessuno più potesse farmi un effetto simile,credevo che ormai soltanto sentire la voce dolce di quel criceto tedesco potese sciogliermi il cuore,credevo soltanto che le sue minaccie mi avrebbero raggelato il sangue per il resto dell’eternità.
Invece ieri ha raggelarmi il sangue non è stata una frase del criceto.
Ieri ha raggelarmi il sangue ci ha pensato l’incontro con una persona.
Non mi capitava da moltissimo tempo di rimanere cosi traumatizzata da un incontro,neanche quando qualche settimana fa ho visto Gianluca per strada ho reagito cosi,anzi la cosa mi è completamente passata sopra senza che reagissi in alcun modo.
Ieri è stato diverso invece,mi sono sentita un brivido raggelante espandersi dal cuore fino al resto del corpo e mi sono sentita le gambe tremare,la nausea,stavo per svenire.
Poi Francesco mi ha risposto ad un messaggio,ho sentito la vibrazione del telefono che avevo in mano e ho abbassato repentinamente lo sguardo alle sue parole piuttosto che a quella persona.
Ho scritto a Francesco che non sarei mai più tornata al negozio di surgelati,lui mi raccontava di Croazia-Repubblica Ceca ed io di sottecchi controllavo che la persona che avevo visto era davvero chi pensavo fosse.
Era lui,non c’era dubbio,no no.
Sarò psicopatica ma le persone che hanno fatto parte della mia vita le riconosco anche dopo decenni.

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I classici tipi per strada..

Si è fatto alto,molto alto.
Sarà anche più alto di Francesco,si è possibile.
Porta sempre lo stesso taglio di capelli che aveva da bambino.
Gli stessi occhietti malinconici e persi.
La stessa andatura scoraggiata.
Presente ancora attaccata a lui la madre.
L’unica cosa nuova che mi ha fatta sorridere è che adesso ha la barbetta.
Ah,codesti ragazzi,tutti con questa barbetta…

Nessun dubbio,era lui,tutte le mie congetture buttate a mare in un istante.
Porca miseriaccia,non è possibile. Mi sono sbagliata.

Andavamo a scuola elementare insieme,non ci parlo da otto anni con lui.
E già,perchè ne sto per compiere diciotto e all’epoca ne avevo dieci.
Come passa il tempo,ma guarda un pò te.
Comunque l’avevo visto in questi anni altre volte,e tutte le volte che lo vedevo mi chiedevo se avevo sbagliato qualcosa.
Me lo sono chiesta anche ieri.
Cosa hai sbagliato,Valentina?  Dove hai sbagliato? Ma soprattutto,perchè hai sbagliato?
Tanto io sbaglio sempre,lasciamo perdere e pensiamo al presente,a non commettere un altro terribile errore.

Non lo vedevo da quattro anni.
Nonostante abitiamo nello stesso quartiere,a pochi passi di distanza,la sua presenza risulta quasi inesistente.
A volte pensavo che forse si chiudeva in casa,ma all’epoca ero io che mi chiudevo in casa e forse per questo non lo vedevo in giro.
Fatto sta che l’ultima volta che l’ho visto avevo quattordici anni e stavo in macchina con mio padre che mi accompagnava a scuola.
Lo vidi per qualche mattina di seguito in realtà,a tal punto che quella domanda «Cosa ho sbagliato?» che mi faceva sorgere spontanea la sua vista si era trasformata in un «Devo fare qualcosa» e ci eravamo anche organizzati per fare qualcosa ma poi non l’ho visto più e il mio piano è andato in fumo.
Ho pensato si fosse trasferito,fosse diventato un agente della CIA,o si fosse chiuso in casa,perchè non l’ho più rivisto per quattro anni.
Ho pensato che mi ero rassegnata a lasciare quell’errore passato in cantina,impossibile da rimediare.
Poi sono successe tutte quelle cose,sono impazzita e l’ho dimenticato completamente.
È arrivato Francesco e non ho pensato ad altro essere umano oltre a lui per tutti questi undici mesi.

E poi ieri l’ho rivisto,e adesso mi sento male.
Adesso cerco,cerco,ma non trovo niente.
Adesso avrò paura di uscire di casa,mista ad un terribile desiderio di uscire di casa e vederlo di nuovo e fermarlo.
Chiamarlo,per nome.
E sorridergli.
E dirgli che non mi sono dimenticata di lui,mai.
E dirgli che ho ancora quel portachiavi che mi ha dato alla fine della scuola elementare dicendomi di non dimenticarmi di lui.

Tu mi hai dato quella speranza,ricordi?
Ed io ci sono ancora attaccata.
Io aspetto ancora il momento di rincontrarti.
E se fosse arrivato?
Sta certo che se ti rivedo per strada ti chiamerò,per nome,e aspetterò che ti giri e mi guardi.
E mi devi riconoscere,perchè noi ci siamo sempre riconosciuti,solo che non lo sapevamo.

Questo sarebbe il momento perfetto per me perchè tu entri finalmente a far parte della mia vita,ho bisogno di un amico e difficilmente ne troverò uno se non in te.

Ti aspetterò,spero che questo sia il momento giusto,spero che sia giunta l’ora di chiudere i conti e rimediare a quell’errore.

Se mai mi rincontrerà lui non sa che troverà due amici in un colpo solo,oh si,ce lo vedo benissimo Francesco a fare amicizia con lui.
Formeremmo il gruppo degli psicolabili.
E sai poi France quanto è contento?

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