Mi stringo la bandana sulla fronte,per non sentirmi la testa cadere e sciogliermisi addosso.
È,strano ma vero,mi sento anche meno oppressa da quella pesantezza continua quando mi stringo la bandana in testa.
Mi sento una guerriera,una specie di Rambo versione rock femminile.

Sono un emerita cretina.
Eppure con la bandana mi sento meglio.

Sono uscita con la scusa di comprare le cuffie nuove per il telefono.
Bugia per tutti questa volta.
Sono uscita in ricerca di qualcuno che probabilmente non vuole essere scovato,ma che ho bisogno di scovare o almeno di cercare,per non affondare nel baratro.

Il fatto è che Francesco mi ha lasciata.
O ci siamo lasciati,più o meno è la stessa cosa.
Credo che mi abbia lasciata lui,io ho solo acconsentito a tutto quello che ha chiesto e richiesto.
Ha detto che voleva libertà? Io gli ho acconsentito a tutta la libertà che voleva.
Ha detto che aveva paura di fare qualcosa di sbagliato che mi avrebbe fatta soffrire? Io ho acconsentito che pensasse che se non stiamo insieme i suoi errori non mi fanno male.
Cosa potevo fare?
Spiegargli che anche se siamo amici mi può far soffrire? Che in qualsiasi relazione possibile e immaginabile due persone si devono rispettare?
Il rischio era che mi abbandonasse per sempre pensando che era l’unico modo per non farmi soffrire.
E io non lo voglio questo,sola,senza di lui…
Allora ho lasciato che credesse che lasciandoci ha sistemato tutto,anche se non è cosi ed ha solo peggiorato le cose per me.
Almeno lui è più tranquillo,si sente meno responsabilità addosso e si sente più libero.
Se lui sta meglio,di conseguenza dovrò stare meglio anche io mi dico.

Per ora è ovvio che sto malino,non come immaginavo però.
Sto male perchè mi sto abituando alla nuova cosa che siamo,al nuovo tipo di rapporto che c’è tra di noi.
Non ne ho capito i confini e i limiti,ma tanto non li ha capiti nemmeno Francesco stesso che li ha messi,perciò mi regolerò come mi pare e piace.
Oltre al trauma del passare da fidanzati a migliori amici molto molto stretti non ho sentito gravi sofferenze.
Forse perchè continua a chiamarmi tesoro,continua a mandarmi coccole e forse perchè non è morto.
Credo che una cosa l’ho imparata nella mia vita anche se sono stupida e ottusa.
Se una persona che ami vive,anche se è lontana da te,tu puoi fartene una ragione.
L’ho pensato spesso in tutti questi mesi,che Francesco si fosse allontanato,mi avrebbe fatta soffrire o mi avrebbe uccisa,mi bastava sapere che lui era vivo e respirava.
Anche se un giorno finirà che non farò più parte della sua vita (anche se ormai mi sembra improbabile che possa mai accadere) io sarò felice nel sapere che lui esiste e vive,questo mi consolerà abbastanza da sopportare la separazione.

Questo mi ha consolata abbastanza da sopportare il fatto che non è più il mio fidanzato.
La cosa peggiore che potrebbe accadere è che morisse,in quel caso penso potrei anche ben spararmi in testa senza rimorsi ne rancori.

È successo tutto in fretta,l’altro giorno,e sto ancora cercando ci capire le conseguenze che ha avuto su di me.
Mi sono arrabbiata,ho lanciato un telefono contro le scale,gli ho detto addio piangendo.
Poi è scomparsa la rete di internet (un caso davvero davvero di spiacevole sfortuna),gli ho detto che mi sarei suicidata e silenzio.
Mi sono tagliata,ho visto un casino di sangue,ho pianto,non capivo più nulla e pensavo solo a cosa avrei fatto quando mia sorella sarebbe andata a dormire.
Mettere le scarpe e uscire di casa in silenzio,camminare fino al cavalcavia,arrampicarmi sulla ringhiera,buttarmi,la pace.
Invece no,mentre cercavo di nascondere il mio profondo sconvolgimento fingendo di vedere la partita, mi sono arrivare chiamate di mia sorella,di Francesco dal telefono di casa sua.
Un casino,poi è tornata la rete che forse aveva deciso di salvarmi la vita ed ho trovato mille messaggi.
A Francesco non ho risposto.
Ho risposto a mia sorella chiedendole cosa voleva,che quella non era l’ora in cui di solito mi scriveva,anzi non mi scrive proprio mai se non sono io a cercarla.
Lei sembrava intenta a distrarmi da qualcosa,scriveva di quello che aveva fatto nella sua giornata ed io mi sentivo confusa.
Poi ho capito.
Non le ho risposto più dopo averle detto di andare a dormire,e ho risposto a Francesco.
A quel punto mi ha chiesto di non morire e mi ha lasciata.

Il giorno dopo abbiamo chiarito che non voleva abbandonarmi,mi ha spiegato le sue ragioni e ciò che voleva.
Per me? Va bene tutto.
Sono diventata estremamente accondiscendente per il bene della mia fragile sopravvivenza.
O forse è perchè lo amo.
Non so capire il perchè della mia accondiscendenza nei suoi confronti,di solito non sono cosi con gli altri,almeno fino a che non conoscessi lui.

Ti ricordi i giorni chiari dell’estate
quando parlavamo fra le passeggiate 
stammi più vicino ora che ho paura 
perché in questa fretta tutto si consuma 
mai non ti vorrei veder cambiare mai 

Perché siamo due destini che si uniscono 
stretti in un istante solo 
che segnano un percorso profondissimo dentro di loro 
superando quegli ostacoli 
se la vita ci confonde 
solo per cercare di essere migliori 
per guardare ancora fuori 
per non sentirci soli 
Ed è per questo che ti sto chiedendo 
di cercare sempre quelle cose vere 
che ci fanno stare bene 
mai io non le perderei mai 
Perché siamo due destini che si uniscono 
stretti in un istante solo 
che segnano un percorso profondissimo dentro di loro 
superando quegli ostacoli 
che la vita non ci insegna 
solo per cercare di essere più veri 
per guardare ancora fuori 
per non sentirci soli 

Oggi ho capito una cosa.
Francesco mi ha insegnato una cosa da quando lo conosco.
Non l’ha fatto volontariamente,sono io che l’ho imparata da lui sta cosa.
Mi ha insegnato a prendermi le responsabilità dei miei errori e della mia mente malata.
Lui è cosi,non incolpa necessariamente nessuno se non se stesso per gli errori che commette e la mente disturbata che ha.
Io invece tendevo sempre a incolpare persone ed eventi al mio stato disagiato.
E grazie a lui ho capito che non era la cosa giusta da fare,ho capito che la colpa è solo mia se mai mi sono ripresa,e sempre più male sto.
Ho capito che è inutile perder tempo a incolpare altri o se stessi per i propri malesseri.

Mi sono sentita molto felice quando mi sono resa conto di questa cosa che ho appreso dal Saggio Criceto Ninja.
Perchè ho capito che mai potrò liberarmi di lui,perchè ormai è parte di me.
È insegnante ed alunno,è figlio e madre allo stesso tempo.
È una piccola parte di me,della mia anima e del mio cuore.
È una creatura da accudire e proteggere,creatura da rimproverare e bacchettare allo stesso tempo.
È il mio migliore amico,colui a cui dico,ho detto e dirò tutto.
Allo stesso tempo è il mio peggior nemico,perchè conosce tutti i miei punti deboli e potrebbe uccidermi con una sola parola se lo volesse.
Lui mi ha insegnato,mi ha confortata,lui è stato parte della mia vita per tutto questo anno,e non ho intenzione di estrometterlo per nessun motivo al mondo.

Francesco è il mio essere umano.
Quello troppo diverso da me ma cosi simile a me che non so spiegare nemmeno come facciamo ad andare d’accordo.
Francesco è la mia persona.

Perciò adesso mi tolgo un attimo la bandana,respiro e mi guardo attorno e non posso che pensare che…
…se non ci fosse Francesco che mi fa ridere all’una di notte…sarei già morta.

Ti voglio bene,sempre e comunque.
Ovunque e per sempre.

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