Andavo a scuola,nella stessa classe che ho frequentato il primo anno di superiori con la mia,all’epoca,migliore amica Fiammetta.
Era tutto piuttosto confuso,io aspettavo qualcuno,guardavo costantemente la porta ma lei e le altre ragazze mi dicevano di stare attenta alla lezione.

Eppure la professoressa di matematica non c’era,ed io pensavo Che fortuna,spero manchi per sempre! visto che odio la matematica.
Poi tutto cambiava e mi ritrovavo ad un concerto,sotto il palco,insieme ad una delle mie sorelle.

Cantavano due tipi strani che facevano tipo rap,ma io non ero molto coinvolta e dicevo a mia sorella che dovevamo tornare a casa perchè dovevo prepararmi per uscire con i miei amici.
Fin qui il sogno è stato un susseguirsi di scene di questo tipo,confuse e piuttosto inutili.

Poi è arrivata la parte bella,o quella brutta magari.
Ero la prima ad arrivare in questa specie di sala d’aspetto di un parrucchiere o di un centro estetico,e mi sedevo ad aspettare le altre con lo zainetto sulle ginocchia.

Dopo pochi minuti arrivava Fiammetta.

Insieme aspettavamo le altre tre o quattro compagne che dovevano arrivare.

Forse dovevamo ritornare al concerto tutti insieme.

Tra me e Fiammetta non c’era un gran legame a quanto pareva,non ci parlavamo granchè e lei mi chiedeva solo cose inutili.

«Stai ancora con quello psicopatico siciliano?» ricordo perfettamente il suo viso irritato e contrariato.

«Certo!» esclamavo io fiera, «France non è psicopatico» la guardavo male.

Neanche il tempo di parlare meglio di Francesco che già arrivavano le altre compagne.

Ricordo tutti i nomi e volti,ma preferisco ometterli.

Io sono chi erano quelle zoccolette,ops,pardon,quelle brave ragazzine.

Si scopriva che c’è n’erano ancora due che dovevano arrivare,tizie a me antipatiche che però erano state invitate chissà perchè.

Il ragazzo invece,quell’Andrea pare che non fosse stato invitato.

Mi sentivo parte del gruppo,invitata perfino a discapito di quel ragazzo che a loro stava tanto simpatico,mi sentivo felice e speranzosa,anche un pò ingenua.

Si decideva di andare a fare una passeggiata durante l’attesa delle altre due zoccolette.

Semafori rossi,corse sulle striscie pedonali,questo è quanto ricordo di questa confusa passeggiata.

Ed ancora ricordo qualcuno che parla di Francesco,quella ragazza con la faccia da vecchia strega zitella e la voce da gallina strozzata mi chiede ridendo «E il tuo ragazzo?» ed io le rispondo beatamente innamorata di quel citrullo «Probabilmente starà vedendo qualche partita della Juve».

A questo punto accadeva la tragedia e il sogno di trasformava lentamente ma inesorabilmente in un brutto incubo.
Tornavamo nella sala d’aspetto.

Le due zoccolette di paese erano arrivate,e si erano impossessate di una sala che sembrava proprio un parrucchiere.

Si divertivano a girare sulle sedie ridacchiando come due streghe,con le mie cose in mano.

Io vedendo questa scena impazzivo.

Entravo nella camera per vedere cosa fosse successo in mia assenza,e mi accorgevo che si erano prese gioco di me rubando il mio zainetto e svuotandolo.

Vidi la zoccoletta bionda con in mano la mia agendina che ridacchiava,e la zoccoletta bruna con il mio telefono.

Glielo strappavo di mano mentre lei ridacchiando maleficamente mi diceva «Ti ho cancellato tutti i numeri che non ti servono a niente,devi essere sola brutta schifosa».

A questo io reagivo diversamente da come ho sempre reagito in passato alle prese in giro.

Urlavo con tutta la forza che avevo nel petto e le mettevo le mani al collo per strozzarla.

Mentre stringevo le mani lei continuava a ridacchiare di me,a guardarmi con disgusto e a dirmi «Davvero volevi un fidanzato? Tu non avrai mai nessuna cessa».

Dopo qualche interminabile minuto che cercavo di strozzarla qualcuno mi allontanava da lei con la forza.
Mi ritrovavo nella sala d’aspetto con Fiammetta che spiegava quello che avevo fatto ad un tizio che forse era il proprietario del posto,e le altre ragazze che se ne andavano.

Piangendo chiedevo a Fiammetta «Hai il numero di mia sorella? La devo chiamare».

«No,Valentina,non c’è l’ho» rispondeva lei spaventata più che dispiaciuta.

Non so come ma qualcuno aveva chiamato mia sorella perciò restai ad aspettarla.

Il mio umore cambiò,ed iniziai a fare discorsi di vendetta che non stavano ne in cielo ne in terra.

Piangevo,gesticolavo affannata e dicevo «Nessuno può trattarmi a quel modo! Ma loro lo sanno chi sono io?! Io sono Valentina G…! Nessuno può trattarmi a questo modo!».

Mi avvicinavo al muso di Fiammetta quasi che la mia minaccia dovesse riportarla lei alle due zoccolette «Non è finita qui,oh non è finita per niente. La pagheranno cara! Le strozzerò,oh,le ucciderò! Nessuno può trattarmi a questo modo,non più!».

Lei mi diceva di stare calma,che non avrei dovuto uccidere nessuno,e poi proprio mentre nella sala entrava mia sorella gridavo ad alta voce le parole che hanno fatto diventare il mio sogno un incubo «Appena lo dirò a Francesco! Oh,non lo sai?! Quello scende e le uccide con le sue mani! Non permetterebbe mai che qualcuno mi tratti a questo modo! Francesco mi difenderà,le ucciderà. Oh,appena glielo dico si incazzerà come una bestia e andrà fuori di testa!».

E nella mia testa si presentava prepotente la venuta di Francesco,la mia vendetta e la mia felicità nell’abbracciarlo e piangere su di lui.

Lui che mi sa consolare,che mi protegge soltanto esistendo,lui.

Arrivate mia sorella e mia madre mi portano via e andiamo in un’altro posto che sembra un bar,per farmi calmare.

Mi fanno bere un bicchiere d’acqua e mentre racconto cosa mi hanno fatto cerco di recuperare da mia sorella il numero di Francesco.

Il mio pensiero va solo a lui,ho bisogno di lui,non posso essere confortata da nessuno se non dal mio amore e nessuno può capire l’offesa che mi hanno fatto come potrà capirla lui.
Recuperato il numero di Francesco mi ritrovo a casa,apro il coso verde (il modo in cui indichiamo Whatsapp) e lo chiamo.

Aspetto ansimando e piangendo ripensando all’offesache mi hanno fatto quelle due zoccolette.

Francesco risponde,e allora inizio a invocare il suo nome piangendo disperata «Francesco? France? France ci sei?».

La mia salvezza ha risposto al telefono,adesso si aggiusterà tutto.

«France? Rispondi France» ripeto ma nessuno parla,il contatore di minuti va avanti a vuoto ma dall’altra parte nessuno risponde alle mie invocazioni disperate d’aiuto.

Mi ritrovo a fissare il cellulare e i secondi che passano con un aria smarrita,la bocca dischiusa per respirare,gli occhi pieni di lacrime.

La mia salvezza non c’è.

Non è lui.

Non mi aiuterà.

Francesco non c’è.

Ed io sono di nuovo sola.

E poi mi sono svegliata all’improvviso gridando Aiuto! e mia madre è venuta ad abbracciarmi.

Che vita di merda.

DI MERDA.

Ho perso,baby

Ho perso la mia salvezza,forse mai è esistita addirittura.

Che schifo questi incubi del cazzo.

Preferisco prendere delle medicine a questo punto pur di non fare mai piùsogni del genere.

Sono stanca,lo devo dimenticare e il mio subconscio non mi aiuta in questo modo.

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8 pensieri su “God Hates Us

  1. I sogni sono difficili da mandare via, credimi…
    Le medicine è possibile che inizialmente li facciano aumentare e peggiorare quindi, se me lo permetti, io ti consiglierei di ascoltarli questi sogni e di cercare di capire che ti vogliono dire qualcosa.
    Affrontali.
    Affronta le tue paure, questo distacco da Francesco sembra una ferita difficile da accettare, dovresti parlarci o comunque capire se vuoi continuare (se esiste la possibilità di continuare…) o scegliere una nuova strada…
    In quando alle amicizie anche io ho vissuto dei periodi a dir poco drammatici sia alle superiori che successivamente, la stronzaggine della gente sembra essere stata distribuita copiosamente!
    Per fortuna c’è sempre qualcosa che si può salvare, l’intervento pronto, paziente e forte di tua sorella è importante, sia nel sogno che nella vita perciò fregatene di chi non ti merita e lascia spazio solo a chi sa capirti e volerti bene, credo sia l’unico modo per potersi salvare…..

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    1. Il problema è che non mi è rimasto più nessuno apparte la mia famiglia e nonostante le loro parole d’incoraggiamento io continuo a pensare che il problema sono io.
      Dai,non sono riuscita a mantenere neanche un amicizia con Francesco che mi è molto simile…c’è qualcosa da aggiustare in me..

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      1. La famiglia sono le nostre radici, da dove partiamo e dove torniamo sempre per sentirci al sicuro, e credimi non sono frasi fatte, io ho vissuto e sto vivendo periodi in cui niente sembra andare per il verso giusto, perciò non è falso buonismo il mio …
        Sai che ho notato come sia più difficile andare d’accordo con persone molto simili a noi rispetto a quelle con diversi interessi? Comunque guardarsi un po dentro non fa mai male, l’idea del blog per questo è ottima, fissa i tuoi pensieri, sogni, eventi e prova a leggerli dopo un po di tempo, dicono che non si smette mai di imparare e imparare a conoscere se stessi per me è la parte più difficile (ma non impossibile)

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      2. Hai ragione, sono d’accordo.
        Uno di questi giorni dovrei provare a rileggere qualche articolo.
        Scrivo da più di un anno e mezzo eppure non ho mai riletto un articolo passato,anzi non li rileggo neanche prima di pubblicarli la maggior parte delle volte (chissà che erroracci ci sono qua e la 😛 ) tanta è la mia fretta di sfogarmi

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      3. Beh mi pare un ottimo metodo, tu sfogati al 300% e poi lascia “decantare” così a mente fredda puoi fare una valutazione….
        Scrivi in maniera diretta e appassionata sono sicura che troverai un mucchio di spunti sui quali riflettere 😉

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  2. Questi incubi sono i peggiori… lunghi, dolorosi, una tortura… ma forse, come ha detto io e te con un The, vuole dirti qualcosa… di reagire magari verso chi ti ha fatto del male, di reagire per trovare ciò che desideri :))

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    1. Francesco mi diceva di non perdere tempo nel cercare di capire gli incubi ma io sempre l’ho fatto e sempre lo farò.
      Non è possibile che sia come dice lui che non hanno senso,se il nostro subconscio ci manda determinati messaggi sta a noi interpretarli e agire di conseguenza.
      Se fosse tutto come credeva quel ragazzo allora la vita non avrebbe senso alcuno..

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