Non c’è proprio niente da fare.
Quando uno è giù,niente può tirarlo sù.
Inizio a credere che nemmeno una proposta di matrimonio di Alex Turner in persona mi farebbe minimamente felice.
Il mio cuore è diventato di pietra,come la pietra che ho scagliato addosso ad un povero innocente l’altro giorno.

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Questo ragazzino è troppo felice per stare qui,non capisco davvero come abbiano potuto mettermelo in stanza quando sta sempre a sorridere.
Ok,sono consapevole che dietro quel sorriso si nasconde un enorme sofferenza,altrimenti non mi avrebbe mai detto le cose che ha detto,ma io a prescindere non devo vedere nessuno che sorride,o almeno non lo voglio vedere.
Gli avrei sputato in faccia quando l’ho visto ma ero troppo impegnata ad autocommiserarmi per degnarmi anche solo di umiliarlo.
Purtroppo sento di dover scrivere anche il suo nome,perchè sono certa che sta storia non finisce qui e come minimo mi perseguiterà fino alla nausea.
È assurdo come un discorso di venti minuti possa cambiarti la vita e costringerti a domandarti cosi tante cose.
Non so quale malattia abbia Alfredo,ma so solo che deve trattarsi di un disturbo psichico altrimenti non me l’avrebbero messo in stanza.
Già,sono in ospedale. Non mi andava di scriverlo perchè mi deprime,ma sentite un pò qui che cosa ti succede in ospedale tra i pazzi.
Accidenti,io gli voglio bene a quel ragazzo,non mi va neanche di chiamarlo pazzo,altrimenti lo sono anche io.

Non lo potevo soffrire e lui l’ha capito,allora si avvicinato con il suo imprescindibile sorriso e ha iniziato a parlare a vanvera.
Se c’è una cosa che odio è quando una persona continua a parlare anche se tu non gli rispondi.
Mi ha raccontato che lui era lì perchè aveva inghiottito una quantità pericolosa di psicofarmaci e che subito dopo se ne era pentito,l’aveva detto alla madre ed era finito in ospedale per una bella lavanda gastrica.
Io non so se gli credevo,lo guardavo con quel perenne sorriso da imbecille e non sapevo decidermi se avere pena di lui oppure essere schifata.
Alla fine ho deciso di lasciarlo parlare.
Dopo avermi raccontato i traumi che ha subito nella sua vita,alcuni evidenti come la cicatrice che ha sul braccio procuratagli da un infame che lo ha buttato dalle scale a scuola,ha iniziato a piangere.
Poi ha smesso da solo,prima che io potessi fare qualsiasi cosa,e asciugandosi le lacrime ha iniziato a farmi tremila domande per dissimulare il suo momento di difficoltà.
Io ancora non avevo aperto bocca,insomma,non mi andava di parlare con anima viva ma ho deciso di rispondergli perchè mi aveva decisamente messo a disagio.
Mi lamento sempre che sono stata bullizzata,ma a me non mi hanno mai buttata dalle scale,anche se mi spingevano e quindi volevano che anche io facessi la fine di Alfredo,ma non l’ho fatta perciò mi sentivo un verme a non rispondergli nemmeno.
Perciò gli ho detto come mi chiamo,quanti anni ho,perchè ero in ospedale in quel momento e press’a poco gli ho raccontato le esperienze che mi hanno portata a quel punto.
Lui è rimasto sorpreso e alla fine mi ha fatto la domanda più imbarazzante della mia vita,davvero anche più di quella che ha fatto dopo; “Come fai ad essere ancora viva dopo tutto questo?”.
Non sapevo che dire perchè la maggior parte della gente sminuisce le brutte esperienze che ho vissuto e quasi tutti hanno problemi peggiori dei miei da raccontare,e infondo a me stessa non lo so neanche io come faccio ad essere qui.
Allora gli ho risposto solamente “Tiro avanti…che devo fare? Uccidermi? Che palle…” e lui è scoppiato a ridere.
In quel momento ho colto la bellezza sensibile di quel ragazzino di diciassette anni,che come preso da un qualche raptus di follia mi ha chiesto “Mi vuoi sposare?”.
Sicura che fosse una battuta ho iniziato a ridere anche io di rimando,e lui allora si è fatto serio,mi ha preso le mani e ha detto “Dico sul serio”.
Ho letto nei suoi occhi che non dovevo essere spaventata,ma semplicemente allibita per l’innocenza con cui mi aveva fatto quella richiesta.
Ed è cosi che mi sono comportata,anche se mi sono un pò incazzata,anche molto diciamo.
Gli ho detto che era un cretino a prendermi in giro cosi perchè io sono stanca di essere presa per il culo dalle persone e che se avesse osato ancora insultarmi l’avrei picchiato.
E giuro che l’avrei fatto. Non rispondo più della mia rabbia e avrei picchiato quel nanetto per sfogare tutta la rabbia che vorrei sfogare.
Lui però ha usato la logica,mica è scemo il bambino,e mi ha chiesto in quale parte del mondo una proposta di matrimonio è un insulto.
Io sono stata più furba di lui ed ho ribattuto con la mia logica da psicopatica accanita,gli ho detto “Se chiedi ad una ragazza che vuole morire di sposarti la stai insultando al massimo,cretino” si,perchè il cretino ci stava bene comunque.
Alfredo ci è rimasto male ma ha cercato di difendersi dicendomi che gli stavo molto simpatica e che insieme avremmo potuto farci compagnia e stare bene,ha aggiunto che i suoi nonni gli avevano lasciato in eredità una casa che avrebbe avuto appena diventato diciottenne.
E a quel punto mi sono arrabbiata ancora di più e gli ho rinfacciato che io mai e poi mai potrei sposarmi per interesse,soprattutto con una persona che non amo.
Al chè lui ha sorriso e ha detto “Non ti toccherei neanche con un dito”,ed io mi sono sentita morire dalla vergogna.
Ok,questo è pazzo. Sta fuori peggio di me ho pensato davvero allibita.
Il fatto è che lui insisteva,diceva che a Novembre compirà diciotto anni e fino ad allora ci saremmo conosciuti e magari mi sarei innamorata di lui,poi ha un pò piagnucolato e mi ha detto che è molto solo.
Questo mi ha spezzato il cuore,lo ammetto,perchè anche io sono molto sola,ma non cerco di certo un marito.
Lo ucciderei,non potrei sopportarlo,stiamo scherzando?
Allora per farlo rassegnare senza essere troppo crudele gli ho detto che amavo un altro e per principio non potevo sposarmi se amavo un altro.
Lui ha riflettuto un attimo se poteva accettare che io amassi un altro,ma si è fortunatamente arreso all’evidenza che era infattibile.
Allora mi ha chiesto di questa persona che amavo,ha voluto parlassi di lui.
Ed io ho parlato di lui,che potevo fare? L’ho fatto rassegnare per bene raccontandogli la verità su come mi sono incartata per un ragazzo per vive fuori dall’Italia.
Mi stava cosi simpatico,visto che mi ascoltava in silenzio,che mi sono sentita di confidargli quasi tutto quello che è successo con quel tipo lì,e alla fine mi ha detto solo “Mi dispiace”.
E lo so,dispiace anche a me. Che ti credi? Ma non posso comunque sposarti…no…

Sono molto restia ma devo ammettere che questa proposta di matrimonio a ciel sereno mi ha un pò fatto gonfiare l’ego.
Mi sono sentita chissà chi perchè un povero ragazzino solo voleva a tutti i costi il mio affetto.
Ma si vede cosi tanto che sono una persona che ti da tutto il suo cuore se lo vuole?
Cazzo,nessuno se ne era mai accorto.
Per questo motivo gli ho concesso di diventare amici. Ho messo condizioni rigidissime alla nostra amicizia e gli ho detto che se solo avesse pronunciato la parola matrimonio un altra volta non gli avrei più rivolto la parola.
Non mi è sembrato molto soddisfatto dell’accordo ma alla fine ha annuito sorridendo.
Mi da ancora fastidio il suo perenne sorriso,ma visto che è un tipo che piagnucola facilmente non me la sono sentita di costringerlo a non sorridere più.
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Gli ho dato il mio indirizzo,e lui mi ha dato il suo.
Gli ho concesso di mandarmi una sola lettera a settimana perchè non voglio essere infastidita oltre.
Io poi,magari gli manderò anche dieci lettere in una sola settimana,non lo so.
È bello conoscere un essere umano di persona,ma non mi illudo,che presto questa cosa finirà soprattutto con le premesse incasinate che ci sono state.

Mi ha detto che sono molto carina ma che dovrei tagliarmi i capelli.
Ho riso. Non li taglierò mai.

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25 pensieri su “Avalanche

  1. Ho pianto, e ti faccio una premonizione, vediamo se son brava.
    Ti do un anno e mezzo, lo giuro lo segno sul calendario, entro il 5 Aprile ti sarai tagliata i capelli. Io l’ho fatto una settimana fa circa, inaugurando una nuova vita.

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      1. No,Ali. Sta volta no.
        Li ho tagliati tante volte con il proposito di iniziare una nuova vita ma sta volta me li faccio crescere.
        Infondo non li ho mai portati davvero lunghi i capelli e almeno per questo inverno mi fanno da coperta…
        Non so,se un giorno sentirò che davvero sto iniziando una nuova vita allora magari li taglio

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  2. Una vicenda dolceamara, avrebbe scritto Saffo: grazie di averla condivisa, mi hai fatto commuovere.
    Quando si finisce ricoverati in repartino capitano spesso cose simili: ti sono vicina (stare in ospedale di per sé non è mai bello e ti auguro di riprenderti presto) ma so che ripenserai anche in futuro con dolcezza ad alcuni momenti vissuti in “quel posto”.
    Una dolcezza che scioglie il ghiaccio, anche quello del cuore.
    Un abbraccio, e grazie ancora per la condivisione…

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  3. Cara Vale, sarà stato un momento imbarazzante, ma tieni a mente che è anche unico. A poche persone accade di conoscere gente simile. Sarà stato un po’ incosciente e imprudente, ma è da notare che è una persona diversa dalle altre; un qualcuno che crede ancora nei sentimenti e nelle emozioni.
    ps: ti è arrivata la lettera?

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  4. Devo essere sincera forse sono cinica ma io la proposta di Alex Tuner l’avrei accettata anche dopo questa forte esperienza! Insomma Alex è Alex anche se preferisco il rosso Alex Trimble (cantante dei Two Doors Cinema Club) 😉

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