Pezzi di passato -Parte 5

Una cosa che nessuno al mondo sa di me è che per un certo periodo di tempo nella mia vita ho marinato la scuola.
Avevo tredici anni ed ero in balia delle bulle che mi torturavano ogni santo giorno,perciò ad un certo punto ho iniziato letteralmente a fuggire dalla scuola.

Mio padre mi accompagnava tutte le mattine in macchina,ed io a volte mi fermavo sul muretto fuori dal cancello facendo finta di prendere qualcosa dallo zaino,attendendo che facesse retromarcia e andasse a lavoro.
Mi giravo guardinga,vedevo se in giro per caso c’era qualche mio compagno di classe o quella pettegola di Fiammetta e poi con molta nonchalance prendevo la strada e me ne andavo in fretta.
Fanculo pensavo,Tanto faccio una marea di assenze,sai chi si accorgerà mai che alcune volte non sono stata a casa ma per strada? e cosi scappavo dal mio personale Inferno.
Lo decidevo già la mattina che non sarei entrata e dicevo a mia madre che quel giorno si usciva alle undici.
Odiavo stare per strada cosi sperduta e confusa.
Faceva freddo,ricordo che era inverno inoltrato,e per non gelare seduta sulla panchina del parco andavo a fare un interminabile giro del quartiere.
Mi tenevo lontana dai posti dove avrei potuto incontrare mia sorella o mia madre in giro per fare la spesa,e giravo a ripetizione le stesse stradine per ore ed ore.
Una volta ricordo di aver trovato in un vicolo sperduto un piccolo uccellino ferito che cinguettava sofferente.
Volevo prenderlo e portarmelo a casa ma la cosa era ovviamente infattibile.
Penso che poi sia morto perchè tornai qualche giorno dopo e non cinguettava più.
Quando tornai ero con Frankie.

image

Ero arrivata a non gestire più la cosa,cosi tanto da coinvolgere anche il mio migliore amico.
Odiavo girare al freddo canticchiando le canzoni dei Muse come una pazza (cantare serve a riscaldarsi,è provato) perciò un giorno mi decisi.
Il giorno precedente le due bulle mi avevano spintonata dalle scale e se non ci fosse stato Zippetto a prendermi per un braccio sarei ruzzolata giù.
Perciò decisi di non andare a scuola,dopo aver pianto tutta la notte disperatamente ero anche molto stanca.
Dissi a mio padre che quel giorno dovevo arrivare prima perchè c’era il compito in classe,e dopo aver aspettato che se ne fosse andato mi diressi verso la scuola di Frank.
Lui purtroppo andava in una scuola diversa dalla mia,gli ho sempre detto che se fossimo andati nella stessa scuola le nostre vite sarebbero state migliori ma vabbè,ormai.
Era piuttosto lontana perciò per arrivare in tempo mi misi a correre.
Una volta arrivata la campanella era già suonata e stavano entrando tutti,io feci finta di entrare come tutti gli altri ma poi mi nascosi dietro una siepe.
Lo vidi arrivare accompagnato dalla madre che ci mancava poco lo lasciasse in classe,e attesi che la donna finalmente sparisse. Quando si voltò iniziai a chiamare Franky.
«Fra!!» – «Ohh!» gli gridai dietro,educata come un camionista.
Lui si voltò e quando mi vide dietro la piante mi guardò impaurito,controllando che la madre fosse andata via si diresse verso di me, “Valentì,sei tu?” mi chiese.
In quel periodo usava chiamarmi come mi chiama mia sorella,Valentì.
«Certo che sono io,chi dovrebbe essere?!» – «Vieni qua,scemo!» gli feci segno di sbrigarsi prima che lo vedessero.
Poi lui era abbastanza conosciuto nella sua scuola,lo precedeva la fama di ragazzino strano.
Finalmente si nascose dietro alla siepe insieme a me e gli spiegai che non volevo andare a scuola quel giorno, «Ho un interrogazione,non ho studiato» mentii spudoratamente.
Lui non mi credette ovviamente,perchè mi conosceva come la ragazzina più diligente del mondo.
Io tagliai corto e gli chiesi se voleva venire con me,lui mi fece promettere di comprargli un pasticcino e alla fine sgattaiolammo fuori dalla sua orribile scuola.
Sapevo che avrebbe accettato perchè anche lui a scuola veniva trattato di merda,e poi se si trattava di me mi seguiva anche in capo al mondo.
Così lo portai dall’uccellino,mentre discutevamo su dove portarlo e su che nome dargli,e scoprimmo insieme che era morto.
A quel punto Franky capì che avevo già fatto filone a scuola altre volte e iniziò a insospettirsi.

Non lo portai spesso via da scuola,perchè mi sentivo in colpa a coinvolgerlo nei miei casini,ma più che altro era lui che ne voleva far parte.
E poi pensai alle conseguenze che la cosa avrebbe avuto se fosse venuta a saperlo sua madre,non mi avrebbe più permesso di entrare in casa loro,ed io poi dove sarei andata a rifugiarmi quando stavo male?
Era psicologicamente deleterio camminare per quelle stradine fino all’esaurimento nervoso,quindi quando andavo a prenderlo lo facevo perchè ero completamente disperata.
Quando lui era con me mi sentivo meglio,lontana dalle mie aguzzine,con l’unica persona al mondo che mi volesse bene.
Sono sempre stata una ragazzina strana ma quando c’era Franky almeno non ero sola. E facevamo gli strani insieme.

Gli comprai il pasticcino quel giorno,quel coso strano con la ciliegina sopra che lui adorava tanto e per ringraziarmi tutto emozionato mi diede un bacio.
Io che ormai ero abituata non feci una piega,fui solo felice di averlo fatto contento.
La madre non gli comprava mai i pasticcini che adorava perchè diceva che gli facevano male,ma io gliene avrei comprati a chili solo per vedere la sua faccia emozionata.
Eravamo proprio dei bambini,eravamo ancora innocenti e nonostante tutto qualche piccola felicità ancora sapevamo assaporarcela.

Quel giorno ci sedemmo sulla nostra panchina nel parco a metà strada tra la sua e la mia scuola e restammo a parlare,giocare e canticchiare fino a mezzogiorno.
Sempre quel giorno mi disse una delle sue solite perle di saggezza, «Un giorno saremo liberi,non dovremo andare per forza a scuola» – «Un giorno staremo tutta la mattina a casa senza che le nostre mamme ci diano fastidio».
«Quando sarà questo giorno?» chiesi io speranzosa.
«Fra tre anni» rispose lui molto amareggiato.
«Eh già,l’obbligo scolastico finisce tra tre anni» – «Chissà se riusciremo a resistere».
«Sento che lo spirito del rock mi farà ribellare prima che tra tre anni» disse lui guardandomi.
«Allora siamo fottuti» sentenziai io.
E lo eravamo davvero.
L’anno dopo io e poi lui ci ribellammo e restammo per molte mattinate tranquilli nel letto a dormire.

image

Il giorno dopo aver passato la mattinata insieme per il quartiere restavamo a casa,e poi facevamo firmare la giustifica per l’assenza aggiungendo un giorno che i nostri genitori pensavano noi avessimo passato a scuola.
Io ero più brava di lui a mentire,anche se venivo corrosa dal senso di colpa più di lui.
A pensarci adesso sarei potuta tornare a casa quelle mattine invece di passarle nella noia della strada,ma allora mi fregava di quello che pensavano di me perciò non lo facevo.

Anche l’anno successivo di scuola alcune volte ho fatto filone.
Nonostante davanti al liceo Fiammetta mi minacciasse di dirlo ai miei genitori io facevo retrofront e me ne andavo alla Bestat.
E a volte incontravo Franky,anche lui stufo di quella merda di scuola,che mi aveva preceduto sperando andassi li anche io.
Forse quelle mattinate passate insieme furono le migliori di sempre.
Visto che sua madre era a lavoro ce ne andavamo a casa sua a fare musica. Lui suonava la chitarra e io cantavo come una pazza.
Quando c’era sua madre di pomeriggio,non potevamo fare tanto casino.
E finivamo sempre a ridere come due cretini,gli preparavo uno spuntino e lui mi diceva che facevo schifo come cuoca.
Fiammetta quando venne a sapere come passavo le mattine con Franky iniziò a demolirmelo,nel suo disperato intento di farmi capire che era una cattiva compagnia.
Ma per me la cattiva compagnia rimase lei.
Preferii sempre lui.

Annunci

3 pensieri su “Skipping School

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...