Non c’è niente da fare,non so godermi le cose belle che la vita mi offre.
Sono un disastro. Lo ammetto apertamente e ne rido anche.
Che devo fare? Piangere? Mio padre avrebbe detto Rido per non piangere.

È arrivato dal nulla questo ragazzino ed io non faccio altro che trattarlo male.
Ha capito perfino prima di me il motivo per cui lo tratto costantemente con sufficienza.
Me l’ha detto a muso duro,e mi ha fatto ricredere su quanto debole possa essere il suo carattere.
«Tu mandi a fanculo me ma lo so che nella tua mente stai mandando a fanculo Francesco».
Cosi l’ha detto,sfrontato,con quel sorrisetto trasformato in aria di superiorità,ed ha creduto di mettermi di fronte ad una cosa che non sapevo.
Grazie a non so quale santo non si somigliano per niente da nessun punto di vista,ma quando lo mando a fanculo nella mia testa penso a Francesco e a tutto quello che avrei voluto dire a lui.
E poi mi da un sacco fastidio quel sorrisetto,chi si crede di essere?
Infatti gli ho risposto,impassibile «Hai ragione,e quindi come pensi di risolvere la cosa?».
Ed a quel punto non sapeva più che dire.

L’ho capito com’è Alfonso.
Ah,visto che odio il suo nome,ho deciso di chiamarlo Al o Alfie,anche se lui non è sembrato molto convinto di questi soprannomi che gli ho affibiato.
Dicevo che io l’ho capito com’è Alfie.
Un pò questa sua caratteristica mi ricorda me stessa,infatti sono arrivata a chiedermi se fosse una caratteristica di tutti quelli che hanno un disturbo psichico.
Ma forse è solo una caratteristica nostra,che oltretutto complica i nostri rapporti.
Noi siamo cosi;spariamo fuori una grande verità che mette in difficoltà l’altro,ma poi rimaniamo senza parole per ribattere.
La maggior parte delle volte è rimasto lui senza parole per ribattere,perchè credo le grandi verità che mi ha mostrato se le era studiate la notte.
Io invece diciamo che me la cavo un pò meglio istintivamente e so rispondere a tono quando serve.
Questo lo spiazza. Come spiazza me quando lui risponde a tono.

Alfie è un ragazzino fragile,inizia ad affliggersi se solo qualcuno lo guarda con uno sguardo particolarmente giudicante. Un pò come sono io,insomma.
Perciò ne da lui ne da me ti aspetti quelle uscite assurde.
Ti chiedi dove due ragazzini con i nervi cosi distrutti possono trovare la forza di esprimersi cosi duramente.
E io non lo so per niente,e nemmeno Alfie lo sa. Siamo cosi e basta.
Per il resto siamo completamente diversi.
Io ho i capelli scuri,lui chiari. Io ho gli occhi scuri,lui chiari. Io sono testarda,lui è arrendevole.
Io sono fottutamente pazza,lui anche. Ah,no,questa cosa c’è l’abbiamo in comune!
Ne ho conosciute di persone pazze nella mia vita,ma nessuna con una pazzia cosi simile alla mia come quella di Alfie.

In queste settimane la nostra è diventata amicizia.
Già ci siamo conosciuti in ospedale che non è il posto più bello per conoscere persone secondo me,poi non parliamo nemmeno del modo nel quale ci siamo conosciuti che scoppio a ridere.
Mi ha chiesto di sposarlo. E vabbè.
Dopo mi sono chiesta se avesse architettato tutta quella scena solo per attaccare discorso con me che sono stata la muta del reparto,ma ho capito subito che era stato serio in quella sua scenata teatrale e che la cosa mi metteva alquanto in soggezione.
Continuando a chiedermi perchè mai avesse fatto una proposta simile proprio a me quando per esempio la ragazza anoressica della stanza accanto alla nostra è molto più bella di me,siamo diventati amici. Cosi,senza che me ne accorgessi o lo volessi.
Neanche lo sapevo e ci davamo il buongiorno tutti i giorni,mi aiutava ad alzarmi dal letto e andavamo a fare avanti e indietro per il corridoio per un pò.
Alla fine era diventato un pò il paggio. Appena lo chiamavo lui era lì pronto ad aiutarmi,a sorridermi e a conversare.
Nonostante io sia stata insopportabile tra le mie crisi isteriche e le mie lamentele per il mal di testa,lui era sempre calmo con me.
E da quanto ho capito la sua depressione è cosi,di quel genere calmo che ti porta ad essere taciturno e piangere in silenzio per ore. Io invece ero la pazza che gridava e si incazzava.
Alcune volte ho gridato contro mia madre o contro qualche infermiere,e lui mi guardava come un bambino spaurito e poi mi chiedeva «Per favore la smetti? Mi stai spaventando».
Così ho capito che tipo di depressione è la sua,e che tipo di persona è.
Ha quasi la mia età,lui diciotto anni li compie tra qualche mese,ma sembra che ne abbia 13 sia fisicamente che emotivamente.

In una delle lettere che mi ha scritto mi ha chiesto perchè non volessi sposarlo.
Sono stata paziente,ed ho risposto dandogli un altra delle centinaia di motivazioni per le quali non posso sposarlo.
Credo che se andiamo avanti di questo passo finirò per esaurirle tutte,perchè lui continua a chiedermelo spesso come se non gli avessi mai risposto.
«Non posso sposarti perchè non hai neanche un pò di barba e a me i ragazzi puliti fanno schifo» gli ho scritto. Che poi è vero.
E lui non ha potuto ribattere perchè purtroppo ha il viso liscio come quello di un neonato.
Si sarà maledetto per non avere abbastanza ormoni in circolo per quanto ne so perchè quando l’ho visto si accarezzava il mento con un espressione triste.
Il fatto è che mi sono così tanto impietosita che l’altro giorno ho preso un pullman e sono andata a trovarlo in ospedale. Lui ne è stato contento devo dire,mi ha abbracciata e si è messo a piangere sulla mia spalla.
Il suo pianto ha attirato anche il mio e alla fine abbiamo fatto come al solito un bagno nelle lacrime.

È un essere docile ed empatizzante.
Lui cerca di capire le persone,gli interessano i sentimenti altrui,ma purtroppo i suoi sforzi sono vani almeno per quanto riguarda me.
Nessuno può comprendermi,figuriamoci il piccolo Alfie.
L’ho preso un pò sotto la mia ala protettrice,lo vedo come un figlioccio e finchè reggerò cercherò di consolarlo sempre.
Mi rendo conto che ho trovato un tesoro di essere umano,ma non so se saprò gestirlo come merita di essere gestito.
Secondo lui io faccio tanto la diversa ma in realtà sono proprio come tutte le altre ragazze e mi piace essere maltrattata dal ragazzo che amo. Il che non è affatto vero!
Ho ribattuto a questa sua gelossissima frecciatina a France, «Ma che dici?A me piacciono i ragazzi dolci e sensibili! Ti sembra che ho accettato un tradimento da parte di quel pidocchio e poi abbiamo continuato a stare insieme? A me pare che non faccia più parte della mia vita France,o mi sbaglio? Me lo sto immaginando?».
Allora lui si è fomentato e per una buona volta è riuscito a zittirmi «Non fa più parte della tua vita perchè non ti vuole lui. Ma tu lo vuoi ancora e ti butteresti dal quinto piano se lui ti dicesse di farlo. Vedi quanto sei coerente? Donna forte tutta d’un pezzo».
Donna forte tutta d’un pezzo questo si che spiazza.
Sono stata zitta,ho pianto ed è venuto a consolarmi e a chiedermi scusa.
Ma non ha ritrattato su ciò che ha detto. E lo capisco anche,non si può ritrattare su una cosa simile.
Purtroppo è cosi.È stato difficile eliminarlo dalla mia vita,come posso eliminarlo dal mio cuore da un giorno all’altro? Non ho un tasto Cancella da cliccare nel cuore. Ho bisogno di tempo,tanto tempo.
E non so perchè non dovrei avercelo questo tempo. Lui si da fretta non ho capito perchè,visto che gli ho ripetuto mille volte che non voglio sposarlo. Forse pensa che sarà capace di farmi dimenticare Francesco,ma si sbaglia di grosso.
Neanche Alex Turner potrebbe farmelo dimenticare.
La cosa brutta è che Alfie parla perchè ha avuto esperienze in amore e forse è perfino più navigato di me nella faccenda del dimenticare i bastardi.
Non me lo sarei mai aspettata da un tipo come lui,fragile e timido,ma la sua bellezza esteriore è indiscutibile perciò ho compreso le ragazze che ne rimanevano affascinate.
Mi ha raccontato di essersi innamorato di una stronza colossale quando aveva quindici anni,una tipa che andava a scuola con lui e che l’ha tradito non si sa bene quante volte e con quale numero di ragazzi e…ragazze.
Lui tornava da lei dopo che veniva a sapere di ogni tradimento,ancora più pronto a perdonare,e lei alla fine deve essersi presa il braccio con tutta la mano tant’è che è finita a tradirlo in sua presenza.
Secondo Alfie lo usava per dimostrare ai genitori di essere cambiata e diventata seria.
«Mi sa che non era tanto cambiata,eh» ho commentato io molto imbarazzata dalla faccenda.
E lui è partito per la tangenziale e mi ha raccontato il resto.
Ne ho sentite di tutti i colori,soprattutto ho sentito la sofferenza nella voce di Al che sembrava ancora provato dalla faccenda.
Poi mi ha anche raccontato di essersi innamorato di una ragazza più piccola di lui che gli sbavava dietro dai tempi delle medie. Ha ammesso di essersi innamorato a comando di lei per dimenticare la zoccoletta precedente e ovviamente le cose sono finite male.
Questa piccola bastarda ha trovato un ragazzo più figo di Al e gli ha fatto byebye.
Alla fine Alfie mi è rimasto sempre a bocca asciutta perchè nessuna delle zoccolette gli si è concessa.
Bello essere usato in questo modo solo sei un ragazzo bravo e carino.
Quando mi ha nominato le scuole che ha frequentato però ho dovuto annuire,«Hai scelto le scuole sbagliate,quelli sono covi di prostitute».
Lui mi ribattuto molto acidamente «Perchè la scuola dove andavi tu era di santarelle?».
Ed io sono stata sincera «No,era una scuola di zoccolette anche quella».
«E tu?» mi ha chiesto lui.
«Io cosa? Sono uguale e tale a loro» ho risposto io.
E mi ha tirato un amichevole pugno sul braccio dicendomi di non dire più cazzate simili.
Che poi,lo penso davvero?
Ma no. Io sono cattiva,che è molto peggio di essere una prostituta.

Penso che io ed Alfie piangeremo insieme per molto tempo ripensando a tutti sti esseri schifosi che sono passati nelle nostre vite.
Per ora sento di aver trovato qualcuno che può comprendere i miei sentimenti attuali.
E si sente di fottere proprio per questo,cerca di cambiarmi la testa perchè sa di aver pensato le stesse cose,e che l’hanno distrutto.
Gli voglio bene a quella sottospecie di folletto magico,ma non sarò mai innamorata di lui. Sarebbe già successo se cosi doveva essere,ma i suoi occhi verdi non hanno cambiato di un centimetro la mia posizione sui miei sentimenti.

La leggenda di Al racconta di un ragazzino fragile e travestito da folletto dei boschi che andava a fare proposte di matrimonio a sconosciute psicopatiche.
La leggenda di Al racconta che il ragazzino era davvero bello e davvero incompreso da tutti,usato e gettato come un calzino vecchio.
E sempre la leggenda di Al racconta che un giorno trovò una creatura a lui simile capace di dargli quella tanto smaniata spalla su cui piangere.
Non è una leggenda questa,hai trovato davvero quella spalla amico.
Basta che la smetti di chiedermi di sposarti.

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5 pensieri su “La leggenda di Al

  1. Buonasera. Ho letto il Suo articolo (non tutto ovviamente, non sono cosi pazzo/coraggioso e in ogni caso non riuscirei a rifletterci abbastanza da far uscire un succo positivo dalle mie cervella) e mi fermo sulle prime frasi iniziali.
    “non so godermi le cose belle che la vita mi offre”.
    La vita – anche se non sembra – offre tante cose belle, sono inferiori a quelle brutte ma sono comunque tante cose belle.
    Una semplice passeggiata con il padre, stare seduti in spiaggia, guardare delle tartarughe mangiare, far entrare nella nostra vita una persona nuova, sono tutte cose che la vita regala, ma spesso ci concentriamo alle cose brutte che ci capitano e non consideriamo le belle cose che viviamo.
    Concentrasi troppo sulle cose negative a mio avviso ha poco senso, lo so che é difficile, anche per me, ma dovremo sforzarci tutti a pensare e godere delle piccole cose belle che ci capitano.
    Anche quelle poche cose belle che viviamo non ci fanno realmente felici dovremo sforzarci di viverle, di godercele.
    Io anche se ci provo poco di tanto in tanto faccio cosi.
    Provo a godermi quelle cose che la vita ci offre, mi ritengo fortunato di avere tutto sommato una famiglia alle spalle, mi ritengo fortunato di aver conosciuto negli ultimi anni alcune persone che adesso sono importanti per me, mi ritengo fortunato di aver vissuto delle belle esperienze con loro e dei momenti felici.
    Anche se é difficile, dovremo sforzarci a essere felici di esseri vivi, felici di avere il cibo a tavola, per quanto ci possa fare schifo, felici di essere in salute, felici di avere dei momenti di svago, e soprattutto felici di aver avuto o di avere ancora nella nostra vita persone che per noi sono importanti e che vogliamo bene 🙂
    Ora lo so che difficilmente farai tesoro di quello che ti ho scritto, difficilmente riusciró a far tesoro io di quello che ho scritto, ma ci proveró. Alla fine sforzarsi di essere felici e sempre meglio che abbandonarsi alla tristezza.
    Buonanotte.
    B.V.T.

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    1. Ma se tanto ne io ne tu facciamo tesoro della tua saggezza,che senso ha che scrivi ste cose? Che me le fai sapere?
      Le so già, ma non cambia niente che le conosco.
      E poi B.V.T. che significa??? Non fare il misterioso che ti tiro un pugno in faccia eh 😦

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      1. Scrivo per allenare i muscoli delle dita. B.V.T. significa quel che significa.
        Quand´é che deciderai di dare da mangiare alle tartarughe? Le vedo magre, hanno bisogno di grasso, dagli il pesce.

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  2. Mi permetto di supporre, ammesso sempre che quello che ho letto corrisponda al vero, che tu inconsciamente non vuoi dimenticare l’uomo che ti ha lasciato, non perché lo amassi così profondamente come persona ma perché ti dava e ti dà il pretesto per rimanere nel tuo egoismo. Lui ti dà la possibilità di rimanere in te stessa, nel luogo da cui non vuoi uscire. Lui, in un certo senso, è ritornato nella tua vita, nei panni di quest’attuale “folletto”, ma con la volontà (in realtà una proiezione di un tuo desiderio di liberazione) di rimanere con te per sempre. Ma, per te, questo può essere solo un favoleggiamento in quanto non vuoi darti ad un altro. Il tuo folletto, a sua volta, ti ha chiesto di sposarlo perché sa bene che tu non gli concederai “mai” il tuo cuore (essendo, tu, la proiezione della sua volontà di rimanere da solo). D’altra parte, si era scelto “scientemente” non proprio delle “fate di bosco”. Il tuo “folletto” è la tua immagine. Le ragioni psicologiche alla base del fatto che tu e “il folletto” non vogliate uscire da voi stessi ovviamente non le posso conoscere, ma sta di fatto che sono alla base del vostro stato d’animo. Se un giorno vi sposerete, tornerete nella realtà.

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