Mi sveglio di soprassalto,il telefono ha vibrato.
Mi rigiro nell’accappatoio ormai asciutta che avevo steso sul materasso per tenermi fresca dopo la doccia.
Mi devo essere addormentata.
Un piccolo squarcio di freschetto deve avermi rapita nel tranquillo e rilassante mondo dei sogni.
Cosa ho sognato? Non lo ricordo.
Prendo il telefono. O è mio padre o Francesco.
Non è una chiamata,non è mio padre.

Apro il coso verde e vedo chi è che mi ha mandato sto messaggio malefico che mi ha svegliata.
No,non è Francesco.
Non è nemmeno mia sorella.
Allora può essere solo un altra persona al mondo.
«Ciao Valentina,mi ha chiesto Sara di invitarti mercoledì,perchè deve comprare il vestito per il matrimonio di sua cugina e vuole un parere femminile. Vieni?», è Paolo.
Appunto,l’ultima persona al mondo a possedere il mio numero di telefono e che ancora mi scrive sul coso verde.
Oddio,questo è impazzito.Vabbè,lui è giustificato. Ma lei? La vorrei tanto vedere in fiamme,a quella zoccola.
L’ha lasciato quando ha saputo che sarebbe stato ricoverato nel reparto di psichiatria.
Io li l’ho conosciuto Paolo,e dal primo momento mi ha parlato di lei.
Io gli diedi qualche consiglio e una volta usciti dal lager si sono rimessi insieme.
Ma lei è palesemente la stessa stronza che era prima.
Io la odio,ma a lui voglio bene.
In reparto parlavamo spesso,per quanto si possa parlare tra di noi con i problemi che abbiamo,e ci facevamo compagnia.
«Pà,di a Sara che non posso darle un parere femminile visto che non ho nulla di femminile ne sono femmina,veditela tu» gli rispondo io già scocciata.
Un altra uscita con quella acidona non mi va proprio,già sto incazzata per fatti miei in questi giorni.
In più ci si mette il caldo.
Ma lei…lei non posso sopportarla.
Dopo dieci minuti -i soliti minuti che servono a Paolo per stare solo con le sue manie- mi risponde: «Sara ha insistito,ti prego. Altrimenti dice che per colpa mia non ha amiche e finisce che mi lascia di nuovo».
Lui sa come convincermi,quali sono i miei punti deboli.
Ma io so come essere stronza e acida,più della sua ragazza.
«E che ti lasciasse Pà,ci stai meglio senza quella là,senti a me. Meglio soli che male accompagnati,vedi a me,no?».
«Non sei il miglior esempio tu,Vale» mi risponde lui dopo altri dodici minuti.
Sorrido davanti allo schermo del cellulare,per quanto disturbato e ossessionato Paolo sia,riesce a farmi ridere. E mi conosce abbastanza.
«Mercoledì ci saranno 45 gradi,non esco con quel caldo,Pà. Lo sai che mi esce il sangue dal naso poi» gli scrivo finalmente seria.
«E se ci sono 35 gradi vieni?» mi chiede lui subito,troppo teso per questa storia,sbaglia pure a scrivere.
«Mercoledì ci saranno 45 gradi come minimo,non contraddirmi. E comunque non verrei,sai che non la sopporto da sola a Sara,sopportatela tu,infondo è la tua di fidanzata» rispondo io rigirandomi nel letto.
Guardo le tartarughe nell’acquario,nuotano tranquille,una cerca di salire sulla roccia più alta.
Le mando energia positiva cercando di aiutarla da lontano,fa troppo caldo,non riesco ad alzarmi per aiutarla.
E deve imparare a fare da sola,ormai è grande,ha 14 anni.
Non può avere sempre la mamma che le da una spinta da dietro.

«Ma ti veniamo a prendere con la macchina e andremo solo in negozi con l’aria condizionata,lo sai che Sara odia il caldo almeno quanto te» mi scrive poi Paolo.
Ci rifletto un attimo poi gli rispondo.
Dovete sapere che Sara è talmente viziata che se si vede una goccia di sudore scendere dalla fronte (cosa che capita spesso a tutti noi poveri umani con questo caldo) la guarda inorridita e si assenta per almeno mezz’ora. Credo scappi in bagno a piangere e a rifarsi il trucco daccapo.
Poi il suo fidanzato mi chiede perchè la odio.
Io a lui ho dovuto ammetterlo che la odio,ho dovuto.
Ci mancava poco che mi invitava a vivere con loro,perchè io a lei sto simpatica come un animaletto da compagnia e voleva tutta cambiarmi e farmi diventare come lei.
«Perchè ti vesti pesante d’estate?» «Perchè ti vesti sempre di scuro?» «Perchè non ti metti mai una gonna,Valentina? Staresti bene»,queste le domande a raffica che mi ha fatto la prima volta che sono uscita con loro due.
Ma i cazzi tuoi quali sono? Mettitela tu la gonna,gambe stecchine. Che io me la posso mettere secondo te? Ma vattene via,zingara mal vestita.
Che poi pensa di far la moda con quelle gonne lunghe da zingara,e quelle zeppe alte quanto me,che proprio ti viene voglia di riderle in faccia.
Si,Sara è una bella ragazza,capelli lunghi,occhi languidi e sempre perfetta. Ma io la odio.
E quando inizia a ripetere ossessivamente «Paolo,smettila di comportarti da pazzo,mi metti a disagio!» ??? Mi fa salire l’istinto omicida.
«Ed io odio Sara» scrivo a Paolo e mi alzo dal letto.
Mentre vado in cucina a prendere l’acqua Paolo mi manda una registrazione lunga 3 secondi.
In quei tre secondi balbetta qualcosa come «Ti p-p-r-e-g-o-o-o-!» e allora gli scrivo;
«Se fa meno caldo vengo,dai».
Lui intuisce che è una grande vittoria,mi scrive immediatamente «Grazie» e torna dopo alcuni minuti dicendomi il programma dell’uscita di mercoledì.
Poi dicono a me che sono perfettina e ossessiva,loro non scherzano mica quando si mettono a complottare insieme.
Il programma è dettagliato quasi minuto per minuto ed io neanche ho confermato con certezza che vado.
Gli mando un audio.
«Questo fallo ascoltare a Sara» inizio sapendo che o è li con lui o lo sarà presto «Senti Sara,forse sono la persona meno adatta a consigliarti vestiti femminili,lo sai che io e la moda non andiamo d’accordo,se vuoi vengo comunque,ma non potrò darti un consiglio migliore di quello di Paolo infondo».
Mezz’ora dopo mi arriva un audio con la voce dell’acidona.
«Vale,mi fa molto piacere se vieni. Non fa niente se non ne capisci di moda,la vista c’è l’hai e se un vestito mi sta male sai dirmelo,Paolo ha paura di dirmi certe cose…lo sai» «Ci vediamo mercoledì,ci conto piccina».
Quando mi chiama piccina la odio,ma mantengo la calma e rispondo «A mercoledì».

Ecco,manca mezz’ora che vengano a prendermi.
Sono già stanca di aspettargli,ma almeno passerò un pò di tempo nell’aria condizionata della macchina,anche se Sara guida come una che sta facendo la Formula 1,me ne starò buona e tranquilla come l’altra volta.
Zitta e muta a guardare il cielo fuori dal finestrino e a rispondere si a tutte le loro domande.
Infondo non mi importa molto di nessun essere umano,tranne che di quell’unico essere umano che non potrò mai vedere e con cui non potrò mai condividere l’aria condizionata di un auto.
Fuck. Mi accontento di quello che ho,cercherò di non dare troppo fastidio a Sara e Paolo.
E cercherò di impegnarmi in questi «pareri femminili».

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12 pensieri su “Pareri femminili sbagliati, perché io sono sbagliata

      1. Lui è una povera vittima di quella strega. Io non centro niente, non sarei neanche in grado di difenderlo poi quando c’è lei quel ragazzo è il ritratto dell’ansia,mi dispiace per lui. Se la lasciasse starebbe meglio,in ospedale stava meglio infatti

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      1. No perché molte delle cose che scrivi le ho vissute anche io. La mia adolescenza è stata terrificante e i postumi li sento anche ora che sono entrato da poco nell’età adulta. Non posso dire di essere “guarito” perché certe condizioni esistenziali rimangono scritte sulla pelle. Personalmente l’unica cosa che mi ha permesso di migliorare è stata quella di intraprendere un corso di studi che mi permetterà di entrare a contatto con persone che vivono ciò che ho vissuto anche io. Non con l’intenzione di guarire ma di accettare il negativo che ci accade per trasformarlo in un potenziale per il futuro.
        So che la realtà è molto lontana dalle belle parole ma il tuo modo di raccontarti mi ha fatto sentire meno solo e un po’ meno “pazzo”. 🙂

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      2. Io ancora non so cosa voglio fare nella vita, vado un po a tentoni…
        Comunque la mia “adolescenza” credo non finirà mai,perche questo disturbo di cui soffro mi ha fatta rimanere molto indietro rispetto ai miei coetanei e difficilmente diventerò mai una persona completamente sana. Purtroppo su questo sono d’accordo anche i medici che mi seguono,non si guarisce da quello che ho, si impara a conviverci al meglio. Forse dovrei fidarmi di meno dei medici ma da sola facevo solo terra bruciata attorno a me,quindi per ora mi fido. Poi si vedrà.
        È ovvio secondo me che senza una mia grande forza di volontà non potrò migliore,lo so…

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