Cronaca di una giornata inaspettatamente decente

I fatti sono avvenuti: venerdì 25 Agosto 2017

I fatti sono iniziati alle: Ore 7:24

Mi sono svegliata rigirandomi nel lettone e odorando il cuscino di mia madre.
Perchè lei profuma come una ninfa uscita dalla favole?
Nessuno profuma quanto e come la mia mamma,io la adoro solo per il suo profumo,mi fa svegliare felice.
Ho abbracciato Micheluzzo,gli ho dato un bacino sul nasino e mi sono alzata.

Ho fatto colazione mentre mia madre prendeva il caffè e le ho comunicato che sarei andata in Biblioteca.
I nostri impegni per quella mattina coincidevano,perciò ha deciso di accompagnarmi prima di andare a fare la spesa.
Ancora ha un pò paura a lasciarmi andare sola in posti lontani,dopo gli episodi di confusione e perdita di memoria che ho avuto in passato.
Santa donna.
Abbiamo aspettato che mia sorella si svegliasse e siamo uscite tutte e tre insieme.
Lei ha svoltato per andare a lavoro e noi abbiamo tirato dritto vero la Biblioteca.

Una volta in Biblioteca mia madre si è seduta ad aspettare ed io ho richiesto il prestito di tre libri.
Poi ho atteso anche io insieme a lei,mentre un impiegata andava giù nell’archivio a cercarli.
Insieme ai miei tre libri c’era un libro che un tizio doveva prendere per consultarlo.
Il tizio odiosissimo ha iniziato a fare sproloqui «Ma perchè ci mette cosi tanto a trovare un libro?» ha chiesto all’impiegato all’accoglienza.
«Perchè deve prendere quattro libri» ha risposto quello.
«Ma io ne ho chiesto uno solo» (Oddio,che egocentrismo,non esisti solo tu!).
«Si,ma non c’è solo lei in Biblioteca» ha risposto giustamente il signore dietro il bancone.
E qui ci sono stati sguardi diretti verso di me.
Sono diventata rossa come un peperone mentre mi saliva la voglia di uccidere sto vecchietto che pensava di essere il direttore della Biblioteca.
«Me l’avessi detto,no?» «Me ne andavo,invece di aspettare tutto sto tempo!» ha ribattuto sfacciato il vecchietto.
Io sai quante volte ho aspettato per due libri di merda che mi dovevano prendere? È cosi! La Biblioteca è un posto di attese,non ti lamentare bello.
Ma il vero bello è che sto vecchietto continuava a ripetere che lo conoscevano tutti in Biblioteca,che lui stava sempre là.
Primo,io da cinque anni frequento molto spesso la Biblioteca e sto tizio non l’ho visto mai neanche col binocolo,quindi c’è già un primo dubbio.
Secondo,neanche gli impiegati hanno confermato il fatto che li fosse uno di casa.
E terzo,chi cazzo ti credi di essere? Uno sta ogni giorno in Biblioteca e allora deve avere favoritismi e non rispettare le regole?
Che vuoi? Chi sei? Vai a farti fottere.
Quando sono arrivati i libri è scoppiato ulteriormente nei confronti della signora che era andata a prenderli.
Lamentele classiche «Come siete lenti» «Ci avete messo un ora per un libro» e allora compratelo invece di rompere i coglioni a noi.
«Deve lasciare un documento» ha spiegato la signora,per la consultazione dei volumi la regola è quella.
Il tizio si è spazientito ripetendo per la centesima volta che lui era di casa lì,che tutti lo conoscevano (tutti chi,poi?) e non voleva dare il documento,giuro.
Poi alla fine l’ha lanciato sulla scrivania della signora con un gesto di superbia cosi fastidioso che gli avrei sputato in faccia se solo ne avessi avuto il tempo.
Mentre se ne saliva sopra in sala lettura a leggersi sto fottuto libro io ho mormorato «Sto stronzo,ma vedi un pò te» e poi anche gli impiegati si sono lamentati tra di loro.
Alla fine però sono uscita dalla Biblioteca con tre libri da leggere nel weekend,si,roba leggera.
”Poesie di Federico Garcia Lorca”,”Amore di Paulo Coelho” e ”Poesie inedite e segrete di Jacques Prevert”.

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A quel tizio,come a tutti quelli che vanno di fretta e rovinano la giornata agli altri,direi quello che dice Paulo Coelho;

«L’Amore è la forza che trasforma e migliora l’Anima del Mondo.»
Da L’Alchimista

Il 100% delle volte io la penso come Coelho,perciò cerchiamo di Amare,che ci fa solo meglio.
Tutto questo astio e odio non serve proprio a un bel niente,se non a peggiorare il nostro mondo.
A renderlo più triste,teso e arrabbiato.
E io voglio un mondo rilassato,tranquillo e felice. È chiedere troppo,forse? Già sono sociopatica.

Dopo io e mamy siamo andate a fare la spesa,ero comunque soddisfatta della missione alla Biblioteca andata in porto.
Non si sa mai che può succedere.
Che cado sugli scalini all’entrata,mi spacco la testa e non ci arrivo a prendere i libri.
O che la signora che scende in archivio cade e non arriva a prendermi i libri.
Ma la missione venerdì è andata in porto,i libri sono arrivati a casa direttamente dal 1958,1979 e 2010.
Nelle mie avide manine da lettrice,erano come tesori perduti,ritrovati sotto una montagna di sabbia.
La soddisfazione è sempre tanta,anche se ormai la mia tessera della Biblioteca è strapiena,ogni volta la soddisfazione è la stessa.
Se siete dei lettori vi consiglio di provare almeno una volta questa sensazione,è un pò come ricevere un pacco da Libraccio con dieci libri dentro,o uscire da una libreria con due buste in mano. Bellissimo.

Mentre pranzavamo da sole perchè mia sorella era ancora in ostaggio a lavoro,è comparso mio fratello fuori dalla finestra.
Mica suona alla porta lui, proprio scemo,furbo.
La mia famiglia e la famiglia di mio fratello sono vicine di casa.
Proprio attaccati attaccati viviamo,eppure ci vediamo pochissimo.
Non lo vedevo dal mio compleanno credo,e poi ha chiesto poggiato sullo stendino a mia madre se quella sera volevamo uscire con loro.
I soliti slanci immotivati di altruismo di mio fratello.
Gesti che ancora non hanno un perchè,ed è meglio non cercarlo altrimenti si scoprono solo magagne assurde e tristi.
Tipo che volevano appiopparmi i bambini per fare i loro porci comodi? Ma cosi non è stato per fortuna,non sono come mia sorella loro,almeno su questo.
Ho accettato solo io di andare perchè mia sorella è tornata tardi e stanchissima da lavoro e mia madre aveva da fare.

Ore 18:00

Ho iniziato a prepararmi,ma invece di suonare alle sei e mezza come da appuntamento hanno suonato prima.
E già questo mi da fastidio,io adoro le persone puntuali.
Quelle ritardatarie le ucciderei con un mitra.
Ma quelle che vengono in anticipo,le scioglierei proprio nell’acido.
Insomma,io mi stavo preparando perchè sono previdente,ho infilato le scarpe e ho salutato mio nipote più grande E. che giocava con quel coso che porta sempre in mano. Quell’aggeggio tecnologico di cui non so il nome.
Beh,se sono uscita con loro era proprio per lui,perchè mi sta molto simpatico,è il mio nipote preferito,non ho vergogna di dirlo.
E vedendolo attaccato a quel coso ho pensato Stupendo,iniziamo benissimo.
Poi per fortuna quando siamo arrivati a destinazione si è staccato da quella macchinetta infernale.
Siamo andati in questo grande parco giochi per bimbi che si chiama come la città dove vivono i Simpson.
I due bambini hanno giocato,ed E. ha invitato anche me a farlo.
Chi l’avrebbe detto che a 19 anni avrei giocato con dei bambini di 7 anni.
Non l’ho fatto a 7 anni,ma a 19. Esperienze di vita che arrivano in ritardo.
Però allo scivolo ho detto un no categorico,tutta quella dignità non volevo perderla.
Poi siamo andati alla sala giochi che si chiama ”Bart” e abbiamo giocato un pò tutti.

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Io,mio fratello,ed E. abbiamo fatto una partita a biliardino.
Ovviamente io comandavo il portiere e la difesa,mentre il mio piccolo nipote nella stessa squadra mia comandava il centrocampo e l’attacco.
Abbiamo fatto qualche goal,ho tenuto la porta protetta almeno quanto fa Buffon e alla fine abbiamo vinto.
Lui mi ha abbracciato cosi forte che quasi mi spezzava una costola.
Piccolo ma forte. Sette anni ma alto quasi quanto me. Mi fa paura quel bimbo.
Mi sono scoperta abilissima a sparare. Ho ucciso tutti gli zombie nel videogioco con le pistole.
E ho vinto al flipper una pallina rimbalzante che ovviamente E. mi ha rubato da sotto il naso.
Ci siamo divertiti insomma.
E mentre riposavamo visto che E. aveva incontrato un suo amichetto,ho notato che Francesco mi aveva inviato delle foto del tramonto in Sicilia.
Appena le ho viste ho provato una sensazione stranissima e bellissima,era come se in quell’orizzonte di mare fosse scritto che quella terra era un isola.
Mentre quando guardo l’orizzonte di qui so che questa non è un isola,ma una terra attaccata ad altra terra. Non so perchè,ma provo sempre questa strana sensazione.

Ore 20:30

Arrivata la sera siamo andati a mangiare una pizza in una pizzeria all’aperto.
E. mi faceva un sacco di domande ed io cercavo una risposta per ognuna.
È in quel periodo in cui si fanno tante domande,in cui si è molto curiosi.
Questo mi piace molto di lui,almeno non mi manda a quel paese come fa quella piccola peste di mia nipote femmina.
Sono abbastanza fissata e protettiva nei confronti del mio nipote preferito,e quando ha lasciato mezza pizza ci sono rimasta male neanche l’avessi cucinata io stessa per lui.
Mia cognata mi ha spiegato che E. l’aveva lasciata per fare spazio al suo tanto amato gelato.
In effetti era dalle sei e mezza che parlava di gelato il piccolo,continuando a ripetere che voleva il gusto al croccantino.
Io non sono molto fissata con il gelato invece,e quando siamo andati in gelateria ho preso un semplice cornetto al cioccolato mentre E. si godeva il suo croccantino e ciocco-cereali.
Quei gusti da bambini insomma,che a me non sono mai piaciuti neanche da bambina.
Mi fa morire dalle risate E.
Prende in giro la madre ed ha una malcelata venerazione per il papà.
Mi ricorda molto me alla sua età.
Che adoravo mio fratello come se fosse il salvatore dellumanità e odiavo mia cognata.
Io ed E. ci somigliamo molto ;siamo entrambi mancini.
Anche se lui è più bravo in matematica che in italiano,e in questo non ci somigliamo per niente.
Venerdì andava vestito con un completino di Batman,tanto carino che ci ho scherzato su anche io.
«Lo sai che stasera sembri proprio Batman?» e lui si è messo a giocare imitando il gesto di volare.
Gli ho fatto provare i miei occhiali da sole ed ho buttato un urlo per quanto era bello.
Ma quanto può essere bello quel cucciolo?
Lo ripeto,se sono andata con loro è stato solo per lui.
E non me ne sono pentita,mi ha fatta divertire e spensierare come solo lui sa fare.

Ci passiamo dodici anni,ma spero che in futuro diventerò la sua miglior amica.
Tipo quella che lo difenderà sempre quando durante l’adolescenza litigherà con i genitori. Bello,quello sarà il periodo che più mi piacerà della sua vita,anche se immagino che mi supererà in altezza in quel periodo e dovrò prendermi altri insulti anche da lui.
Gli insegnerò a chiamarmi Tappetta,cosi siamo tutti contenti.

Venerdì visto che abbiamo avuto più tempo per parlare,gli ho parlato molto di Francesco.
E. lo adorava a Francesco,anche se all’inizio l’aveva scambiato per il marito di mia sorella,poi gli ho spiegato che era un altro il Francesco di cui stavo parlando.
Quello juventino,a cui piacciono i videogiochi e il calcio,tutte queste cose qua che ai bambini fanno scintillare gli occhietti.
Cerco di fare più simpatia a mio nipote tramite l’influenza che Francesco ha su di me.
Lo vedi,lo vedi che servi a qualcosa? Lo vedi che senza di te io non sarei migliore?
E. mi ha chiesto di fargli conoscere Francesco,ma gli ho detto che sta lontano,quando ho detto «Germania» il bambino ha gettato un urlo e ha esclamato «Cosi lontano?!».
Eh,forse ha ragione,infondo non è cosi vicina la Germania.
Poi gli ho spiegato che sta in vacanza in Sicilia e che la Sicilia sta in Italia,e lui ha approvato molto più facilmente.
L’ho corretto quando sbagliava qualche termine grammaticale,che i genitori neanche sanno dove sta la grammatica e se qualcuno non la guida sta creatura che fine farà?
Eppure ha un intelligenza molto acuta e sensibile.
È un piccolo fissato con il cibo. Parla spesso di grassi,cose che fanno male,eccetera.
Io per scherzare gli ho detto «E,dovresti fare il nutrizionista da grande» e lui si è messo a ridere.
Poi mi ha detto che ha avuto un pinguino che poi è scappato al Polo Nord anche se loro avevano tre ventilatori.
«Anche con tre ventilatori fa troppo caldo qui per il pinguino» ho risposto io, «Vorrei scappare anche io al Polo Nord con lui» e si sono messi a ridere tutti per la mia battuta scema.

Gli voglio bene ad E,e vorrei che fossimo amici per sempre.
Spero non si accorga mai della mia parte malata e malsana che allontana tutti da me.
La piccola già se ne è accorta,perchè si è allontanata da me ancora prima di avvicinarmisi. E dire che sono stata la terza persona che l’ha vista quando è nata dopo sua madre,suo padre e mia madre (cioè sua nonna).
Certe cose non contano però,lei è cresciuta ed ha captato con i suoi ultrasensi da bimba il mio lato malsano.

Spero che E. non lo capti mai.

Ore 22:24

Una volta tornata a casa ho dato la buonanotte al siciliano e mi sono addormentata dimenticando pure di prendere le medicine per la stanchezza.
Nella mia testa però c’era ancora un unico pensiero; Chissà che sta facendo France…chissà se…. e la mente si è spenta nel sonno.
Beato sonno! Salvatore della mia dignità!

Alla fine ho passato una giornata inaspettatamente decente.
Sono contenta,dai.Non è tutta male questa vita.
Però è proprio vero quello che dicono; i bambini ti arricchiscono la vita come nessun altro può fare.

27 risposte a "Cronaca di una giornata inaspettatamente decente"

  1. Anche io ho un nipotino (l’unico a dire il vero….) e ammetto che essere zia è veramente magnifico, anche se piuttosto faticoso vista la brutta storia che lui sta vivendo.
    Nell’innocenza dei bimbi si sciolgono tutte le tensioni, i pensieri negativi e le paure, ti spingono oltre i limiti con semplicità perchè loro ancora non conoscono tutte le difficoltà che la vita porta.
    Lo trovo molto terapeutico 🙂
    Anche leggere, e scrivere, sono un bel modo per riempirsi la mente di positività e scaricare ciò che ci opprime.
    Pure la simpatia del vecchietto della biblioteca sarebbe da scaricare.
    Tipo dentro un buco.
    Da riempire di cemento.
    Santo cielo, la gente sta lavorando, dove caspita dovrai andare di così importante da non poter aspettare?

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    1. “Nell’innocenza dei bimbi si sciolgono tutte le tensioni, i pensieri negativi e le paure, ti spingono oltre i limiti con semplicità perchè loro ancora non conoscono tutte le difficoltà che la vita porta.” Parole sante! Sono proprio d’accordo!!
      Anche mio nipote purtroppo non vive in una famiglia perfetta,infatti lo vedo sempre molto ansioso,e per essere un bimbo di sette anni è davvero triste vederlo cosi ansioso.
      Noi come zie penso che possiamo solo stargli accanto e distrarli il più possibile.

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      1. A chi lo dici, mio nipote ha da poco compiuto 8 anni e nonostante sia un orgoglio vederlo come un “piccolo ometto”, è frustrante sapere che è dovuto crescere così in fretta per i problemi che ha causato la madre….L’infanzia è preziosa per gettare le basi di ciò che saremo da adulti, e visto che il tempo non si può riavvolgere o recuperare, si cerca di fare il possibile per limitare i contraccolpi….

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  2. Mi sembra di aver vissuto questa giornata con te! Un commento per il vecchietto: a volte l’età è proporzionale alle dimensioni dell’ego, come quelli che si arrabbiano se non li aiuti a portare la spesa o non li lasci sedere in autobus… o come quelli che in bicicletta davanti al semaforo rosso pedalano come se fosse il traguardo del tour de france da tagliare 😀

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  3. Innanzitutto ti devo un sentito grazie per il cortese follow.
    Poi… questo tuo post mi ha molto divertito, è scorrevole, nonostante una cosa così rischi di diventare noiosa, una sequenza arida di avvenimenti. Invece sei riuscita a metterci cuore e calore e a renderla viva, ripeto:
    i post lunghi in genere non li sopporto, il tuo… l’ho letto.
    Sai, ho visto altre parti del tuo blog, drammatiche da fine del mondo, ebbene, ma sei sicura? quella che persona che negli altri post hai descritto sei proprio tu?
    Perchè qui ti ho sentito con carattere reattivo, volitiva e perfettamente equilibrata (vecchietto), aperta alla vita e ai rapporti (famigliari e libri, e libri mica pochi) e poi calorosa e calda di cuore e… donna (sic) per esempio col nipote.
    Mi sa che un post ti giovi di più di tante psicopalle e psicomedicine.
    Una cosa è certa: è su questa Vale che mi piace scommettere e che mi piace pensare.

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    1. Grazie davvero! Credo che un po siano le nuove medicine ad tirarmi su il morale e un po dipende anche dalla giornata.
      Alla fine tutti abbiamo giornate si e giornate no,solo che per me è rara una giornata si quindi ci sguazzo dentro quando capita 😀
      Sono sempre io,ho una mente che sa passare dalla donna saggia alla catastrofica sociopatica;è il bello di avere una personalità multipla xD
      Grazie a te di seguire il mio blog e aver letto questo articolo.

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  4. Di nipoti io ne ho due – sono nipoti di lei, in realtà, io sono solo una zia acquisita, e soprattutto col più grande che va in prima elementare quest’anno sto benissimo. E a proposito di poesie, nel libro di Prevert c’è questa?
    “Je suis allé au marché aux oiseaux
    Et j’ai acheté des oiseaux
    Pour toi
    Mon amour

    Je suis allé au marché aux fleurs
    Et j’ai acheté des fleurs
    Pour toi
    Mon amour

    Je suis allé au marché à la ferraille
    Et j’ai acheté des chaînes
    De lourdes chaînes
    Pour toi
    Mon amour

    Et je suis allé au marché aux esclaves
    Et je t’ai cherchée
    Mais je ne t’ai pas trouvée
    Mon amour.”

    Io la trovo meravigliosa

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    1. I bambini che vanno a scuola elementare sono i migliori, ancora innocenti e super curiosi. Quelli più piccoli invece danno un fastidio immane,almeno la mia piccola peste xD
      Quando torno a casa controllo meglio ma mi pare che questa poesia non ci sia,in realtà ci sono poesie un po più sconosciute in questo libro. Poi vorrei leggermi anche tutte le altre ma ho preferito iniziare da queste 🙂

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  5. Quel signore anziano devo averlo incontrato anche io. Lui o qualcuno che gli somiglia. Spero di non incontrarlo più. Per il resto hai reso tutti partecipi di una giornata bellissima, anche se non ho capito dove sta Springfield: devo cercarla su Google map. Mi ha ricordato le sere che uscivo coi miei figli, quando erano piccoli e un po pestiferi, ma tanto dolci i miei cuccioli. Che nostalgia.

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    1. Credo sia a Talsano,boh…io non ho fatto domande su dove eravamo e dove stavamo andando. Ecco, vedi come sono chiusa? Nemmeno chiedo dove si va!
      Però questo con mio fratello,perche con lui non riesco a parlare ancora molto. Se si trattava di qualcun altro avrei chiesto 🙂

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  6. Sono contenta che sia stata una giornata sì! Per il vecchietto, seppur comprendo il fastidio che abbia dato a tutti, penso proprio che la maggior parte del suo comportamento sia dovuta all’età… sai, non è facile invecchiare in una società che pretende di vederci sempre giovani. Poi sicuramente ci sarà anche una parte caratteriale, ma forse forse se anche lui si sentisse più amato, sarebbe meno scontroso!
    Ciao!
    Laura.

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