La Vita & la Morte

Ecco perche gli amareggiati,gli eroi e i folli erano sempre affascinanti:
perchè non avevano paura di vivere o di morire.
Sia gli eroi sia i folli si mostravano sprezzanti del pericolo,e andavano avanti,malgrado tutti gli dicessero di non fare una certa cosa.
Il folle si uccideva; l’eroe si offriva al martirio in nome di una causa.
Entrambi morivano: e gli amareggiati passavano nottate e giornate intere parlando dell’assurdità e della gloria dei due tipi.

Da Veronika decide di morire di Paulo Coelho

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Ieri sera ho finito di leggere questo libro e ne sono rimasta molto colpita positivamente.
Stamattina allora ne ho discusso con Riccardo,che l’aveva già letto anni fà.
Ho provato a discuterne anche con mia sorella che l’aveva letto ma lei aveva ricordi frammentari e piuttosto confusi sulla trama,l’avrà letto dieci anni fa come minimo.
Noi giovani,abbiamo più memoria.
Io perchè l’ho appena letto e parla di un argomento a me caro; la vita & la morte.
Riccardo perchè Coelho è il suo scrittore preferito e ricorda tutto di lui.
Un pò come io so vita,morte e passione di Fedor Dostoevskij.
Sono cose da malati di letteratura.
La sorpresa è che ne ho trovato uno come me,di sto tipo di persone.
Un malato di mente e anche di letteratura,cosa può mancargli?
Che non gli piace la musica,almeno quella che ascolto io. Gli piace la musica italiana,e non è che io la disprezzi come disprezzo invece altri generi,ma non è comunque il rock. Accontentiamoci per ora.

Abbiamo discusso almeno un ora su questo libro,prendendo in esame ogni dettaglio e possibile messaggio segreto che Coelho voleva mandarci con questa storia.
Io sento di aver recepito intensamente -come una padellata in testa che mi abbia svegliata dal coma- un unico universale messaggio,il più importante.

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«La consapevolezza della morte di incoraggia a vivere»

.

Era destino che leggessi questo libro dopo aver tentato io stessa il suicidio.
L’ho comprato a Dicembre,ma mia sorella continuava a ripetermi che era troppo triste ed era meglio se lo leggevo in un altro periodo.
Adesso che sto meglio è stata una delle prime letture che ho recuperato.
E credo sia stato proprio il momento migliore per leggerlo.
Forse se l’avessi letto mesi fa non avrei compreso il messaggio che voleva darmi questo libro,perchè ero talmente confusa e annegata nella voglia di morire che tutto ciò non sarebbe servito a nulla per me.
Ora invece mi è servito,anche Riccardo è rimasto entusiasta di quanto questa storia oggettivamente triste mi abbia tirato su di morale.
Parlavo a macchinetta stamattina,ma io la mattina presto parlo sempre a macchinetta e poi pian piano mi scarico.
Infatti dopo un ora ero arrivata ad annuire alle sue frasi e avevano avuto inizio gli sbadigli.

Dopo che ho tentato il suicidio,in quei giorni in cui ero nel reparto di psichiatria,ho ritrovato me stessa.
Era come se mi fossi sbarazzata della parte di me avvelenata dal desiderio di morte.
Non ho avuto più seriamente quel desiderio,perchè ormai l’avevo provato a compimento.
Ed avevo fallito. Perciò mi ero detta che questo era il mio destino.
Vivere. Con tutti gli annessi e connessi.
Sofferenze,momenti di gioia e di commozione,confusione….tutto,tutto.
Mi è sembrato di aver perso trenta chili dopo aver tentato il suicidio,la mia mente si era liberata da quel pensiero.
Non avevo più paura della morte,sapevo che faceva parte della vita,che non dovevo indurmela da sola ma attenderla come ultima grande esperienza dei miei giorni.

Riccardo mi ha detto che ho fatto tante esperienze strane in vita mia che non molti hanno fatto a diciannove anni.
Io mi ritengo sempre meno dei miei coetanei,e poi arriva sto ventenne a mischiarmi tutte le carte.
È vero,sono coraggiosa e avventata,faccio cazzate che nessuno fa,ma ho perso anche tante esperienze di vita che i miei coetanei hanno già fatto a quest’età.
Secondo lui però il suicidio,la depressione,il ricovero,l’amore che ho provato per quel ragazzo in Germania,perfino la corrispondenza in inglese che ho avuto con la russa…sono tutte esperienze stravaganti di cui devo andare fiera perchè mi hanno arricchito la vita.
E per la prima volta,questo ragazzo mi ha fatto rendere conto,che aver amato Francesco non è stata una cazzata insulsa e inutile che mi ha fatto solo soffrire.
Se non l’avessi amato adesso avrei diciannove anni e non saprei cos’è l’amore,avrei un cuore più povero e una mente più limitata.
L’amore apre tante,tantissime strade. Per questo auguro a Francesco di provarlo anche lui un giorno,perchè possa crescere e diventare quell’uomo che io vedo può diventare.
Lui sarà un grande uomo un giorno,ed io sono una grande donna anche per merito suo.

È proprio vero.
«La consapevolezza della morte di incoraggia a vivere».
So che morirò,perciò nel frattempo voglio vivere ogni giorno come se fosse un miracolo che Dio mi ha concesso.
Forse non credo ancora in Dio,ma credo che se il mio cuore ha retto a tutte quelle medicine che ho preso quando volevo morire,un motivo ci sarà.
Ed è che devo vivere.
Ancora.

7 risposte a "La Vita & la Morte"

  1. Scrivi cose così dense, e piene di riflessioni e di vita, che ogni cosa che si può rispondere mi sembra quasi banale, o ripetitiva… sono d’accordissimo sul fatto che qualsiasi esperienza, bella o brutta che sia, aiuti alla crescita e vada sempre vista come qualcosa di in un certo senso positivo, proprio per il fatto che, come ha detto lui, arricchiscono la vita. E credo anzi che siano soprattutto le esperienza brutte quelle che hanno impatto maggiore, e che in un certo senso ci fanno cambiare di più, e secondo me in meglio. Quel libro è stato se non sbaglio il primo libro di Coelho che ho letto… l’ho letto 7 o 8 anni fa, e mi è piaciuto tantissimo! Ovviamente non lo ricordo nei dettagli, ma mi aveva colpito più che altro perché è stata la prima volta che ho preso un po’ coscienza (prima non ci avevo semplicemente mai pensato!) di alcune cose, come appunto la vita e la scelta di morire. E’ uno di quei libri che mi piacerebbe rileggere, un giorno…
    ah, buon pomeriggio! ^^

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    1. Buon pomeriggio anche a te 😀
      Sono contenta di aver conosciuto una persona saggia che mi faccia rendere conto di tante piccole cose di cui non mi rendevo conto da sola. Forse è la volta buona che ho trovato un vero amico, i segni ci sono tutti,solo il tempo serve adesso per capirlo.

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  2. Brava, così già va meglio! Ma poi sto riccardo chi è? Cosa rappresenta nella tua vita? Ricordo Tano… così lo chiamavamo il mio amico confidente e complice di cazzate dai 17 ai 20 anni scarsi….. ma come ci divertivamo…. e lui è stato una persona importante molto importante x quella fase della mia vita…. un amico così. .. credo sia difficile trovarlo a oggi….

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