Una giornata con papà e poi…

Lunedì pomeriggio mio padre è tornato.
Definitivamente.
Adesso non se ne andrà più,non lo vedrò una volta a settimana,ma come tutti gli inverni lo vedrò tutti i giorni.
Starà sempre con noi.
Con me.

Per festeggiare questo ricongiungimento con l’uomo più importante della mia vita ho deciso di passare un intera giornata con lui.
Mi sono attaccata al suo braccio tipo cozza e l’ho seguito in lungo e in largo.
Ovviamente mio padre anche se appena tornato da una lunga stagione lavorativa è subito ritornato alle sue abitudini.
Cosi ieri abbiamo passato la mattinata ai Tamburi.

La prima tappa è stato il mercato.

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La macelleria,dove abbiamo fatto come sempre,una spesa consistente e che non ci ha rapinato il portafogli.
È proprio vero che al mercato ci sono prezzi che non ci sono da altre parti,io rimango sempre esterrefatta.
Essendo figlia di una famiglia modesta,ho sempre allenato l’occhio a valutare la triade magica del risparmio: qualità-prezzo-quantità.
E alla macelleria del mercato le quantità sono immense,la qualità perfetta e il prezzo più basso di tutto il resto della città.
Volete mettere mangiare una cosa buonissima che ti è pure costata poco?
È una doppia soddisfazione.
Credo che sono abituata a pensarla cosi perché spesso abbiamo avuto problemi economici tali da dover stare attenti ad ogni cosa che dovevano comprare al centesimo,ma essermi abituata a risparmiare all’osso credo che mi servirà comunque per il resto della mia vita.
Dopo la macelleria mio padre si è messo a cercare la frutta e verdura che desiderava.
Io lo seguivo nel mercato dove gridavano a destra e a sinistra.
E quelle grida mi facevano pensare alla scuola,quando la professoressa ripeteva «E che state al mercato che gridate cosi?!».
Mio padre che non mangiava adeguatamente da un sacco di tempo,perché mentre lavorava poco era il tempo che trovava per mangiare,ha iniziato a dire «Voglio questo e voglio quello» come un bambino piccolo.
Abbiamo preso le melanzane bianche da un fruttivendolo amico suo,e alcune banane.

La seconda tappa è stata l’officina.

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Dovevamo smontare quel vecchio computer che avevo caricato sulla macchina in ricerca di quelle cose che papà vende al ferro vecchio.
Ma ovviamente -come sempre accade all’officina- un amico di mio padre è venuto a rompere ancora prima che iniziassimo.
Voleva che papà gli saldasse alcune parti del motorino che si stavano staccando.
Io mi sono seduta in un angolo ad osservare.
Sto tizio è proprio strano. Fa il pizzaiolo come mio padre.
Credo abbia pure la stessa età di papà,più o meno,forse è un po più giovane.
Ha i capelli lunghi biondi,evidentemente tinti.
Portava una camicia nera a pallini neri,dei pantaloni da ragazzino e le scarpe super bianche.
Andava insieme al figlio,un ragazzo forse un po più grande di me,che sembrava completamente diverso dal padre,era normalissimo.
Tanto che nemmeno avevo capito che era il figlio,solo dopo me l’ha detto mio padre.
Sto tizio biondo ha chiesto a papà se voleva quella motoretta scassata ma papà gli ha detto che lui sta cercando una bicicletta elettrica e che non la voleva quella cosa.
Il tizio ha detto di avere un amico che sta vendendo la sua bicicletta elettrica e che gli avrebbe chiesto e poi ci avrebbe fatto sapere.
Papà con sta bicicletta elettrica ci si è fissato da mesi.
Ma secondo me è pericolosa e troppo faticosa per lui.
Non voglio che ogni mattina si faccia il Ponte Punta Penna,sopra sto trabiccolo della morte.

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E se qualcuno lo investe? E se si stanca troppo su sta bicicletta elettrica?
Però papà dice che è per risparmiare sulla benzina,perciò io sto zitta e mi preoccupo dentro di me.
Dopo una mezz’oretta il tizio e il figlio se ne sono andati.
E siamo rimasti io e papà.

Abbiamo messo la carne nel frigorifero e abbiamo iniziato a smontare il computer.
Hanno iniziato a passare parecchie persone che conoscono mio padre.
«We,zio Mimì,t’è fatt’ è vacanz,eh?» dicevano tutti.
Io mi voltavo con una brutta faccia,io che avevo sofferto la mancanza di mio padre per tutta l’estate e sapevo benissimo che Mimmo tutto aveva fatto fuorché farsi le vacanze quest’estate.
Papà -troppo diverso da me- rispondeva con un sorriso e spiegava che aveva lavorato fuori quest’estate.
Io avrei sputato in faccia a tutti invece.
Ovviamente quelli che passavano l’avevano cercato per chiedergli qualche favore,e rivedendolo all’officina si sono subito rivolti a lui per opportunismo.
Solo un signore,uno che ancora aspetta la pensione come mio padre,è entrato nell’officina con l’intento di fare conversazione e non di chiedere favori.
Ogni volta che vado all’officina mi stupisco di quante persone mio padre conosca,e di quante conoscano lui.
Sembra il sindaco di Tamburi. Forse è perché ci ha vissuto una vita.
Ma a me neanche un anima mi saluta qui per esempio xD
Vabbè,io sono un caso a parte,non saluto mai nessuno,perché dovrebbero salutarmi gli altri?
Io sono antisociale. Mio papà no. Non ho preso da lui.
Se aprissimo un negozio nell’officina diventeremmo ricchi,verrebbero tutti da noi almeno per il rispetto che portano nei confronti di Mimmo.
Infondo l’officina è la nostra unica proprietà; papà l’ha comprata trent’anni fa,prima per metterci la macchina e poi per farci i suoi passatempi.
Sarà l’unica cosa buona che erediterò dalla mia famiglia,l’officina.
Ma i miei piani sono molto diversi.
Invece di aprirci un negozio io vorrei andarci a vivere.
Bisogna solo fare gli impianti che servono per il bagno e per cucinare,e poi mi butto un letto e sono apposto.
È piccola ma accogliente l’officina. Io,le tartarughe e Micheluzzo ci staremmo benissimo.
Ci sarebbe spazio anche per i miei libri.
E poi almeno l’officina non si allaga! Non è come sta casa di merda che si allaga ogni volta che piove forte.

Mentre immaginavo i lavori che avrei fatto per rendere abitabile l’officina -tutto all’insaputa di mio padre- ripensavo a lunedì mattina quando ha piovuto abbondantemente per mezz’ora e io e mia madre siamo uscite fuori nel pianerottolo perché stava iniziando ad entrare l’acqua dal portone.
Facciamo una vita di merda noi qui.
Non siamo potute andare nemmeno dalla psicologa,che se no chi badava che la casa non si allagasse?
Mio fratello è come se non esistesse nei momenti difficili.
Se ne sbatte altamente,eppure abita accanto a noi.
Se ci allaghiamo noi si allaga anche lui.

Ho pensato di fare dell’officina la mia futura casa,il quartiere anche mi piace.
C’è Ciccio,quel cane che passa sempre nel giardino di fronte all’officina,che mi sta molto simpatico.
L’ho salutato ieri,tirando a caso,e lui si è voltato quando l’ho chiamato Ciccio.
Incredibile,mi ha pure scodinzolato tutto felice.
Se abitassi all’officina non sarei mai sola. Cani,gattini,esseri umani,c’è tutto quello che mi serve.

L’ultima tappa è stata la salumeria.
Proprio all’angolo dopo l’officina c’è un bel negozietto di alimentari.
Ecco dove farei la spesa se abitassi qui,sarebbe perfetto.
Abbiamo preso le ultime cose che servivano per casa e siamo tornati in macchina verso Taranto.

La sera abbiamo completato la giornata passata insieme uscendo nel quartiere.
Io,papà e mamma.
Loro si lamentavano per i dolori alle gambe,io ero felice di andare in giro con loro.
Soprattutto con papà.
Abbiamo visto per il frigorifero nel negozio di elettrodomestici vicino a casa,e poi siamo andati nel negozio di surgelati a fare una super spesa.
Papà ha comprato dei bei cannoli per me e la mamma,da grande gentleman quale è lui.

Cosi si è conclusa la giornata ricongiungitiva tra me e mio padre.

Poi ieri sera qualcun’altro ha reclamato la mia compagnia.
Non ho ancora capito come possa io essere tanto indispensabile per lui,ma mi ha chiesto di passare una serata anche con lui.
Ha detto che oltre a mio padre e a Francesco devo pensare anche a lui,perché anche lui è uno degli uomini della mia vita.
Insomma,si autoproclama cose che nemmeno mi sogno di proclamare che è,ma va bene lo stesso.
Stasera uscirò con Riccardo,ma torno prima che inizia Pechino Express,sia chiaro.
Quest’anno vanno in Giappone. Non vedo l’ora di vederlo! >.<

35 risposte a "Una giornata con papà e poi…"

  1. …”ma essermi abituata a risparmiare all’osso credo che mi servirà comunque per il resto della mia vita.” Non solo, ma ti servirà anche e sopratutto nella scrittura. Sarò pure fissato, ma tu sei molto brava come scrittrice. Forse un libro già è in essere, e forse i pezzi, sono quelli quando racconti di te, degli altri animali … uomini, donne, cani, gatti e uccellini e il contesto in cui vivi. Bravi tua madre e il tuo padre:lui con gli altri tratta da pari a pari, come età, ma con te lui è rimasto bambino. Lui ti ama avendo due età in una: adulto e bambino. Buonissimissime cose a tutta la tua famiglia, di cuore. Ti auguro, sempre con i piedi per terra, di sorprendili, piacevolmente. E buon appetito.

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  2. Sei speciale…da ciò che scrivi…e io che ho vissuto a casa con i miei situazioni simili…con papà e mamma senza lavoro in 6 dentro casa…e che vivo ancora adesso dopo essermi sposata una situazione abbastanza simile…
    Quando devo contare anche il centesimo e cerchi di…risparmiare anche…sulle cose importanti! Ma è questo che ci fa esser speciali…il fatto che comunque alla fine dopotutto ci adattiamo…e sorridiamo per le piccole cose…!
    È tu sei di una dolcezza e tenerezza infinita…
    Un abbraccio grandissimo!

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  3. Umiltà, piedi piantati nella terra come le radici degli alberi, sguardo lucido e affilato, e credo sia giunta l’ora che inizi a stimarti e ad accettarti … e poi le le altre cose, quelle che ti fanno sentire(o è solo un atteggiamento ribellistico, anche se ribellarsi è giusto, specie quando si subiscono, torti, ingiustizie e angherie?) a disagio, verranno a te, non dico docilmente, ma in maniera feconda. Poi resterà a te discernere e farne tesoro, umano, e buon uso. Tu hai la stella, tutta per te, quella della scrittura, seguila. Non sono un critico di professione, ma tu ‘a stoffa ‘a tiene. Nun te scurdà( mai chi sei e addò vien’, tra l’latro Nun te scurdà è anche un pezzo bellissimo degli Alma Megretta). Se sapessi farlo adesso metterei, posterei anche il video della loro canzone. C’azzeccass’ assai. Buon ascolto su You tube. Ciao

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      1. Belli e gloriosi gli ulivi della tua Puglia e la loro conformazione e quelle perle che spuntano sui rami … quando vedo nel bosco di capodimonte a correre spesso guardi gli alberi e ci parlo …. metaforicamente. Sapessi come sono chiacchieroni quando attaccano, infatti spesso devo inventarmi delle cose per dire di stare ‘nu pucurillo zitt’.

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  4. Quanta tenerezza ❤ potrai anche avere poche persone intorno, ma si sente quanto vi volete bene. Mi è piaciuto davvero tanto questo articolo, hai raccontata la giornata come lo racconterebbe chi scrive nel proprio diario ☺ sai che bello quando lo leggerai a distanza di anni!

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  5. Che spettacolo! Le giornate con papà. Quando potevo ero sempre con lui… ad oggi quando torno a casa cerco in ogni modo di passare del tempo con lui…. mi rasserena, mi rilassa, mi da la possibilità di sfogare… delle volte non mi ascolta o non mi vuole capire però è li.. e delle volte vale più di qualsiasi altra cosa. Poi io ho altre questioni irrisolte x le quali confido nella natura come risanatrice di vita… e adoro aspettare lungo il fiume i cadaveri di quelle persone che mi hanno fatto male. Buona giornata cara

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