Decalogo delle malattie da cui sono affetta

Fin da quando ero bambina ho sempre avuto una salute abbastanza malandata.
Non che mi ammalassi sempre o spesso,ma ho sempre sofferto di piccolezze che messe tutte insieme erano davvero fastidiose per la me stessa bambina.
E anche per la me stessa diciannovenne.

Alcuni dei fastidi si sono risolti grazie agli psicofarmaci,molte persone non ci credono,ma io che ci sono passata posso dirvi che è vero,almeno per me.
Cose come il mal di testa passano con gli psicofarmaci.
Questo l’ho scoperto da poco però.

La malattia più invalidante di cui soffro è sicuramente il mio disturbo psichico.
Soffro del disturbo antisociale della personalità.
L’avrò ripetuto mille volte da quando lo so,ma questo è il posto più adatto per ripeterlo,se non lo facessi qui ora che sto parlando delle mie malattie sarei una scema. Chiedo venia. Sono pazzarella.
Questo disturbo condiziona i miei rapporti interpersonali.
Odio le persone,riesco difficilmente a fidarmi di qualcuno,e anche delle persone a cui voglio più bene la mia mente fa il processo ogni santo giorno.
Colpevole! Sono tutti colpevoli! Ti odiano tutti!
Oltre a questo,il mio disturbo provoca in me un rigetto delle regole della società,una ribellione che ribolle sempre nel fondo delle mie viscere.
Le mie viscere ulcerate dall’odio verso tutto il mondo.

Questo disturbo mi ha fatto vivere per molti anni nella più profonda e sconfinata depressione.
Sono stata interi mesi senza uscire di casa,odiavo tutto il mondo,non riuscivo a reggere la sua presenza,e allora mi chiudevo nel mio di mondo.
Avevo seri problemi con l’igiene personale,se mia madre non mi costringeva non mi lavavo,e in un periodo ha dovuto farmi tagliare i capelli corti perché non riuscivano più a gestirmeli. Si,a diciotto anni,mia madre mi lavava i capelli,e mia sorella me li asciugava,altrimenti io sarei stata con i capelli sporchi pure tutta la vita.
Ho tutt’ora serissimi problemi con la luce e gli specchi.
Quando vado in bagno per lavarmi deve stare la luce spenta,mi sento male a vedermi nuda. Odio vedermi negli specchi,ogni volta che vado in camera dei miei genitori chiudo un occhietto per non vedermi riflessa nei grandi specchi che hanno sull’armadio loro.
Una volta è capitato che mia madre accendesse la luce in bagno mentre mi facevo la doccia; sono scoppiata a urlare e piangere,non c’è altro da aggiungere.
Ancora non ho superato tutti i miei problemi,quello della luce per esempio ancora sussiste. Ma almeno mi lavo,anche se al buio,basta che mantengo un certo ritegno.
La depressione mi ha regalato crisi di pianto infinite. Passavo anche delle ore a piangere e disperarmi,a strappare le lenzuola,a tirare oggetti in aria,spaccare i mobili.
Insieme alla depressione c’era il mio problema con la rabbia.
Sono stata autolesionista per sei anni,ora apparentemente ho smesso,ma visto che ho passato anche moltissimi mesi senza farmi del male,ancora non canto vittoria. Penso che potrò affermare di non essere più autolesionista tra qualche anno,quando smetterò anche di dare pugni sulle pareti per la rabbia.
Insomma,depressione e rabbia sono stati due grandi casini nella mia vita.

Quando sono sprofondata nella depressione più profonda che abbia mai provato in vita mia ho iniziato a soffrire anche di allucinazioni.
Tanto che la mia vita era diventata una nube di fumo. Non sapevo cosa era reale e cosa non lo era,mi sentivo impazzire giorno per giorno.
E le allucinazioni sono state il culmine della mia insonnia.
Soffrivo di insonnia da quando avevo abbandonato la scuola. I sensi di colpa mia mangiavano vita ogni notte,facendomi dormire a tratti e negli ultimi tragici mesi non mi facevano dormire per niente.
Passavo le notti intere sveglia,a camminare nel corridoio o a piangere,e poi alle sei del mattino crollavo e mi svegliavo all’ora di pranzo.
La notte spesso mi svegliavo e non volevo più andare a dormire perché soffrivo di incubi. Mi svegliavo urlando cosi spesso che i miei genitori hanno dovuto mettere un lettino accanto al loro,perchè in camera con mia sorella non potevo stare più,non la facevo dormire più neanche a lei.
Nonostante mia madre mi consolasse io stavo sempre male,la notte era l’Inferno per me in balia di allucinazioni,incubi e quella voglia di sonno impossibile da esaudire.

Ho scoperto solo in seguito che la depressione e la mancanza di sonno mi avevano regalato anni ed anni di mal di testa.
Io soffro di mal di testa da quando ero bambina,ed è stato uno dei primi sintomi della mia crescente depressione e del mio disadattamento alla vita.
Prendevo un mucchio di medicine per farmi passare questi mal di testa terribili,ma alla fine sono bastate poche gocce di antidepressivi a farmeli scomparire dal nulla cosi…da un giorno all’altro.
Tranne in quel periodo del mese ovviamente,visto che soffro anche di problemi ormonali,quando ho il ciclo sono particolarmente affetta da mal di testa e dolori vari.

Finiti i problemi psichici passiamo a quelli meramente fisici.

Sono allergica a molte sostanze aggressive sulla pelle.
Da quando sono bambina uso un sapone neutro o quello della farmacia perché quello normale che usano gli altri,quello profumato a qualche aroma di frutta o verdura,a me fa venire tante macchie pruriginose addosso.

Sono allergica anche allo shampoo normale.
Soffro di dermatite seborroica,fin da bambina se non uso lo shampoo della farmacia soffro di un prurito indescrivibile in testa.
Mi escono tutte ste crosticine,e i capelli si sporcano subito.
Quando ero bambina ero ossessionata da sta cosa,non capendo molto pensavo di avere i pidocchi,e direi che l’odio verso i miei capelli è rimasto sempre in me da allora. Li tengo quasi sempre corti infatti,proprio per questo.

Soffro di epistassi. Anche questo da quando ero piccola.
Come inizia l’estate iniziano ad uscirmi fiumi di sangue dal naso.
Ho fatto un operazione di cauterizzazione dei capillari qualche anno fa,ma il fattaccio si è riformato perché ero troppo piccola.
Ho deciso di aspettare un altro paio di anni e riprovare questa operazione,magari sarà la volta buona che potrò fare una vita normale d’estate senza mettermi cappelli e bandane per proteggere la testa e poter uscire a tutte le ore.

Sono pure allergica alla polvere,oltre che alle persone.
Quando mi metto a pulire,anche se non c’è molta polvere,inizio a starnutire a non finire.

Ho un rapporto malato con il cibo. Mangio troppo generalmente.
Quando sono depressa invece non mangio.
Ma non mi capita da molto un periodo che passo senza mangiare.

Infine,sono mezza ceca. Sono miope da quando avevo dodici anni,ma non ho voluto mai mettere gli occhiali perché ero già brutta,poi mi hanno fatto pure venire la gobbetta sul naso,l’unica cosa perfetta che avevo.
Adesso mi sono rassegnata al fatto di dover portare gli occhiali,e presto farò la visita per capire quanti gradi mi mancano adesso.
Credo sia peggiorata la mia miopia perché non ci vedo più un accidente.

E niente,oltre a queste cose che mi rendono un catorcio camminante,non soffro di altro.
Sono stata malata poche volte in vita mia.
Ho avuto l’influenza un paio di volte di diciannove anni.
Qualche volta il mal di gola.
La cosa più brutta e seria che ho dovuto affrontare è stata ed è la depressione.

38 risposte a "Decalogo delle malattie da cui sono affetta"

  1. Come ti capisco! Vorrei avere tanti soldi per potere risolvere, una per una, cominciando dalla più grande, tutte quelle cose che mi fanno star male e mi rendono la vita impossibile. Se mi paragono coi miei coetanei (un esempio per tutti Fiorello) mi rendo conto di essere un rottame rispetto a loro! Poi alcuni di quei problemi che hai elencato sono anche miei: mi hai visto e lo sai. Però a volte mi chiedo: chi è che stabilisce sti cazzo di standard? Dove sta scritto che una persona per essere bella e accettata deve essere per forza come dicono loro?! E se un giorno qualcuno li rivoluzionasse quegli standard? Se li mettesse a testa in giù? A me ad esempio le donne magre/grissino non piacciono. Però ce ne sarebbero tante di cose da dire! Chi si arroga il diritto di definirsi “normale”, sbattendotelo in faccia come una offesa?! Perché a me è capitato, e più di una volta! Sei normale se parli, ti muovi, agisci e pensi come gli altri! Sei normale se fai quello che fanno tutti! Sei normale se ti mescoli nella folla, anonimamente! Beh, io non lo accetto! Basta con queste stronzate! Mi sono stufato e non ne posso più. Siete normali?? Io non lo sono?? E allora statevene fra di voi, nelle vostre comitive del cacchio! Non voglio IO stare in mezzo a voi! Me ne sto coi diversi come me!!!

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    1. Hai ragione,oh,chi cazzo ci vuole stare con quei pezzi di merda?
      Però qualche problema di salute in meno lo vorrei avere,in fondo ho solo 19 anni e combatto con tutte ste cose che mi fanno sentite come mi disse lo psichiatra “una vecchia di novant’anni”

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      1. Si, vero. E te l’ho detto che vorrei mettere a posto qualcosa. Lo faremo, Valentina, ma facciamolo per noi, per sentirci meglio. Chissenefrega degli altri. :))

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  2. Cara talpina, mica hai dimenticato qualche altra sintomatologia, sarebbe davvero un’offesa per le patologie omesse. Stamattina ho letto la recensione nell’inserto letterario di la Repubblica che esce la domenica, ma già prima che leggessi il tuo ultimo post, avevo pensato a te; credo che questo libro scritto da Simona Vinci intitolato Parla, mia paura potrebbe davvero interessarti sia a livello letterario, dei contenuti e pratico. Insomma, un intera gamma di paure, ansie e angosce che fanno i conti con il corpo, la mente e la scrittura. Il titolo della recensione del libro della Vinci è di Marco Belpoliti e si intitola, Le parole per ritornare a casa, mentre il sottotitolo recita, Quella di Simona Vinci è un’autobiografia capace di di dare, attraverso la scrittura, una forma all’ansia. Passando dalle stanze dell’analista fino ai dettagli della sua vita arriviamo a capire, insieme a lei, come si possa uscire dalla prigione dei tormenti che ci siamo costruiti.

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      1. Comunque la talpa scava e scavando traccia percorsi e tu quantunque inforcherai occhiali o lentini esplorerai come lo speleologo e indagherai come un investigatore … delle inquietudini. Non dimenticare mai un quadernetto per prendere appunti.

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      2. Io sono La Signora delle Agendine. Ne ho sempre una con me per segnare appunti!
        Con gli occhiali finalmente vedrò il mondo per quello che è, non posso più rinnegarlo come ho fatto quando avevo dodic’anni preferendo vedere tutto opaco tanto faceva schifo uguale.

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      3. Quando parli degli “altri”, ricorda sempre che un’altra persona, dal punto di vista personale, negli altri, mette anche te. Per cui tra gli odiati altri ci sei anche tu. Chiaramente, tu sei un’unica, comprese le crosticine in testa e la rabbia che come panna montata metti dappertutto, però negli “altri”ci sono tante Vali e tanti Vali che cavalcano la rabbia fine a se stessa, cioè per scassare. Penso che la rabbia vada quantomeno “incanalata”, “gestita” per far emergere da un lato un talento latente(lettura e scrittura) e dall’altro la tua insopprimibile, incandescente, tellurica umanità confinata in una gabbia, d’oro, o di ferro o di alluminio o di ghisa o di piombo che sia. Non a caso tu hai tutti quei … grattacapi … della pelle e della testa … mia mamma quand’ero piccolo mi lavava la testa col sapone cosiddetto di piazza, cioè quello molle e ambrato, e mi pettinava per togliere crosticine ed eventuali abitatori indesiderati, sarebbe a dicere ‘e perucchie(i pidocchi)con il pettinino astritto(stretto, dai dentini stretti) e se avevi davvero le crosticine erano dolori da farti pisciare sotto. E giù lacrime a catinelle.

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    1. E questi sono solo i limiti fisici.
      Mi hai fatto venire in mente che dovrei fare anche un decalogo dei miei difetti caratteriali! Non sarebbe male! Per non parlare di tutte le manie che ho xD
      Comunque non è che mi autodefinisco “depressa”,sono in cura psichiatrica,quindi è stato il mio medico ha definire le mie patologie psichiche.

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      1. Scusami forse mi sono espressa male, leggila così: ” Nonostante il tuo psichiatra ti abbia diagnosticato la depressione, tu hai una forza incredibile ammettendo i tuoi limiti”

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  3. Ho sofferto anche io di mal di testa tremendi e perenni che mi donavano anche tachicardia e una specie di attacchi di panico che ho combattuto con una cura di ansiolitici dopo aver fatto avanti e dietro dall’ospedale e provato a fare esami su esami. Oggi sto bene, ogni tanto possono tornare ma niente di paragonabile e durano un giorno, massimo due. Mio fratello soffriva sin da piccolo del tuo stesso problema con i fiumi di sangue dal naso d’estate e anche lui da bambino ha fatto il tuo stesso interventino eppure a 25 anni ancora persiste. Non l’ha più riprovato però quindi potrebbe essere la soluzione.

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    1. Io sono in cura con ansiolitici infatti..
      Per il problema dell’epistassi,l’otorinolaringoiatra mi disse che dopo i ventun’anni è meglio operarsi perche è terminata l’adolescenza.
      E in effetti mio fratello (ne soffriva anche lui) si è operato da grande e il problema si è così risolto.
      Attendo,e spero oh!

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  4. Fortunatamente ci sono le medicine. I problemi alla testa sono i peggiori, meglio un dolore da qualsiasi altra parte, perché molti non capiscono e ne hanno paura e poi perché fa paura. Ma esistono i farmaci come per curare una qualsiasi altra cosa. E ti abbraccio ma da lontano visto che odi le persone😂ma ti sono vicina

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