Come una pantera

Quando incrociai i suoi occhi non vidi quegli occhi neri che ricordavo.
Forse era la mia memoria ad aver perso colpi,ma adesso erano cambiati quegli occhi.
Erano mutati in due affilate lame.
Le avevo solo incrociate,ma ne ero rimasta profondamente ferita fin dal primo istante.
Poi avevo visto il suo sorriso comparire come il protagonista sul palco.
Finalmente ho pensato sollevata, Non mi odia a morte,non mi vuole uccidere.

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Non vedevo Riccardo da una settimana,anzi,da otto giorni.
L’ultima volta che ci siamo visti gli ho detto di non cercarmi più.
Non scrivermi mail. Quelle fottutissime mail romantiche del cazzo.
Non chiamarmi. Con quella fottutissima voce suadente.
Non salutarmi se mi vedi al centro.
Fai finta che non sia mai esistita.
Non mi hai mai conosciuta.

Poi la psicologa mi ha costretta ad andare un ultima volta alla terapia di gruppo,e lo sapevo che dovevo essere cosi sfigata da rincontrarlo.
Io volevo dimenticare che era esistito nella mia vita,perché in poco tempo mi aveva fatto immergere nel suo mondo e questo mi aveva fatta incazzare un sacco con me stessa.
Dove va a finire la promessa di non fidarsi di nessuno?
Eh,quello stronzo ha mandato tutto a puttane.
Lui e la psicologa che mi spinge a fidarmi delle persone.

Lui non va bene per me.
Ne per essermi amico ne per essermi nemico.
Lui non dovrebbe esistere nella mia vita.
Non sarebbe dovuto mai essere entrato in quello squarcio che ha creato con le sue stesse mani dentro al mio cuore.
Eppure ci sta ancora in questo poraccio di cuore che mi ritrovo,perciò quando l’ho rivisto ci sono rimasta.

Come è potuto cambiare tanto in una settimana?
Che cazzo ha fatto? Che gli è successo?

Mi sentivo confusa,e per tutta la seduta non ho fatto altro che fissarlo in ricerca di una risposta.
Ma da bravi bambini non parlavano l’uno con l’altra,dopo la scenata che abbiamo fatto il mese scorso alla terapia di gruppo.
A metà seduta ero incazzata come una bestia,avevo capito tutto.
Era diventato un drogato,nella mia mente ero certa di questo.
I suoi occhi taglienti e iniettati di sangue,le sue occhiaie bluastre,questo solo potevano significare.
Mi era sembrato pure dimagrito.
Ho chiesto alla psicologa il permesso e sono andata al bagno.
Mi sono fermata davanti alla porta a riflettere un secondo,e il secondo dopo ho sentito la sua voce avvicinarsi.
«Come stai?» chiedeva,e un secondo dopo l’ho visto girare l’angolo del separè che divide la zona bagni dall’ingresso del centro.
«Bene» ho risposto io abbassando gli occhi al pavimento, «E tu?» ho chiesto alzando lo sguardo.
Non potevo guardarlo,mi faceva male.
«Ti interessa?»«Lo vuoi sapere davvero?» m’ha chiesto lui mentre il suo viso si deformava dalla rabbia.
Minchia,adesso ho capito…altro che drogato…questo….
«Si» ho sibilato io iniziando a lasciare che la rabbia montasse su come panna montata.
«Sto di merda» ha detto lui e ha appoggiato la schiena alla porta del bagno femminile.
Non voleva me ne andassi.
«Ho smesso di prendere le medicine» «Non vado più in palestra e la notte non dormo» «Mio padre si è incazzato e mi ha accompagnato qua,dopo devo vedere lo psichiatra» mi ha spiegato.
….questo sta male per…per colpa mia?
«Riccà…» non sapevo che fare perciò mi sono coperta la bocca con la mano e mi sono morsa qualche dito per non iniziare a sparare cazzate.
Lui mi guardava ovviamente, «L’anello» mi ha sorriso vedendo che portavo l’anello che mi aveva regalato.
Ho abbassato lo sguardo sulla mia mano ricordandomi che portavo l’anello suo,tanto mi ero concentrata sull’improvviso senso di colpa che mi ero dimenticata di tutto.
Per un momento mi ero dimenticata perfino di Francesco.
Di tutte le cose brutte che Riccardo ha detto su Francesco senza nemmeno conoscerlo.
«Riccà,sei un coglione» «Perchè non stai prendendo le medicine?» «Lo sai che non dormi senza le medicine…soprattutto mò che stai agitato…Riccà,non fare lo scemo» e allora non potevo più mordermi le dita,ormai avevo parlato.
«Che te ne frega a te?» ha chiesto lui sorridendo malignamente.
Come sa essere cattivo sto ragazzo,nessuno proprio.
Sembrava un animale feroce in quel momento,anche se probabilmente la sofferenza l’ha deperito i suoi muscoli ancora si vedevano pronti a strozzarmi li sul momento.
«Coglione» ho ripetuto io.
«Sei una cretina» ha detto lui.
Siamo andati avanti ad insulti per un pò,un colpo lo sferzavo io e l’altro lo rimandava lui.
Poi ha ceduto lui.
«Che devo fare?» «Meh,dimmelo,e lo faccio» «Basta che la smetti con questa cazzata che non dobbiamo più parlare» mi ha detto esasperato.
Si è tirato i capelli,ho scoperto che anche se ha un aspetto da barbone è comunque un figo spaziale.
Mi sentivo a disagio lì accanto a lui,noi due non centriamo niente insieme e lui perde tempo a venirmi dietro.
Come si fa a venire dietro a me? Demente. Decerebrato.
«Ma stiamo già parlando» ho ribattuto io.
Lui ha riso e mi è venuto addosso. Non ho avuto il tempo di schivarlo,ammesso che volessi farlo.
Ci siamo abbracciati.

«Prometti soltanto che non parlerai più male di Francesco» «Tu nemmeno lo conosci,non è giusto,non sai niente di lui» «Sappi soltanto che è la parte più importante della mia vita e se fai del male a lui fai del male anche a me» gli ho detto mentre scendevo le scale del centro per tornarmene a casa.
Lui ha annuito soltanto.
Adesso vedremo.
 

7 risposte a "Come una pantera"

  1. Oooh, a me questo Riccardo piace!
    Quanti anni hai, Valentina? Provo ad essere empatica: hai l’età giusta per prenderti una cotta, approfittane! Lasciati un po’ andare, se ti fa male qualche atteggiamento parlane ma vivi la tua gioventù con la freschezza di un bocciolo!
    Da – spero – futura mamma mi sento di suggerirti questo.
    Ci sarà tempo per avere problemi e sentirsi addosso la responsabilità dell’età adulta.
    Sei giovane, non prenderti carichi che non sono tuoi…

    Piace a 1 persona

    1. Ho diciannove anni,e perciò si,credo di essere ancora nell’età giusta per una cotta.
      Non mi spaventa tanto questo quanto il fatto che ho gravi problemi a relazionarmi con gli altri,quindi è triplamente difficile per me questa situazione.
      Poi,il suo odio immotivato per il mio unico amico…mi fa tanto male. Capisco che sia geloso e tutto quanto ma non siano fidanzati ed io sono sola,ho solo Francesco,non lo abbandonerei mai per fare un favore a Riccardo che alla fine conosco solo da un paio di mesi.
      Spero solo che ragioni e mi stressi di meno,perché anche a me piace 😀

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  2. “Si è tirato i capelli,ho scoperto che anche se ha un aspetto da barbone è comunque un figo spaziale. Mi sentivo a disagio lì accanto a lui,noi due non centriamo niente insieme e lui perde tempo a venirmi dietro. Come si fa a venire dietro a me? Demente. Decerebrato.”

    Sono più che d’accordo con la tua articolata e concisa analisi, bella tra l’altro. Forse da quando hai messo gli occhiali, per lui sei diventata, oltre che bella, una tipa, anche sensuale. Sarà pure “strafigo” Riccardo ma è un cagnolino:il tuo. E questo tu l’hai capito tremila anni fa. E finché sarà un cagnolino non te lo toglierai di torno. A meno che tu non lo porti a sperdere. Probabilmente per essere così innamorato di te, (di “sicuro”) gli avrai fatto bere un intruglio, una pozione magica, insomma una fattura da strega e janara. Però se Riccardo “uscirà fuori” dalla “palla” amorosa adolescenziale, in cui si dibatte, e, aggiungi la parola innamoramento, e conoscere altre ragazze che se lo contenderanno, solo allora inizierà a comportarsi da ragazzo maturo, per te la porta amorosa di Riccardo si chiederà. E Valentina, finalmente contentissima, perderà quello scocciatore di Riccardo, demente, decerebrato e arrabbiato. Forse. E forse lo scocciatore crescerà, se crescerà, e avrà bisogno di un amore non più adolescenziale(e lì che l’amore nasce e cresce ottusamente cieco e fedele). Persino a trent’anni si può essere e vivere ancora la fase adolescenziale, di turbolenza come quando si viaggia con l’aereo, in cui il vuoto fa brutti scherzi e la mancanza dell’oggetto d’amore diviene insopportabile e lancinante. Ma si sa che col cambio delle stagioni si è costretti, volenti o nolenti, a cambiarsi gli abiti. Sei una rompiscatole, almeno con Riccardo, ma penso pure, leggendoti, simpatica. Almeno in privato, quando scrivi e la tastiera e lo schermo, ti rendono libera, per te stessa. E più sei libera di pensiero più Ric ti agognerà.

    Piace a 1 persona

    1. La fattura xD Oddio,no,questo non l’ho fatto. Io penso di essere un cesso,o al massimo un topo da Biblioteca con gli occhiali,però in effetti lunedì quando ho “visto” Riccardo per la prima volta mi è sembrato tutto un altro mondo.
      Qua stiamo messi male però, 19 e 20 anni e siamo ancora degli adolescenti.
      Io almeno ammetto di essere indietro,lui fa tanto il duro e poi mi smette di prendere le medicine per me?
      Francesco non l’avrebbe mai fatto,forse è per questo che amo lui,perche è un uomo nonostante tutto
      …ma…

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