La chitarra è come la lama di un coltello

La chitarra è come la lama di un coltello ben affilato.
È capace di tagliare la pelle.
Di far scorrere il sangue,fuori e dentro di noi.
Noi chitarristi. E noi adoratori di riff.

Le corde della chitarra sono cosi affilate,mi ricordano il mio autolesionismo,mi ricordano i giorni in cui per sfogare la rabbia lasciavo che le lame scorressero veloci e profonde sulla mia pelle.
Adesso ho ritrovato lei per sfogare la mia rabbia; la chitarra elettrica.

L’ho ripresa in mano qualche giorno fa,ed è stato come vederla per la prima volta.
La mia figlia,la mia creatura,li tra le mie braccia,a proteggermi con il suo corpo solido dal mondo esterno,a farmi da scudo contro lo schifo che c’è qua attorno.
A rendermi potente e orgogliosa di me stessa,perché avere la chitarra tra le mie braccia mi ricorda come ho raggiunto quel sogno che avevo da tutta la vita e mi ricorda per quanto tempo l’ho abbandonata.
Polvere e buio. Poraccia,lei no,lei non doveva vedere e vivere in quella merda.
Ma adesso è qui accanto a me,appoggiata all’ampli,vicino alla tartarughe,e non ci lascerà più.

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Adesso è il mio trofeo,il trofeo della mia vittoria contro la depressione e la morte che voleva trascinarmi con se nel buio.
Adesso sono nella luce,e alzo la chitarra al cielo.
Hey,voi,abitanti del cosmo! Ascoltatemi,questa è la mia Regina.
Si chiama BlackGrace,ed è la mia chitarra elettrica bianconera.

Suonare l’elettrica è molto più appagante che tagliarsi sulle gambe.
Ohw,il potere che ti scorre nelle vene mentre senti le note amplificate è immenso.
Mi sento immensamente libera,un essere finalmente libero di vivere al mondo.
Le catene che avevo nella mente si sono spezzate,e cazzo,lo strambo rock che produco con quelle corde sta spazzando via tutte le macerie dalla mia mente.

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Mi sento bene,mi sento viva.
Suono. Nei riff spasmodici vomito tutta la rabbia verso il mondo e il passato.
Gli esseri umani che mi hanno ferita,adesso li ferisco io simbolicamente con queste feroci schitarrate da chitarrista drogata di una vecchia metal band.
Salgo sull’amplificatore e nonostante la chitarra pesi almeno la metà del mio peso corporeo,mi do lo slancio,e –voilà!– mi getto nel vuoto.
La vita è cosi,l’ho letto anche in uno dei miei libri preferiti; è un lungo salto nel vuoto.

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Non sono una chitarrista.
Non vedevo la mia chitarra da più di otto mesi,la depressione e il disturbo psichico mi hanno cosi liquefatto il cervello che si sono nutriti le mie poche conoscenze in fatto di chitarra.
Neanche sapevo dove mettere le mani,mi sentivo cosi a mio agio nel mio personaggio preferito -quello della chitarrista nana e ribelle- ma allo stesso tempo mi sentivo cosi a disagio per il trattamento che ho avuto per la chitarra negli ultimi mesi e perché non ricordavo più come si faceva.
Si dice che alcune cose non si dimenticano,che tornano alla memoria naturalmente,ma per me non è stato cosi con la chitarra.
Non mi è tornato alla memoria l’accordo del SOL,e mi sono sentita proprio una pezza.
Dovrò tornare a studiarla,non posso lasciare questo sogno ancora a metà,devo metterci un punto da qualche parte.

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La chitarra è come lama di coltello,e da ora in poi la userò per ferire la carne marcia e la carne altrui,la carne di chi mi ferisce nel cuore.
Chitarra,strumento di combattimento,di felicità e di vita.
La mia Signora.

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40 risposte a "La chitarra è come la lama di un coltello"

    1. O letto ed. Stato emozionante ricordo parole simili alle mie sordità di comprensione verso chi non comprende l istinto .quando suoni edescono armonie tra armonici ..complimenti per i giudizi che dai.ricordo che e la rotondità. Mi piace ancora tutt’ora suonare chitarra ciao

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  1. Ah, Valentina, cosa mi hai ricordato… Anche io da ragazzo sfogavo tutta la mia tristezza, il mio dolore sulla mia adorata chitarra. Io piangevo e lei piangeva con me. Canzoni dolci e struggenti dei cantautori che amavo, o canzoni Country oppure solo un accenno a un pezzo classico. Una o due cose le ho anche composte io, ed una la ricordo ancora. Se mi sento giù ancora adesso, lei è lì che mi aspetta: lei è l’unica donna che non mi ha mai tradito, che mi ha amato per quello che ero. Ed anche se non sono un chitarrista, il mio cuore è legato a lei, come il tuo alla tua Regina. Buona serata e Take care, Valentina. 🙂

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  2. Ho sofferto di autolesionismo. Ho comprato una chitarra acustica che è diventata il mio solo richiamo alla vita in quegli anni.
    Sentire le dita che mi facevano male e la pelle dei polpastrelli che si spaccava perché ancora non avevo i calli era liberatorio quasi quanto quelle lame di cui tu parli. O almeno, non mi ci faceva pensare.
    La mia chitarra si chiama Ballistrarium, che in latino significa feritoia: una ferita, come quelle che mi infiggevo ma da cui passa la luce, come lo è stato per me la musica.
    Insomma, tutto per ringraziarti di questa tua condivisione dei pensieri e per dirti che, ovviamente, seguirò il tuo blog. Strano come si trovino persone simili a te soltanto con un click.

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    1. Le tue parole mi hanno colpita tantissimo.
      Avrei voluto scoprire che la chitarra è uno strumento così sanguigno molto tempo fa,ma ero così persa nei miei casini che l’avevo abbandonata tra la polvere.
      Per fortuna ho avuto questa illuminazione ora.

      Sono felice che seguirai il mio blog,farò lo stesso con il tuo.
      Io prima parlavo quasi sempre di autolesionismo,perché era tutto quello che avevo,era il mio Inferno giornaliero.
      Adesso ne parlo molto di meno,è un ricordo ancora fresco e a volte spaventoso che fa capolino…

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      1. Capisco bene cosa intendi… Anche per me è un ricordo lontano, ma io ho imparato a vederlo come il virus dell’herpes: una volta che l’hai preso purtroppo non te lo togli e spunta nei momenti in cui sei più debole

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      2. Capperi, hai ragione.
        Io ogni tanto ho la tentazione di rifarlo ma sto cercando di controllarmi,al massimo quando esplodo tiro pugni al muro,ma ho allontanato tutti gli oggetti taglienti proprio per paura di ritrovarmeli vicini quando perdo il controllo.

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    2. Ah,ho dimenticato!
      È stupendo il nome della tua chitarra ❤
      Io l'ho chiamata BlaceGrace perche è nera (Black) che è il mio colore preferito in pratica e Grace in onore della mia piccola nipotina.

      Ora che ci penso quella bimba mi sta condizionando la vita.
      Anche questo mio nick è dovuto a lei,che mi chiama Vali visto che non riesce a pronunciare il mio lunghissimo nome (Valentina).
      OK scusami.

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  3. Black Grace! Onore a te, non tutti lo capiscono che una chitarra DEVE avere un nome. Le mie si chiamano Red Dawn, Cherry Page e Black Shrimp (quest’ultima è parente con Black Grace sia per il nome che per il modello :D). Comunque è tutto vero, giorni fa dicevo in chat: “Figurati non abbiamo speranze… solo il Rock!”. 😀

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      1. Oggi m’è venuto in mente di come le chitarre una volta erano alberi che stavano piantati con le radici nella terra e respiravano. E in qualche modo rimangono sempre vive. Ovvio che ce lo devono avere un nome! -.-

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  4. lama o spada, la tua chitarra esprime te stessa. prima il dolore fuori, e poi inizia la guarigione. grazie di averci fatto parte della tua guarigione. sarà completa quando ringrazierai. perché tu sei molto molto più bella della tua rabbia.

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