Adam B.

Essendo io una poveraccia i libri che mi servono per studiare li ho comprati usati su internet.
Forse li avrei comprati usati anche se non fossi stata una poveraccia,non so.
Ricordo solo che quando mio padre ancora lavorava ed io andavo ancora a scuola me li comprava sempre tutti nuovi di zecca i libri.

Le cose sono adesso cosi.

Essendo io una sfigata megagalattica ho ricevuto libri usati da qualche altro poraccio come me.
Che coincidenze,a me ste cose fanno accapponare la pelle,ma seriamente.

Voglio parlare in particolare del libro di Storia & Geografia,che per chi non lo sapesse si studia i primi due anni di liceo,nella maggior parte degli indirizzi.
Sicuramente in quello che faccio io.
Da terzo anno poi si studia solo Storia.

Voglio dedicare questo articolo ad Adam B.

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Adam era un ragazzo di quindici anni,li aveva compiuti quell’estate prima di tornare a scuola in seconda liceo.
Adam era un ragazzino che viveva nel nord Italia,vestiva in modo ricercato e andava in un liceo molto particolare.
Una scuola per la maggior parte frequentata da ragazze;il liceo delle scienze umane.
Lui aveva scelto quella scuola perché amava le ragazze.
Non era il tipo con la bava alla bocca davanti ad ogni bella ragazza con i jeans stretti che gli passava davanti.
Lui era quel tipo di ragazzo che le donne le guarda,le guarda nel profondo degli occhi e se non ci legge quello che vuole,si volta e fa finta che non esistano.
Adam era ricco di famiglia,arrivava il primo giorno di scuola in classe con le scarpe eleganti e lucide,i capelli tirati indietro con il gel e un paio di Ray-Ban che toglieva solo al momento secondo lui più opportuno.
A casa lo aspettavano sulla scrivania in legno di rovere già tutti i libri per quel nuovo anno scolastico,nuovi di zecca e rivestiti di quella speciale plastica che li proteggeva da intemperie e sbadataggine.
Adam si sedeva all’ultimo banco della classe,accanto alla sua amica,e attendeva come sempre.
Entravano una alla volta le nuove compagne,trasferite da scuole adiacenti o bocciate dell’anno precedente.
Lui le guardava da dietro le lenti degli occhiali e le studiava.
Poi quel giorno entrò lei,quella ragazzina bassa e truccata di nero che ricordava un dolce ed innocente panda.
Adam sfilò gli occhiali e la scrutò meglio.
La ragazza alzò lo sguardo verso quegli occhi di fuoco che la puntavano,come due calamite i loro sguardi combaciarono per alcuni istanti.
Adam sorrise spontaneamente,e a quel sorriso la ragazza ricambiò nell’immediato.
Si sentirono subito come solo i ragazzi innamorati possono sentirsi; uniti nell’anima,oltre il corpo.
Il trascendentale adesso toccava anche Adam,lo scrutatore di donne.
Adam lasciò subito lo spazio accanto al suo a disposizione della ragazza che senza timori ci si accomodò.
Si presentarono,si scambiarono sguardi incerti e indagatori.
Adam le voleva chiedere se fosse fidanzata.
Lei voleva chiedere a lui se fosse straniero,era di una bellezza cosi sconosciuta.

Passarono i mesi.
Adam e la ragazza iniziarono a legare sempre di più,diventarono amici veri e propri.
A fine del primo quadrimestre sapevano già tutto l’uno dell’altra.
Adam durante le lezioni di Storia si distraeva sempre.
La professoressa spiegava e poi li lasciava a loro stessi a fare i riassunti dei capitoli.
Durante la spiegazione Adam inforcava gli occhiali sotto lo sguardo di rimprovero della professoressa e fissava di sottecchi la ragazza al suo fianco.

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Quando arrivava il momento di fare i riassunti,solo quando lei era voltata verso di lui,toglieva gli occhiali da sole.
Adam voleva saperci fare con le ragazze,soprattutto con lei da quando l’aveva conosciuta,cercava di mostrarle i suoi occhi cristallini il meno possibile per sorprenderla di più.

Quel giorno dovevano riassumere il capitolo su,L’uomo e la città nel frattempo chiacchieravano.
Adam e la ragazza parlavano spesso di religione.
Lei era Testimone di Geova,lui era ateo.
Dopo averla contraddetta per la centesima volta sull’esistenza di Dio,Adam prese il libro e scrisse una frase in alto alla pagina con la matita.
Passò il libro alla ragazza e attese.

«Puoi non avere Dio nel cuore,ma puoi avere le altre persone nel cuore» aveva scritto Adam.
La ragazza sorrise e si voltò verso di lui «Tipo chi?» gli chiese,lui non aveva Dio nel cuore.
Adam sorrise, «Tipo te».
Lei era nel suo cuore,lui era nel cuore di lei insieme a Dio.
Nessuno l’avrebbe mai saputo però,solo loro due ed io.

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Adam era insoddisfatto della vita che aveva,suo padre era sempre via per lavoro,quasi non lo conosceva.
Non ricordava il giorno del suo compleanno.
Sua madre usciva il pomeriggio con le sue amiche e tornava di notte mentre lui dormiva.
Nonostante l’aria arrogante e sicura di se,dentro Adam desiderava morire per cancellare la solitudine che c’era nella sua vita.
Per cancellare quel figlio di facciata che avevano creato i suoi genitori solo per non essere meno dei loro amici snob dell’alta società.

Era quasi la fine dell’anno quando la ragazza,che adesso era diventata la sua ragazza,prese un attimo in prestito il libro di Storia di Adam per vedere quale capitolo dovevano studiare quel pomeriggio insieme.
Il libro si aprì all’ultima pagina,Adam era sulla porta della classe ad attendere l’arrivo della professoressa di matematica.
La ragazza vide il disegno che aveva fatto Adam durante la lezione,un uomo che veniva colpito da una pallottola,strizzò gli occhi preoccupata.
Adam tornò al banco e lei chiuse di scatto il libro.
Lo scrutò in silenzio mentre si toglieva gli occhiali e le diceva che la prof era infondo al corridoio a bere il caffè.

La ragazza continuò ad essere preoccupata per Adam,finché un giorno,in quell’estate in cui avrebbero compiuto entrambi sedici anni,gli parlò di quel disegno che aveva visto.
Adam scoppiò a ridere mentre si asciugava una goccia di sudore che colava dalla fronte.
Faceva caldo,Adam era teso.
Oltre ad aver letto nel suo cuore,adesso lei iniziava a leggere anche nella sua mente.

I due ragazzi andarono a vendere i loro vecchi libri di scuola ad un negozio dell’usato.
Il libro di Storia & Geografia sarebbe stato comprato cinque mesi dopo da una ragazza del Sud.
Sarebbe partito in uno scatolone,e dopo tre giorni sarebbe arrivato alla sua nuova proprietaria.
Che avrebbe letto le sue pagine,i suoi disegni e le sue parole,entrando non solo nella Storia ma anche nella Storia Personale di Adam B.

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Il ragazzo che disegnava gente che moriva,sul libro che sarebbe finito nella mani di una ragazza che sei mesi prima aveva tentato il suicidio.

41 risposte a "Adam B."

      1. Magari voleva uccidere i genitori o gli insegnati, oppure era un appassionato di film horror, oppure era attratto dal concetto di morte.
        Tu sei stata più pratica, in effetti.

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      2. Non è essere pratici,Vittorio. È la mia interpretazione personale in base alla mia percezione della realtà.
        Per me uno che disegna uomini che vengono colpiti da una pallottola o che si buttano da una montagna (quello ve l’ho risparmiato,non l’ho fotografato) ha una tendenza suicida xD
        Poi ci stanno benissimo anche le tue supposizioni, vorrei avere l’indirizzo di sto tipo per chiederglielo xO
        Sarà stupido ma le tracce che mi ha lasciato sul libro me lo hanno fatto idealizzare come un ragazzi esattamente affascinante, almeno perche abbiamo in comune quella cosa della morte.

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  1. Wow, meraviglioso. Anche io ho comprato sempre libri di seconda (anche terza o quarta) mano. E’ sempre affascinante leggere la storia di qualcun altro e farsi film sulle parti mancanti. E a volte le coincidenze sono proprio strane…

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  2. Una storia degna delle pagine di grandi scrittori statunitensi e inglesi; una capacità di dar corpo agli indizi all’altezza dei grandi giornalisti di oltremare, perché i nostri sono proprio una fetecchia. Valentina sei straordinaria: questa è Letteratura contemporanea vera, autentica. E tu… Tu non aspettare più di uscire dalla crisalide: sei già una farfalla meravigliosa.

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  3. aawww. Bellissimo, adoro questo genere di racconti. Partire da tanti piccoli indizi ed immaginare la genesi e il contesto da cui sono nati e la fantasia di immaginare degli attori e dei luoghi ed una storia… Bellissmo, bello!

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  4. Io adoro i libri usati ci trovo un mare di cose che mi fanno ridere un sacco e dato che li compro da persone che hanno frequentato la mia stessa scuola a volte ci trovo anche risposte a domande dei professori che erano gli stessi o comunque appunti che mi aiutano. Poi ci sono quelli che non avevano mai studiato in vita loro e mi vendono un libro praticamente nuovo ma vabbe

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    1. Si,diciamo che in campo di studio anche il tizio a cui appartevena il mio libro di Storia e Geografia non aveva fatto niente.
      C’erano sottolineate poche righe di un capitolo su 10 xD Lo sto usando più io,perche io se non evidenzio sono persa e vabbe.
      Almeno mi ha lasciato la sua filosofia Adam 😀

      Comunque benvenuto/a nel mio blog,mi pare che sei nuovo/a da queste parti.
      Adesso vado a curiosare bene sul tuo blog 🙂

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  5. Da questi segni sul libro ti sei inventata tutto di sana pianta… be wow. Complimenti. Bella storia, bel finale, ben scritta anzi direi sceneggiata perché me l’hai fatta immaginare tutta come un film. Che dire … grazie per la lettura

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    1. Ahh grazie a te per averla letta!
      Sono sicura che avrei potuto fare di meglio,e che chiunque potrebbe fare di meglio.
      Ma questo m’è uscito fuori anche se un po strampalato e allora ho voluto lasciarlo cosi com’era 🙂

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      1. Mi hai fatto pensare a quanti adolescenti contemplano l’idea del suicidio, nonostante esternamente possano sembrare “normali”, del tutto comuni. E, anzi, noi altri che ci sentiamo davvero tanto male spesso pensiamo di essere gli unici. Certo a volte i problemi degli altri ci sembrano sciocchezze ma… ognuno ha il suo modo di agire, proporzionato alla sua forza…

        Ti regalo una frase che mi ha detto ieri mia zia: “Non esiste pazzia. Matti lo si diventa per il dolore e l’incomprensione”.

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