2017 & 2018

Un altro anno è passato. L’ennesimo.
E un altro anno è iniziato. Il nuovo.

L’ennesimo anno passato: Il 2017

Come riassumere in poche parole il mio 2017?
Merda. Reparto di psichiatria. CSM. Psicofarmaci. Studio. Pacchetti sotto l’albero.
Francesco.

E che cazzo,sempre sta lui? Si. Sta sempre. Okay?
Facciamocene una ragione.

Il 2017 è stato l’anno più strano della mia vita da quando sono nata quasi vent’anni fa.
È stato passato per metà nel più profondo abisso della mio pozzo personale.
E per l’altra metà in uno strano posto dove si sta bene,e che non avevo mai conosciuto prima da quando sono venuta al mondo.

I primi mesi del 2017; Gennaio,Febbraio,Marzo,Aprile,Maggio…
…Li ho passati chiusa in casa a non fare altro se non leggere e scrivere di notte e suonare la chitarra ogni tanto quando avevo voglia di farmi del male.
Ho trasformato la mia bambina in uno strumento del male l’anno scorso,poi quest’estate ci ho pianto lacrime amare sopra cercando di purificarla dallo schifo che le ho fatto vedere e provare.
Nei primi cinque mesi del 2017 il mio sangue è stato versato a litri.
Per prelievi sanguigni e per l’autolesionismo che mi stava ossessionando come mai aveva fatto da cinque anni a quella parte.
La notte non dormivo. Vegetavo sui vari divani e nel mio angolino a divorare libri e scrivere storie di mostri,quelli che stavano dentro e fuori,ma tutti nella mia vita stavano.
Uscivo solo per andare in Biblioteca,e non parlavo mai,non mi conoscevano nonostante andassi li tutte le settimane.
Ero un fantasma.
Avevo i capelli lunghi,pieni di nodi e raccolti sempre stretti.
Ogni tanto me ne staccavo qualcuno per rabbia,come faceva la me stessa tredicenne.
Quando dormivo,in quei primi cinque mesi del 2017,facevo sempre incubi,o avevo allucinosi.
Mi svegliavo,gridavo,urlavo e strappavo le coperte.
Buttavo qualche quadro per terra,picchiavo il primo che mi capitava a tiro -quasi sempre mia sorella o mia madre-.
Vedevo i giorni passare e aspettavo la morte.
Lenta,dolorosa,come cazzo sarebbe stata non mi importava,basta che arrivasse a liberarmi.
Non sapevo più cos’era la realtà e cosa la mia immaginazione.
A metà Aprile mia madre mi portò dal dottore di famiglia che era molto preoccupato per me.
Mi prescrisse degli antipsicotici,e per poco le allucinosi scomparvero,e pensavo che col tempo sarei tornata alla realtà.
Poi tutto è crollato come un castello di sabbia.
È arrivato Maggio,con lui la primavera. E con la primavera la mia fine.
Forse ero un bruco in un baco da seta. E a Maggio mi sono schiusa.
Ma sapete com’è? Per diventare farfalla,il bruco deve morire.
Ed è morto. Sono morta.
Stavo male,ho preso gli antipsicotici,ne ho presi troppi,ed ho sperato di morire. Di addormentarmi e non svegliarmi più.
Ma lì è iniziato l’incubo. Non mi sono addormentata più.
Sono rimasta in piedi tre giorni di fila,a camminare nel corridoio.
Mai sono stata anima in pena quanto lo sono stata in quei giorni.
Non mangiavo,non bevevo,mi reggevo a fatica e non avevo nemmeno la forza di piangere.
Gli occhi vitrei che non si riflettevano nello specchio quando passavo nel salotto.
Alla fine quando è tornato mio padre quel lunedì mi ha portata in ospedale.
Prima al pronto soccorso qua vicino. Li siamo stati tre ore,ma gli hanno detto che ormai ero fuori pericolo,che il fortissimo corpo aveva ormai combattuto e vinto contro la morte che mi ero data.
Che palle,ho pensato in quel momento. Dovrò tornare a casa e tagliarmi le vene. Poi tutti che piangono,non volevo dare tutta questa prova della mia teatralità. Volevo solo non svegliarmi più.
Ma a casa non mi ci hanno portato se non per poco,poi papà m’ha portata all’altro ospedale,dove sapevamo tutti quanti che reparto stava.
E lì è venuto tutto fuori. Abbiamo pianto. Io e lui. Mai avevo visto mio padre piangere prima di quel giorno,neanche quando sono morti i suoi fratelli o sua madre.
A Maggio 2017 sono stata ricoverata una settimana nel reparto di psichiatria.
Hanno iniziato a curarmi.
Ho conosciuto vari angeli in quel posto,e vari demoni.
Quello si che è il Purgatorio. In mezzo tra i due mondi.
Sono uscita di lì che ero un angelo,ho buttato gli antipsicotici e ho iniziato la mia nuova vita.
Quando sono rientrata nella mia camera il 20 Maggio 2017 ho sentito l’odore di carta stampata che si sente per la marea di giornali che conservo.
Ho sentito l’odore di casa. Ho visto le tartarughe. La mia casa,loro.

Da Maggio ad oggi ne sono successe di cose.
Molte positive,altre negative.
Ma complessivamente è stata una metà anno positiva da quando sono uscita dall’ospedale.
Ho conosciuto persone speciale che mi porterò dietro per anni ed anni.
E non parlo del nano dello psichiatra e della psicologa.
Parlo di Francis. Parlo di quei pacchetti sotto l’Albero di Natale.
Mi sono arrivati come doni natalizi,ma saranno con me per molto più che un Natale.
Forse la cosa migliore di quest’anno è stata proprio questa; conoscere persone che posso definire amiche.
E non parlo di Riccardo. Non parlo di Eva.
Parlo di te,Gattaccio che non sei altro. Parlo di te,Mirtilla. Parlo di te,piccola Asiuccia.
Parlo di voi che forse sarete più lontani di Riccardo ed Eva,ma siete più vicini.
Siete nel mio cuore.
Ed ovviamente parlo di te. Che sei il più lontano di tutti e il più vicino di tutti.
Francesco.

Quest’anno,si…tu lo sai…è stato più bello per questo motivo;
Perché ti ho ritrovato.
Ed ora siamo incatenati come due ancore indivisibili.
Chi ci stacca più?

In questo 2017 ho ritrovato anche la mia sfrenata passione per lo studio.
Per le nail art e per il trucco. Ho ripreso a truccarmi dopo un paio di anni almeno che non guardavo il mio viso cosi da vicino.
Quest’anno ho finalmente indossato -a Natale- quella gonna che ho comprato per i miei diciotto anni.

Quest’anno ho ritrovato alcune mie vecchie passioni ed ho scoperto nuovi lati di me.
Ho scoperto il coraggio. Non l’avventatezza. Il coraggio,il mio coraggio.
Ho scoperto l’onestà,che forse mi salverà.
Ho scoperto che posso essere paziente.
Non molto ma sempre meglio di prima.
Ed infine ho scoperto che posso essere simpatica,che quando mi ci metto con France lo faccio morire dalle risate per le cazzate che sparo a raffica.
Ho scoperto,ma questo credo di averlo sempre saputo,che do più importanza alle persone che alle cose.
Che do più importanza al fatto che mio padre è vivo e non al giubbotto di pelle nuovo.
Però,ragazzi,il giubbotto di pelle,è pur sempre il mio miglior amico!
Sia chiaro a tutti! Nessuno può prendere il suo posto 😉
Poi questo che ho comprato da poco,sembra quello che indossava Alex Turner.

Come se in una sera invernale il freddo mi avesse fatto tremare,e lui fosse venuto a mettermi sulle spalle il suo giubbotto.
Oh,Alex.
Tu ci sei sempre. Nei miei anni migliori e non.
Alex è il comune denominatore di tutto.
Di tutto.
Ecco dove sta la chiave. Della mia vita. Si chiama Alex Turner signori.

Un altro anno è iniziato: Il nuovo 2018

Ebbene,eccoci qui.
Siamo arrivati anche a questo nuovo anno.
No,non l’ennesimo.
Il nuovo.
Quest’anno voglio recuperare tutte le cose che non ho fatto,voglio arrivare a fine 2018 e sentirmi piena,ma cosi piena di vita,da desiderare altre due vite da vivere.
Ho una lista di esperienze da recuperare.
Ho una lista di cose da fare.
Ho una lista di obiettivi. Primo tra tutti lo studio.
Cazzo,cazzo,cazzzzzooo!!!! Mancano sei mesi all’esame.
Ho una paura assurda,ma so cosa farò.
Farò come ho fatto a tredici anni,che sono arrivata all’esame di terza media che ero cosi fredda,impassibile e preparata,che m’hanno dovuto mettere sette per forza anche se avevo fatto più assenze che interrogazioni durante l’anno.
A quelli dell’Archita li voglio stupire.
Non vuol dire niente che sono privatista e quindi si aspettano una povera scema che non sa un cazzo.
Io so più di loro e di tutti i loro alunni messi insieme.
Tralasciamo il fatto che io ho studiato e studio anche autori fuori dal programma.
E tralasciamo anche il fatto che non so un cazzo di matematica.
Ecco,se c’è una cosa che devo fare in questo sei mesi,è trovare un modo di arrivare almeno al cinque in matematica.
Ora sono a zero,e il libro nemmeno l’ho aperto che mi fa paura e mi dice brutte parole 😥

È iniziato il 2018.
Voglio festeggiarlo con una delle canzoni più pazze su cui adoro ballare.
Mi ci vedete,povera nana come sono,ballare su To the stage?
Beh,si lo faccio.
Sono la Regina dell’headbanging

E infine,ma non per importanza,voglio augurare un anno pieno di sorprese e novità a tutti voi,che mi leggete con una pazienza che…ragazzi,diciamocelo…io non avrò mai con me stessa 😉
Siete dei miti,vi si adora.

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44 risposte a "2017 & 2018"

  1. Quando ho letto questo tuo articolo stavo per piangere, perché mi ha riempito il cuore, l’anima!!, di gioia sentirti dire che questo 2018 sarà la tua svolta! Io sono con te! E soprattutto sono FIERA di te perché stai tirando fuori il coraggio e le palle (come si suol dire)!! E so che ce la farai! Soprattutto perché a quell’esame farai il culo a tutti! Te lo dice la tua Mirtilla! ❤ e non avere paura che il libro di matematica più lo apri più ti è amico! 😜 …quando avrai freddo, non temere, ci sarò io ad abbracciarti oltre alla tua favolosa giacca di pelle 💕💝 quest’anno è tuo, come tutti gli altri a seguire! Questo è solo un nuovo splendido inizio 💞💃🍷 e io ci sono! Buon 2018 chicca 💖👭

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  2. “ Desiderare altre due vite da vivere “.
    Ecco. Qui è racchiusa la tua nuova partenza.
    Ne sono tanto contenta.
    Questa frase trasuda entusiasmo, forza, determinazione.
    Ti auguro ogni bene.
    Ti auguro autostima all’ennesima potenza.
    Per quanto concerne l’esame da privatista, io ce l’ho fatta, nonostante l’abisso tra La matematica e me.
    Impegno e tenacia, ti premieranno.
    Ne sono certa.
    Ti abbraccio.😘💪🏻

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  3. Il tuo racconto, la tua storia, sono emblematici… è un circolo naturale che, ciascuno a modo proprio, debba toccare il fondo per poi risalire. Solo che abbiamo paura, e quel fondo cerchiamo di non toccarlo, di non lasciarci andare, finendo per farci più male di quanto ne avremmo se lasciassimo il tempo fare il suo corso.
    Il buio e la luce sono due volti della stessa realtà: tu, ora, hai conosciuto entrambi e questo può, se lo permetti, insegnarti a godere a pieno di ogni momento.
    Buon 2018, di cuore

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