Come una macchina

I am a machine…

Automatic,I imagine,I believe

The Fantasy,Thirty Seconds to Mars

Sono una macchina.
Un aggeggio costruito dagli uomini per soddisfare i loro bisogni.

Nello specifico,sono un auto.
Sono un Alfa Romeo.
Di quelle sportive,lucide e da ricconi con la colonia sotto il naso.

Sono una macchina ribelle.
Non mi piace seguire la strada dritta e lineare che vuole seguire il mio proprietario.
Sono io. Sono la proprietaria di me stessa.

Ho guidato dritto per un po,lenta come una lumaca mi godevo il panorama,ma poi mi sono stancata.
Poi ho aperto i finestrini ed ho iniziato a far inquinare l’aria che respiravo.

Mi sono fermata.
Ho frenato bruscamente prima di finire dritta contro un albero.
Ero finita fuori strada. Cazzo. Che ci faccio qui.
Sono scesa,ed ho lasciato l’auto incustodita.
Mi sono incamminata nella sterpaglia in ricerca di aiuto,mentre l’auto,l’involucro,era vuoto e incustodito.

Non ho trovato nessuno,mi sono persa nel bosco.
È calata l’oscurità ed io non ritrovavo nemmeno l’Alfa.
Il mio magnifico involucro pronto a proteggermi da ogni pericolo.
Si sentivano ululati di lupi,risatine malefiche,tutto attorno a me sembrava pronto ad attaccarmi e farmi a pezzi.

Poi ho iniziato a correre.
Ho chiusi gli occhi,ho svuotato le mie viscere dell’urlo che mi proveniva da dentro e mi sono schiantata contro qualcosa.

Quando ho riaperto gli occhi c’era la luce,era giorno.
Ed ero stesa accanto alla mia auto,all’Alfa. A me stessa.
Avevo sbattuto la testa contro il corpo stesso della macchina.
Continua è la guerra contro me stessa.
Giro sempre intorno tornando a quel punto,sbattere la testa contro me stessa.

Ho odiato l’ammaccatura sulla fiancata verde smeraldo e allora ho aperto il bagagliaio.
Ho preso il bidone di benzina e ho iniziato ad annaffiare la macchina.
Prima ho gettato dei lampi di benzina sulla struttura,poi ho aperto la portiera ed ho iniziato ad inondare i sedili,il volante,il cuore interno dell’auto.
Mi sono accomodata garbatamente sul sedile del conducente ed ho stretto le mani al volante mentre il mio sguardo vagava fisso nell’eterna incertezza.
Ho preso la scatola di fiammiferi dal portaoggetti.
L’ho stretta nella mano umida di benzina ed ho sfregato il polpastrello del pollice contro la parte ruvida,quella dove la capoccia di zolfo sfregata crea il fuoco.
Il fuoco che tutto brucia e distrugge.

Dovevo scegliere.
Vivere o morire.
Bruciare tutto o andare all’autolavaggio a fare una doccia all’involucro e a me stessa.
Ma chissene. È solo una delle tante crepe.
Il tempo passa,se ne formeranno di nuove. Di peggiori.
Non devo finirla qui. Non è ancora l’ora.

Ho acceso il motore e ho dato gas facendomi sfuggire un gemito di rabbia dal profondo.
Ho fatto retromarcia e ho accelerato verso la strada.
Non ho fatto nemmeno attenzione se ci fossero o meno altre auto,sono tornata in pista e basta.
Ho corso a più non posso,il motore faceva strani rumori,minacciava di lasciarmi,fino all’autolavaggio.
Ho lasciato che l’acqua lavasse via la benzina.
Ho aperto il finestrino ed ho lasciato che bagnasse irrimediabilmente la scatola di fiammiferi e la mia mano umida di benzina e tremante.

Ero ancora fradicia quando sono uscita dall’autolavaggio senza nemmeno pagare.
E allora ho accelerato.
E accelerato.
E non mi sono più fermata.

46 risposte a "Come una macchina"

      1. Penso che sia tutta una metafora, e l’ho capita perfettamente. Il testo mi ha completamente catturata, perché sono pensieri che avrei scritto anch’io, mi ci sono ritrovata. E credo che tutto ciò dimostri quanto tu sia forte, ma soprattutto quanto tutto questo odio verso te stessa sia inutile.
        E che ce la puoi fare pure da sola a sfrecciare, a qualsiasi velocità tu voglia. Hai ancora tanta strada da fare, e sei ancora in tempo

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      1. Che bello!! ^_^ Anche a me piace, così come ascoltare la mia preferita che mi fa sentire a casa *_* Ultimamente sto recuperando soprattutto album che mi mancavano di gruppi che già mi piacciono!

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      2. Figurati!! ^_^ Mi fa piacere!! Poi vedo se altri miei contatti lo usano, magari sarà anche comodo! Non lo facevo perché più persone usano whatsapp appunto 🙂
        Così poi quando ci scriviamo via mail ci diamo i contatti! :*

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  1. Sei tosta, sei tosta: sfili i cartelli che ti indicano la retta via, e ti vai a cercare da sola la risposta alle tue domande. Ti avveleni, ti schianti, decidi di mandarti allo sfascio. Ma mordi il freno e riparti sgommando. E con i 30 seconds in radio…
    Prendi la patente, ma petite, e governa la tua Alfa; fuck, yeah!

    Piace a 1 persona

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