Storia di un curioso giardinaggio disturbato

L’altra mattina sono uscita per andare in Biblioteca.
Ho girato per andare dietro,nella nostra parte di cortile.
Come ormai è mia abitudine prendo le buste dell’immondizia e le vado a gettare sempre.
Sono diventata la donna dell’AMIU di questa casa.
Mentre prendevo le buste pesanti che per una pora ragazza alta un metro e sessanta con già lo zaino pesante di libri addosso sono il sassolino giusto per far uscire fuori l’ernia,ho voltato involontariamente lo sguardo verso qualcosa di nuovo che mi ha sorpresa.

Ho visto questo ammasso informe di verdume e mi sono avvicinata.
Ho sorriso.
Che sta succedendo? Un miracolo?
Cosa ho fatto di buono nella mia vita per meritare questo?
Mi sono voltata e lamentandomi ad alta voce come faccio sempre «Ah,e che sono l’AMIU!» (che tanto mia madre da dentro mi sente!) me ne sono andata sorridendo.

Era fine Marzo 2017 quando mi era presa la fissa per il giardinaggio.
Noi abitiamo a piano terra.
Abbiamo un pezzo di cortile che è di nostra proprietà.
Quando mia sorella ancora abitava con noi aveva piantato una marea di piante che ogni anno fiorivano e lasciavan sbocciavano fiori di tutti i colori.
Io che ero ancora piccola al massimo piantavo le lenticchie,adoravo vedere le piantine che ne crescevano.
Poi sparivano.
Mia madre.

Da quando mia sorella si è sposata il giardino l’ha spostato nel balcone di casa sua.
E qua fuori sono rimaste un po’ di piante che sono morte perché mia madre le cura saltuariamente.
Tranne il basilico. Ah,lei da brava donna che cucina ogni domenica il sugo non può farsi mancare il basilico in giardino.
Il nostro giardino è tutto un basilicaio.
Io ero molto gelosa di tutto quel rigoglioso e puzzolente basilico allora mi sono messa in testa di sconfiggerlo.
Togliere l’egemonia del basilico al giardino,ed averla io.
Io!

Non ho il pollice verde.
Nonostante sia il mio colore preferito,di solito quando tocco una pianta muore.
Si ritrae in se stessa spaventata dal mio odio cosmico.
Solo i Fiori del Male di Baudelaire non mi sono appassiti in mano.
E per fortuna!
L’anno scorso perciò ho cercato e ricercato nei supermercati finché non ho trovato le bustine con i semini.
Alla faccia del basilico,adesso lo faccio io un bel giardino!
E poi,tu,verde rognosa pianta da condimento che finisci sempre nelle pentole,non potrai far altro che abbassarti al cospetto delle mie bellissime piante.
Dei miei bellissimi fiori.
Avevo scelto una bustina di fiori sparsi.
Mi ero fatta portare una sedia da mio padre ed ero pronta a passare i pomeriggi primaverili in giardino a leggere sotto il sole e annusando il profumo dei miei fiorellini colorati.
Ci ho perso delle settimane eh.
Prima nella ricerca delle bustine con i semi,poi nel raccattare la terra e i vasi.
Infine nella coltura. O come si dice,boh.
Sono una giardiniera fallita. Stavo meglio in un barattolo sott’aceto.
Mio papà quella giardiniera l’adora.
Comunque ho messo i semini sotto la terra ed ero contenta.
Uscivo ogni giorno e andavo ad annaffiarli col mio annaffiatoio fatto in casa.
Una bottiglia di plastica con qualche buchetto qua e là.
Fighissima,ero la giardiniera più povera a sfigata che si fosse mai vista.
Quando passava la vicina mi guardava,come sempre.
Io sorridevo forzatamente,perché in quel periodo poi non dormivo nemmeno la notte e quindi stavo proprio una merda peggio del solito.
Il giardinaggio non curò i miei problemi psicologici come speravo avrebbe fatto.

Le settimane e i mesi sono passati e non è cresciuto niente.
Ma proprio niente. Neanche l’ombra di una radice,niente.
Continuavo a guardare le indicazioni scritte dietro la bustina che mi ero appiccicata alla scrivania.
La fioritura doveva avvenire in Primavera.
La primavera era arrivata da un pezzo ma non si vedeva ancora niente.
Nel frattempo stavo iniziando a rileggere per la seconda volta di seguito tutti i Fiori del Male e iniziavo ad infastidirmi di questo passatempo inutile.
Passavo le ore fuori a guardare in cagnesco la terra e ordinando ai semi di uscire fuori e farsi vedere.
Mi sa che li ho spaventati.
Pure ai fiori rossi,che devono essere i più spavaldi,ho spaventato.

Mia madre era sempre più preoccupata della mia ossessione per quella terra arida e senza vita,anche se io ogni tanto qualche vermicello ce lo vedevo che guazzava.
Avevo il sospetto che fossero loro i colpevoli,che i fiori non volessero fiorire per colpa dei vermicelli che gli facevano schifo.
O forse i vermicelli si erano mangiati i semi.
A confermare la preoccupazione di mia madre ci pensai io una notte.
Siccome mia madre ormai mi controllava sempre di notte,se mi alzavo per andare a bere un pò d’acqua me la ritrovavo in cucina con gli occhi strizzati dalla luce che mi chiedeva se andava tutto bene.
Ed io mi incazzavo anche se era piena notte perché mi opprimeva.
Avrei voluto,inconsciamente,che mi lasciasse sola,cosi che avrei potuto prendere il coltello.
E fare quello che cazzo mi pareva.
Ma quella notte non mi trovò in cucina,c’era la finestra aperta,io stavo seduta per terra in giardino a fissare la terra morta.
Piangevo e singhiozzavo.
Mia madre mi ha preso di peso,poraccia che pesa due volte meno di me,e mi ha fatta entrare.
Neanche mi ha rimproverato,parlava tra sé e sé e diceva che la gente stava dormendo.
Ma io non stavo dormendo,e non era giusto che quei cazzo di fiori non venissero fuori per farmi felice.
Non c’era niente che andava per il verso giusto in quel periodo,neanche due innocenti fiorellini volevano vedermi per farmi un attimo felice e serena.

Io amo la natura,passare del tempo nel verde mi rilassa tantissimo la testa.
E neanche due fiorellini potevo avere fuori a casa?
Certo,non era il posto migliore perché a meno di due metri c’era il giardino di mio fratello,ma tanto quelli non escono mai in giardino.

 

Poi mi sono rassegnata,mia madre e mio padre mi hanno detto che probabilmente non avevo comprato i semi giusti.
Che forse erano guastati.
Insomma,le solite scuse che adottano i genitori per consolare una bimba di cinque anni.
Peccato che io ne avevo 18 all’epoca. E mi avvicinavo ai 19.
Ma ero regredita incredibilmente allo stato primordiale.
E il non poter vedere due fiorellini sbocciare mi faceva sentire uno schifo.

Non sono capace nemmeno di far sbocciare due fiori.
Che cazzo campo a fare? C’è,ma stiamo scherzando?
Non so fare niente. Non sono buona a niente. A nulla.

 

Poi è arrivato Maggio.
L’ospedale. Il ricovero.
Tutto.
Mi sono dimenticata dei fiori e del giardinaggio.
Avevo altri interessi a quel punto.
Andare dalla psicologa. Tornare a scrivere sul blog.
Uscire di casa oltre che per andare in giardino.

 

Ed è arrivato l’altro giorno.
È arrivato il momento che nemmeno me ne so accorta ed è sbocciata una piantina in uno dei vasi.
«La vita» mi son detta vedendo quella piantina «La vita è beffarda».
«Quando sei morta dentro non ti permette di far sbocciare nulla attorno a te» «Tutto quello che fai è appiccare fuoco e distruzione,solo le macerie puoi lasciare come tue tracce».
«Poi rinasci,ed anche la piantina inizia a sbocciare assieme a te».

 

P1060398.JPG

 

 

Adesso mi aspetto che questa Primavera faccia i fiori.
Insomma,che li facciamo insieme.
Non so come fare i fiori io,non chiedetemelo,ma proverò ad osservarla e chiederglielo.
Questa volta con più garbo e meno dispotismo.
Anche se non fa i fiori la amo già cosi com’è.
Piccola ma forte,resisteremo insieme alle intemperie e alla fine sbocceremo.
Contro tutti e tutto,alla fine faremo fiori coloratissimi come l’arcobaleno.

58 risposte a "Storia di un curioso giardinaggio disturbato"

  1. Nelle parole di Valentina c’è tanta delicatezza e tanto sentimento: un sentimento vivo, vero, autentico e pure controllato, dosato per far nascere in chi legge intense emozioni. Lei è una scrittrice vera, grande: per la prima volta nella mia vita, dopo due grandi poeti come Mario e Lorella, ho avuto il grande dono da questa piccola vita di conoscere una della stessa genia di London, di Kafka, di Pirandello. E la cosa che più mi stupisce è che lei non vede, modesta come è, quanto sia grande: ed è proprio perché è davvero grande.
    Questo racconto è una miniatura, con pennellate leggere e intense che rendono tangibile un piccolo mondo: che dono quella mente, quel cuore, quell’anima così colma di amore che a volte non riesce a contenere!
    Stile unico, inimitabile e carattere riflessivo che a volte rivela anche il suo lato drammatico.
    Conobbi qualcuno che si rivolgeva a chi lo seguiva con l’appellativo di “anima bella”; certo dimostra una visione positiva del mondo e dell’umanità: tuttavia se dovessi ridire di una “anima bella” direi qualcosa di lei: perché la sua anima è più che bella. È rara.

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    1. Le tue parole si che sono inconfondibili Francis!
      Quando leggo le cose che mi scrivi mi si stringe il cuoricino ❤
      Ti ringrazio infinitamente,e lo farò per sempre.
      Avrei qualche contestazione da muovere vicino al nome di Pirandello,Kafka,London…ma visto che oggi è domenica lascio in pace tutti 😀

      Però, parli tanto di me e non hai speso una parola sulla piantina 😦
      Ma hai visto quanto è carina?
      Quella è la mia speranza,spero non appassisca mai ❤

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    1. Grazie Paola,quanto sei dolce!!! *—*
      Spero davvero che nascano dei bei fiorellini, nel frattempo questa speranza mi ha fatto tornare in mente l’idea della lotta contro il basilico.
      Mi sa che comprerò un altro vaso e pianterò qualcosa di particolare.
      Devo informarmi su che piante vivono bene in questo ambiente che abbiamo qui *~*

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  2. Valeeee neanche io ho il pollice verde, ma quando un anno e mezzo fa, che mio papà era partito, e dovevo colmare il vuoto in qualche modo, ho riempito il mio balconcino di vasetti e piantine, capisco la tua soddisfazione perché è la stessa che provai quando sbocciò la violetta, che ama il freddo… eh per il giardinaggio ci vuole tantissima pazienza perché ci vuole TEMPO, tempo assai… ma prima o poi arrivano ❤

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  3. Non avevo notato la notifica, l’ho letto adesso. Fai nascere tante riflessioni e tante emozioni attraverso i tuoi scritti Vale. Continua così, hai la stoffa per divenire scrittrice. In quanto ai fiori, sboceranno e saranno i più belli della città, la vita è forte ricordalo, per quanta arida sia la tetta c’è sempre qualche seme che riuscirà a farcela, perché è così, la vita va avanti.

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    1. Grazie caro. Dovrei essere felice delle tue parole?
      Non lo so,sai che sono sempre indecisa e ipercritica verso me stessa.
      Voglio fare la scrittrice? Ne ho la stoffa?
      Per ora faccio come Sylvia Plath,scrivo perche ne ho bisogno,mi rende viva scrivere. Poi vedremo.
      Ok,non sono una donna negli anni 50′,tecnicamente per me non dovrebbe essere difficile come lo fu per lei “essere pubblicata”,ma io mi pongo lo stesso il problema xD

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  4. Io non so proprio come gli altri hanno sempre piante perfette e verdi e a me muoiono o seccano o non durano. Quest’anno avevo preso una doccina di primule e ciclamini per metterli fuori davanti casa. Ebbene è arrivato il gelo e l’indomani erano distrutti. Son riuscita a recuperare 3 piantine soltanto. Vado on giro qui a camminare e vedo tutti che hanno primule e ciclamini indenni. Ma cosa ci mettono? Devo scoprire il segreto!

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