Pensieri sparsi di un utente sociopatica

Al Centro il tempo passa veloce.

Ma chi cazzo voglio prendere in giro?
Me stessa. Cerco di farmelo piacere.
Ma non va.

Al Centro il tempo non passa mai.
Arrivi alle nove del mattino e pranzi dopo sette anni.
Non passa.
Mai.
Si dilunga e dilania per straziarti dentro con i tuoi strazi quotidiani.

Una cosa è stare a casa a leggere,scrivere,studiare,suonare la chitarra…insomma,fare le mie cose.
Una cosa è stare lì con le mani incrociate a guardare gli altri che giocano a burraco.
Ti dilania la mente e ti fa tornare prepotentemente tutti i pensieri ossessivi che la notte ti impediscono di dormire.

Cerchi di fare qualcosa.
Di leggere.
Di giocare ai giochi più stupidi come obbligo o verità assieme agli altri.
Di uscire fuori a fare qualcosa.
Qualsiasi cosa.
Anche le uscite,le gite.
Tutto è vanificato del suo intento positivo e mi distrugge e fulmina dentro.

Sento la testa che va nuovamente per i cazzi suoi.
Bye,bye Valentina.
E mi ritrovo a passare giornate senza controllo di me stessa.
O nel letto a soffrire il caldo,senza riuscire neanche a mettere in fila due parole di un libro per poter passare il tempo leggendo.

Ancora però è qui con me,non è del tutto sparita.
La mia lucidità intendo.
Ogni tanto ha deciso di farsi qualche viaggetto perchè il centro diurno la stanca troppo.
Ma sta ancora qua.
Ancora non sono tornata a tagliarmi.
Ancora non ho sbattuto la testa contro il muro.
Ancora non ho ricominciato a vedere cose strane.
Però mi sono addormentata piangendo,sfinita.
Non va benissimo cosi.
Il centro diurno non è un fantastico parcogiochi.
Il centro non è un ospedale psichiatrico.
È un fottuto carceriere.
Ed io sto diventando la carceriera di me stessa e degli altri.
Sta uscendo fuori quella parte pedante della mia personalità che non dovrebbe mai uscire fuori,e cercando inutilmente di emulare il leader che mai sarò mi ritrovo ad abbracciare,fare regali,e parlare con gente che infondo disprezzo.
Disprezzo perchè sta lì,perchè cazzo nella sua vita doveva essere più forte e non finire là.
Disprezzo perchè mi somigliano.
Disprezzo perchè non ci sono limiti tra di noi,siamo fuori controllo tutti.
Ho chiesto di Riccardo qualche giorno fà.
Nessuno l’ha mai sentito nominare.
Non è passato di qua.
Questo mi rende più tranquilla.
Sento che il territorio è completamente mio.
Nessun altro potrebbe mai rubarmelo.
Anzi,una persona ci sarebbe,ma vive troppo lontana per essere pericolosa.
Il centro è mio,ma lo odio.
Anche quelli dell’altro centro odio.
Quello accanto al nostro,ogni tanto li vedo fuori o in portineria.
C’è quel tizio che è carino,potrei metterlo anche tra le rockstar bone se volessi,ma lo odio per il semplice fatto che sta fuori di testa.
Prima mi si presenta tutto galante e stravagante,poi ho intravisto che fuma come un turco (e ne ho di Turchi e quant’altro) ed è di un nervosismo che solo il fatto che mi passa accanto mi da fastidio.
Mi sto scoprendo molto più suscettibile e sensibile di quanto pensassi.
Non avere la libertà di lavarmi le mani tutte le volte che voglio mi sta facendo soffrire.
Non avere la libertà di uscire e andare a fare i cazzi miei mi fa stare male.
Sentirmi osservata e giudicata dai medici che -cazzo- stanno scrivendo una cartella su di me,mi fa sentire come un fottuto topo in gabbia.
Non puoi scrivere su di me,solo io posso farlo.
Non avere la libertà di stare sola quando mi pare,mi fa male.
Non avere la libertà di sentirmi stupida mi fa incazzare.
Perchè tutti pensano che io sia speciale e sti cazzi connessi?
Sono solo una cogliona come tutti gli altri,ve ne andate un pò a quel paese tutti insieme?
Cosi rimango sola e sono felice.
Poi potete anche dire che sono intelligente da quel paese.
Già sapevo di avere la personalità antisociale (viva i sociopatici!) ma stare nella società mi sta facendo uscire ancora più fuori l’istinto omicida.
Oh,quanti di loro vorrei uccidere.
C’è quel tizio,che è un viscido lurido pervertito secondo me,e sto aspettando il giorno che mi tocca con un dito per staccarglielo.
Il pensiero di sentire quel meraviglioso suono -«Trac…»- dell’osso che si stacca,e correlato il suo urlo,oh quanto mi fa godere.
Sarebbe meraviglioso farlo davvero.

 

Lui.
Lui m’ha rifiutata.
Molto semplicemente.
Io,con la mia faccia ormai denza dignità apparentemente rimasta dentro,sono andata dritta come un razzo ma non troppo diretta per non spaventarlo.
Ed ho ricevuto un fottuto due di picche.
Storia conclusa qui.
Mi sarei gentilmente messa a fumare e ascoltare R U Mine? in quel momento ma era momento di incazzarmi e impuntarmi quindi ho fatto altro.
Sono stata snob e maleducata quando chiedendo «Ti piacciono i Simpson?» mi ha risposto lui invece che la ragazza a cui l’avevo chiesto ed io gli ho detto «Non ho chiesto a te» acida come un oliva andata a male.
Rifiutata ma non piangente.
Rifiutata e zitella acida.
Fuck.

Nel gruppo continuano i casini,le incomprensioni.
Io cerco di fare il leader ed appianare,ma sono incapace.
Alla fine per colpa di mio padre che ha detto «Che te ne devi fare tu della pizza?» (lui fa il pizzaiolo) ho dovuto dire che non volevo uscire più con loro per andare in pizzeria,umiliata nel profondo perchè sapevo che mio padre mi ha detto cosi perchè non ha i soldi da darmi per mandarmi in pizzeria.
Umiliata ancora di più quando mi hanno chiesto se prendevo la pensione.
Siete impazziti? (Ah,beh….si,forse si in effetti!!!)
Io non sono invalida.
Sono un cesso,sono obesa e pedante.
Ma ho tutte le gambe e braccia,ho la vista e anche se schizzo ogni tanto di testa non sono invalida.
Preferisco essere messa sotto da un camion piuttosto che prendere la pensione.
Se mai arriverà quel giorno morirò dentro definitivamente.

Sto male.
Odio tutti.
Specialmente lei.
Ma anche l’altra.
Le odio tutte.
E anche i maschi,lurici porchi.
Fanno tutti schifo,senza distinzioni ormai.
Maschi e femmine.
Umani.
Sporchi e fastidiosi.

Il centro è pieno di stereotipi.
Esso stesso è uno stereotipo.
Non va bene cosi,perchè siamo tutti diversi.
Siamo ognuno un caso umano a parte.
Non siamo stereotipi.

 

 

 

 

Ah,utente perchè cosi ci chiamano lì.
Noi siamo “utenti” del centro.
Ed io sono utente di WordPress,ok?
O volete cacciarmi via perchè sono sociopatica?

23 risposte a "Pensieri sparsi di un utente sociopatica"

  1. Che cazzo e’ questo Vale???
    Questa “cosa” non sei tu.
    E non scrivero’ altro.
    Non qui.
    Ma questa cosa piagnucolosa che scrive NON SEI TU!
    Tu sei quella che ‘ uscita dalla merda ,si e’ sciacquata e ora profuma come un neonato.
    Sei quella che si e’ riacchiappata il cervello un milione di volte.
    Tu sei quella che urla e combatte.
    Che stramazza al suolo prende fiato e si rialza.
    Ti abbraccerei forte cucciola se potessi..ma ti prenderei anche a calci in culo!
    Ti voglio bene..a modo mio.

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    1. E invece sono proprio io questa , oltre ad essere quella ne è uscita, sono anche quella che ci ritorna periodicamente. Credo che questa volta la colpa sia di una decisione sbagliata dei miei medici vero virgola Sento che questo centro diurno mi sta distruggendo. Forse anche il caldo,o era semplicemente ora che avessi un’altra crisi depressiva, non so, la mia mente è così instabile che è difficile prevedere quello che le capiterà la breve. Sicuramente in questo momento mi sento peggio del solito per colpa degli ormoni, e questo non posso né cambiarlo nel superarlo, posso solo attendere. Quando tornerò lucida, se tornerò lucida, riderò anch’io della Valentina piagnucolosa.

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  2. Potrebbe essere un momento di passaggio, come succede a tutti. Ma se questo tuo stato persevera dovresti provare a parlarne con i tuoi medici. Ah, un piccolo consiglio: cerca di essere un po’ più libera senza pensare a chi ti osserva facendo ciò che ti aiuta a stare meglio, quando sei al centro ed anche fuori. Ad esempio, ti va di uscire a predere aria facendo una passeggiata o semplicemente sedendoti su uno scalino a guardare il paessaggio o i passanti? Fallo! Senza preoccuparti di nient’altro. Un abbraccio

    Piace a 1 persona

    1. In realtà già ho accennato la psicologa che non mi trovo molto bene al centro. Ma ho paura di deludere tutti , sia lei che lo psichiatra, che la mia famiglia, che me stessa , che gli operatori del centro che già mi hanno preso in simpatia. A me stanno simpatici, ma li odio.

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      1. Credo che dovresti parlarne in maniera più dettagliata, come sei riuscita a farlo qui. E non bisogna mai pensare alla delusione che potrebbero provare gli altri – che non è neppure detto – soprattutto quando si tratta del nostro benessere e della nostra felicità.

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    1. Solo una persona, credo. Ma al centro diurno divento un utente come tutti gli altri. Non è colpa mia se ci chiamano così , credo lo facciano per non chiamarci pazienti , ma sicuramente è altrettanto avvilente😔

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