#RebloggingMyself: Aggiornamento Franceschi

Siccome la mia situazione ‘’Franceschi’’ continua e si sta pure a incasinà,ho deciso di scriverne opportunamente un secondo capitolo.

Già che mi trovo a dover pubblicare una puntata della Rubrica #RebloggingMyself ho deciso di allegare questo aggiornamento all’articolo orginale.

Eccovi,miei cari clienti,servito il «Caso Franceschi»,bollente e un pò impiastricciato.


Franceschi: Aggiornamento Agosto 2018

Francesco,l’altro Il Francesco che cercavo da dieci anni a questa parte.
Che fine ha fatto?
Cosa è accaduto?
L’ho trovato dopo aver smosso mari e monti per averlo?
Beh,si,l’ho trovato.
Vi confesso che l’ho trovato ma non grazie alle mie ricerche e collaboratori.
È successo quando tornavo a casa dall’esame di matematica la prima volta,quindi a fine Maggio.
Ero sudata,sotto al sole,e sbraitavo contro mia sorella lamentandomi come una partoriente a cui viene negata l’epidurale.
Ero confusa,spaventata a morte e mortificata di essere cosi stupida da farmi bocciare solo per la fottuta matematica.
E proprio mentre ho visto la salvezza in un piccolo negozio di bevande che aveva in esposizione il thè freddo in offerta (ne sono drogatamente dipendente),l’ho visto.
E non l’ho visto.
Ho sentito la sua presenza a pochi metri da me,sostanziosa come se pesasse trecento chili.
Cavolo,come si è fatto alto quel ragazzo.
Andava sempre accanto alla madre,aveva ancora i capelli lunghi e la barba trasandata.
Mia sorella mi ha dato una gomitata.
L’ho ossessionata per tutto l’inverno con la ricerca,ed ora che lo vedevo non facevo nulla?
Si,mi sono azzittita e ci siamo oltrepassati.
Cogliona. Cogliona! Quanto sei cogliona? Troppo. Complimenti eh.

Mi sono voltata, «Valentì,ma hai visto chi era?» mi diceva mia sorella.
«Certo che ho visto,cazzo» rispondevo io guardandoli andar via.
Non potevo fare ne dire niente.
Ero tutta colata,non ero Valentina.
Che dovevo dirgli?
Come minimo si spaventava,e non mi riconosceva.
E chi aveva il coraggio di stringergli anche solo la mano per come stavo conciata?
No. Non è il momento,ho pensato.
E me la so presa a quel posto,penserete voi.
Ebbene no.
La faccenda è continuata oltre quell’episodio.
Ovviamente ne ho fatto una tragedia greca.
Ho avvalorato l’ipotesi del gatto col sombrero del fatto che forse lo vedo una volta sola d’estate perchè è andato a vivere fuori e torna qui per le vacanze.
Poi ho pensato che Maggio è presto per le vacanze.
E poi l’ho rivisto proprio quando non me lo aspettavo.

Stavo nel negozio di elettrodomestici dietro casa con mia sorella e mia madre,loro cercavano il ventilatore,io guardavo le tastiere bluetooth e bevevo una coca fredda.
Chi entra nel negozio?
Lui e sua madre.
Io sorrido e mi nascondo dietro allo scaffale e li spio proprio come una stalker schifosamente colpevole.
Cercavano ventilatori per auto.
Per la prima volta dopo dieci anni l’ho sentito parlare.
Sono stata contenta soprattutto di vederlo bello aggiustato e pulito.
Capelli tagliati,lo stesso taglio che portava a dieci anni,barba non troppo incolta,occhi neri aperti.
La sua voce era la stessa di dieci anni fà,questo mi ha un attimo traumatizzata,poi ho alzato lo sguardo incredula.
Ancora non riuscivo a capacitarmi che fosse lì,cosi vicino a me.
Per un attimo i nostri occhi neri si sono incontrati,io ho sorriso automaticamente,e so che mi ha preso per una pazza,ma ho rivisto gli stessi buchi neri che ho io negli occhi dentro i suoi.
Che cosa assurda.
No,non credo sia un drogato come pensava la mia psicologa,penso solo sia un ragazzo particolare.
Oh,se un giorno me lo ritrovo al centro diurno.
Non uscirà di lì senza avermi messo un anello al dito.
A volte penso che Sylvia Plath mi abbia trasmesso la fissa per il matrimonio,eppure ho iniziato a leggerla che già volevo sposarmi.
Allora è colpa di mia madre.
Ma la colpa che voglio sposare uno che si chiama Francesco è sicuramente mia.

Francesco,il Criceto tedesco Su France che posso dire?
Niente di speciale da annotare.
Lui è il solito.
Io sono la solita.
Vorrei portarlo come argomento alla maturità.
Lui dice che sono pazza a pensarci già da ora che mancano tre anni.
Io dico che siamo pazzi entrambi.

Francesco,mio cognato Che dire,lui è stata la più grande delusione umana di questi ultimi mesi.
Sono accadute questioni che riguardavano la bambina,ed io mi sono molto arrabbiata.
E la sua reazione di menefreghismo nei confronti del bene e dell’incolumità della bambina mi ha profondamente delusa.
Altro che dicono a me che non me voglio bene solo perchè ogni tanto sbrocco.
Io sono cosi,pazza e poco paziente.
Ma mi farei mettere sotto da un camion pur di salvarla e proteggerla.
E il suo non farlo cosi a spada tratta come lo faccio io,mi ha fatto sentire molto sola e stupida.
Stupida perchè l’avevo giudicato male.
Dopo dieci anni che lo conosco,ancora non so chi sia.
Infondo però non è mio marito quindi chissene.
Penso a mia sorella e mia nipote,per ora lui non c’è.

Ed ora passiamo alle new entry!
Eh già,ho conosciuto nuovi Franceschi.
Al centro diurno. Ce ne sono tre.

Francesco,l’attore Ciccio ha trentuno anni,è abbastanza alto e robusto.
Ha la carnagione scura,mi ricorda terribilmente mio fratello.
Gliel’ho detto.
Ci parlo,si,ogni tanto.
Un sabato eravamo i soli parlanti al centro diurno e allora abbiamo fatto chiacchiere.
Mi ha chiesto due volte il numero di telefono.
La prima gli ho detto no, «è presto,non ci conosciamo proprio».
La seconda «Si,si,te lo do,Francè» ma non gliel’ho dato.
Non credo l’avrà mai. Stefy m’ha detto che è ossessivo e chiama ogni cinque secondi.
E poi non saprei se buttare lui o il telefono dalla finestra per la disperazione.
Odio che mi si chiami.
Nonostante tutto questo,mi sta simpatico.
Ha un modo di fare molto particolare,ed è appassionato d’arte teatrale.
Quando inizia a dire una battuta lo fisso dall’inizio alla fine.
Molte volte lo interrompono,e lui si scoraggia in quattro e quattr’otto,anche se lo preghi non continua a parlare.
Al pranzo di Ferragosto ha fatto un discorso.
Un pò incasinato ma che m’è piaciuto,mi ha ricordato la sensazione che provavo leggendo Seneca a quattordici anni; non ci capivo un cazzo.
Me sta simpatico. Se mi chiedesse di metterci insieme gli direi di si,per il semplice gusto di avere un suo abbraccio.
Mi sembrerebbe di essere ripagata di quell’amore che mio fratello non mi ha dato.
Ma si sa che non durerebbe molto,e non per la differenza d’età,ma perchè lui è molto incerto.
Dopo un giorno mi lascierebbe.
Ma io sono consapevole di tutto già adesso.
Mi fa ridere solo guardarlo,m’ha confessato cose che me lo fanno collegare tanto a France mio.
All’acquapark ho iniziato spudoratamente a buttargli acqua addosso,e dopo un pò che la soddisfazione montava dentro di me gli ho gridato «Scusa Francesco!» «Ma oggi c’è l’ho con te solo perchè ti chiami Francesco!».
Lui ovviamente non mi ha chiesto spiegazioni perchè non chiede mai molto,allora gliele ho date io,per darle a me stessa.
«Il mio migliore amico si chiama come te,Francesco!» «E oggi voglio vendicarmi!».
Quando sono tornata a casa e l’ho detto a France mi ha detto che l’aveva proprio sentita.
L’acqua che gli avevo buttato negli occhi con violenza e rabbia eterna.
Voto per questo nuovo Francesco che ancora non so come soprannominare? 10 e lode!

Poi al centro abbiamo il Francesco La Lagna che è una lamentela continua.
Lo odio a morte.
Vecchio,sporco e malato.
Lo odio perchè da fastidio ai miei nervi fragili mettendo alla prova la mia pazienza,e perchè ho paura di diventare come lui un giorno.

Infine c’è Francesco il Grande.
Uomo di grande cultura e intelligenza,ha inventato un gioco da tavolo che mi piace molto.
Non l’ho ammesso lì per lì perchè altrimenti mi chiedevano di comprarlo e il mio portafogli (che non esiste) langue.
Ma è figo quel gioco.
Mi dispiace che verrà dimesso a breve dal centro,quindi non avrò l’opportunità di conoscerlo meglio.
Un vero peccato,è il tipo di persona che ti insegna per la vita.

Come sempre i Franceschi mi deludono e sorprendono.
Ne compaiono di nuovi periodicamente,e segnano in un modo o nell’altro il mio cammino.
Un giorno scriverò un libro intitolato «La mia vita con i Franceschi».
Sono sempre e ovunque.

Un annetto è passato,e sono ancora convinta della stessa idea;
Mio figlio si chiamerà Francesco.
Credo che ormai non mi smuove più nessuno su questo punto.
Articolo orginale,la prima lista ⇓


Franceschi

Questa è una storia triste,commovente e irrealistica.
Ma vi assicuro che è tutto vero,posso chiamarvi a testimoniare quasi tutti i protagonisti di questa storia e affermerebbero la mia tesi.
Io sono pronta,mena,diamoci una mossa prima che iniziano a girarmi i pensieri per la mente come mosche e inizio a piangere.
Qualche anno fà,mi pare un paio di anni fa,scrissi la lista dei Franceschi che erano stati importanti nella mia vita.
Per chi non lo sa,nella mia vita c’è questo stranissima coincidenza che le persone importanti che mi segnano in positivo si chiamano tutte Francesco.
Adesso,potrei andare a ricercare quella vecchia lista,ma non mi va perché incontrerei nei meandri del vecchio blog tanta sofferenza che non mi va di rivivere in questo momento.
Se a voi va di ricercare quell’articolo fate pure,da ste parti deve stare sempre e comunque.
Io voglio pensare al presente,e al nuovo Francesco che il fato mi ha regalato,per rendere la mia vita un pò migliore e più completa.
Dovrei fare un puzzle dei Franceschi,ognuno si incastra perfettamente da qualche parte,mi ha dato qualcosa di se.
Io sono tutta fatta da pezzetti di Franceschi sparsi trovati qua e là.
Iniziamo con ordine,come piace a me.

Francesco,il primo in assoluto.
I primi Franceschi li ho conosciuti a scuola elementare.
In classe mia ne arrivarono due il terzo anno di scuola elementare.
E tutti e due avrebbero segnato la mia vita per sempre.
Il primo,il primo Francesco è stato il pazzo.
Quel pazzo che giocava a fare il cretino e quando mi vedeva mi punzecchiava le spalle per chiedermi come stavo.
Quel pazzo che mi portò una foto di Gerard Way insieme a M.Shadows e mi disse che dovevamo assolutamente capire chi fosse.

Io e quel pazzerello eravamo amici,ma lui parlava poco con gli altri,veniva poco a scuola. Diventammo davvero amici solo quando in quinta elementare la maestra mi spostò dal banco alla destra della mia amica che aveva i pidocchi accanto a lui e all’altro Francesco.
Diventammo amici tutti e tre,ma come potevo diventare amica io con altri bambini,in modo trasparente.
Ma erano loro a non essere trasparenti.
Francesco D. finite le scuole elementari l’ho rincontrato dopo un annetto e siamo tornati ad essere amici.
La nostra amicizia è continuata con alti e bassi fino ai nostri sedici anni.
Franky,questo il soprannome che si era auto assegnato,si erano innamorato di me quando eravamo adolescenti,io lo amavo ma non riuscivo a rendere un azione il mio sentimento.
Ero piccola e avevo paura perche sua madre era molto protettiva con lui,ed avevo paura anche di lui perché era complicato,era cosi volubile. Ma io lo adoravo a Frank,mi aveva dato tutta la musica che mi salvava la vita giorno dopo giorno,mi aveva fatto prendere per la prima volta tra le braccia una chitarra elettrica,era la prima persona con cui avevo pianto per le brutte cose che mi facevano a scuola. Avevo pianto sulle sue spalle,che all’epoca mi sembravano tanto forti,perché era più alto di me,ma la sua anima non era più forte della mia. Dio,chissà che direbbe Franky se fosse qui adesso.
Se sapesse che ho tentato il suicidio sei mesi fa,cazzo,lui mi avrebbe tirato uno schiaffo per una cosa del genere e poi sarebbe scoppiato a piangere,come era solito fare quando vedeva quanto anche io odiassi me stessa. Quando vedeva i miei tagli,iniziava a tirarsi i capelli e incolparsi di tutto.
Quando lo vedevo cosi,pensavo di essere uguale a lui.
Lui soffriva del disturbo bipolare. Era iniziato tutto fin da sempre,era stato sempre cosi lui da quando lo conoscevo.
C’erano periodi che veniva a scuola a torturarmi con la musica nuova che ascoltava,e periodi in cui si assentava per mesi ed io mi chiedevo che fine avesse fatto. Una volta entrata a far parte della sua vita avevo conosciuto anche il lato ”oscuro” di Fra,ovvero i periodi in cui entrava in una depressione profondissima.
Ho cercato di fargli continuare la scuola,io che non ci andavo più ormai,la mattina mi alzavo e andavo a vestirlo e fargli la colazione (abitavamo nello stesso quartiere,pochi marciapiedi di distanza),senza la madre che era a lavoro lui era perso. Lo accompagnavo a scuola,poi andavo a riprenderlo e lo portavo a casa,passavo tutto il mio tempo con lui.
Gli ultimi mesi con il mio primo Francesco sono andati via cosi,nel buio più assoluto della sua stanza pitturata di blu,le finestre sempre chiuse ed io che non sapevo più che fare.
Il 7 Novembre di tre anni fa il primo Francesco della mia vita,forse il mio primo vero amico sincero,si è suicidato.
Se già prima stavo male per me,dopo la sua morte mi sono presa carico di tutto il peso della sua sofferenza e ho tirato avanti come potevo.
Non vado sulla sua tomba da un bel pò,tanto mi ero rinchiusa in casa che non pensavo nemmeno di andare a parlargli.
Dovrei farlo,metterlo al corrente di ciò che ho fatto di brutto recentemente e di quelle poche cose belle che sto facendo adesso come studiare. Lui sarebbe stato orgoglioso di me,sono sicura.
Avrei avuto bisogno del suo aiuto in questo momento,ma me la caverò lo stesso grazie agli altri Franceschi.
Per fortuna la vita non me ne ha dato uno solo.
Ma forse perché il primo,forse perché aveva gli occhi che si muovevano in sincronia con i miei,Franky resterà sempre il più importante di tutti.

Francesco,l’altro
L’altro Francesco che ho conosciuto a scuola elementare era anche lui un tipo abbastanza strano.
Faceva il pagliaccio in classe,adorava recitare,non mi stupirei di vederlo in qualche film,quel ragazzo sa piangere a comando come nessuno mai.
Mi rubava i biscotti al cioccolato,e poi il giorno dopo sua madre mi portava un pacco nuovo.
Quando mi umiliavano lui veniva e mi abbracciava come se niente fosse,come se noi fossimo destinati ad aiutarci in silenzio.
Come se ci fosse un accordo tra di noi che conoscevamo bene ma non potevamo dire.
L’ultimo giorno di scuola elementare mi regalò il suo portachiavi preferito a forma di pulcino (lo porto ancora sempre con me) e mi disse di non dimenticarlo.
Una volta finita la scuola elementare mi dimenticai di lui apparentemente,ma nel mio cuore un posto per lui era rimasto sempre tra i Franceschi.
Quando lo rividi qualche anno dopo mi resi conto che io ero innamorata di quel ragazzo e probabilmente lo ero sempre stata.
Ero in macchina con mio padre,fermi al semaforo,una mattina in cui mi accompagnava a scuola superiore. E lui camminava per strada accanto a sua madre.
Mi resi subito conto che era diventato altissimo,e il mio cuore scoppiò.
Da quel giorno,in cui avevo quattordici anni,lo rincontro ogni anno.
È una delle cose che aspetto di più di tutto l’anno,è la mia festa preferita,solo che il giorno cambia,è una cosa imprevista.
Io arrivo sempre impreparata e alla fine non gli parlo mai.
L’ho visto molto da vicino un paio di anni fa nel negozio di surgelati del nostro quartiere,e ci ho scritto anche un articolo su questa visione paradisiaca di un paio di anni fa. Adesso me lo vado a rileggere cosi mi ritorna in mente. Ah,per quante notti l’ho sognato. Sogno sempre il nostro abbraccio. Ritrovarsi. Due anime divise da dieci anni che devono ritrovarsi.
Ero fidanzata con France,l’altro,il tedesco,un paio di anni fa,per questo non gli ho parlato.
Poi l’ho rivisto,quest’estate. Era ancora più alto,la barbetta e i capelli più lunghi. Mi ha fatto un impressione assurda,assomigliava cosi tanto a France quello che abita in Germania che quasi svenivo.
Non scherzo,ero in giro con mia sorella Laura (caso strano anche nel negozio di surgelati ero con lei,dovrei uscirci più spesso con Lallina xD) e ci siamo fermate perché vedevo tutto girare. Già ero pazzarella quest’estate,e adesso ogni volta che ripasso da quell’incrocio mi aspetto di rivederlo.
Ogni volta che passo dal negozio di surgelati,getto uno sguardo dentro quasi automaticamente per vedere se c’è.
Quei posti sono saturi di lui.
Quanto vorrei parlargli,lo cerco di dieci anni,vorrei sapere se mi sono sognata tutto o no.
Ma poi sono giunte complicazioni (sotto lo stesso nome) perciò ho perso un po la rotta.
Lui rimane il mio sogno nascosto.
Chissà se si ricorderebbe di me se lo chiamassi. «Francescooo!!!».
Il nome che sono destinata a gridare all’infinito.

Francesco,mio cognato
Contemporaneamente negli anni della scuola media ho conosciuto altri due Franceschi importanti per la mia vita.
Il primo è mio cognato.
Il fratello maggiore che non ho mai avuto. Cioè,voi lo sapete,un fratello maggiore c’è l’ho ma è una merda,perciò preferisco di gran lunga mio cognato. Poi è un Francesco,come si può non preferirlo?
Occhioni azzurri,e simpatia a palla,mio cognato è una delle persone più belle che conosco. È paziente. Con mia sorella,con la bambina,con tutti. È quello che dalle mie parti si dice «un pezzo di pane».
Lavora,ama incondizionatamente sua figlia. Quando lo osservo guardare sua figlia vedo l’amore infinito nei suoi occhi,è una cosa bellissima. Le ha costruito una casetta stupenda per giocare. Darebbe la sua stessa vita per lei.
Mio cognato. L’uomo che mi ha portata al mio primo concerto.
Thirty Seconds To Mars,Rock in Roma,2014.

Una notte a Roma,siamo stati solo io e lui perché mia sorella era incinta. Mi ha portato all’Hard Rock Cafè,mi ha fatto fare un pranzo da regina. Gli ho sempre voluto un bene dell’anima a mio cognato,forse nei momenti bui della mia vita l’ho trascurato,ma lui sono certa che sa che gli voglio sempre bene. Gli ho regalato una spilla della nostra band preferita qualche settimana fa,e l’altro giorno l’ho vista attaccata al suo giubbotto.
Abbiamo qualcosa che ci unirà per sempre,quella notte a Roma a cantare a squarciagola From Yesterday.

Francesco,il genio che mi ha teso una mano
Anche se ha fatto parte della mia vita per soli tre anni (quelli delle medie,eravamo compagni di classe) anche questo Francesco è stato importante a modo suo per me.
A volte mi dimentico perfino che si chiama Francesco,perché lo chiamavamo tutti Pio,che è il suo secondo nome.
Come Padre Pio,lui si chiama Francesco Pio.
Pio era il classico piccolo genio della classe.
Oltre ad essergli eternamente grata perché mi ha aiutata in matematica all’esame di terza media,gli sarò grata per sempre per quella mano che mi ha teso.
L’ultimo anno di scuola media sono stata vittima di bullismo,e un giorno mi ritrovai alla fine delle lezioni sola in classe contro il muro dopo che ero stata umiliata. Pio è tornato indietro e l’ho visto venirmi incontro. Mi ha teso la mano e mi ha aiutata ad alzarmi.

Non dimenticherò mai questo suo gesto,è stato l’unico a fare qualcosa per aiutarmi tra i compagni di classe quando ero in quella situazione,era l’unico a darmi ragione.
Che io sappia poi è andato allo scientifico Francesco,sono certa si sia diplomato con cento e lode e spero adesso abbia iniziato Medicina.
Degli altri miei compagni,quei bastardi che non hanno fatto che ridere delle mie umiliazioni non spero nulla,ma da Francesco mi aspetto di ritrovarmelo a fare il medico all’ospedale.
Magari una prossima volta che starò male sarà lui a curarmi,mi farebbe molto piacere vederlo realizzato…almeno a lui xD

Francesco,il Criceto tedesco
Un altro Francesco importante per me è il tedesco,questo è ovvio,lo conoscete bene ormai.
L’avete conosciuto come Colui che non deve essere nominato quando ancora mi vergognavo di pronunciare il suo bellissimo nome,poi l’avete conosciuto come Criceto,Criceto tedesco o Criceto saggio,infine ho dovuto ammettere a me stessa,che si,anche lui si chiama Francesco.
Sapete,quando mi disse il suo nome io reagii malissimo,chiedeteglielo un po.
Gli feci pesare la cosa. Quasi gli chiedevo di cambiare nome xD
Mi sembrava impossibile che potesse accadere una cosa del genere.
Franky s’è n’era andato da pochi mesi,e l’arrivo di un nuovo Francesco mi aveva completamente spiazzata.
Come è ormai ovvio,mi sono innamorata anche di lui.
Mi innamoro di tutti i Franceschi,guardate che appena ho visto mio cognato (non era ancora fidanzato con mia sorella,era solo un amico di mio fratello al suo matrimonio) sono rimasta colpita dalla sua bellezza,poi la cosa è finita li. Non che dentro sia una brutta persona mio cognato,anzi,ma non mi piaceva a me.
A me piacevano altri Franceschi.
Francesco….Francesco mio caro siciliano. Ah,forse lui è quello che ha la voce più bella tra tutti i Franceschi della mia vita,con quell’accento siciliano suadente.
È anche il più simpatico,il più scemo e il più furbetto di tutti.
Io e lui ci siamo trovati perché siamo due facce opposte della stessa medaglia. La nostra medaglia si chiama; disturbo mentale.
Sulla mia faccia c’è scritto: disturbo di personalità antisociale.
Sulla sua faccia c’è scritto:depersonalizzazione.
Ma infondo,siamo pappa e ciccia.
Appunto,Ciccio. Ciccio Bello 😉
Anche lui come ogni Francesco che si rispetti è altissimo (solo mio cognato non è altissimo tra i Franceschi).
Lui attualmente,con il posto di migliore amico,è il Francesco principale della mia esistenza,e sento che sarà difficile togliergli questo posto.

Micheluzzo,il ricordo di France

Francis,l’ultimo ma non per importanza
È ultimo solo in ordine di arrivo. Ma secondo me invece la cosa è positiva che sia l’ultimo che ho conosciuto.
È quello nuovo nella cerchia.
L’ho conosciuto circa quattro mesi fa,qui su WordPress,quindi devo dire che anche il mio ritorno al blog era una cosa destinata a farmi bene se mi ha dato l’opportunità di conoscere questa bellissima persona.
Grazie a lui ho fatto il corso di scrittura e ho socializzato per un po,poi lasciamo perdere che la mia antisocialità ha prevalso,lui mi ha aperto comunque un mondo che non conoscevo.
Se ho bisogno di un consiglio lui c’è sempre,ed io penso di essere la persona con cui lui può sfogarsi sempre.
Anche noi siamo simili,abbiamo passato quelle sofferenze.
Ci definiamo zio e nipote. Perché lui ha la stessa età di mia madre.
Potrebbe davvero essere mio zio,uno di quelli che mi mancano.
Anche se non abbiamo un legame di sangue le somiglianze dell’anima vanno oltre,perciò io e Francis siamo legati.
Ripeto,non so quanto durerà,spero il più possibile.
Come ogni volta che incontro sulla mia strada un Francesco,spero che resterà nella mia vita il più possibile,perché è sempre utile avere un Francesco a portata di mano.
Ma uno di quelli davvero Franceschi eh,non un Francesco taroccato.
Ripeto che ho voluto riscrivere questo articolo proprio per l’ultimo Francesco che ho conosciuto,e se in futuro ne conoscerò altri importanti (ormai sono certa che accadrà ancora xD) aggiornerò nuovamente questa magnifica lista.
Cos’è per me un Francesco?
Per me Francesco è il mio passato,il mio presente e il mio futuro.
Francesco è tutto,la mia vita.
Decidete voi di quale Francesco sto parlando adesso 😉

Se avrò un figlio un giorno lo chiamerò Francesco,ormai ho deciso.
Anche se il padre sarà Francesco 😀

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11 risposte a "#RebloggingMyself: Aggiornamento Franceschi"

  1. Il tuo modo di descrivere le cose e’ perfetto.
    Probabilmente perche’ le vivi intensamente.
    Molte cose che hai scritto me le avevi raccontate e rileggendole le sono riuscite a focalizzare di piu’.
    Credo che ti meriti una persona speciale al tuo fianco…che si chiami Francesco o Giorgio o Nathan, non avrebbe importanza.
    Ti meriti di sorridere e avere una vita felice con una persona speciale perche’ credo davvero che tu sia speciale.

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  2. Conosco già indirettamente tutti questi Franceschi 😀 ma mi ha fatto molto piacere questo ripasso! Lo sai, anche per me è importante questo nome, ci si chiamava il fratello di mia mamma, una bravissima persona che non c’è più ma, come tutti i tuoi Franceschi, mi rimarrà sempre nel cuore ❤

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