The Paradox

Due facce.
Una sola Valentina.
Il paradosso.

Fantasma,invisibile.
Fenomeno da baraccone,troppo visibile.

Da quando ho iniziato il laboratorio teatrale (troppo poco tempo per dare un giudizio,figuriamoci uno definitivo) ho sentito predominare nella mia fottuta testolina queste due forti emozioni che mi hanno fatta sentire a disagio e tesa nei confronti di questa attività.

Il primo lato di me si sente fantasma invisibile all’occhio umano.
Posso attraversare il cerchio umano ma nessuno può vedermi,non esisto per nessuno.
Sono trasparente.
Nessun segno degno di nota.
Chissene frega di sta cogliona.
Solo io posso vedere me stessa,e giudicarmi aspramente come faccio da vent’anni a questa parte.
Cretina,nemmeno sai camminare.
Ma lo senti che strascichi i piedi per terra?
Non cerchi di camminare come una persona normale?!
Mena Valentina,svegliati che vent’anni c’hai e nemmeno sai camminare.
Ovvio che poi quando piove scivoli.
Non sai camminare nemmeno sull’asciutto,impensabile sul bagnato.
E guarda avanti,che mica stanno le merde come per strada a terra qua.
Alza quella fottuta testa che tieni sempre bassa e ti ha resa chiusa in te stessa come un gobbo informe e cieco.

Non guardo gli altri.
Non valgono molto per me.
Come non valgo molto io per loro.
Figuriamoci loro che cazzo valgono per me.
Sono pazienti come me,ma ognuno ha più autostima di me o è meno presente nella realtà da non farsi alcun problema.
Me li faccio tutti io i problemi,per me stessa e loro compresi.

Dio,che sentimento triste e infinitamente vuoto ho provato durante quell’esercizio al centro del cerchio…
Dovevo fermarmi al centro del cerchio e fare qualcosa,attendere che qualcuno venisse e continuasse a far quel qualcosa con me.
Io ovviamente non volevo andare.
La signora che ci fa il teatro però l’aveva prontamente capito,e mi ha incoraggiata ad andare con uno sguardo.
Potevo rifiutarmi di farlo?
Tecnicamente si,perchè non poteva costringermi nessuno.
Ma ovviamente nella mia testa mi sono dovuta costringere a farlo perchè altrimenti sapevo le recriminazioni che avrebbero iniziato a tormentarmi dal secondo dopo.
E allora sono andata,controvoglia.
Già ero bloccata fin dall’inizio,in quel momento poi ero ancora più bloccata e non mi veniva niente da fare.
Mi sono abbassata ed ho lavorato sui miei lacci,fingendo di aggiustarmeli.
I secondi passavano e non veniva nessuno.
L’ansia mia aumentava.
A tutti era arrivato qualcuno prima o poi.
E a me?
Alla fine,a me è venuta la signora che ci fa il teatro.
Nemmeno è venuta l’operatrice del mio centro,che mi conosce e dato che partecipa con noi uno s’aspetta che minimo sta là per occuparsi e aiutare i suoi utenti.
No.
Ovviamente i miei ‘’amici’’ sono spariti tutti in quel momento.
Come è sempre accaduto in tutta la mia vita,d’altronde.
Che colpe fare a loro?
La colpa è mia!
Stefy era bloccata già per fatti suoi,povera.
Pie e Ma boh,m’hanno dimenticata.
E che cazzo ci parlo a fare con sta gente se poi quando facciamo sto fottuto laboratorio assieme nemmeno partecipano con me?
Preferiscono partecipare assieme a quelli degli altri centri.
Io?
Invisibile.
Pure alla gente che poco prima ride e scherza con me.
Boh. Assurdo. Deve esserci un interruttore.

Si,ci sono rimasta di merda.
Lo ammetto pubblicamente.
Ma popo di merda.
Mi sono sentita Mille volte più sola di prima.
Ripensando a quando stavo a casa a parlare al cellulare con France,ho capito che mi sentivo meno sola con lui che non in quella stanza in mezzo a quella gente adesso nuovamente sconosciuta.
France almeno quando mi parla,Mi Parla,si ricorda di me,non gli sono invisibile.
Quando dormivamo assieme il suo respiro era nel mio cuore.
Quando abbraccio queste persone abbraccio fantocci,falsi e vuoti.
Non lo faranno apposta che mi cagano,sulla loro buona fede sono sicura,ma io ci sto male lo stesso.
Che ci devo stare bene?
‘Nsomma,alla fine fa meglio Dami che dice «No,il teatro no,che schifo».
Poi mi si chiede perchè mi piace e gli voglio bene.
Beh,lui non mi ha mai abbracciata.
Non mi ha mai ancora tradita.
Per ora è l’unica persona completamente pura e sincera che abbia conosciuto,nonostante i problemi che ha.

Comunque l’egoismo di Stefy è abissale.
Continua a dirmi a destra e a sinistra che mi vuole bene,che sono la persona migliore al mondo che abbia mai conosciuto,e poi quando sto di merda non esiste.
Non è che mi vede star male e minimizza o fa finta di niente.
È proprio che quando io sto male lei non esiste,si chiude in se stessa e pensa alla sua sofferenza,non le viene sempre di confidarsi e farsi confortare da me.
Questo mi fa salire vari dubbi sulla profondità della nostra amicizia.
Ammetto di sbagliare anche io,che mi isolo e divento catalettica quando rimango male per ste cose.
Pie cercò di parlarmi quel giorno,ma rimasi muta perchè avevo la testa troppo piena di pensieri.
In quel momento se gli avessi parlato gli avrei sputato in faccia che non volevo più essere amica sua ne di nessun altro e sarei scappata via.
Non era opportuno,allora ho preferito il silenzio.
Il giorno dopo,più calma ma sempre mortificata dal loro comportamento,gliel’ho fatto presente.
Stefy appunto si è giustificata con i suoi problemi,e non potevo darle colpe,ma gli altri due? E l’operatrice?

E quelli degli altri centri che fanno il laboratorio con noi?
Beh,facile.
Per loro sono invisibile.
Non esisto nel laboratorio.
Non esisto nel mondo.
Ed io una cosa pensavo di me stessa,e ne ero certa.
Che sono un tipo che non passa inosservato,che non si dimentica.
Salto agli occhi.

Infatti di solito,nei vent’anni precedenti della mia vita,sono sempre stata un cazzo di fenomeno da baraccone.
Dove passo passo la gente mi guarda,ride,mi giudica.
E tutto il resto che non mi va di rivangare per la trecentesima volta ora.
Da qui parte il secondo psicodramma che ho vissuto durante il laboratorio.

Il secondo lato di me mentre si accingeva a fare questi cavolo di movimenti innaturali per il mio corpo iniziava a pensare e pensare.
Cazzo,Valentina,sei sempre stata un fenomeno da baraccone.
Odiavi le recite infatti,odiavi dover stare al centro dell’attenzione.
E mo che cazzo ci fai qua?
Al centro del cerchio? Ma che cazzo è?
Che mi consiste? Non sei tu,non centri niente in tutto ciò.
Non sai muoverti. Il tuo corpo non è la tua anima,non esprime niente se non marcio.
E allora? Perchè fai sto cazzo di laboratorio?
Che,uno si rende ridicolo davanti a un pò di persone facendosi due risate invece che rimanendoci male e cosi allora guarisce?
Ma guarire da cosa poi.
Se sei cosi non puoi farci niente,ma perchè esporsi cosi?
A che mi serve?
Non mi aiuterà.
Non mi servirà a niente fare la pagliaccia a comando!!!
Anzi,per ora…mi fa stare solo peggio.
Mi sento usata e costretta.
Mi sento buttata in un sacco di patate.
E cosi che i miei movimenti risultano ancora più meccanici,costretti e legnosi.
Perchè non li voglio,non li riconosco parte di me.
Perchè mi fanno male nell’anima.

Sono stupida.
Sono davvero stupida.
Come si può sentirsi invisibile e allo stesso tempo messa alla ghigliottina?
Solo io posso.
La cazzo di demenza che ho in testa è assurda.

Però una cosa buona è successa al teatro.
Che abbiamo parlato.
Abbiamo creato.
Storie.
E lì…beh,adesso posso affermarlo egocentricamente e fuck everyone:
‘’Quando creo con la mente,sono imbattibile’’.
Sono un piccolo forno da storie.
Eccomi.
E cosi ho fatto appiccare fuoco per ricevere i soldi dell’assicurazione.
Cosi ho creato una ragazzina che doveva rappresentare me,e l’ho vista crescere e diventare una giovane che fa beneficienza.
E cosi ho rovinato i sogni d’amore delle mie care ragazze,ed ho fatto rispondere di no alla proposta di matrimonio alla protagonista della storia.
Sono troppo contorta,non potete chiedermi di fare un tutti felici e contenti.
Non è da me.
E forse…anche questo teatro non è da me.
Ma infondo,neanche il centro diurno è da me.
Allora neanche gli amici,e Damiano compreso.
Niente è da me,perchè la mia vita fino a quattro mesi fa era un altra.

4 risposte a "The Paradox"

  1. Purtroppo nella vita dovrai affrontare diverse situazioni in cui ti aspetti dell’aiuto da parte di persone amiche ma loro non se ne rendono conto perché troppo presi dai propri: dovrai parlarne quando ne avrai l’occasione e, a volte, imparare anche a far da te.
    Un altro punto importante, penso, siano i nostri pensieri: quando ci troviamo di fronte ad una situazione dobbiamo allontanare le paranoie, le ansie, le paure e provare a fare, mettendoci in gioco utilizzando le nostre capacità, senza forzarle. Vedrai che in tal modo le cose si semplificheranno e saranno spontanee e naturali.

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  2. Ci son tratti di vita, che sembrano lunghissimi, nei quali siamo trasparenti.
    Ma tu sai, come filtra la luce , attraverso la trasparenza?
    Siediti.
    Abbracciati.
    Metti, lentamente, una mano sul tuo cuore.
    In silenzio.
    Lascia parlare solo lui.
    Ascolta.
    La tua amica, probabilmente, non sta bene e non riesce anche a pensare a te, come tu, giustamente, vorresti.
    Non è che non ti vuole bene. No!
    Solo che difficilmente si riesce ad amare un’altra persona se si fatica ad amare se stessi…
    Tu sei un’anima preziosa. Spesso te ne scordi.
    Io son qui a ricordartelo.
    Spesso c’è una scissione in noi, dovuta ad eventi particolari.
    Uno sdoppiamento di noi.
    Anch’io lo subisco.
    Penso sia una sorta di salvavita. Una deviazione della nostra mente per creare un paracadute.
    In caso di caduta, allevia le ferite.
    Vale, hai lamia email, quando vuoi, io ci sono.
    Per te.
    Io ci sono.
    Ti abbraccio forte.
    FORTE❤️

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