Joining the Dots

La mia vita va avanti,sto scrivendo poco di essa ultimamente.
Ma nella mia mente si susseguono pensieri,supposizioni e desideri.
E sono arrivata ad un nuovo punto nel quale ho bisogno di fermarmi e scrivere.
Se non lo faccio esplodo.
Ho bisogno di unire i puntini che ci sono attualmente in my mind e vedere cosa ne esce fuori.

Sono di fronte ad un dilemma di cui non avrei mai pensato essere la protagonista un giorno in vita mia.
La vivo come una cosa assurda,ma è la realtà e ne prendo compiacentemente atto.


Parte 1: Cigarette Smoke

Ho intitolato questa prima parte cosi perchè uno dei due protagonisti è un accanito fumatore (ed ovviamente non sono io).
In realtà anche il protagonista della seconda parte è un accanito fumatore,ma come fuma questo protagonista non fuma nessuno.

Lui non fuma come un turco,lui fuma come un maledetto strafottente.

Credo sia stata una delle prime persone che mi siano saltate all’occhio nel centro diurno.
Ha degli inconfondibili occhi verdi.
È assolutamente un bambino perennemente infantile e scherzoso.
Ha un nome troppo comune per i miei gusti,anche per l’altro mio amico del centro si chiama uguale (no,non è Francesco il suo nome xD).
Al centro in tre hanno questo nome,ma ovviamente sono tutti personaggi diversi.
Lui per me ha qualcosa di maledetto e affascinante,che non gli giustifica un nome cosi banale,io l’avrei chiamato Gerard come minimo.
Perchè mi ricorda Gerard Way,ma lasciamo perdere per ora.

Questo ragazzo è un ragazzo un pò invecchiato,sia perchè ha dieci anni più di me sia perchè esteriormente se li porta maluccio.
Ma il suo carattere infantile ti fa rendere subito conto che è giovane,tanto che gli daresti meno anni di quelli che ha.
Meno anni anche di quanti ne ho io.

Lui è quel tipo di persona che mi guarda negli occhi finchè non inizio a ridere imbarazzata e poi mi chiede «Che c’è?».
Lo odio,mi fa impazzire.
Non posso fare a meno di sostenere il suo sguardo,perchè voglio fingermi una ragazza dura,o perchè mi piace guardare i suoi occhi,e finisco sempre per farlo ridere.
Questa è una cosa strana,che mi è capitata solo con un altra persona prima in vita; quando inizio a ridere io inizia anche lui,e viceversa.
Sembriamo coordinati.
Anche esteticamente.
Non è molto più alto di me,ed ha capelli e barba tenenti al biondo scuro.
Io che invece sono scura dalla testa ai piedi,boh.
Insomma,boh.
Mi piace. Si,mi piace.
Ho paura di ammetterlo.
I miei amici del centro rimarrebbero tipo tutti di stucco se lo sapessero.
A lui non lo sopporta quasi nessuno.
Dicono che è infantile,che tocca troppo le persone (non lo fa con malizia,è affettuoso come un gattino),che rompe e rompe e rompe.
Invece a me fa ridere e mi piace quando fa innervosire Stefy.
All’inizio mi metteva un pò a disagio quando mi stringeva la mano o mi metteva tutto il peso della sua mano sulla mia spalla.
Adesso invece quell’impasse iniziale è sparita,e mi sembra naturale che se mi veda mi venga ad abbracciare,altrimenti non sarebbe lui.
Stamattina l’ha fatto davanti a mia madre,devo dire che non ha contegno.
Mi ha stretto la mano,mi ha chiesto come stavo e poi si è presentato a mia madre.
Che uomo.
Che stile e che eleganza.
Ha una famiglia abbastanza agiata,ma non ha mai tanto segno di insofferenza per la mia povertà,anzi non se ne frega niente.
Lo adoro.
Ha la stessa innocenza di un bambino.
Chissà cosa ha passato nel suo passato per diventare cosi,per fermarsi all’infanzia.
Mi ricorda tanto mia nipote,ha la stessa cocciutaggine.
Ok,mi piace.
Ma il fattaccio è che ho paura di piacere anche a lui.
Lui non è come quel turso,che approposito non mi dice più nemmeno buongiorno vedi che strano.
Viene,mi accarezza,mi chiede se voglio uscire con lui quando si va a fumare la sigaretta.
E lui non si porta nessuno all’infuori di me e il metallaro fuori a fumare.
Mette la scarpa di marca sul marmo della panchina accanto a me,si appoggia con il braccio sul ginocchio e mi fa il suo miglior sorriso.
Se fossi un vampiro me lo mangerei a morsi quando fa cosi.

L’altro giorno gli ho detto di stare attento,quando nella mia testa avevo il desiderio di mangiarmelo a morsi,gli ho detto che non sono un giocattolo e che se mi rompe lo uccido.
Lui come tutto il resto del mondo continua a ripetermi che sono buona e dolce,e non credo abbia creduto al mio avvertimento.
Però deve essersi accorto che ultimamente lo guardo sempre negli occhi e che quando è nei paraggi aspetto che viene a stringermi la mano.
Deve averlo capito perchè mi si avvicina più spesso.
Non viene molto al centro,e fugge sempre come una scheggia.
Se ci vedessimo tutti i giorni,tutto il tempo,credo l’avrei già sposato.
No,scherzavo,tipo da matrimonio ancora non mi sembra.
Ma sicuramente avrei ceduto a chiedergli di essere il mio fidanzato.
Perchè?
I suoi occhi verdi parlano da soli,non so resistergli.
I can’t take my eyes off you.

L’altro giorno a pranzo mi sono seduta di fronte al metallaro,poi vi spiegherò perchè.
E lui si è seduto accanto a me.
In quel momento mi sono resa conto di ciò che mi ha portata qui a scrivere quest’articolo.
Mi ha stretto la mano per mezz’ora,anche dopo aver mangiato i mandarini ed io mi sono lamentata per l’odore che mi da fastidio.
Poi una delle mie amiche del centro,ha detto che eravamo proprio carini e che saremmo stati bene insieme.
Io ho riso,mi sono voltata e ho visto che mi guardava senza ridere,sorrideva trasognato.
Spaventata,ma per fortuna non troppo cattiva,ho detto «È troppo grande,potrebbe essere mio padre» quando so benissimo che non è cosi.
Non avesse mai detto questa cosa,mi ha fatto venire la pulce nell’orecchio che mi chiede in continuazione «Perchè non ti metti con lui? Eh? Guarda che occhi verdi ha! Lui sicuramente cede,ti dice di si».
Poi lo stesso pomeriggio mentre l’operatrice lo prendeva in giro dicendo che nessuno lo vuole perchè ha un brutto carattere lui ha detto «Se avessi una fidanzata non le farei mancare nulla».
Ed io ho alzato lo sguardo,mentre lui lo abbassava per nascondersi.

Non è detto che mi voglia.
Assolutamente.
Ma a me piace tanto.
Credo che la prossima volta che mi porta nel freddo polare del chiostro finisco per tuzzargli la spalla e fargli qualche domanda che dovrei risparmiarmi per il teatro.
Ah,il teatro? Ma non lo faccio più.


Parte 2: Evil Twin

Mi pento di voler bene a tutti loro,altrimenti potrei scrivere i loro nomi qui sul blog,e sarebbe tutto più semplice per me.
Ma voglio bene a tutti loro,perchè li punto o non li scrivo proprio se hanno le stesse iniziali altrimenti mi confondo peggio.
Ma devo trovare un modo…
Comunque,il protagonista di questa parte di storia è il metallaro.
E mi sto già sbilanciando troppo,perchè al centro io gli ho uscito sto soprannome e tutti lo conoscono.
I fatti al centro girano come mosche,ma spero nessuno arrivi mai qui.
Nel mio impero personale.

Io non ho mai avuto paura del metallaro,come invece aveva qualcuno che io conosco.
Da quando l’ho conosciuto l’ho guardato con venerazione.
Viene al centro da un paio di mesi.
Ed è un vero metallaro.
Non c’è altro da dire,ogni descrizione è superflua per lui.
Una creatura unica e perfetta nella sua unicità.

Piano piano che mi passava la venerazione silenziosa ho iniziato a parlargli.
Anche perchè a vedere sempre RadioFreccia e VirginRadio insieme senza fare qualche commento o domanda è impossibile.
Ci chiedevamo a vicenda «Ti piace questa band?» «Questi li conosci?» e nonostante abbiamo gusti un pò diversi siamo due rockettari entrambi.
Lui mi si è presentato come Punk,con tanto di tatuaggio che lo conferma.
Io mi sono presentata per quella che sono,una pazza che ama la musica bella.

Da quando ho finito il teatro ci ritroviamo il giovedi pomeriggio a vedere la radio ed entusiasmarci per la musica assieme.
Lui è una persona molto tranquilla,io invece se vedo Alex Turner inizio a fargli una testa cosi e spiegargli quanto lo amo.
Vabbè,tralasciamo.
L’altro giorno Damiano ci ha chiesto se ci piace il Natale: abbiamo dato la stessa risposta «Io odio il Natale».
Abbiamo fangirleggiato assieme per il film dei Queen,lui ha chiesto a me di dargli orari e cinema dove lo davano.
Evitiamo di farci i cavoli altrui,nel senso i cavoli con la pasta.
Il metallaro è una di quelle persone che difficilmente ho la fortuna di trovare in vita mia.
Una di quelle persone con cui non ho bisogno di parole,possiamo starcene lì le ore in silenzio ad ascoltare la musica e siamo felici e diventiamo amici.

Alla scorsa riunione degli utenti quando gli hanno chiesto come stava al centro lui ha risposto che aveva passato una settimana migliore perchè non era rimasto solo il giovedi,e mi ha ringraziato perchè gli avevo fatto compagnia.
Sono diventata tutta rossa.
Quando ho pianto si è dispiaciuto,insieme a poche altre persone.
Quando ho freddo mi chiede se voglio un maglione,e nonostante io sia sicura non mi andrebbero i suoi vestiti perchè è scheletrico sono contenta di avere un amico tanto generoso.

Mi sono seduta di fronte a lui a pranzo,perchè c’è stato tutto un immenso casino con Stefy e company e volevo aria nuova.
Siamo stati bene noi tre insieme,io lui e coso.
Potremmo passare benissimo per tre vecchi amici.
Lui invita sempre il metallaro a fumarsi una sigaretta assieme,io faccio la spettatrice.
L’altro giorno sono andati a farsi la passeggiata insieme,domani mi infiltro pure io.
Domani li vedrò entrambi.

L’altro giorno il metallaro mi ha chiesto dove avitabo esattamente,viviamo nello stesso quartiere.
E mi ha invitata ad andare a prendermi un caffè con lui.
Io per sdrammatizzare la mia indecisione gli ho ricordato che il caffè mi fa schifo al contrario suo che se ne beve venti al giorno (lui è caffeinomane,per un motivo).
A quel punto mi è sembrato imbarazzato,ha riso,e poi io ho detto seria come se niente fosse successo «Vabbè,io mi bevo una cioccolata calda» e allora mi ha detto che domani gli do il mio numero.
Tralasciando che non ho capito perchè lasciar passare due giorni per un numero di telefono,forse voleva pensarci bene o voelva dare a me il tempo di pensarci.
Comunque ho paura.
Non di dargli il numero,ma di uscire con lui.
Non so cosa potrei dire,perchè non gli sono impassibile e non vorrei farmi sfuggire qualcosa e cosi rovinare la migliore amicizia che potrei mettere in cantiere grazie al centro diurno.
Una di quelle amicizie per la vita.

Lui ha perso tutti i suoi amici.
Si è dovuto allontanare da loro per sempre.
Quindi immagino che anche io per lui potrei essere una grande buona amica.
Ma se gli piaccio? Beh,mi sa che passo da un estremo all’altro.
Da incompresa a superba.
Non so,non vedo che tutti mi si inginocchiano ai piedi,ma ho mille dubbi su tutti.

Mi piacerebbe avere un ragazzo come lui,per ovvie ragioni.
Ma anche il ragazzo di cui ho parlato sopra non mi dispiacerebbe per niente.


E quindi? Scrivere di loro mi ha un attimo fatto aprire gli occhi.
Mentre scrivevo del primo ho avuto stampato in faccia un sorriso da ebete per tutto il tempo,e immagino spesso che canzone dedicargli.
(Valentina non giocarti un altra canzone di Alex che poi non potrai ascoltare più!!)
Mentre scrivevo del secondo ero pensierosa e preoccupata,ed ho immaginato le ore ad ascoltare musica con qualcuno che davvero la ama come faccio io.
Io ho bisogno di un amico che ama la musica come me.
Ne ho troppo bisogno.

Ed ho bisogno anche di una sfida.
Di insegnare la buona musica ad un anima confusa.

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