Schegge di Me.

Quando si ama una persona si finisce per somigliarle.

No,non voglio iniziare con una frase fatta,citata a sproposito dalla mia testa piena di informazioni da non so chi.
Voglio iniziare con me,non con l’impersonale.

«Quando voglio bene ad una persona,finisco per somigliarle»

Io sono un groviglio di cianfrusaglie altrui.
In realtà io non esisto.
Se prima,o contemporaneamente a me,non fossero esistite queste persone,libri,canzoni,io non esisterei qui oggi,cosi come sono.


Ciò che mi ha costruita e modellata fino a farmi diventare questa

Da mia sorella maggiore ho preso il meglio:
L’amore per i Queen,i Depeche Mode e i Muse.
L’amore per l’italiano,la filosofia e l’arte.
La dedizione nello studio.
La passione,quella profonda,per la musica che salva.
Da lei ho scoperto l’esistenza di Stephen King.

Dall’altra mia sorella ho preso:
L’amore per i Linkin Park,i Within Temptation e in generale il nu e gothic metal.
L’apprezzamento per il diritto.
L’amore per i libri,la letteratura,quelli che aprono le menti.
La passione per il Giappone e tutto ciò che lo ricorda,Murakami e Yoshimoto in primis.
E l’amore per la letteratura sudamericana (che lei portò alla maturità),Allende,Coelho e Sèpulveda.

Da mio padre ho ereditato (in maniera naturale ma alquanto spaventosa comunque) il tono alto della voce.

Dalla prima persona importante della mia vita ho preso tanto,cosi tanto che sembro la sua ombra adesso.
Parlo di Franky. In quegli otto anni di vita condivisa ho imparato tante cose stupide da lui,e gliene ho insegnate altrettante.
Io gli ho insegnato ad allacciarsi le scarpe coi fiocchetti a orecchie di conigli.
Lui mi ha insegnato a tenere in mano il plettro.
Con lui è stato un flusso di vai e vieni,scoperte che abbiamo fatto assieme e assimilato in maniera diversa,e informazioni che convidivevamo l’un l’altro per paura di sentirci anche solo un poco distanti.
Lui mi ha lasciato le band più importanti della mia vita:
Gli Avenged Sevenfold e i My Chemical Romance.
Io gli ho lasciato i Muse e gli Arctic Monkeys in cambio.
Lui mi ha fatto apprezzare l’abbigliamento maschile,e prendendo esempio da lui ho iniziato a mettermi felpe larghe e cappellini fin sulle sopracciglia.
Lui si voleva nascondere,e volevo anche io.
Da lui ho imparato a lasciarmi andare.
Che la scuola non era la cosa più importante delle nostre vite,anche se eravamo bambini (e poi adolescenti).
Da lui ho imparato che la musica scorre nelle vene,l’ho visto rianimarsi e piangere commosso con una canzone che poi ha salvato anche me da me stessa.
Da lui ho imparato ad amare i piccoli peluche,ed ora se ne vedo uno penso irrimediabilmente a lui.
E i portachiavi,accidenti,lui aveva una fissazione con i portachiavi.
E a me regalò il suo preferito.
Da lui ho ereditato il sogno di fare piercing.
Lui mi ha insegnato a vedere i concerti in dvd,ed emozionarmi,cantare e ballare come se fossi lì sotto il palco.
Lui è stato il primo uomo che ho visto suonare dal vivo l’elettrica.
È stato lui,oltre a Matt Bellamy e company,ha far nascere dentro di me quella scintilla di voglia di schitarrate.
Con lui ho imparato ad amare.
Partendo dalle più piccole cose,dai nostri primi sguardi e sorrisi timidi,grazie al suo cuore che mi si è aperto ho scoperto cos’è l’amore.
E non ho potuto più farne a meno,è stato come se mi avesse iniziato alla droga che distruggerà la mia intera esistenza.
Ma gli sono grata comunque.
Lui mi ha attaccato anche la depressione.
Sono sempre stata depressa io,triste e diversa.
Ma le sue sofferenze si riversavano tutte su di me.
E mi ha lasciato in eredità la voglia di morire,questo è certo.
Lui,come anche io,al primo tentativo non c’è riuscito.
Al secondo si,e quel filo di morte è rimasto nelle mie mani.

Mio cognato mi ha fatto scoprire quella band che per anni è stata il mio unico mondo; i Thirty Seconds to Mars.
E inoltre mi ha iniziata alla discografia più profonda dei Queen,dei Motley Crue,degli AC/DC e degli Iron Maiden.

Della mia amica d’infanzia Fiammetta m’è rimasta addosso la parola ‘’Bene’’.
Io,che prima non ricordo assolutamente come rispondevo quando qualcuno mi diceva una buona nuova,ora so solo che rispondo come faceva lei.
«Ho vinto alla lotteria», Io: «Bene» «Bravo».

Dal caro Francesco ho preso l’apatia.
Come se fosse una malattia,in questi quattro anni,me l’ha proprio ficcata dentro.
Lui se ne è liberato abbastanza ma l’ha lasciata a me.
E non è una bella cosa,io prima ero piena di vita e morte (ma che cazzo dico?),ora sono piena di confusione.

Dal mio amico poeta Matteo ho rubato dolcemente l’amore sconfinato per i Verdena.
La scoperta dell’adorabile musica francese.
E insieme condividiamo l’amore interminabile per Alex Turner e i Kasabian.

Dalla mia amica Alice ho invece rubato l’amore per Le Luci della Centrale Elettrica.

Dal mio chitarrista preferito,Matt Bellamy,ho preso l’amore per le chitarre.
Lui mi ha insegnato i Nirvana,i Rage Against The Machine e gli Smashing Pumpkins.
E lui mi ha incoraggiato a scoprire i Nothing But Thieves,facendo aprire da loro alcuni concerti dei Muse.

Grazie ad una veloce passata di ‘’Arabella’’ sulla radio,ho scoperto gli Arctic Monkeys,e di conseguenza anche i The Last Shadow Puppets.
Vabbè,la Radio è la mia mamma rock.

Di Alex Turner ho involontariamente copiato l’accento inglese strascicato.

Grazie a Mathias Malzieu,il cantante-scrittore,ho scoperto i Dionysos.

Al centro diurno ho imparato ad essere più conciliante quando una persona mi dice una cosa che non mi va giù,ma è un tratto che se rimarrà in me sarà per merito loro,non è roba mia.

Al centro ho imparato ad aiutare.
Ad apparecchiare,sparecchiare,servire.
Roba che odio fare a casa.

Al centro ho imparato ad abituarmi alla pazzia.
Alla pazzia altrui e ai tratti caratteristici di ognuno di noi che bisogna sempre tenere a mente.

Al centro ho imparato che posso essere apprezzata.
Cosi tanto da diventare egocentrica se non sto attenta.

E sempre al centro ho fatto uscire fuori il mio lato da nazista della musica,ma trasformandomi in una dittatrice in tutti i campi.
Mi sono anche scoperta femminista grazie al centro.
E forse anche la mia opinione politica stando a contatto con loro sta prendendo forma.

Sono certa che ancora devo assorbire tanto da tante persone che passeranno nella mia vita.
Già ho in elenco il mio amico Punk,che quando potrò scaricare musica entrerà sicuramente in questa lista con qualche band che mi ha fatto adorare.
Dalla mia amica S. però,sia chiaro,non potrò mai prendere la passione per Ken Follett,non fa per me.

Forse sono contenta di avere tutti questi tratti di queste persone,sapete?
E non ho elencato canzoni,libri e poesie.
Quante cose ho iniziato spudoratamente a copiare dai miei preferiti tanto che alla fine sono entrati nel mio vocabolario quotidiano.

Basta guardare il motto del blog,sto sempre a ripeterlo nemmeno avessi dentro di me un urca siberiano pronto a mettere tutti in riga.

Anche il motto non è una cosa mia,o mi sbaglio?
È un altro pezzetto che sta bene in questa lista.


Solo una cosa è venuta dal profondo di me stessa.
Me stessa e nessun altra.
La scrittura.
Quella spinta insensata che dopo aver abbandonato la scuola mi ha fatto rendere conto dell’unica cosa che sapevo fare in vita mia.
Sedermi alla scrivania o sul letto,prendere il computer,o un quaderno,o la macchina da scrivere,e iniziare a buttare fuori dall’involucro fragile che è la mia testa….tutto.
Tutto senza eccezioni di colpi.
E infondo io questa sono; la mia passione per la scrittura.
Senza di essa non esisterei,sarei solo un cumolo di parole ed entusiasmi altrui.
Invece ci sono,per poco ma ci sono.

Ah,ovviamente poi,ho qualcos’altro che mi rende unica e speciale rispetto al mondo che mi ha costruita.
La pazzia.
Non è sempre piacevole accettare e convivere con la mia mente pazza,ma la mia vita sarebbe ancora più noiosa e piatta senza di essa.

Nota: Riguardo a mia sorella e gli scrittori che mi ha fatto conoscere ho dovuto omettere molti nomi perchè in pratica quasi tutto quello che leggo me l’ha fatto scoprire lei.
Sarebbe (è!) stato umiliante scriverlo.
Però qualcosa che ho scoperto da sola io c’è,lo assicuro.
Dostoevskij,per esempio,lei ne ha letto solo un libro.

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12 risposte a "Schegge di Me."

  1. Fa riflettere quello che scrivi. È vero come le esistenze altrui si mescolano con le nostre. Non ne siamo del tutto consapevoli ma siamo spesso un cumulo di cose altrui.
    Mi hai dato uno spunto di riflessione interessante!

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  2. Mi sono quasi emozionata! Anni fa, alla veneranda età di 15 anni, conobbi un ragazzo online e mi innamorai di lui. Risparmio la tragica storia di come mi ha distrutto il cuore, ma con i mesi mi resi conto di essere diventata come lui. Il modo di esprimermi, di scrivere, di pensare. Mi fa piacere non essere l’unica a sentirsi così!!

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  3. Un testo pieno di cultura musicale, io ho ereditato il mondo Rock (per non elencarli tutti) dal mio fidanzato. Si ereditano tante cose da tutto e tutti, questo siamo noi, un puzzle di cose e persone.
    Non è facile effettivamente immaginare cosa fa parte di noi e cosa abbiamo assorbito, è curioso. Ma effettivamente le cose che abbiamo assorbito in qualche modo lo riformuliamo e rielaboriamo per adattarlo a noi stessi, e diventa un pezzo di noi.
    Bel testo!!! L’ho letto volentieri 🙂 grazie!
    Niki

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