Bat Country: Gli Spacconi

Quest’amicizia con il Punk (anche se nella mia mente si presenta ancora come Il Metallaro,per carità,non contrariamolo,mai scherzare sulla musica con persone come noi),si sta evolvendo in modi particolari.

In certi momenti mi ricorda terribilmente il passato,il legame forte e indissolubile con Franky.

In altri momenti invece ho paura.

Ho paura che lui sia come tutti,e che un giorno si stancherà di me.

Ho paura che la nostra amicizia propria perchè veramente profonda e forte sia destinata ad essere spezzata solo dalla morte.

E della morte ho una fottuta paura,mi sono resa conto.

Ma non della mia.

Della sua.

Forse,adesso che ho trovato un vero amico,con cui condivido per di più le stesse passioni che condividevo con Franky,la mia mente si sta rendendo conto di una nuova paura che c’è e aspettava giusto il Punk per manifestarsi.

L’altro giorno mi ha detto che soffre di una malattia potenzialmente mortale (non posso e non voglio aggiungere troppi dettagli per tenere la sua privacy al sicuro,pensate a quanto gli voglio bene se non riesco a parlare),ed io sono rimasta realmente spaventata a morte.

Con lui ho cercato di prenderla a ridere,anche perchè lui stesso non sembra troppo preoccupato di questa cosa.

Ma dentro di me ho rivisto tutto.

Il funerale. L’assenza.

Quella maledetta mattina,l’inizio della sua mancanza.

No,no,non può morire anche lui.

Anche se per ragioni diverse,non deve accadere.

Io non parteciperò ad un altro funerale di cui il defunto ha già scelto la musica.

No,basta,mi dovete tenere fuori dalla morte,altrimenti io non ne uscirò mai più.

Lui è difficile che si suiciderà mai. È arrivato a quel momento della vita nel quale vuole vivere per fottere la morte e per rompere i coglioni a tutti (compresa me).

Di questo almeno sono un pò grata,ma non vorrei comunque morisse.

Ancora non gli ho raccontato di Franky.

Ma gli ho accennato,nella lettera che gli ho scritto per il suo compleanno,che un giorno lo farò.

Ma ho paura che arrivi senza che me ne rendo conto il momento in cui sarò pronta a raccontarglielo,e inizierò a parlare.

Vorrei essere preparata,parlare bene e non essere troppo crudele o realista.

Ma non è facile raccontare tutta quella faccenda,dagli inizi soprattutto,fino alla fine.

Non credo che ormai glielo racconterei con rancore e rimorsi crescenti,ormai quella fase credo di averla definitivamente superata.

Ma il mio racconto influenzerà l’idea che lui si farà del mio Franky,e del mio passato,che per ora non crede cosi triste.

Vorrei raccontargli di Fra come di un eroe,come di un tipo ganzo e unico.

E nonostante non me l’abbia mai detto sono sicura che pensa che sono solo una ragazza un pò triste,che usa la sua vena artistica per farsi schiacciare volontariamente dagli eventi della vita.

Quando nella realtà un evento della mia vita in particolare,mi ha schiacciata e uccisa per davvero.

E la vera schifezza è stata la catena di eventi uno sempre più orribile dell’altro che sono accaduti dopo la sua morte.

Mio padre,mia sorella.

Ci mancava tanto cosi ed oggi avrei perso tutti e tre.

Ma sono certa che lui ha combattuto per farmeli rimanere al fianco.

Sapeva che senza di loro non sarei sopravvissuta.

E come il mio amico Punk è sopravvissuto ai suoi cataclismi,io nonostante tutte le ammaccature,sono sopravvissuta.

Un giorno gli racconterò di Fra.

E vedremo che piega prenderanno gli eventi.

Intanto la nostra amicizia sta prendendo la rotta della sfida.

Lo sfido di continuo ad abbattere i suoi limiti.

A mostrarsi per l’uomo che è,contro me che sono una ragazzina (nata ieri,come dice lui giustamente) incosciente e abbastanza temeraria.

E cosi lo sto portando in giro sui pullman,anche se dovrei ancora spiegargli la loro reale funzione e togliergli dalla testa i suoi ricordi angosciosi a riguardo.

L’ho fatto entrare in una libreria.

Sarebbe stato un evento da filmare per quanto io ero soddisfatta e lui atterrito.

Gli ho mostrato settecentocinquantamila libri che ho letto,gli ho raccontato pezzi di trame,poi mi spostavo su un altro libro perchè lo vedevo annoiato.

Alla fine gli ho mostrato il reparto cartopazzo ed è rimasto incuriosito da quanti piccoli oggetti inutili possono essere fabbricati.

E cosi io per ricambiare ho mangiato al McDonald,una cosa che odio da sempre.

Non ci avevo mai mangiato,e non è che mi sia piaciuto molto,ma lui è stato troppo gentile a pagare anche per me quindi ho cercato di non usare parole offensive nei confronti del cibo.

Mi sono gettata sull’elogio del gelato che era davvero buono,tralasciando il panino,le patatine e la bibita.

Anche se stiamo a Gennaio e quel gelato poteva costarmi una polmonite.

Vabbè.

L’altro giorno poi l’ho fatto camminare cosi tanto che ci mancava poco cosi che collassava.

Siamo arrivati dal centro della città all’entrata del nostro quartiere,a piedi.

Io me la sarei fatta anche fino a casa,ma lui no,quindi abbiamo aspettato il pullman.

La prossima volta andiamo a casa a piedi,niente storie.

Un pezzo per volta,lo farò diventare più consapevole delle sue fortezze.

Perchè nonostante si professi debole sotto l’aspetto da duro,io so che è forte.

Di me continua a rimanere schoccato.

Il mio aspetto da debole e soggetta a insulti non gli avrebbe mai potuto far credere alle cose che ho fatto e che faccio.

Ai chilometri che mi piace macinare a piedi.

Forse è meglio che non ha più la moto,altrimenti non cammineremmo proprio,o la guiderei io al suo posto.

E la cosa sarebbe davvero preoccupante.

Al parco vedemmo i ragazzini una sera.

Facevamo gli spacconi.

Ridevano tra loro e si lanciavano sfide.

Saltavano oltre i pali di recinzione.

Io speravo che qualcuno non riuscisse nel salto e si spaccasse le palle.

Poi mi ssono voltata e ho detto al mio amico:

«Vedi?» «Noi dobbiamo essere come loro» «Felici. Dobbiamo ridere e scherzare,e fare gli spacconi. Dobbiamo fare gruppo come fanno i ragazzini».

E ci sto provando,anche se siamo solo due,facciamo gli spacconi.

Più che altro lui,ma presto mi scioglierò dalla paura che mi lega e tornerò la Tappa incosciente e pazza di sempre.

La ruota panoramica non è un risultato per me.

È solo l’inizio.

Invece che spacconi,dovremmo comunque…

…fare gli Spaccati.

Mi premeva troppo dirlo,anche se non centra un cazzo.

Dato che siamo psicopatici entrambi,dovremmo fare gli Spaccati.

Come nella saga del Maze Runner.

Vabbè che noi siamo già tutti Spaccati.

Io,lui,S.,M….tutti.

Ovviamente France è il più Spaccato di tutti.

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11 risposte a "Bat Country: Gli Spacconi"

      1. Secondo me è invece già parte di te, la vitalità (quella vera, non fittizia e forzata) emerge pienamente dai tuoi scritti, e lì c’è il meglio di te… Quindi ce l’hai, e delle più pregiate!
        Non tutti la tirano fuori facendo cose mirabolanti, viaggi, risate… ognuno ha la sua 🙂

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      1. Probabilmente avrai fatto qualche cambiamento sull’operazione dei tuoi scritti, poiché dal cellulare sono costretta a muovermi verso destra per leggere il concetto fino in fondo e poi tornare indietro per poter continuare. Capisci che in tal modo è facile perdere il segno di ciò che sto leggendo, per non parlare del fatto che spesso passa all’articolo precedente inavvertitamente. 😞 Difatti non sono riuscita a leggere neppure questo. 😢 Poi, considera che il mio cellulare non è proprio tra quelli di ultimissima generazione, anche se questo è un limite mio.

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      2. Anche a me si vede cosi dal web.
        Non hai l’app di WordPress quindi? Lì dovrebbe aprirsi normale.
        Il cambiamento l’ho fatto,questi li sto pubblicando dal cellulare invece che dal pc,quello li formatta meglio. Purtroppo questo è un mio di limite,appena potrò collegarmi dal PC cambierò il formato di quest’articolo cosi potrai leggerlo 💜

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      3. Ho l’app sul cellulare, ma non possiedo un modello vecchiotto quindi potrei avere io dei limiti.
        Purtroppo non è l’unico tuo articolo con questo problema, 😞 ma aspetterò. 😉 Anzi, grazie per l’impegno. 😙

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